Halo - Master Chief, protagonista tra il vecchio e il nuovo
I cambiamenti dello Story Telling nella saga.
Contiene Spoiler!
Chi vi scrive è un appassionato della saga di Halo. Tutto cominciò un giorno al Galimberti (oggi Euronics) dove vidi per la prima volta una postazione di prova della prima Xbox con all'interno il primo Halo. All'epoca ero indeciso cosa farmi regalare a compleanno, se la magnifica PlayStation 2 o la nuova e intrigante console di Microsoft, quindi ogni prova serviva a smuovere l'ago della bilancia verso una piuttosto che l'altra. Inutile dire che presi in mano in un battibaleno il grosso e scomodo Pad della prima Xbox per provare quel gioco, e ne rimasi ammaliato.I controlli del gioco erano comodi, e non appena premuto il tasto start, mi lanciai giù da una navetta in un campo piuttosto vasto, dove io e i miei commilitoni dovevamo massacrare orde di alieni a suon di proiettili. Una prima impressione che ancora oggi mi fa rimpiangere di aver preso prima PlayStation 2 all'epoca.
Prima Trilogia - Vecchia Scuola
La prima cosa che si può dire della prima trilogia è sicuramente che si tratta di una saga di giochi che è riuscita a rivoluzionare il mondo degli FPS su console nelle meccaniche rimanendo ancorata ad una filosofia molto anni 90. Infatti nella saga ci troviamo di fronte ad un mondo vivo, complesso, formato da personaggi con un loro carattere e una loro personalità. Ma noi chi siamo? Semplice, siamo un soldato che spiccica un paio di frasi in tutto il gioco, perennemente nascosto dalla sua verde armatura, che sotto a quel casco potrebbe essere chiunque, anche noi stessi.Una filosofia molto in voga in quegli anni, che di sicuro permetteva l'immedesimazione in maniera più semplice, permettendo a tutti i giocatori di entrare a contatto con quel mondo, un po' come il sempre muto Dr. Freeman.Il background della storia era realizzato in maniera divina se paragonato al quasi nullo background del protagonista, che nel primo capitolo conosciamo solo per nome del suo grado: Master Chief. Un protagonista che svolse alla perfezione il suo ruolo in quel giocattolo che serviva a lanciare la console di Microsoft in un mercato all'epoca impenetrabile, riuscendoci con discreto successo.Il discreto successo della console paradossalmente favorì il grandissimo successo del gioco, che con poco più 20 milioni di macchine piazzate, riuscì a far vendere 6 milioni di copie. Un possessore di Xbox su quattro giocava ad Halo.Tutto ciò chiaramente segnava il proseguio di quella che poi sarebbe diventata una delle IP più importanti degli ultimi anni.
Qualche anno dopo, a seguito di una gigante attesa, uscì Halo 2, che non solo perfezionò le meccaniche del gioco precedente, ma lo migliorò in ogni suo aspetto. Grafica, fisica, Longevità, Online e parte più importante per il sottoscritto, la trama.La trama di Halo 2 si rivela più approfondita, con un background più descrittivo e completo e sanza dubbio tra i migliori esempi di story telling in un FPS. Inoltre il secondo capitolo ci regalò un secondo protagonista, l'Arbiter, che a differenza della sua controparte, aveva una storia, delle emozioni, dei pensieri. Nell'arco del gioco vedevamo il protagonista in seconda mutare e crescere, come dovrebbe essere in ogni gioco che fa della trama un suo punto di forza. Purtroppo, mentre Arbiter fu sviluppato a dovere, Master Chief rimaneva un guscio vuoto, nel quale rinchiudere l'anima e la personalità del giocatore. Filosofia vecchia, ma vincente.
Inutile dire che il pubblico sembrava insaziabile. Infatti anche il successivo capitolo della saga, Halo 3, non si discostava molto dalle meccaniche e dalla filosofia dei capitoli precedenti. A parer mio la storia era meno sviluppata rispetto al secondo, ma rispondeva alle ultime domande lasciate aperte e dava a tutti un finale soddisfacente. Ma dopo i titoli di coda del terzo capitolo, si era cpito che la storia di Master Chief non era finita.
Il Fenomeno Mediatico
Mentre Master Chief era ibernato nel suo sonno, nello spazio profondo, sulla terra il fenomeno di Halo cresceva a dismisura, trasformando una saga videoludica in un vero e proprio albero dei soldi. Tra fumetti, libri, action figure e anche un mancato film in sviluppo nelle sapienti mani di Peter Jackson (vi dice niente?), il pubblico faceva chiaramente capire che voleva ancora approfondimenti sulla storia e sull'universo di Halo. Molti sono i capitoli, videoludici e non, che trattano dell'universo di Halo che non riguardi il suo silenzioso protagonista. Ma tra prequel e spin off, l'animo dei giocatori continua, sempre con voce maggiore, a chiedere una continuazione delle avventure di Master Chief, che è rimasto ibernato nel suo sonno dal lontano 2007.
Nuova trilogia – Qualcosa è cambiato
Qualcosa è cambiato, eh già. I giocatori sembrano non voler più accettare facilmente, in una saga evoluta e approfondita come quella di Halo, la presenza di un protagonista silenzioso e senza personalità. Di conseguenza c'è bisogno di una nuova direzione, di un nuovo obiettivo. Tutto ciò capita a fagiolo con il fatto che la saga principale passa nelle mani di un nuovo studio, i 343 industries, formato in maggioranza da ex membri di bungie, ma anche da gente tutta nuova. La promessa è quella di dare, oltre alle classiche novità in game, un'anima e una personalità al protagonista della saga, per trasformare il giocatore in uno spettatore delle vicende invece che farlo immedesimare nel protagonista di esse.Giocando ad Halo 4 queste differenze ad un appasionato della saga saltano all'occhio in più d'una occasione. Master Chief, nel corso della storia, comincia a sviluppare una sua personalità, prendendo decisioni e seguendo la sua coscienza. La guerra è finita, ed egli non è più tenuto a seguire gli ordini che vanno contro la sua volonta. Sceglie la sua amica piuttosto che obbedire ad un ordine diretto di un suo superiore. Si può avvertire la solitudine del Chief che nel finale della sua avventura torna alla base senza la sua amica più fidata. E parte più importante, nel finale leggendario ci viene mostrata parte del suo volto senza casco.Un messaggio chiaro e semplice: Master Chief non siamo più noi, ma è un uomo. Un uomo che, e di questo siamo sicuri, impareremo a conoscere nei prossimi due capitoli della saga.
Ebbene sì, solo nel 2012, dopo 11 anni dall'inzio della sua avventura, si aprono gli spiragli per una nuova visione della saga di Halo. Una visione, che prevede un suo non più silenzioso protagonista.

piroteca
Una visione, questa del nuovo Chief, un pochino meno audace, oserei dire. Con questa scelta il gioco ha perso elementi di epicità e mistero, e soprattutto non ha sfruttato il nuovo Chief per costruire una narrazione più chiara e comprensibile.
Romanthekid
Io spero nel 5, visto che quel barlume di personalità si è visto dalla metà in poi del gioco. Comunque quella del protagonista silenzioso è una filosofia che pian piano sta scomparendo. Anche in Bioshock Infinite a differenza del primo, Booker ha una sua personalità. La domanda che dobbiamo porci è: in un eventuale Half Life 3 ci troveremo di fronte ad un DR. Freeman più loquace?