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Parte del Games Project 2013, lo scopo di tale progetto è quello di analizzare, nobilitare e informare creando articoli di riflessione sul Medium Ludico (Dai giochi da tavolo fino ai videogiochi). LINK BLOG: http://dimensioneludica.wordpress.com/

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di Dani 98 - Ocarina of Time

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“Sono passati ormai dieci giorni dal mio risveglio. Cammino per ore, ogni giorno. E nonostante tutto non ho ancora trovato Zelda. Mi sento solo. Spaesato. Ho paura, e anche nostalgia della mia vecchia vita, passata nel villaggio dei Kokiri. Una vita fatta di cose semplici, giochi, piccoli lavori. Una vita che non avrò più. E questo mi rattrista ancora di più. Nonostante salvare Hyrule, sia di vitale importanza per la salvezza del mondo, ho deciso di fermarmi un attimo. Fermarmi per non dimenticare, ciò che ero e ciò che sono, ma soprattutto, come lo sono diventato. Non posso però fermarmi molto, mi conviene riflettere in fretta, e ricordare perciò, solo gli avvenimenti più importanti degli ultimi tempi. Quasi tutti drammatici.”

“Dovrei partire dal mio sonno. Proprio mentre stavo per sottrarre la triforza a Ganodorf, lui, è riuscito a impossessarsene. L’unica soluzione per le tre dee, è stata quella di congelarmi per sette anni. Dopo questo arco di tempo, sono misteriosamente cresciuto. Lo scopo di ciò, è poter impugnare una spada, detta “Suprema”, che dovrebbe essere in grado di sconfiggere Ganodorf. Purtroppo però, per arrivare a lui, dovrò salvare alcuni saggi, che mi apriranno le porte del suo castello.”

“Al mio risveglio ho trovato una Hyrule devastata. Le case a pezzi, completamente bruciata. Nemmeno il castello ha resistito, è stato sostituito da quello di Ganodorf, che è riuscito a conquistare Hyrule, la terra che ha sempre sognato. Un solo edificio è intatto, ma ospita un uomo che contrabbanda fantasmi. Sono poi tornato nel mio villaggio. Nessuno mi riconosce più. Nessuno sa che sono Link. Tutti lo ricordano con tristezza. Non immaginano che Link sia davanti a loro, seppur cresciuto. Già, cresciuto. I Kokiri non crescono. Ho cercato risposte a questo fenomeno. Mi sono state date da un germoglio dell’albero Deku, testimone della resurrezione di quest’ultimo, una delle poche buone notizie. La risposta, è che io non sono un Kokiri. Sono un Hylian. Questa mia origine mi è completamente nuova. Sono cresciuto tra i Kokiri solo perché mia madre è morta durante una guerra, e questo era l’unico modo per salvarmi.”

“L’unica speranza che ho, è riposta nei pochi amici che possiedo. Una di questi è Saria, la mia amica d’infanzia. Una dei pochi ad avermi riconosciuto. L’ho salvata da un santuario, nel profondo della foresta Kokiri. Per arrivare a lei, ho esorcizzato fantasmi, combattuto scheletri, e anche affrontato un specie di copia di Ganodorf. Sono anche stato ferito, ma non c’è niente che non farei per lei. Alla fine, pensavo che avrei trascorso un po’ di tempo con lei. Mi sbagliavo. Si è infatti rivelata uno dei saggi. Ha dovuto abbandonare me, il suo villaggio e i suoi amici per unirsi al saggio di luce e successivamente agli altri. Ma questo è stato necessario. “
“Anche Darunia, il re dei Goron è ancora vivo. Ho salvato alcuni suoi sudditi, e anche lui da un terribile drago nel monte morte. Ho sopportato anche questa volta, uno sforzo fisico terribile, dettato dalle temperature del vulcano. Anche Darunia, si è però poi rivelato uno dei saggi. Mi può comunque aiutare e parlare, come Saria, ma non di persona. Darunia è un grande Goron. Non lo dimenticherò.”

