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Visto che qui su Ludomedia c'è tanto amore (ma tanto, eh), allora perchè non creare una stanza dove condividere le nostre avventure (e disavventure, per la maggior parte dei nerdoni presenti) della nostra vita?

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Apro io le danze.
E lo farò a modo mio, cari lettori e care lettrici, con una storia degli anni prima del 2000.
Quel tempo sembrava una porta verso la terra promessa.
Il 2000 era l'anno che, abbattuto come un muro, avrebbe segnato il passo definitivo nel futuro.
Quindi a metà anni 90 si viveva in una bolla temporale sospesa tra il troppo vecchio e l'epoca in cui le auto elettriche avrebbero volato.
Chi è stato adolescente nel '95 sa di cosa parlo.
Ma questa storia nasce prima, nasce sul finire degli anni '80, su una spiaggia in provincia di Grosseto.
Era mezzogiorno passato, la sabbia bollente non mentiva.
In spiaggia erano rimaste solo poche persone a mangiarsi il panino con la mortadella sotto all'ombrellone e l'estathe era là da venire; regnavano enormi brocche di vetro col the freddo sciolto dalle bustine solubili in quantità industriali.
Lei era sola e zoppicava, punta da una tracina.
Cercava il bagnino, ma quello era in pausa pranzo.
Piagnucolava e non so cosa portò là un bambino timido di nove anni a chiedergli cosa era successo.
I miei genitori erano tornati al campeggio, improvvisamente sentivo che toccava ame.
Gli guardai il piede ma non ci capivo un cazzo, neanche sapevo cos'era una tracina, figurarsi, vivo in montagna io.
Però mi sembrava grave.
Quindi gli dico " andiamo al chiosco bar " ma lei non riesce a camminare, mi passa un braccio dietro al collo ed incespichiamo nella sabbia veramente rovente.
Quella è stata la prima volta che mi sono reso conto del peso di una persona.
Ad un tratto la devo prendere a cavalcioni, mai portato un peso così ed affondo nella sabbia fino alla caviglia, ma tengo duro, stringo i denti, arriviamo al chiosco, parte la telefonata, genitori che arrivano tutto risolto grazie mille.
Io, dietro al chiosco, vomito per lo sforzo.
Me la trovo all'animazione serale al campeggio, col piede fasciato e gli occhi verdi da star male, un verde così bello da essere indisponente, ed i capelli in una treccia nera.
Da allora, ogni anno, per me le vacanze al mare erano Toscana, erano Elisa.
Il Novantaquattro non ... non c'era.
Esami di terza media, rimasta a Brescia con la nonna.
L'acqua del mare, di notte, non era più musica liquida.
Giravo solo a farmi i cazzi miei, in bocca il sapore delle Merit rubate a mamma.
Ricordavo gli anni prima con Elisa; cose innocenti chiariamoci, ma la sua sola presenza, la sua vicinanza la sua amicizia, trasformavano le vacanze al mare in quindici giorni dove ogni cosa - dalle luci del porto lontano, al luna park, al salviettone steso sulla sabbia, alle telline raccolte - aveva uno spessore quintuplo rispetto all'ordinaria esistenza del resto dell'anno.
Non che non avessi una vita, èh; sport, scuola, la cotta per la ragazzina al campo estivo degli scout... tutto normale, meno lei.
Lei, unita al mare.
In quel novantaquattro pensai che Elisa, la mia Elisa sul metro e sessanta, robustella ( non certo magrissima ), quella treccia eterna... cosa pensavo?
Non lo so dire nemmeno ora, ma ricordo bene il peso della delusione nello scoprire la sua assenza e che non ci saremmo visti.
Certo, ogni tanto ci scrivevamo qualche letterina ( generalmente gli auguri di natale ) ed avevo anche il numero di telefono, ma un'azione banale come il chiamare mi era resa impossibile da un imbarazzo inspiegabile, indomabile, incoerente con l'esistenza stessa del telefono che era fatto apposta per casi così.
'95.
Lei, c'è.
E se devo descrivere il momento in cui la vedo, è un crescendo d'archi di una potenza impressionante, un rombo che si diffonde dal centro del petto e mi scuote fino alle ginocchia.
Primo: è cambiata.
Secondo: è bella in modo doloroso.
