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ODINOvsDANTE
Cover Higurashi no Naku Koro ni Matsuri per PS2

The Cat, the Well and the Endless June

Quando lessi per la prima volta Higurashi, circa 4 anni fa, l'opera non fece che scombussolare tutti gli standard e le credenze in campo artistico, che fino a quel momento avevo sedimentato nella mia mente.
Non solo si posizionò naturalmente e con nonchalance al primo posto nel podio delle mie opere d'arte preferite di sempre, podio condiviso da ogni tipo di media da me mai conosciuto, ma fu così audace da catapultare il genere "visual novel" così in alto a livello di apprezzamento personale, che pure un colosso del calibro di "JRPG" non poté mantenere la sua posizione in quanto mio genere videoludico preferito. Per farla breve, il mondo in cui stavo vivendo crollò: tra le varie cose, cominciai a trovare difficile il considerare davvero ottimi i personaggi trovati nei videogiochi "tradizionali", e persino le mie aspettative medie per le opere in generale subirono un malsano spintone verso l'alto, al punto che ricordo smisi di giocare e guardare cose per un bel po', dedicando me stesso completamente a questo, a me nuovo, genere videoludico.
Era arrivato il momento di una nuova era: l'era della speranza, quella di poter trovare qualcosa che potesse andare a definirsi, nella mia testa, "migliore" di ciò che avevo appena finito di leggere.

Recentemente, dunque, ho portato a termine una rilettura di questo mostro, attuata principalmente perché stavo cominciando a dimenticare davvero troppo per sentirmi in pace con me stesso, e secondariamente per accertarmi di persona se ciò che provai al tempo fosse, anche solo parzialmente, un'esagerazione frutto del mio amare ciò che amo, a volte troppo esagerato.
Dunque, scartando la costruzione di un qualsiasi tipo di climax, preferisco svuotare il sacco sin dall'inizio: per quanto mi riguarda, Ryukishi07, l'autore della novel, è riuscito a costruire una delle opere meglio scritte di sempre, avente più aspetti riusciti meglio di un Promessi Sposi, rispetto a quanti ne possiede di inferiori (non che questo genere non possegga opere capaci di riderci davanti).
All'inizio, la novel si presenta al lettore come appartenente al genere slice-of-life, e questo è evidentemente intenzionale per diversi motivi, ma dopo qualche ora di lettura la sua "vera" faccia si rivela, ed evitando qualsiasi tipo di spoiIer, per il bene delle due persone al mondo che potrebbero essere interessate leggendo questo parere, mi limito a dire che ho ancora da incontrare persona sopravvissuta a questa intro che non sia stata attratta dall'intreccio narrativo che ne consegue.

Tuttavia, e qui non posso che essere sincero, queste prime ore di lettura rappresentano il primo problemino della novel. Per farla breve, esse possono risultare noiose, estremamente poco interessanti, e pure infantili agli occhi di qualcuno. Una volta carpito lo stile di scrittura dell'autore, è possibile rendersi conto di quanto, in realtà, queste scene iniziali non stonino molto con il significato e i toni veri e propri di alcune parti della novel, ma ciò non cambia che l'inizio di un'opera dovrebbe, tra le altre cose, attirare il lettore, non incitare la fuga dello stesso, come è successo e continuerà a succedere per molte persone. Tuttavia, ripeto, se mai si avesse la forza di passare oltre queste prime ore di lettura, ciò che attende il lettore è un'opera magistrale, una storia ricca, complessa ed intricata, un intreccio che sorprende costantemente e che non ha paura di sprecare i plot twist, per via del numero spropositato di questi. Le sorprese vengono intervallate da adrenalina, paura, orrore e feels, al punto che ripetutamente ci si chiede se Ryukishi abbia finito i proiettili in canna o meno, e la risposta è per la maggior parte delle volte "no", anche qualora si è così intrigati dal tutto che questi non sarebbero nemmeno più necessari per continuare a leggere.
Ma una storia difficilmente riesce ad essere vincente senza dei degni personaggi che l'accompagnano. E i personaggi di Higurashi riflettono tutto quello che ho già espresso riguardo l'opera stessa: la loro prima impressione non suscita molto interesse, ma una volta conosciuti per bene ci si rende conto di quanto *o* questi siano figure magistralmente definite ed esplorate, *oppure* di quanto la maggior parte del mondo dei videogiochi non possa che prostrarsi d'innanzi a questo genere videoludico (non voglio scavare qui nel perché non considero il fatto che questa sia una VN come motivo del perché i personaggi sono migliori, ma se qualcuno ha da ridire sono pronto a discuterne). Sono sicuro che chi ha mai letto una VN riesce a comprendere il significato di queste parole, ma mi rivolgo a chi invece può essere considerato un neofita del campo. Se ciò che ho detto fino ad ora avesse mosso un interesse dentro di voi tale da voler provare a leggere l'opera in questione, allora vi posso quasi assicurare ciò che sto per dire: se dopo i primi approcci con la novel vi renderete conto che il genere fa per voi e i personaggi vi sembreranno interessanti, allora per quando avrete finito di leggere arriverete a comprendere quanto i miei attacci alla qualità dei personaggi presenti in altri media possa avere prospettive fondate. Per farla breve, questi personaggi sono meravigliosi sotto ogni singolo aspetto in cui un personaggio dovrebbe esserlo, a partire dalla complessità e veridicità dei loro comportamenti fino al carattere specifico degli stessi, la credibilità delle loro backstory o l'affetto che proverete, in un modo o nell'altro, per ognuno di essi.

