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Eneas

Finito di leggere 'Sostiene Pereira' (1992) di Antonio Tabucchi, edito da Feltrinelli. Qualche anno fa vidi il film (del 1994) con Marcello Mastroianni e entrò senza riserve tra i miei film preferiti. Finalmente qualche giorno fa sono riuscito a beccarlo in libreria... e che dire, l'ho praticamente divorato. Sicuramente uno dei classici della letteratura contemporanea, ambientato nel Portogallo (paese che amo) della dittatura salazarista, il libro è la testimonianza di Pereira (non conosciamo il nome), giornalista che lavora per la pagina culturale del Lisboa, testata apparentemente senza connotazioni politiche. Lo stesso Pereira sembra condurre una vita dietro i libri, indifferente alla vita politica del proprio paese che si avviava quasi insensibilmente al lungo oblio della dittatura. Tutto cambierà con l'arrivo nella sua vita di un giovane sognatore e della sua compagna, cosa che turberà per sempre la sua vita e il proprio ego a capo della 'confederazione delle anime'. Il romanzo è pertanto la narrazione di una presa di coscienza, della necessità di rendersi conto che non esistono possibilità di chiamarsi fuori quando la libertà è in pericolo, che la letteratura e l'arte finiscono con diventare comodi alibi che si sbriciolano tra le mani di chi ha cercato di usarli, anche inconsapevolmente, come paravento. Ovviamente lo consiglio, insieme alla visione del film, una delle ultime e magistrali interpretazioni di Mastroianni.

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