Di solito non vado narrando ai quattro venti le mie gesta videoludiche, nel senso; non è che mi vanto di aver giocato questo o quello anni prima di altri.
Però una considerazione è doverosa, qui ed ora, per aprirvi la recensione a Ni No Kuni.
Pensate a due decenni fa ( ma anche di più ), quando il gioco di ruolo era roba di nicchia in un mondo di nicchia come quello del videogioco ( sì, ai tempi il videogiocatore era un emarginato malaticcio, oppure il bambino con problemi a socializzare. ).
Ecco, a quei tempi io ero già affascinato dal JRPG, ‘sottospecie’ di nicchia di un genere di nicchia in un mondo di nicchia.
E me ne stavo lì, col cartuccione di breath of fire infilato dentro l’adattatore americano a sua volta infilato dentro lo SNES ed il dizionario d’inglese affianco, oppure perso in Secret of Mana.
Quei giochi, rispetto ai vari super mario world più che street fighter 2 quando non donkey kong country ( e final fight, e hunt for red october, e jedi starwars e Zelda e Stunt race e non so quante decine di titoli ), catalizzavano il mio interesse per via di due qualità:
-Esplorazione: perdersi in quei mondi colorati oppure impazzire per cercare l’evento che avrebbe fatto avanzare la trama o sbloccato una porta mi elettrizzava. Il senso della scoperta, quello scrigno nascosto ed inaccessibile…
-Difficoltà: a differenza dei platform o di tutti gli altri giochi che comportavano unicamente abilità manuale e sincronia, nei giochi di ruolo dovevi far girare il cervellino, studiare strategie, curare l’evoluzione dei personaggi e saper usare le varie abilità giuste contro i nemici giusti.
E livellare. Livellare spesso fino alla nausea, fino ad odiare lo stacchetto che annunciava l’ennesimo incontro casuale.
Però poi godere nello sconfiggere quel boss all’apparenza invincibile.
Da quei tempi lontani ad ora non voglio annoiarvi con una lunga ed inutile lista di titoli ( non solo console, ma anche PC coi mostri sacri del gioco di ruolo all’occidentale ) però sia chiaro: la cognizione di causa c’è.
Se hai letto fino qui, ma credi che il primo JRPG sia stato fainal fantasi setteh e che Kingdom hearts sia il migliore del genere: evapora, sparisci, disgregati molecolarmente. Torna nel tuo limbo di fagottismo e lasciami scrivere in pace.
Comincia la recensione vera.
Inanzi tutto, un umile e profondo inchino a Level 5, che in questa gen di FPS copia di se stessi ed action perlopiù inutili, quando non TPS osceni, ha investito, creduto ed amato un progetto legato al gioco di ruolo alla giapponese.
Ni No Kuni è fulgido, splendente, dotato di una veste grafica abbagliante e di un comparto tecnico granitico: mai un rallentamento, un minimo freeze, uno scattino inopportuno.
Musiche decisamente sopra la media, effetti sonori classicheggianti.
Certo, dietro c’è lo studio Ghibli e si sente, anche nella narrazione.
Purtroppo, ho trovato la storia decisamente ordinaria, senza picchi creativi o momenti dal pathos irresistibile. Le vicende di Oliver scorrono lineari ed a volte pure con blando, bucolico incedere.
Alcuni momenti buoni ci sono ( Shaddar event in poi ), come interessanti sanno essere i risvolti legati ad alcuni personaggi ( Pea ), ma nel complesso non è una trama capace di rapire il giocatore e obbligarlo a procedere nel gioco con trasporto per vedere il filmato successivo. ( per intenderci, ho prestato vera attenzione soltanto a Phil ed alle sue parole nel momento di liberarlo dal suo incubo )
Gli autori, poi, peccano in faciloneria affidando i momenti commoventi alle scene del piccolo Oliver a contatto con la Mammina. E comunque cribbio, pare un vecchio film disney co tutti sti genitori morti. O ammattiti.