Lasciando da parte ciò che riguarda lo storytelling, con la speranza di aver espresso in maniera soddisfacente il perché lo considero di livello magistrale, mi sposto velocemente agli altri aspetti che compongono una visual novel, primo fra tutti quello sonoro. La OST di Higurashi è di alto livello, nettamente superiore alla media del genere, ma anche qui, sembra che la maledizione insegua questa povera novel, in quanto le fasi iniziali della lettura sono accompagnate dal "meno bello" della soundtrack, che comunque non si attesta mai sulla connotazione negativa, ma che contribuisce a costruire questo scudo invisibile al di fuori del quale un lettore potrebbe essere ingannato a sottovalutare la qualità generale dell'opera. Ma a questo punto mi sto lamentanto gratuitamente, di conseguenza mi appresto a chiudere il discorso garantendo l'alta qualità dell'aspetto sonoro. "Aspetto sonoro" però non è un termine limitato alla musica di background, e ciò di cui voglio parlare ora rappresenta un'altra grandissima forza di questa visual novel, ossia il doppiaggio. Recentemente, Higurashi è stato rilasciato ufficialmente tramite Steam, e, anche se privo di questa feature, ciò ha permesso alla community di moddarlo abbastanza da rendere il doppiaggio dei personaggi una realtà. Naturalmente è necessario un minimo di abilità per ottenere questo privilegio, ma il gioco vale la candela, in quanto questa è una delle caratteristiche più fodnamentali per il miglior godimento dell'opera, in quanto aggiunge un emozione alla narrazione che è difficilmente descrivibile a parole, specialmente se come me siete degli amanti sfegatati del doppiaggio giapponese.

Andando avanti, voglio precisare, specialmente per i neofiti, che l'approccio a questa novel non è assolutamente un investimento da prendere sottogamba: vi ci vorranno un quantitativo di 70-90 ore di lettura per vedere i titoli di coda definitivi, e non tutti hanno a disposizione così tanto tempo. Ed è per questo che la struttura del gioco viene in vostro aiuto. Il gioco è diviso in 8 archi separati, i primi dei quali portano via circa 12-13 ore di lettura, quindi in caso foste mai interessati, ma spaventati dalla durata del tutto, vi consiglio di dare una possibilità al primo arco, che anche nel caso non bastasse per convincervi definitivamente a regalare più tempo alla novel, cosa davvero difficile, è un'esperienza più che godibile a sé stante, che non richiede per forza la continuazione dell'opera per essere apprezzata.

Detto questo, posso dire che mi sorprendo della cinicità con la quale ho espresso ciò che volevo dire riguardo ad Higurashi. Fino a ieri il solo ripensare a ciò che avevo appena letto sarebbe stato capace di riportarmi le lacrime agli occhi, ma ora mi sento quasi a terra nel consigliarlo a qualcuno. Forse mi sono arreso al fatto che questo scrittore non riceverà mai il successo che si merita. E non fraintendetemi, questa novel non è né sconosciuta né poco apprezzata, ma il fatto è che io mi sveglio la mattina, se non è un weekend sono costretto ad uscire di casa, e per le strade non vedo né manifesti né statue di Ryukishi. E mi chiedo davvero il perché.
Dove abbiamo sbagliato?
Quando è che tutto è cominciato ad andare storto?
Meritiamo davvero l'estirpazione dei nostri peccati?