“Un’altra mia amica è la principessa Ruto, degli Zora. La loro dimora è stata completamente congelata, e lei, rinchiusa in un santuario sul fondo del lago Hylia. Sono riuscito a liberarla, affrontando l’ennesimo mostro e una copia di me stesso. Quest’ultima operazione è stata difficile. Non è facile pensare di far male ad un proprio clone. Ne è però valsa la pena. Ho rivisto Ruto. Anche lei è cresciuta e maturata. Non è più arrogante come una volta, ed è anche più rispettosa. E secondo gli Zora è anche mia moglie, a causa della promessa che mi fece sette anni prima, quando decise che sarei stato il suo fidanzato. Anche lei, è uno dei saggi. Non potrò perciò godere della sua compagnia.”

“Infine Sheik, una ragazza Hylian. Compare ogni tanto. Mi da qualche consiglio, mi insegna una melodia e se ne va. Ho imparato a fidarmi di lei. Se devo essere sincero, esercita su di me un certo fascino, mi ricorda qualcuno. Spero di non perdere anche lei.”

“Un altro avvenimento felice è stato il ritrovamento di Epona. L’ho vinto a una corsa, contro il nuovo proprietario della fattoria LonLon. Una persona cattiva e avida, che tiene solo ai soldi. Non gli importa di Hyrule, della morte e della disperazione che affliggono questa terra. I soldi sono il suo unico interesse.”

“Sinceramente, non so quanto resisterò a tutti questi cambiamenti. Sono stanco, stanco di combattere e di avere paura. Non sono più nemmeno così sicuro di riuscire a portare a termine il mio compito. In ogni caso ci proverò, con tutte le mie forze. E nonostante queste siano poche, posso comunque dire che Ganodorf non avrà vita facile. E’ una promessa.”

di Dani 98 e Supernick98 - Army of Two

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“Fra cinque secondi apro il portello, preparatevi a lanciarvi!”
Salem fece un cenno a Cha Min Soo:”Non ti preoccupare.”
“Ora!”
Salem e Rios si lanciarono dal portello dell’aereo.Dall’alto si poteva ammirare il Mare delle Filippine,un telo blu con una sola macchia. La portaerei “USS Constellation”.
“Allora, tu giri,io sparo.” Disse Salem.
Continuarono a scendere. Degli uomini sul ponte continuavano a sparargli contro.
Salem imbracciò il fucile da cecchino e sparò diversi colpi. Nessuno di questi andò a segno.
“Rios,stabilizza questo maledetto coso!”gridò Salem mentre i proiettili schizzavano tutto attorno.
Senza badare all’ordine Rios,direzionò velocemente il paracadute prima a destra e poi a sinistra,cambiando bruscamente direzione, schivando così i proiettili.
Atterrarono.


