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Aranwa Nar

Aranwa Nar ha scritto una recensione su Ryse: Son of Rome

Cover Ryse: Son of Rome per Xbox One

Roma, sei tu?

Sono una di quelle persone che la prima volta che ha visto Il Gladiatore è rimasta un po' titubante per degli orrendi errori storici. Cioè, se stai facendo un film su Roma, studia due righe di storia almeno, altrimenti di' che è un fantasy e fai più bella figura. Ma ragazzi, giuro che con un profondo percorso psicologico, sono riuscito ad affievolire un pochino questo animo quasi nazista dato che i film non sono documentari, l'importante è il messaggio e via dicendo. Ma fino a un certo punto.
Ryse è un buon titolo, lo ammetto: la storia è molto interessante, la grafica fa il suo figurone e con essa la spettacolarizzazione delle battaglie, esplosioni, cose. Insomma, Ryse doveva dimostrare la potenza della nuova console, il tutto però a costo di stuprare senza vergogna la cara Roma e le sue province. Da studente di archeologia classica ammetto che giocavo con gli occhi che lacrimavano sangue. Ma ora, diciamocelo, capisco che bisognava creare strutture enormi che potessero creare lo spettacolo per gli occhi di cui parlavo, ma il problema non è solo questo, che quasi posso perdonare (ma manco troppo): questo gioco sbaglia eventi storici, mischia personaggi realmente esistiti per creare eventi interessanti ma inutili, dato che la storia di Roma è piena di eventi reali veramente interessanti per un possibile gioco, senza dover costruire castelli in aria. Insomma, il gioco fa il suo dovere e la storia, se presa come puro fantasy, è godibile. Ma perde la possibilità di consacrarsi come un gioco culturalmente valido, preferendo sacrificare Roma per risultare un titolone, quando invece era proprio la vera Roma che poteva salvarlo dall'oblio dei giochi dimenticabili.

Aranwa Nar

Aranwa Nar ha scritto una recensione su Gone Home

Cover Gone Home per Xbox One

Una storia degna di essere raccontata

Cosa fareste se, tornando da un viaggio di un anno in un altro continente, trovaste la vostra bellissima villa nel bel mezzo di un bosco totalmente vuota, di notte e in mezzo ad un temporale, per di più con un biglietto di vostra sorella che dice di essere scappata chissà dove? Non so voi, ma la prima cosa che ho fatto io, prima ancora di inziare le disperate ricerche, è stata preparare qualche paio di mutande di ricambio, nel caso dovessi cagarmi sotto (perdonate il francese). E invece no. Per la gioia del mio cuore non c'è nulla di terrorizzante, ma la tensione che si respira è tutta particolare, misteriosa. Accompagnati dal racconto della sorellina della protagonista, si avanza in una casa che nasconde fin troppi segreti, fino a raggiungere la verità. Il gioco è breve, ma ha un impatto emotivo di non poco conto. L'obiettivo, alla fin fine, è ricostruire, esplorando ogni angolo di quella casa, il racconto di vostra sorella e di ascoltare la versione di una persona tanto vicina alla protagonista, quanto allo stesso tempo lontana. Un racconto emozionante e importante sul valore delle relazioni dentro e fuori la famiglia, sull'amore, sull'incomprensione. Un racconto che è degno di essere raccontato.

8

Voto assegnato da Aranwa Nar
Media utenti: 6.5 · Recensioni della critica: 7.8

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