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Ace

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ARE

ARE ha pubblicato un'immagine nell'album muh works riguardante Halo 5: Guardians

Oggi mi è venuta voglia di fare un "reboot" di un mio disegno di un paio di anni fa ( http://www.ludomedia.it/are-7147?v=21598 .. )
E' saltato fuori come uno dei rari casi dove il risultato finale è esattamente come me lo ero immaginato.

ARE

ARE ha scritto una recensione su Crash Bandicoot 3: Warped

Cover Crash Bandicoot 3: Warped per PSX

Un passo in avanti, uno indietro

Versione PS4 Yadda Yadda

Crash Bandicoot Warped è un capitolo strano. Ho iniziato la rece del 2 facendo notare un’analogia con la trilogia dei DKC, e ciò vale anche qui. Se infatti il secondo capitolo di Crash risulta essere un diretto miglioramento del primo, il terzo capitolo (così come quello di DKC) soffre di quello che potremmo definire “sovravarietà”.

Crash 3 infatti eccelle nel proporre forse i migliori livelli classici della trilogia, ma per qualche oscura ragione dà uno spazio esagerato a gameplay alternativi come corse in macchina, moto d’acqua, fasi aeree ecc.
Queste sezioni non sono brutte, alla peggio sono banali, ma la quantità di esse relega i livelli classici (ribadisco, estremamente buoni) ad un numero relativamente ristretto, lasciando il giocatore con un’esperienza sensibilmente più corta e meno ricca dei predecessori.

Mi spiace se stia suonando particolarmente negativo, perché il titolo è tutt’altro che brutto. I suoi picchi qualitativi come i livelli classici, le ambientazioni e le boss battle (SPECIALMENTE N.GIN FANCULO ORA VOGLIO UNO STARFOX CLONE MADE IN NAUGHTY DOG) non si lasciano affossare dai problemi sopracitati, rendendo generalmente il titolo apprezzabile quanto Crash 2. Il punto è che mi sembra che tali problemi fossero evitabilissimi e magari sintomo di una frettolosità che ha impedito un ulteriore step qualitativo della saga, facendo passare il titolo da gran finale di trilogia a sbrigativo (per quanto buono) terzo capitolo.

Conclusasi qui la mia esperienza con la trilogia non posso che dispiacermi per il fato che essa ha almeno fin’ora incontrato. Penso che guardandolo ora attraverso gli occhi di un fan di quella che alla fine della fiera è l’unica saga platform 3D rimasta in vita in maniera consistente è facile vederlo come un titolino sempliciotto, con poco da offrire. Ma è inutile negare che se Crash mi fosse capitato tra le mani una decina di anni fa ne sarei stato ossessionato. Si tratta di una serie di titoli dallo charm ben distinto nella sua semplicità, di un franchise solido ma con un’enorme dose di potenziale inespresso.
Chissà che il grande successo della trilogia non possa davvero portare ad un nuovo inizio per la più storta delle mascotte dopo Bubsy. Se così sarà, ci giocherò con piacere.

Piano con le moto d’acqua la prossima volta però, ok?

8.5

Voto assegnato da ARE
Media utenti: 9.2

ARE
Cover Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back per PSX

Si ma cosa mi significa quel boss finale di schifo oh

Nota: si parla della versione Remake

Ho notato una leggera analogia tra la saga di Crah e la trilogia dei Donkey Kong Country della Rare. In entrambi il primo capitolo propone un’ambientazione sempliciotta, basata sul dare l’atmosfera giunglesca piuttosto che sulla varietà. Ed in entrambi i casi il secondo capitolo si apre, offrendo una dose di fantasia notevolmente maggiore.
Crash Bandicoot 2 è, in parole povere, un passo in avanti rispetto al primo capitolo sotto ogni aspetto, un sequel di certo non innovativo ma che rifinisce le basi del titolo.
E’ il capitolo più consistente dei tre, proponendo un livello di qualità costante dall’inizio alla fine, un level design superiore e una buona curva di difficoltà, che concentra i momenti più frustranti negli ultimi livelli invece di proporli casualmente nella durata del titolo. L’unica vera novità a livello di meccaniche è la scivolata ma per quanto apparentemente minore penso porti la giusta dose di profondità in più al gameplay.
Iniziamo anche a vedere la vera potenza umoristica del mondo di Crash attraverso svariate interazioni con Cortex che, un po’ come Eggman nell’universo di Sonic (a cui Crash si ispira su più livelli), risulta immancabilmente uno spasso.
Anche la musica, già orecchiabile nel primo titolo, si evolve regalando svariate tracce memorabili.
Purtroppo i “problemi comuni” che ho citato nella prima recensione rimangono a limitare il potenziale del titolo ma a parte questo e qualche strano scivolone su alcuni livelli-minigioco (tipo quelli jet pack) Crash 2 si fa valere come un ottimo titolo e un miglioramento senza mezzi termini rispetto all’originale.

