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Maelstorm

Maelstorm ha scritto in Ludomande a proposito di Quantum Break

Lo inizierò a breve su Xbox One (preso a 10 da Amazon in offerta) appena finisco Blood and Wine su Ps4 di Tw 3 che mi ha preso tantissimo. L'unica cosa che volevo chiedervi è ma la serie tv legata al gioco è fatta da filmati video con attori veri oppure è guardabile direttamente attraverso il gioco? E in generale consigliate di giocarlo a difficile o a normale se uno se la cava con i tps?

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Maelstorm ha pubblicato un'immagine nell'album Arte Contemporanea

Caspar David Friedrich (Greifswald 1774 - Dresda 1840)

Le Bianche Scogliere di Rügen (1818)

90,5×71 cm Olio su Tela

Fondazione Oskar Reinhart, Winterthur (Svizzera)

Friedrich è il più importante artista del Romanticismo Tedesco. Quest'opera è tra le mie preferite di Friedrich assieme al famosissimo "Viandante sul Mare di Nebbia" e conservato a Winterthur una città della Svizzera tedesca.

l dipinto raffigura le scogliere di gesso dello Stubbenkammer, la principale caratteristica morfologica dell'isoletta baltica di Rügen, in Germania, dove Caspar David Friedrich si recò nel 1818 (data di esecuzione della tela) per festeggiare le nozze con Caroline Bommer, celebrate in quell'anno. Nella tela gli affioramenti rocciosi, di grande impatto emotivo e altamente suggestivi, sono incorniciati dai due alberi frondosi in primo piano, flessi sino a descrivere una circonferenza immaginaria lungo la quale sono disposti i tre personaggi.

Sul lembo di terra tappezzato d'erba in primo piano, infatti, troviamo tre persone mentre scrutano il mare profilarsi oltre le falesie di gesso. A destra vi è un uomo che, con le gambe leggermente divaricate e le braccia conserte, si appoggia al tronco di un albero morente e guarda la spazialità del mare con fare assorto ma distaccato, forse seguendo il tragitto delle due piccole barche a vela di fronte a lui. A sinistra troviamo invece una giovane donna vestita con un elegante abito rosso (si tratta probabilmente di Caroline, la moglie di Friedrich): con una mano si sta reggendo a un arbusto quasi secco, mentre con l'altra sta indicando qualcosa di indefinito che sembrerebbe essere ai piedi del bianco precipizio. Al centro della scena, invece, è ritratto lo stesso Friedrich che, dopo aver posato il bastone e la tuba sul terreno, si avvicina carponi all'orlo della voragine, così da poter osservare il punto indicato dalla moglie.

Ciascuno degli elementi visivi del dipinto allude a un preciso messaggio allegorico di matrice cristiana, secondo una mappa esegetica che - seppur rielaborata in modo originale - è già presente in altre opere friedricchiane. Friedrich che avanza carponi, per esempio, intende essere un riferimento all'obbedienza e all'umiltà, così come l'uomo a destra perso davanti alla contemplazione della distesa marina allude alla speranza. Per il medesimo motivo le due imbarcazioni che veleggiano sullo specchio d'acqua sono simboli dell'anima che si apre alla vita eterna, mentre la tuba poggiata sull'erba è un'immagine metaforica della caducità della vita. Altrettanto allusivi sono i suggerimenti cromatici delle vesti dei tre personaggi: l'abito rosso squillante di Caroline simboleggia la carità e l'amore, la figura centrale è vestita di blu, colore della fede, mentre l'uomo di destra ha indumenti verdi, in riferimento alla speranza.

I tre personaggi restano comunque marginali rispetto allo spettacolo naturale che gli si apre davanti, vero e proprio protagonista del dipinto. Davanti a loro, infatti, svettano maestose le candide falesie di gesso che, affilate come lame, si stagliano ferendo la placida distesa d'acqua sottostante. Quest'ultima è dipinta con colori che vanno dalle tonalità verde-blu del mare sotto costa al rosa dell'orizzonte, dove i flutti si mescolano con il cielo pallido diventando indistinguibili da esso: è in questo modo che Friedrich intende veicolare il senso dell'infinito, in pieno accordo con la sensibilità romantica.

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Maelstorm ha pubblicato un'immagine nell'album Arte Moderna

Joseph Wight Of Derby (Derby 1734 - Derby 1797)

Esperimento su un uccello nella pompa pneumatica (1768)

183×244 cm Olio su Tela

Londra National Gallery

Josseph Wight di Derby è sicuramente il più importante artista inglese dell'Illuminismo britannico e della Prima Rivoluzione Industriale. Fu allievo di Thomas Hudson a Londra, e dopo l'apprendistato tornò nella natia Derby dove iniziò l'attività di ritrattista e paesaggista. Approfondì quindi lo studio dello luce, quindi la sua produzione si indirizzò verso soggetti industriali al punto di essere definito "il primo pittore ad esprimere lo spirito della Rivoluzione Industriale".

