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Cover Danganronpa 2: Goodbye Despair

Sviluppato da Spike e prodotto da NIS America, Danganronpa 2: Goodbye Despair è un gioco di ruolo uscito il 18 agosto 2014 per PlayStation Vita.

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Danganronpa 2: Goodbye Despair è un titolo per Playstation Vita ambientato su un'isola tropicale piena di misteri. Nei panni del giovane Hajime Hinata e i suoi compagni di classe, dobbiamo affrontare mortali sfide lanciate da Monokuma, un orsacchiotto demoniaco, per riuscire a fuggire dall'isola abbandonata. Il titolo è previsto entro questo autunno e sarà distribuito sia in edizione digitale che retail.

9.5

Recensioni

10 utenti

Paul Joestar
Cover Danganronpa 2: Goodbye Despair per PS Vita

Danganronpa 2:Goodbye Despair è il perfetto, ideale seguito videoludico dello splendido primo capitolo.
Se la struttura di base resta la stessa (daily life, social link, omicidio, raccolta prove, class trial) ci sono tante di quelle migliorie che lo rendono un capolavoro per il sottoscritto. Omicidi meglio congegnati, class trial più lunghi e difficili, minigiochi, Ors... Ehm, conigli rosa contro robottoni, un cast ancora più strambo e caratterizzato, la splendida e folle nuova ambientazione, la storia piena di colpi di scena, Nagito Komaeda, più fanservice e caterve, caterve di citazioni alle più famose opere dei Mangaka giapponesi. La più gettonata? Ovviamente l'opera magna di Hirohiko Araki <3
Con un Monokuma in grande spolvero, una colonna sonora che riprende i brani del precedente per unirli ai nuovi nei momenti decisivi, una longevità ancora maggiore (io ci ho messo 35 ore per la storia), un inglese semplice e un Monokuma... Già l'ho detto? Lo ribadisco: in grandissimo spolvero, Danganronpa 2: Goodbye Despair è semplicemente uno dei prodotti più folli e di qualità disponibili su PS Vita (e Steam, ma se giocate le visual novel su uno schermo con più di 5 pollici siete delle brutte persone).
Must Buy!

9.4

Voto assegnato da Paul Joestar
Media utenti: 9.5 · Recensioni della critica: 8.3

Kiryu

Kiryu ha scritto una recensione su Danganronpa 2: Goodbye Despair

Cover Danganronpa 2: Goodbye Despair per PS Vita

Speranza e disperazione sono le due faccie di una stessa medaglia chiamata "Danganronpa ", una implica l'altra e viceversa. E se già questo concetto viene ripreso più volte nel primo capitolo della serie, il suo sequel continua sulla stessa strada, ma migliorando moltissimo.
Dopo quella figata di Trigger Happy Havoc, che ho amato nonostante qualche difetto, ecco che la serie si supera con il secondo capitolo, Goodbye Despair, che si è guadagnato un posto tra i videogiochi più belli che abbia mai giocato. Probabilmente questa recensione sarà abbastanza breve perché il tutto si può riassumere con una frase: Danganronpa, con questo secondo capitolo, è migliorato sotto OGNI aspetto.

La trama è senza ombra di dubbio il motivo principale per cui TUTTI dovrebbero giocare questo titolo. 16 studenti della Hope's Peak Academy, la stessa scuola del prequel, vengono portati su un'isola tropicale, senza sapere come ci siano arrivati. Beh, a dire la verità, inizialmente a molti non importa granché: l'isola di per sé è fantastica ed offre ogni comodità, quindi che motivo c'è per lamentarsi? Tutto fila liscio, fino a quando non appare una vecchia conoscenza: Monokuma. Ed è qui che l'incubo inizia, perché Monokuma sottoporrà gli studenti di questo secondo capitolo allo stesso trattamento che hanno ricevuto quelli del prequel: un "gioco" estremo, in cui i 16 dovranno uccidersi tra di loro senza farsi scoprire per andarsene dall'isola, passata dall'essere un Paradiso terrestre al peggiore degli incubi a causa del controllo di Monokuma. L'idea di base (bellissima) rimane la stessa, ma tutto il resto è una cascata di sorprese. Si è passati dall'ottima trama del primo capitolo ad un vero e proprio capolavoro di narrazione: l'attenzione sempre alta, il ritmo incalzante, i continui colpi di scena per cui nulla è mai scontato, certe rivelazioni che madonna santa sono geniali. La trama di Goodbye Despair ha superato ogni mia aspettativa, impossibile non elogiarla.