“Spalla a spalla!” Gridarono simultaneamente.
Rios in piedi,Salem accovacciato,si misero l’uno appoggiato all’altro,mirando in direzione opposta.
Una decina di nemici uscì dal riparo offerto dai container che la nave trasportava.
Salem e Rios iniziarono a sparare a più non posso,mentre altri nemici arrivavano.
Proprio nel momento in cui sembrava stessero diventando troppi, spuntò Philip Clyde, che eliminò i nemici rimanenti.
“Ehi stronzi,non voglio riportare i vostri cadaveri a Dalton!”
“Zitto Clyde.”Disse Salem. “Non abbiamo bisogno di te e non ti vogliamo.”Continuò Rios.
Clyde se ne andò senza dire una parola.
Intanto i due,si fecero strada tra i container,continuando a sparare a tutti i soldati che incontrarono.
Un ordine arrivò da Alice Murray:”Più avanti troverete quattro aerei pronti al decollo. Sabotateli.”
Arrivarono in una parte libera del ponte.Proprio mentre stavano per abbassare le armi,sentirono un rumore da dietro:due elicotteri stavano arrivando.
Una volta raggiunta la portaerei,vi scaricarono una decina di uomini. Iniziò uno scontro a fuoco.
Proprio quando mancavano tre soldati nemici, Rios, venne colpito alla gamba destra. Salem lo raggiunse, e lo portò dietro a un riparo. Estrasse dalla tasca una siringa, ed iniettò a Rios della morfina.
Rios si rialzò ed eliminò gli altri tre.
Intanto Salem manometteva gli aerei. Finita questa operazione, scesero delle scale sul fianco destro della nave. Sfondarono una porta d’acciaio ed entrarono.
Trovarono ad attenderli oltre la soglia, sei soldati nemici. Salem, raccolse uno scudo anti-sommossa che si trovava di fianco a lui. Rios, si mise dietro di lui ed eliminò i soldati nemici.
Entrarono in una porta alla loro sinistra. Una volta varcata la soglia trovarono Clyde che collaborava con un soldato nemico che intanto usava un computer.
“Cosa diavolo fai?!” gridò Salem.
“Fatti i cazzi tuoi!” gli rispose Clyde, mentre scappava e tentava contemporaneamente di sparargli.
Salem e Rios eliminarono un po’ di soldati nemici a difesa di Clyde. Dopodiché, si avvicinarono al computer e scaricarono i dati che conteneva su una chiavetta USB.
I due passarono alla stanza successiva. Aprirono un armadio e ne estrassero una fiamma ossidrica. Aprirono un varco nel pavimento. Vi entrarono e si ritrovarono in un hangar. Diversi soldati nemici si trovavano al suo interno. Iniziò uno scontro a fuoco. Salem e Rios si buttarono subito nella mischia ed in pochi secondi eliminarono i nemici.
Fecero per procedere ma davanti a loro si trovava una saracinesca blindata. Salirono perciò su uno degli aerei che si trovavano nell'hangar e lo usarono per spararvi contro un missile.
Un soldato corazzato entrò dalla saracinesca distrutta. Salem la distrasse, mentre Rios la aggirava per spararle alle spalle, non coperte dall'armatura. La riempì di colpi. Entrarono in un ascensore e scesero alla sala comandi, che era in parte distrutta. Trovarono il capitano della nave seduto su una sedia. Era ferito.
" Su questa nave si trovano delle testate nucleari rubate. E siamo in rotta di collisione con Manila! Se non fermiamo questa nave avremo un bel fungo atomico!" disse il capitano ormai in fin di vita.
"E cosa dovremmo fare?" chiese Salem.
"Dovete aiutarmi a colare a picco questa nave." rispose il capitano.
"Ok,ci dica cosa dobbiamo fare." disse Rios.
Salem e Rios tornarono indietro e presero un ascensore. Avrebbero dovuto posizionare una delle testate nucleari in modo che il capitano potesse farla esplodere prima dell'impatto con Manila.
Attraversarono un altro hangar, pieno di nemici. Rios estrasse la pistola e ne uccise una dozzina con un colpo in testa mentre Salem finì i restanti con il suo fucile. Distrussero il tubo di una porta idraulica e passarono all'hangar successivo. Ad attenderli trovarono un soldato armato di bazooka. Quest'ultimo sparò, facendo volare via Salem e Rios.
Salem ancora sdraiato, gli sparò un colpo in piena fronte.
Avanzarono. Appena trovata una testata nucleare la posizionarono dove richiesto dal comandante e dopodichè lo chiamarono.
"Comandante, abbiamo posizionato la testata." disse Rios.
"Ragazzi scendete dalla nave, io farò esplodere la bomba. Non pensate a me," ordinò il capitano.
"Va bene." rispose Rios con tristezza.
Avanzarono verso una scala. Mentre la risalivano la nave subì una violenta scossa che li fece cadere. Si rimisero in piedi e tentarono ancora, arrivando finalmente sul ponte.
Risalirono il ponte. Era tutto in fiamme e c'erano continue esplosioni. Scatoloni e container scivolavano e volavano dappertutto.
Salem e Rios corsero, facendosi intanto spazio fra i pochi soldati nemici rimasti.
Giunsero all'estremità del ponte. Calarono una barca e abbandonarono la nave che si era intanto rovesciata e continuava a esplodere.
Finalmente affondò e la macchia grigia scomparve dall'immenso telo blu, lasciandosi dietro morte e distruzione. Era finita.

