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No_Albhed ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

The Last Guardian - Un Visconte Dimezzato

Il terzo colpo di Fumito Ueda ha centrato di sicuro qualsiasi fan delle sue precedenti opere, esattamente come con buona parte di chi voleva avvicinarsi alle sue opere; qui davanti non abbiamo solo un semplice viaggio, ma un passo in avanti nella storia dei videogiochi, vi spiegherò il perché ma preferirei fare un passo alla volta.

The Last Guardian (senza fare alcun tipo di "spoiler") narra di un viaggio tra un bambino di cui non sapremo il nome e di un Trico (il gioco di parole Ico-Nico-Trico, hah!), ovvero un incrocio tra un roditore, un cane e un grifone. Questo è quello che posso dire per quanto riguarda la storia di base, dato che ogni informazione in più verrebbe presa per "spoiler" e quindi non dicibile. Il coinvolgimento c'è ed è davvero altissimo, un crescendo di emozioni che esploderanno alla fine, da questo punto di vista ha azzeccato alla grande.

Il gameplay è molto semplice: si tratta di una risoluzione continua di enigmi in cui sfrutteremo le abilità (ridotte all'osso) del nostro protagonista e del suo compagno Trico. La specialità del gameplay del titolo risiede proprio in Trico, ed è grazie a lui che i videogiochi faranno un passo in avanti: l'IA, i dettagli, il modo in cui si comporta è esattamente identico a quello di un animale, cosa che farà molto piacere ma al contempo incazzare e frustrare in quanto delle volte pare che abbia proprio una testa dura. I modi in cui reagisce tu riesci a comprenderli immediatamente, a partire dalle espressioni facciali fino al modo in cui i suoi occhi cambiano luminosità e colore: ad esempio, quando è ostile, i suoi occhi si illuminano e brillano di un colore roseo; quando trova un barile (l'interno è fonte di nutrimento per i Trico), i suoi occhi brillano di giallo e dopo che il barile viene ingerito si vede l'iride per un istante per poi tornare completamente neri. Solo per lui il gioco vale la candela, assolutamente!

Il lato artistico del gioco, poi, è anch'esso magia per gli occhi, accompagnato da una dolce melodia che accompagna l'avventura di ogni giocatore nel proprio viaggio; sarà il primo titolo di Ueda che ho giocato, ma ciò che ha voluto esprimere io l'ho sentito pienamente, da applausi.

Peccato però che il lato tecnico sia tutt'altro che da applausi, non saprei da dove cominciare; alcune texture sono sgranatissime, cali di frame rate non proprio assurdi ma comunque fastidiosi, bug di gioco che rallentano l'esperienza (più volte mentre mi appendevo a Trico quando saltava il bambino cadeva senza che io facessi nulla, facendomi riavviare dall'ultimo save), insomma un casino! Le fasi di combattimento contro le armature poi non sono proprio emozionanti come lo possono essere le prime volte, talvolta possono diventare molto ripetitivi e si inizia a pensare "dai, quando finisce così gli stacco le lance e andiamo avanti?" e non importa se si può usare uno scudo o le armature hanno armi che possono rendere lo scontro impossibile solo per Trico, lo scontro finirà sempre lì! Come disse un certo utente di ludo, "10 anni per il gioco, 10 minuti per l'ottimizzazione" (FROM THE DARK).

In conclusione: The Last Guardian va assolutamente giocato come un'esperienza rilassante e consiglio a tutti caldamente di giocarlo in estrema tranquillità, con tutta la pazienza che volete perché è un titolo che necessita di calma; godetevi le atmosfere, godetevi il legame che si forma tra i due, godetevi TRICO e soprattutto, godetevi The Last Guardian per quello che è. Il gioco sarà impeccabile sul lato artistico e ludico, ma se siete persone che guardano molto il lato tecnico allora vi consiglierei di passare ad altro, o magari recuperatevelo a prezzo decisamente contenuto (per me con 30 euro accontenta ambo le parti del Visconte), in quanto penso che il gioco riuscirà a sorprendervi e a marcare un'esperienza indimenticabile nei vostri cuori.