Graficamente il gioco è rimasto fedele a Trigger Happy Havoc, le poche cose cambiate comunque sono cambiate solo in meglio. Sotto questo aspetto non ho davvero nulla da dire, l'ho adorato nel primo capitolo e di conseguenza l'ho adorato pure qui. La colonna sonora invece è...strana. Inizialmente, sarebbe stato l'unico possibile difetto, l'unica cosa su cui avrei potuto contestare un attimo. Detto in due parole, è innegabile che la colonna sonora sia il tallone d'Achille della produzione: tanti brani sono ripresi dal primo gioco, e anche qui la colonna sonora non ci prova nemmeno ad essere chissà quanto memorabile. Eppure, le osts mi hanno soddisfatto, perché stavolta mi sono rimaste impresse, senza ombra di dubbio. Sia chiaro, di certo non è una colonna sonora di prima categoria, ma non posso fare altro che premiarla nel momento in cui riesce a rimanermi appiccicata al cervello. Sarà che ormai certi brani, a forza di ascoltarli, me li ricordo bene, ma ritengo che siano stati un ottimo accompagnamento ingame.

I personaggi, poi, hanno fatto tanti passi in avanti. Ho apprezzato il cast del primo capitolo e mi ci sono affezionato, nonostante qualche loro difetto tutti i personaggi sono riusciti a rimanermi impressi nella mente, ma avrei voluto comunque qualcosa in più. Il cast di Danganronpa 2 mi ha soddisfatto completamente: mi sono affezionato pure a loro, ovviamente, ma oltre a quello c'è anche stato un salto di qualità nella caratterizzazione dei personaggi. Anche qui posso dire quello che ho detto nella recensione del primo Danganronpa, di personaggi considerabili capolavori non ce ne sono, ma questo sequel mi ha fatto capire che in un certo senso non è quello l'obiettivo della serie. Goodbye Despair ha fatto ciò che doveva fare: migliorare la caratterizzazione senza forzare troppo la mano, e lo ha fatto. Ho capito che paragonare il cast dei primi due Danganronpa con quello di altre Visual Novels ha poco senso, per non dire che è proprio stupido farlo, poiché avranno probabilmente obiettivi molto diversi (un altro esempio simile lo potrei fare con Ace Attorney, per dire). Parlando di fattore estetico, pure il character design l'ho trovato leggermente migliorato, come se già non avessi amato quello di Trigger Happy Havoc.

L'ambientazione ha cambiato decisamente ruolo. Se nel primo capitolo era evidentemente un aspetto abbastanza secondario dell'opera, in questo sequel assume un ruolo molto più attivo e vivo, risultando di conseguenza anche molto più memorabile. Come ho detto prima, da una scuola siamo passati ad un'isola tropicale, ma più che un isola è una città in miniatura, e per questo motivo offre una bella varietà di scenari. Pure l'atmosfera è migliorata, più che altro nelle scene di panico, dove la tensione è palpabile.