Ad oggi non ho una risposta, non lo so. Ma una cosa la so: se non fosse stato per chi mi ha quasi costretto a cominciare a leggere Higurashi, io a quest'ora vivrei una vita considerevolmente diversa, che tra le tante cose sarebbe priva della conoscenza di questo scrittore, il quale mi ha fatto vivere momenti ed emozioni raggiunti da nessun altro tipo di esperienza, ha modificato e raffinato drasticamente il mio concetto di opera d'arte, e soprattutto ha fornito nuovi obiettivi alla mia esistenza, sempre se davvero esisto, cosa cui nessun'opera è mai riuscita ad adempire.
E se c'è una sola cosa vera ed onesta in tutte queste parole, allora è ciò che sto per scrivere:
Ryukishi, ti adoro.

10

Voto assegnato da ODINOvsDANTE
Media utenti: 10

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Quando una demo finisce e ti ritrovi quasi in lacrime capisci che è una demo fatta bene

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Cover Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia per 3DS

Un remake (enhanced) fatto come si deve

Dunque, non sono un fan di vecchia data della serie, e sebbene avessi giocato ad un capitolo precedentemente l'uscita di Awakening, credo di poter considerare quest'ultimo il mio vero trampolino di lancio nel mondo di Fire Emblem. Ho amato quel gioco, tanto che tutt'ora, avendo appena finito Echoes, mi ci sono ributtato ai fini di consolidarne la mia opinione al riguardo da una prospettiva leggermente più esperta. Ma dopo Awakening ci fu Fates, e con quale coraggio, dopo il livello di apprezzamento del predecessore, avrei potuto lasciarlo stare? Peccato solo si fosse rivelato una delusione complessivamente, almeno ai miei occhi e in base a quello che personalmente cerco in un gioco simile. Detto questo, sono stato felice quando, all'annuncio di un nuovo titolo, questo si rivelò essere un remake, e per diversi motivi. Prima fra tutti la conferma che Intelligent System non avrebbe avuto intenzione di sprigionarsi completamente in un capitolo totalmente nuovo, e che invece si sarebbe concentrata su ciò che davvero conta, ora come ora, ossia il passaggio a Switch, e secondariamente il fatto che l'essenza di un remake di un gioco per NES di sicuro non avrebbe portato con sé alcuni dei problemi di Fates, dicasi il quantitativo insensato di trash presente in un cast di personaggi chiaramente figlio di mediocri e "attuali" (con connotazione negativa) scrittori. Per farla breve, il risultato ha portato i frutti sperati, e dopo questa premessa inutilmente lunga, direi che è meglio cominciare a dire qualcosa sul gioco in sé.

Sarò molto formulaico nel dissezionare il gioco, perché vorrei trasmettere nel modo più semplice possibile come questo sia un remake riuscito al 110% in ciò che si prospettava di essere (sempre in base a ciò che personalmente avrei voluto che fosse).

Cominciando con un punto molto soggettivo, graficamente il gioco è, e non regalo elogi, semplicemente meraviglioso. Le sprites per i personaggi, in Fire Emblem, mi sono sempre solo "piaciute" al massimo (e ci sono casi in cui proprio non mi piacciono). Si inverte di 180° la situazione per Echoes, che grazie a Hidari sfoggia delle sprites che ADORO, dettagliate, espressive e, a mio parere, più adatte alla serie, almeno rispetto ai due titoli precedenti. Non solo questo però. Con grande piacere per un fan del genere, tutta la storia torna ad essere narrata in maniera molto più simile ad una visual novel, eliminando i modelli e ambientazioni 3D (in queste determinate sezioni narrative) per offrire semplicemente sprites, sfondi e CG, e in abbondanza per di più! Non posso mettere abbastanza enfasi su quanto tutto ciò abbia aiutato a convolgermi di più in una trama di per sé estremamente classica e prevedibile, e se fosse per me non esisterebbero né "se" e né "ma": Fire Emblem Switch dovrebbe adottare questo aspetto. Ma ovviamente queste sono solo mie preferenze.