di Supernick98 - Battlefield: Bad Company 2

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“Eravamo sull’elicottero,io e la mia squadra stavamo aspettando di atterrare sull’immensa distesa color ocra sotto di noi,il Deserto di Atacama.
Quando stavamo per atterrare, notammo un veicolo nemico,con due uomini al suo interno,uno guidava,l’altro sulla torretta posta sul retro del veicolo.” A quel punto, il capitano disse: “Haggard,elimina il mitragliere.” Immediatamente Haggard imbracciò il fucile di precisione e,con un colpo secco, uccise il mitragliere. “A quel punto Flynn,il nostro pilota,ci disse: “Io più in là non vado,scendete qui, buona fortuna!”.
“Una volta scesi,inseguimmo il nemico rimasto e lo uccidemmo con alcuni colpi, poi proseguimmo con il veicolo lasciato dai nemici”.
“Guidai fino ad una postazione satellitare,lasciata dai nemici,dove scoprimmo che essa veniva usata
per tracciare la posizione di una nave cargo scomparsa nel '49,la Sangra De Toro,però non sappiamo ancora perchè il nemico la voglia."
"Dopo aver trovato la prima postazione,sulla mappa la base si indicò le restanti tre,che ci avrebbero permesso di avere la posizione della nave."
"Quindi ripresi il veicolo e ci muovemmo verso la prima postazione."
"Una volta arrivati ad un passaggio con delle alture rocciose,scorgemmo alcuni nemici,armati di fucili di precisione,ed altri sul cammino vero e proprio.Uccidemmo tutti i nemici che ci sbarrarono la strada e proseguimmo fino allo sgancio dei rifornimenti,dove cambiai armi,perchè quelle che possedevo non erano adatte al seguito della missione,perciò presi un'arma da tiratore,utile per bersagli a lunga distanza, insieme ad un arma potente e con un rateo di fuoco alto,per fulminare i nemici dalla media e corta distanza."
"Percorso poi un secondo sentiero,ed uccisi i nemici presenti,ci trovammo di fronte a d un'antica fortezza semi-distrutta,dove incontrammo altri nemici,direi una dozzina,che eliminammo facilmente.
Però,il vero problema erano due elicotteri,muniti di lanciagranate,che ci attaccarono,però ebbero vita breve,perchè con soli quattro colpi di lanciamissili,si infransero entrambi al suolo.Eravamo salvi.Almeno per ora."
"Finalmente riuscimmo a conquistare la prima base e ci muovemmo verso la seconda."
"Giunti ad un piccolo villaggio,con alcune case semi-distrutte,dovemmo continuare a piedi,perchè la strada era bloccata da macchine distrutte e filo spinato."
"Una volta superato il villaggio,decisi di cambiare nuovamente una delle due armi che trasportavo: presi un fucile di precisione,per abbattere i cecchini appostati sulle torri più avanti."
"Grazie al fucile preso in precedenza,eliminai tutti i cecchini sul sentiero,aprendo la strada alla postazione."
"La raggiungemmo con successo,poi,finito il procedimento al computer,io ed Haggard ci avviammo verso l'ultima postazione nemica,a bordo del veicolo."
"Durante il percorso verso l'ultima postazione,dovemmo eliminare alcuni nemici muniti di lanciamissili,ma fu questione di un paio di minuti.Dopodichè,giungemmo ad una fortezza,nella quale si trovava la postazione."
"Proseguendo all'interno della struttura,ci trovammo davanti una ventina di nemici,ripari scarsi,ed un elicottero che lanciava granate contro di noi.Nonostante tutto,però,riuscimmo a cavarcela,perchè ad un certo punto,l'elicottero se ne andò ed eliminammo i nemici.Eravamo salvi un'altra volta."
"Finalmente arrivammo definitivamente alla postazione e,dopo aver eliminato i nemici, completammo il nostro compito al computer."
"Infine,io stesso dovetti raggiungere una postazione per poter avere sulla mappa tattica la posizione della nave.A quel punto,mi avviai verso di essa,ma scopri che non potevo superare una parte della nave.Riuscì però ad individuare dei barili esplosivi,ed essi mi aprirono il passaggio."
"Giunto alla nave,dovetti uccidere quattro nemici che mi sbarravano la strada,dopodichè esplorai la nave all'interno,quando,in una stanza,scorsi un piccolo forziere,che conteneva il resoconto dell'"Operazione Aurora", attuata dall'esercito americano durante la seconda guerra mondiale per fermare la cosiddetta arma scalare progettata dai giapponesi."
"Oltre a quello trovai anche la versione originale della seconda guerra mondiale di una speciale bomba,creata sempre dai giapponesi,così,informai il sergente della mia scoperta ed uscì dalla nave,il mio compito era terminato,missione compiuta.