Ed ora, il gameplay. Mamma mia ragazzi, io già impazzivo di gioia col gameplay del primo gioco, e me lo migliorano nel sequel? Estasi mentale, fine. Per essere precisi, cosa hanno migliorato? Due delle tre sezioni di gameplay, Tempo Libero e Investigazione, sono rimaste praticamente uguali. Ciò che ha subito modifiche è la terza sezione, la più importante: il processo di classe. Vediamo di riassumere un attimo il tutto. Quali parti del processo già esistenti sono state modificate, e come?
Prima di tutto, la discussione tra gli studenti, la parte principale del processo. Nel primo gioco, bisognava usare i "proiettili-prove" per colpire alcune parti della discussione che contenevano incongruenze (le parti arancioni). In questo gioco, a parte quelle, il giocatore dovrà ANCHE colpire le parti blu, se necessario. Le parti blu, al contrario di quelle arancioni, non contengono incongruenze, ma hanno bisogno del supporto del protagonista, che dovrà quindi supportare la teoria di un altro personaggio colpendo la parte blu con "proiettile-prova" in grado di confermare la teoria proposta. Questa novità rende l'intero processo molto più interessante, ma non è finita qui. La sezione in cui è necessario trovare una parola chiave del processo è stata decisamente modificata nella struttura, rendendola molto più interessante e difficile. Sono state leggermente modificate anche le sezioni in cui bisogna riportare alla ragione un personaggio infuriato e in cui bisogna riassumere il caso mettendo a posto le scene in stile fumettoso, ma sono dettagli talmente minimali che non perdo tempo a spiegarli, seppur li abbia apprezzati.
Cosa è stato, invece, introdotto qui?
Essenzialmente due parti: Logic Dive e Rebuttal Showdown. In Logic Dive, bisogna surfare su una pista evitando di cadere o di schiantarsi contro gli ostacoli, e nel frattempo bisogna anche rispondere a 3 domande scegliendo la giusta pista da seguire tra quelle proposte. Alla fine, unendo le risposte giuste, si riesce ad avanzare nel processo. Rebuttal Showdown, invece, avviene quando, dopo che il protagonista ha negato una frase arancione/supportato una frase blu, un altro personaggio ha ancora qualcosa da ridire. In questa modalità, il personaggio che vi ha attaccato comincierà a dire frasi che appariranno su schermo, e voi dovrete tagliarle con una lama. Ma questo non basta: dovrete continuare a tagliare (ponderando gli attacchi, tra l'altro, perché avete un numero limitato di attacchi che potete eseguire) fino a quando il vostro avversario non dirà una qualche incongruenza. Quando questo avviene, dovrete fare qualcosa di simile a ciò che fate nella normale discussione: colpire l'incongruenza, solo che al posto dei proiettili-prova dovrete scegliere tra delle lame-prova (sempre predefinite, ovviamente). Questa parte è leggermente più ostica poiché il giocatore ha molto meno tempo per pensare, visto che se non si colpisce entro il tempo limite la discussione retrocede e bisogna rifare tutto da capo.
Penso di aver spiegato tutto, in sostanza il gameplay è migliorato un sacco ed è molto più divertente e frenetico. Ah già, il livello di difficoltà è decisamente salito. In Trigger Happy Havoc, alla massima difficoltà, prendevo quasi sempre A. Qui invece, sempre a difficoltà massima, ho sempre preso B, e in certi punti mi sono bloccato per un bel pezzo.

Vabbè, penso di aver finito. Amo il primo Danganronpa e amo ancora di più questo sequel, è diventata a tutti gli effetti una delle mie serie videoludiche preferite. Per questo, ripropongo l'invito che ho già fatto con la recensione di Trigger Happy Havoc: se potete, recuperate assolutamente questa serie, non ve ne pentirete. E ora, si aspetta, sia il terzo capitolo sia un eventuale porting su Steam dello spin-off "Another Episode" che per ora sta solo su PS Vita.

Fino ad allora...Goodbye, despair.

GameBack.it

GameBack.it ha pubblicato un link riguardante Danganronpa 2: Goodbye Despair per PS Vita

L'ennesima perla in arrivo su PS Vita

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