Capelli neri corti, al collo, con una frangia leggera a creare un gioco di mistero sugli occhi verdi.
A 16 anni qualche ragazzina l'hai già baciata, in genere, e se sei stato audace gli hai pure sfiorato 'per sbaglio' i capezzoli, abbracciandola da dietro.
Me la ricordavo bambina, ora è una ragazza con un seno che tira la maglietta bianca ed un bel sedere alto e tondo stretto in pantaloncini di jeans.
...e quando mi guarda ed i suoi occhi lampeggiano, mi prometto che l'amerò, che la poserò sul trono delle Dee e la venererò ogni momento.
Ma qualche giorno dopo la poesia muta in merda.
Non solo nel corpo, è cambiata in tutto.
Se la fa con un crucco, uno stronzo belloccio col corpo da uomo e la faccia da bimbo.
Una notte, attorno al falò in spiaggia, se ne sta appartata con quel biondone di merda ed il movimento ritmico del suo braccio non lascia dubbio alcuno: gli sta facendo una sega, lì in spiaggia, a due metri da me.
Ad un tratto sopra il vociare della compagnia riunita attorno al fuoco si sente un mugugno e lei che con una risatina dice " bleah! " e quello al mio fianco mi passa la canna ed io aspiro avido.
Avrei preferito non vederla più.
Il giorno dopo arriva al bar mentre bevo il caffè e fumo una lucky strike e mi saluta, ed io non rispondo.
Litighiamo, sono furioso e lei finge di non sapere il perchè.
L'ultima notte al mare la passo in acqua, dopo la mezzanotte.
E' la mia tradizione, lei lo sa, vi partecipava.
Infatti arriva.
Sono più salate le mie lacrime o il mare?
Lei entra in acqua, lenta, e mi raggiunge.
Balbetta qualcosa sull'amore a distanza, che non ci crede, che al mare bisogna divertirsi e cercare esperienze.
Perchè io volevo di più? Lei ha ragione, mi fa male ammetterlo ma è così: è impensabile che una cosa a distanza possa funzionare davvero, non alla nostra età coi limiti dello spostarsi in pulman/treno e comunque sto già correndo in la.
Dai cristo è da cretini anche solo il fatto che mi metto a pensare ai limiti di spostamento, a sedici anni, cristo e ancora cristo.
Lei parla tanto, io sto zitto, fa discorsi sconnessi, dice che non ha provato niente per il crucco ( " voleva toccarmi ma non l'ho lasciato ", dice ) ma vuole divertirsi, è sempre stata un po ignorata perchè cicciottella ed ora che piace a tutti...si sente strana, mai stata così.
Poi piange.
Dice che gli piaccio troppo e soffrirebbe, che è una 'storia da mare'.
Sì, penso, le conosco le canzoni di Baglioni che mischiano mare/amore, tutte tristi: dico così, e lei solleva gli occhi e ride con le lacrime sulle labbra.
" Se ora ti bacio, sono sicura che mi dimenticherai come una delle tante, ma se non ti bacio, mi ricorderai per sempre. "
E' una sentenza, una maledizione.
...e mi chino e la baci avido, disperato, come si fa con la fidanzata a cercargli la lingua sfuggente e lei risponde al bacio: in quel momento di paralisi esistenziale penso che è perfetto così, che tutto è stato la strada per arrivare a questo bacio, intriso nella saliva e nell'alito che sa di sigaretta di un'importanza eterna.
Il mio primo, vero bacio, tutti quelli dati fino a quel momento erano solo in preparazione di questo, perchè sapessi come muovermi nella sua bocca e come accogliere lei nella mia.
E come ricordarlo per sempre, dolce sentimento mescolato al sale del mare.

LudoLoving 15 febbraio 2013 alle 22:42

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NEGs

 

P.S.: alcuni anni dopo, ma prima della maggiore età, ho preso il treno e sono andato a trovarla a brescia asd l'ho sgrillettata fino allo squirt nei cessi di un Pub, e così il senso di incompiuto mi ha abbandonato rotfl

NEGs

 

@Daniel: l'ho costretta a pulire con la carta igienica, sono pur sempre uno scout ed uno scout lascia l'ambiente meglio di come lo trova :) comunque ha fatto un po schifo pure a me se devo essere sincero... anche se da allora ogni volta che vedo una minigonna gialla... mhmm... <3

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