Nel finale finalmente (
) la trama subisce un’accelerata e diventa più gustoso interessarsene, ma non risolleva comunque la banalità del suo incedere, con i soliti risvolti sempre annunciati da indizi su indizi ( che Arsuino era fratello di Calidonio lo si intuisce, volendo, 20 ore prima di arrivare a piggsbruk lol )e mai in grado di cogliere di sorpresa, ed i ‘kattivih’ legati ai patimenti ed alla rabbia generati dalla guerra e/o morte di qualcuno caro. ( e che è, Naruto?
)
Levo giusto, dal discorso di cui sopra, gli Zodiarchi dell’Assise: ho decisamente apprezzato il coinvolgimento della cattiva politica in tutto ciò.
Però, però, per chi segue l’animazione giapponese da lungo tempo ( già nel 1979 Tomino, col suo MSGundam, eviscerava a fondo l’orrore della guerra fraticida etc… e così andando ) il tema della guerra e del dolore non è certo cosa nuova, peggio se legato alle motivazioni del villain di turno.
E non mi si venga a dire “ eh mah nei viggì non s’era mai visto una tematike csì adulte!1! “ perché in verità sì, si sono viste eccome.
Ora che ne ho elencato quelli che secondo me sono i difetti evidenti, diciamo che la trama è comunque piacevole da seguire e decisamente poetica, leggera come una fiaba.
Alcune incongruenze a parte non si faticherà mai a seguire il filo degli eventi, insomma.
C’è anche il surprise modafuka dopo quello che in linea logica sarebbe il boss finale, anche se alcune cose ( importanti, a dir la verità ) restano irrisolte ( se non proprio troncate di netto, vedi il resto del party; non vado a fondo per non spoilerare la sorpresa su questa faccenda… )
Pad alla mano, ora?
Ok.
Ni No Kuni può essere considerarlo il JRPG più ricco e completo disponibile su console, perché dall’item creation alla cattura di creature alla magia all’alimentazione dei famigli c’è davvero tutto.
Tutto, e di più.
Possiamo allevare e mutare famigli, curarne equipaggiamento ed abilità, provare combinazioni sempre nuove di creature in squadra ( 3 per ogni elemento del party, 3 personaggi nel party = 9 creature! ) però si comincia a mettere le mani su cotanta meraviglia e potenziale circa dopo 15 ore di gioco. Prima ci sarà un lento processo di familiarizzazione con comandi ed opzioni ( che sono tante, è vero ) ma che si sarebbe potuto gestirlo in metà del tempo utile, e lasciare prima al giocatore libero sfogo.
La world map poi è stupenda ed invoglia veramente a percorrerla in lungo ed in largo per scoprire ogni anfratto, ogni segreto, ogni creatura addomesticabile.
MOMENTO FILOSOFIA SPICCIOLA: i mostri sono visibili sulla world map. Si da per scontato che si debba attaccarli e massacrarli a decine o centinaia, per farmare oggetti ed EXP. Quindi i mostri sono il nemico? NO, Shaddar e compagnia, per quanto ne sappiamo, sono il nemico. Però a prendersi il 99% delle mazzate sono questi mostrini inutili, rei unicamente di rilasciare EXP e dinero se cospicuamente percossi. Quindi a muovere violenza verso di loro sono soldi e potere. No dico rifletteteci. Ad un certo punto i mostricini mostriciotti si stufano pure de pija botte e battono in culo as fast as fuck. All’80% sono più lenti di voi, e se sono più veloci comunque si incastrano da qualche parte. Così, attaccandoli ‘da dietro’ (
) avrete anche bei secondi gratis in cui martoriarli allegramente senza che possano difendersi. E ci lamentiamo di quelli che ammazzano i cuccioli di foca, dico. Tra l’altro i mobbi killati mollano tramezzini e cheeseburger. Della serie ecco da dove viene il nostro cibo (
).FINE MOMENTO FILOSOFIA
Sicuramente, è più forte il fascino del mondo di gioco offerto con la sua varietà di ambienti di quanto non proponga la trama in se ed il semplice dirigersi verso la stellina, onnipresente indicazione al prossimo evento, davvero svilente per il senso di scoperta, sigh; primo, grave difetto ( IMHO! ).
Quanto sarebbe stato bello ( invece ) esplorare i continenti alla ricerca del prossimo obiettivo, magari aiutati dagli indizi sull’abecedabra? Nulla di tutto ciò, purtroppo, se non in un paio di occasioni; troppo poche nell’economia delle ore di gioco.