8.5

Voto assegnato da ARE
Media utenti: 9.2

ARE

ARE ha scritto una recensione su Crash Bandicoot

Cover Crash Bandicoot per PSX

I call this one the bold and the brash

Nota: La recensione fa riferimento alla versione remake contenuta nella N.Sane Trilogy

Boi, iniziamo la trilogia delle rece della trilogia.
Crash Bandicoot è uno dei primi Platform 3D ad aver avuto successo, ante cedendo l’uscita del primo capitolo 3D di Mario di una manciata di mesi. Essendo un grande amante dei platform ho sempre avuto un grande desiderio di provare questi titoli, anche perché essi rappresentano ciò che il genere è stato in territorio Sony.

Bisogna dire che definire Crash un vero “Platform 3D” è una cosa un po’ azzardata. Al contrario di titoli come Mario 64 che hanno ripensato dalle fondamenta il genere appositamente per la terza dimensione, l’approccio della Naughty Dog è molto più immediato, traslando direttamente tutta la filosofia di un sidescroller in un lineare ambiente “a corridoio”. Con ciò non voglio in alcun modo sostenere che tale approccio sia inferiore a quello della concorrenza, anzi. Seppur non possa in alcun modo considerare Crash un rivoluzionario del mondo 3D la sua struttura a Culo di Sonic (come la chiamavano alla Naughty Dog) gli dona un certo charm che lo fa spiccare come qualcosa di piuttosto unico.

I primi minuti di gameplay sono risultati abbastanza spiazzanti per i miei psicologici calli da Nintendaro, perché Crash si muove in maniera molto diversa dai vari platform a cui sono abituato. Crash infatti è molto pesante e si basa pochissimo sul momentum. Inizialmente pensavo a questo fatto come un difetto, ma con l’abitudine ho realizzato anche i vantaggi di questo sistema: Crash si muove in maniera molto precisa e prevedibile, permettendo agli sviluppatori di inserire a piacimento sezioni platform di precisione, senza che queste risultino (almeno innatamente) frustranti.
Ma passiamo oltre il mio primo impatto, Crash Bandicoot ha costituito un’esperienza generalmente molto positiva. La struttura di gioco è molto solida e il level design è tendenzialmente di buon livello sia nelle sezioni standard, sia in quelle 2D sia in quelle all’indietro. In particolare queste mi hanno molto sorpreso visto che mi aspettavo di trovarle molto frustranti.

Tuttavia non si può dire che il titolo sia esente da frustrazioni, anzi. Queste sono causate principalmente da due problemi che, purtroppo, limiteranno l’intera trilogia. Il primo consiste in hitbox piuttosto strane, anche se il remake potrebbe essere il colpevole in questo caso. Il secondo problema, più grave, è la spesso difficilissima percezione della profondità. Sono davvero innumerevoli le morti che ho subito a causa di un’errata percezione della distanza, triste conseguenza della visuale scelta per la saga.
A questo si aggiunge un problema proprio del primo capitolo, ovvero una grande inconsistenza a livello di difficoltà. Un livello può essere difficilissimo, quello dopo una cazzata, un livello può essere lungo quindici minuti, quello dopo due.

Parlando del lavoro di rimasterizzazione grafica non c’è che dire, la nuova veste di Crash è assolutamente fantastica, con l’unica pecca dei 30fps ma che, essendo comunque stabili, non influiscono assolutamente sul mio giudizio. Per il resto il lavoro di remake potrebbe essere considerabile controverso: da un lato la ricostruzione fedele dei controlli originali mi hanno potuto far apprezzare la “vera” esperienza di Crash Bandicoot, dall’altro forse dei controlli più fluidi e qualche ritocco qui e li non sarebbero guastati.

In conclusione, seppur con gli errori citati, nella sua semplicità Crash Bandicoot risulta ancora oggi un gioco divertente ed accattivante che sono felice di aver potuto giocare. C’è però davanti allo storto animale arancione un grosso margine di miglioramento.

8

Voto assegnato da ARE
Media utenti: 8.7

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