Come accennato, la storia è molto, mooolto classica. Problemi? MENO DI ZERO, per molteplici motivi. Primo: è un remake. Di un gioco per NES. C-che storia complessa ci aspettiamo? Secondo: la qualità di questa storia, mettendo da parte la sua semplicità a livello di accadimenti, è a dir poco impressionante essendo un remake di un gioco così vecchio. I dialoghi sono tanti, i characters pieni di personalità e per la maggior parte davvero ben definiti, e la scrittura è ORO COLATO, così eccellente che non riesco a non sentirne la mancanza rigiocando Awakening (che di per sé ha una traduzione ottima). Uniamo tutto questo ad un voice acting completo per ogni personaggio, il 99% del gioco? Con quello che probabilmente è IL dub inglese migliore che abbia mai sentito? Nello stesso anno in cui sono usciti Persona 5 e Nier Automata? SU UNA CONSOOLE PORTATILE? CHE COSA STA SUCCEDENDO?
Davvero, tutto questo è solo per dire una cosa: non importa quante decine di volte avrete visto una storia del genere, non importa quante volte non sarete sorpresi da nulla di ciò che succederà: questa è un'esperenza costruita per essere solidissima da cima a fondo, che non pretende di essere nulla di più di ciò che MIRA ad essere e che al contempo difficilmente avrebbe potuto godere di miglioramenti.

Grande novità, super apprezzata e che spero di rivedere evoluta in FE Switch, è l'introduzione di dungeon esplorabili, con controllo libero del personaggio in terza persona. Onestamente, per quanto mi attirasse l'idea nei trailer, ho sempre avuto più timori che altro. "Dungeon esplorabili? Calmiamoci, è comunque un 3DS..." "Vabbé ce ne saranno due in croce, con layout identici, e saranno pure noiosi"
Beh, ho dimenticato una cosa fondamentale in tutto questo: il fatto che con un piccolo upgrade dovuto alla versione "New", questa è una console che è riuscita a far girare uno dei giochi più grandi, se non IL più grande gioco per Wii, nei suoi gloriosi 10cm di lunghezza. Per farla breve: no, questi dungeon non sono una delusione ma sono anzi un'aggiunta molto divertente ed estremamente ben realizzata a livello tecnico, e ve ne accorgerete una volta entrato il primo di questi. Ambienti grandi e differenziati, con ottime atmosfere e sorprendentemente fluidi comandi (specialmente avendo il secondo analogico su New 3DS): mai mi sarei aspettato che un'implementazione così superflua avrebbe lasciato un segno così evidente nel mio godimento complessivo del gioco.

Altro merito lo voglio assolutamente dare a una delle economie di gioco e forgiatura armi con rapporto semplicità/efficacia migliori che abbia mai visto. Non entro nei dettagli, ma sappiate che vi divertirete a forgiare armi.

Per il resto non posso che fare una lista di aspetti e meccaniche che ho apprezzato, a partire da un'ottima soundtrack fino alla formula di gioco generale, che sebbene molto più semplice ed elementare, quantomeno rispetto ai due predecessori, non solo porta una dovutissima (almeno per me) ventata di aria fresca, ma rimane anche in tema con tutta questa bontà basata sul non strafare e concentrarsi sul fornire qualità e raffinatezza in ogni aspetto del gioco. Mi dispiace un pochino per l'assenza del pair-up delle unità in battaglia, ma ci si può passar sopra.

Davvero, ci sono solo due cose che mi hanno fatto storcere il naso in tutto il gioco: la prima è stata la scarsa qualità e la limitatezza delle conversazioni di supporto per i personaggi, il che, sempre rispetto ai due capitoli precedenti, è un passo indietro enorme a mio parere, e la seconda sono le orribili scene in computer grafica, che ancora trovo incredibile siano così brutte, specialmente seguendo due giochi dove queste scene erano praticamente tra i punti più alti di tutta la presentazione. Seriamente, cosa è successo?

Nonostante questo, Fire Emblem Echoes riesce al 100% nell'essere un'ottima esperienza di gioco per quanto riguarda il genere, e al 110%, a mio parere, nel rappresentare un remake di un gioco così distante nel tempo. Questo è il trattamento che un remake DEL GENERE dovrebbe avere. Grazie Intelligent System.

8.8

Voto assegnato da ODINOvsDANTE
Media utenti: 9.2 · Recensioni della critica: 8.3

ODINOvsDANTE

ODINOvsDANTE ha pubblicato un'immagine nell'album Varie riguardante Assassin's Creed Origins

Ok, posso pure smettere di giocare ai videogiochi onestamente
Tanto più in alto di così non si può arrivare

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