Ed ora veniamo al secondo difetto di questo titolo: la facilità.
Poche balle e pochi giri, ni no kuni offre un livello di sfida decisamente scialbo.
Lo si intuisce anche, volendo, dall’incredibile numero di opzioni a nostra disposizione per gestire i combattimenti che però raramente ( e solo se non livellati ) useremo. Ho finito il gioco senza usare schiva nemmeno una volta, per dire, e solo contro il boss finale la voce difesa. Se poi decideremo di dedicarci alle interessanti sottomissioni ed alla cattura dei famigli, i livelli saliranno in fretta e presto saremo overlevellati. Peggio succede se si decide anche di curare la crescita dei famigli, scegliendo quelli con le statistiche migliori, alimentandoli a dovere ed impiegandoli proficuamente in battaglia.
Anche qui; abbiamo moltissimissimi famigli a disposizione ma veramente forti ed utili sempre quei 4:
-Corsoriano o felibustiere: attacco ed agilità elevatissimi
-Elettroquaglia ( ed evoluzioni ): potenza magica
-Monolito ( ed evoluzioni ): difesa assoluta
-Schelettro ( ed evoluzioni ): pesta veramente ma veramente duro.
Le altre creature sono tutte decisamente sbilanciate ed inefficaci per questo o quello, e spessissimo il solo corsoriano ( o felibustiere ) sono in grado di gestire battaglie in completa solitudine anche contro i boss.
Ora, il mio discorso semplicemente è: a che pro un mondo di gioco tanto bello e vasto ed una ricchezza di varietà di sottomissioni ( fra cacce e catture e ‘chi più ne ha più ne metta’ [cit. Nicole Minetti] ) se poi, per godersi le battaglie offerte dalla trama ed i boss, andrebbero evitate?
Il pentolone alchemico ad esempio è accessorio e mai veramente utile: le armi comprate, se affidate a famigli ben sviluppati, sono già troppo potenti. Idem i cibi che si trovano da dare in pasto ai famigli.
E tanto, tanto altro purtroppo alla fine risulta accessorio: la sensazione che ne deriva è che in ni no kuni ci sia veramente riunito tutto lo scibile di opzioni e scelte del mondo del JRPG ma che poco sia veramente utile o peggio, necessario.
L’IA degli alleati, scandalosamente stupida, per più di metà gioco mi ha fatto preferire il gestirmi i combattimenti in solitudine ( alternando Oliver per le magie al gatto per le botte fisiche ) piuttosto che occuparmi di tenere vivo il party.
Se lasci Ester fare da se, invece di usare il famiglio da 250 di attacco si metterà a strimpellare l’arpa levando un punto danno a sonata, e se gli ordinerete di curare sprecherà tutti i punti mana curandovi ad ogni minimassimo danno, ininterrottamente.
Meglio ferma e morta, santi numi!
A ciò si aggiunga che anche i morti ricevono EXP e che a fine combattimento tornano in vita ( evitandovi di usare i costosi oggetti curativi ) e che salendo di livello vengono completamente ricaricati di mana e punti salute.
Il paradiso della facilità.
E peggio succede coi Toko: misteriose creaturine deboli ed inutili che però, se farmate a rullo, regalano goziliardi di EXP. E se i primi Toko ve li dovete un po’ andare a cercare ( e comunque se amate l’esplorazione li trovate per forza ) i Tokozzz ( bestioline da 8000 e rotti EXP l’uno ) ve li mettono proprio sotto al naso prima di imbarcarvi per la parte che dovrebbe essere la più entusiasmante del gioco, così nel caso incontraste minime difficoltà, farmicchiando un’oretta di quelle creaturine sareste in grado di abbattere i nemici lasciando il pad sul divano e fidandovi unicamente del livello e dell’intelligenza scarsa del party.
Tra l’altro, rivolgersi ai toko è quasi obbligato perché farmare nemici normali, anche a livello medio alto, vi frutterà miseria di EXP e vi costringerà a noiosissime ore di tamburellamento sul tasto X, con le orbite affossate dallo stress e gli occhi impietosamente rivolti a Dio.