Quest'opera ritenuta la più famosa dell'artista e conservata alla National Gallery di Londra raffigura uno scienziato (che assomiglia in maniera incredibile al Professor Emmet Brown. di RItorno al Futuro rotfl (Grande Giove!!!) mentre sta eseguendo un esperimento nuovo per quei tempi: dimostrare che l'assenza di ossigeno provocava la morte. Per questo l'aria veniva pompata fuori da un contenitore nel quale era rinchiuso un animaletto (in questo caso un pappagallo bianco).

Questo crudele esperimento era talmente consueto nell'Inghilterra del Settecento tanto da diventare quasi un macabro spettacolo. Un uccello è rinchiuso in una fiasca di vetro, collegata ad una pompa che ne estrae lentamente l'aria. L'obiettivo è quello di creare il vuoto nel recipiente, raggiunto solo quando l'uccello, privato dell'aria, sarà morto.

La grandezza dell'artista non risiede tanto nella perfetta riproduzione del marchingegno, quanto nel rappresentare la reazione che esso suscita in chi assiste all'esperimento, offrendo contestualmente un inedito spunto per mediare sul senso della vita, sulla crudeltà ma anche sull'inevitabilità della morte, simboleggiata dal teschio posto sul tavolo davanti alla candela.

L'artista volutamente non ci spiega se l'animale morirà o no, generando una certa suspense emotiva che coinvolge gli spettatori: alcuni giovani mostrano interesse, due bambini sono visibilmente spaventati, mentre un filosofo osserva meditabondo ( a conferma dell'intento moraleggiante della scena ).

All'analisi espressiva si accompagna una ricerca luministica molto attenta, nella volontà di ricreare gli effetti della luce artificiale di una candela, essa stessa simbolo della caducità della vita. Riprendendo un motivo caro alla pittura del Medioevo, l'artista raffigura anche due giovani innamorati, gli unici che ignorano l'esperimento

Joseph Wright quindi per la prima volta propone un soggetto scientifico, in questo caso un esperimento di vuoto pneumatico, con la stessa ambientazione e rispetto precedentemente riservati ai soggetti religiosi in un formato insolitamente di grandi dimension..



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Maelstorm ha pubblicato un'immagine nell'album Arte Contemporanea

Giovanni Fattori ( Livorno 1825 - Firenze 1908)

In vedetta, o Il muro bianco (1872)

37×56 cm Olio su Tela

Valdagno (Prov. Vicenza) Collezione Marzotto

Assieme a "La Battaglia di Magenta" e "La Rotonda dei Bagni Palmieri" In Vedetta è sicuramente l'opera più famosa di Giovanni Fattori.

A destra del dipinto un ampio muro bianco riflette la luce accecante del sole. Un soldato a cavallo è fermo verso destra e osserva oltre il bordo del dipinto. La sua figura intercetta i raggi e proietta l’unica ombra del dipinto contro l’intonaco bianco. Inoltre la sua divisa scura crea una sagoma netta contro la luce riflessa. Ai piedi del muro il terreno è arido e polveroso e tra la terra bianca si notano chiaramente i cumuli di sterco del cavallo. La luce impietosa e il caldo non permettono la crescita della vegetazione. Solo qualche pianta colonizzatrice riesce a farsi strada con le radici in profondità.

Al fondo, oltre la fine del muro, stazionano altri due soldati. I cavalli hanno colori diversi e opposti, uno bianco e uno nero. Le tre sentinelle sono di vedetta e stanno controllando il territorio. A sinistra si sviluppa una strada sterrata la cui carreggiata è indicata dalle rimanenti tracce dei carri. L’orizzonte è rappresentato da una linea pulita e deserta sulla quale la calura della tarda mattinata crea ondeggiamenti della visione. Il cielo è terso e sgombro da nubi.

Giovanni Fattori fu un sostenitore delle Guerre d’Indipendenza come altri Macchiaioli anarchici e repubblicani. La sua visione realista della pittura lo portò a considerare come soggetti della stessa realtà soldati e contadini. Questo perché gli stessi uomini che indossavano la divisa erano lavoratori della terra in periodo di pace. Come in altri dipinti degli stessi anni è l’uomo ad essere armonizzato nel contesto naturale. Fattori dunque, come gli altri suoi compagni rifiutarono la pittura neoclassica e romantica. Si avvicinarono invece al Realismo francese conosciuto attraverso alcuni viaggi a Parigi. La macchia è alla base della tecnica utilizzata dai pittori macchiaioli. Le figure vengono costruite attraverso contrasti di luminosità e di colore che racchiudono forme omogenee.

Nel dipinto, sul muro e nella strada, sono sottili differenze di bianco e ocra a definire le superfici. Così avviene nel cielo. I cavalli e i cavalieri invece sono maggiormente costruiti e la macchia viene utilizzata in modo più volumetrico. Il muro bianco con la sua forte fuga prospettica diventa uno schermo sul quale proiettare l’immagine della sentinella. Allo stesso tempo introduce un elemento di linguaggio al limite dell’astrazione.

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