di Dani98 - Steel Driver

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Dal diario di bordo del capitano Luc Fisher, del sottomarino ND-01 Manatee.
Missione nel circolo polare artico. Inizio missione: h 07.45 del 14/04/12.
Appena sganciato in mare l’ ND-01 Manatee ha iniziato la sua discesa. L’acqua era disseminata di grandi blocchi di ghiaccio. Impossibile aggirarli o superarli da sopra o sotto. Le acque sono molto insidiose. Più volte si è rischiato un impatto contro i blocchi di ghiaccio precedentemente citati.
A 99 metri di profondità e 243 dalla partenza, il fondale inizia a ospitare anche diverse bombe nemiche.
Impatto con una bomba a 82 metri di profondità e 536 dalla partenza. Nessuna falla. La strada è ostruita da un blocco di ghiaccio. Viene usato un missile per distruggerlo. Un altro blocco di ghiaccio 14 metri più avanti. Per procedere viene usata la tecnica precedente. Altro impatto con una bomba, il sottomarino inizia a cedere. Una altro blocco ostruisce la strada. Servono due missili per distruggerlo.
Veloce salita in un passaggio stretto con alcune rocce sul lato. Massima velocità per i primi 26 metri di salita, velocità intermedia per il resto.
Trovata zona non coperta dai ghiacci. Il sottomarino viene riparato in 23 minuti. Sono le 09.47.
Discesa di 102 metri a massima velocità. Sul fondale si forma un mulinello.
Il mulinello trascina il Manatee e lo fa sbattere contro il fondale. Una bomba di prossimità peggiora le sue condizioni. Non resisterà ad un altro impatto.
354 metri a dritta tranquilli. Una corrente spinge poi il sottomarino in avanti ad alta velocità.
Altro punto in superficie. Il Manatee viene nuovamente riparato. Sono le 11.21.
Tratto a tutta velocità. Un iceberg continua a salire in superficie ed a riscendere. Il Manatee rischia di essere schiacciato.
16 metri tranquilli e poi ancora due iceberg in movimento.
Impatto con balena bianca. Si apre una falla che viene però subito chiusa.
Impatto con un missile guidato. Altra falla.
Altri due impatti con un missile. Il Manatee si ritira temporaneamente per prepararsi all’attacco.
Attacco iniziato. Sottomarino nemico distrutto. Nessun danno al Manatee.
34 metri a dritta in superficie prima di incontrare una nave nemica che viene prontamente affondata.
Un iceberg enorme blocca il passaggio. Vengono usati 3 missili per muoverlo ed aprire uno stretto passaggio.
Attacco da parte di un sottomarino nemico. Il Manatee viene colpito più volte. Non può affrontare lo scontro. Supera il nemico e procede oltre prima che questo posso inseguirlo. Incontro con una seconda balena, più grande della prima.
Diversi sottomarini nemici vengono superati senza combattere. Il Manatee non resisterebbe.
Alle 12.32, dopo 4 ore e 47 minuti di viaggio il Manatee raggiunge il suo obbiettivo. L’equipaggio è salvo, il sottomarino ha invece bisogno di grandi riparazioni. La missione finale si svolgerà fra 3 giorni.

Commenti

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dani98Lo sapevo che in poco tempo avrei potuto leggere una tua esperienza!!! Ci contavo ( conoscendoti ) asd .... Vai Iry!!! 8 aprile 2012 alle 00:48 · segnala

IryDLeggi , leggi che è lunga :D 8 aprile 2012 alle 00:55 · segnala