E ciò è, a mio avviso e da amante del JRPG, male.
Tuttavia, la ‘rapidità’ del sistema di combattimento ( rarissimamente le battaglie – se non contro i boss- vi obbligheranno a cambiare famiglio per resistenza scaduta…) e la libertà concessa al giocatore con svariati mezzi di spostamento rapido vi faranno godere del mondo di gioco e della cattura e crescita dei famigli, ed i momenti di noia saranno relegati più che altro a lunghi e spesso inutili discorsi legati a parti di trama volutamente dispersiva, quando non espressamente fillerosa.
Come potete aver letto, io non condivido l’ondata di euforico entusiasmo che questo titolo ha generato tra i videogiocatori, però lo comprendo: da troppo tempo nel mercato mancava un gioco di ruolo sviluppato con così tanta cura e passione, e pur se non lo reputo il capovaloro assoluto da molti osannato, è sicuramente il JRPG più godibile ed accessibile attualmente disponibile su PS3 ed idoneo anche ai neofiti del genere.
Anzi, credo che per loro, soprattutto, sia stato pensato e dedicato.
Riassumendo: mi è molto piaciuto il mondo di gioco, ho trovato i dungeon seppur poco labirintici ( come invece piace a me ) equilibrati e molto, molto belle le città. Insomma, unita alla musica tutta l’esperienza di gioco è decisamente di qualità, anche il battle system pur con i suoi limiti e difetti diverte, ed anche se l’intelligenza artificiale degli alleati è ridicola solo in rare battaglie questo comporterà momenti di frustrazione. Più che altro, se si ordina di concentrarsi tutti sul bersaglio del giocatore i famigli si pesteranno i piedi a vicenda ( lol ).
Insensata la scelta di rendere la cattura dei famigli casuale.
Le missioni secondarie non sono troppo dispersive, ( a parte quelle legate alla cattura di famigli con una percentuale di successo dannatamente bassa, tanto che vi faranno odiare il caro Derwin
) e personalmente ho trovato perfettamente in linea con lo spirito del gioco quelle indirizzate alla cura dei cuori delle persone.
Ora che l’avventura è finita mi si apre il post game, ma non credo che lo tratterò in questa sede.
Dovendo dare un voto numerico, non arrivo al 9 pieno: il perché ve l’ho anticipato in apertura.
Io da un JRPG nutro certe aspettative e ni no kuni in parte le ha disattese ( nessun senso di sfida, pochissimo appagamento dalle battaglie coi boss [ quelli della trama TUTTI deboli, dal primo all’ultimo ]senso della scoperta azzerato dalla stellina guida e dagli obbiettivi segnalati in modo onnipresente in mappa ) quindi pur consigliando a chiunque di godere di questo titolo, offro 8,8 sul piatto della media.
8,5 sarebbe stato più in linea con la recensione volta alla ricerca dei lati negativi, ma la battaglia finale mi è stata davvero congeniale e soprattutto mi ha offerto una sfida interessante, quindi opto per un voto più alto.
POSTILLA FINALE:
Mi sono impergolato in sì lunga recensione non perchè ne manchino in rete ( anzi, la rete pullula di sbrodolose recensioni zeppe di vezzeggiativi e superlativi per questo titolo ) ma per chiarire BENE la mia posizione in merito a questo titolo, da me trollato fin dalle prime immagini rilasciate.
NON è affatto un brutto gioco anzi, ma non è nemmeno il capolavoro acclamato.
A meno che, per voi, il videogioco facile e permissivo che punta tanto ( troppo ) sulla grafica non sia quanto di meglio si possa avere pad alla mano.
Pace e bene. RiduciDi solito non vado narrando ai quattro venti le mie gesta videoludiche, nel senso; non è che mi vanto di aver giocato questo o quello anni prima di altri.
Però una considerazione è doverosa, qui ed ora, per aprirvi la recensione a Ni No Kuni.
Pensate a due decenni fa ( ma anche di più ), quando il gioco di ruolo era roba di nicchia in un mondo di nicchia come quello del videogioco ( sì, ai tempi il videogiocatore era un emarginato malaticcio, o.. Leggi tutto