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Cover Danganronpa: Trigger Happy Havoc

Sviluppato da Spike Chunsoft e prodotto da NIS America, Danganronpa: Trigger Happy Havoc è un gioco d'azione e avventura uscito il 14 febbraio 2014 per PlayStation Vita · Pegi 16+

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La Hope's Peak Academy è frequentata solo dagli studenti più brillanti, che rappresentano la speranza per il futuro del Giappone. Ma questa speranza scompare presto, quando Makoto Naegi e i suoi compagni di classe vengono imprigionati nella scuola, isolati dal mondo esterno e soggetti ai macabri capricci di un inquietante orsetto, chiamato Monokuma. Il pupazzo spinge gli studenti uno contro l'altro, promettendogli la libertà e facendoli combattere tra loro. Il protagonista dovrà scoprire chi si nasconde dietro Monokuma e perché sono stati imprigionati nella scuola. Ma dovrà anche fare attenzione a ciò che desidera, perché a volte non c'è nulla di più letale della verità.

9.1

Recensioni

18 utenti

Nadig1989

Nadig1989 ha pubblicato un video riguardante Danganronpa: Trigger Happy Havoc per PS Vita

Stavo vedendo i video sul Canale youtube di Playstation e scopro che ora faranno una riedizione dei primi due Danganronpa in versione per PS4. Chissà se uscirà anche in Europa

Danganronpa 1•2 Reload - Announcement Trailer | PS4

Danganronpa 1•2 Reload brings the first two Danganronpa games to the PS4! Learn more at http://danganronpa.us/reload Get two of the best murder-mystery adventures in one! Whether y..

Kappakappa3
Cover Danganronpa: Trigger Happy Havoc per PS Vita

Pro:

- Trama ricca di colpi scena e mai noiosa
- Personaggi ben caratterizzati
- Trial adrenalici e sempre sorprendenti
- Colonna sonora originale

Contro:

- Nella versione digitale il sangue è di un fastidioso colore rosa
- La sola lingua inglese può scoraggiare parecchi giocatori

CONSIGLIATO A: Chi non sa fare a meno di storie coinvolgenti e personaggi ben scritti

SCONSIGLIATO A: Chi è alla ricerca di giochi "attivi" senza eccessivi blocchi di testo a schermo

9.3

Voto assegnato da Kappakappa3
Media utenti: 9.1 · Recensioni della critica: 8.4

Kappakappa3

Kappakappa3 ha pubblicato un video riguardante Danganronpa: Trigger Happy Havoc per PS Vita

Arrivato al sesto capitolo! Profumo di 9 nell'aria

Dangan Ronpa - DANGANRONPA (DR Version)

DANGANRONPA Original Soundtrack ダンガンロンパオリジナルサウンドトラック CD2 Track 01 - DANGANRONPA(DR Version) Composed by Masafumi Takada. DISCLAIMER: I don't own anything. All rights go to their re..

CrikkoSunderland
Cover Danganronpa: Trigger Happy Havoc per PS Vita

Se c'è un genere che ultimamente,nella mia carriera di giocatore,sto riscoprendo con grande piacere,è quello delle visual novel. Frustrato e annoiato dalla ripetitività degli sparatutto moderni e i vari giochi occidentali con cui siamo abituati a passare il tempo,ho deciso di intraprendere una delle mie prime avventure grafiche proprio con Danganronpa:Trigger Happy Havoc, titolo che già da tempo aveva attirato la mia attenzione, ma che non avevo mai avuto il tempo di iniziare.

Parlando dell’opera in sé, siamo di fronte ad un videogame del 2010 della ormai defunta PSP, sviluppato e prodotto da Spike, che ha visto la sua nascita in Giappone, per poi essere successivamente convertito nel 2014 per la PSVita ed accolto nelle terre europee, grazie a Nippon Ichi America. La trama, originale ed intrigante fin dal primo impatto, vede il nostro amato protagonista, Makoto Naegi , entrare nella prestigiosa accademia che farà da sfondo alle nostre avventure , il cui l’accesso è riservato ai soli studenti che eccellano in una determinata materia. Qui faremo la conoscenza dei nostri compagni di classe che ci accompagneranno per il resto dell’opera tra gli angoli più angoli più angusti dell’edificio e con cui condivideremo tutti i momenti macabri che fanno da colonna portante alla serie. Dopo una breve introduzione di questi ultimi, ognuno con una sua peculiare caratteristica, il gioco ci catapulterà nel vivo dell’azione fin dai primi minuti con la conseguente perdita di conoscenza generale da parte dei ragazzi, che al risveglio scopriranno di essere intrappolati all’interno dell’accademia, senza nessuna via di fuga. Dietro tutto questo si nasconde il carismatico orsacchiotto Monokuma, che come unico strumento di fuga da questa spirale di disperazione incentiva l’omicidio di un proprio compagno, con la necessità di non essere scoperti, per poi superare il famigerato “Processo di classe”.

Il gameplay,così, si suddividerà in varie fasi distinte,uguali strutturalmente per ogni episodio, che troveranno il loro culmine con la scoperta del colpevole dell’omicidio di turno. Inizialmente,la priorità è data dal solo esplorare l’edificio e fare amicizia con i vari personaggi,mentre nell’ombra il carnefice comincerà a preparare il suo crudele piano di fuga. La mattina sarà possibile visitare ogni stanza dell’accademia senza limitazioni,mentre durante il pomeriggio sarà possibile passare il proprio tempo libero con gli NPC conosciuti in precedenza, stringendo convenienti rapporti ,raccogliendo informazioni sul loro conto e, con il passare del tempo, ricevere delle Abilità da utilizzare durante il Processo. Donare oggetti ai nostri compagni sarà alla base di queste brevi interazioni, acquistabili tramite la Macchina Monomono attraverso la moneta corrente del gioco, ovvero le Medaglie Monokuma, ottenibili con il termine dei vari capitoli o interagendo con dei precisi elementi dello scenario, fungendo anche come una sorta di collezionabili che incentiveranno la sezione esplorativa.

Una volta che le acque si saranno mosse, con la scoperta del cadavere da parte di minimo tre testimoni e il conseguente annuncio dell’omicidio da parte di Monokuma, comincerà la sezione investigativa vera e propria che prevede la raccolta di indizi e testimonianze utili per il Processo di Classe,che ci attenderà insidioso durante il corso dell’episodio. Parlando di quest’ultimo,molto ben fatto a parere mio,c’è da precisare la composizione e la struttura con cui è stato concepito: esso prevederà numerosi dibattiti tra i personaggi coinvolti conditi da minigiochi di varia natura che metteranno alla prova le nostre abilità con prove a tempo e di ritmo, legate alla presenza dei “punti ferita”, ossia le nostre vite a disposizione che al loro termine prevedranno il fallimento del caso. Essi sono quattro in totale, composti innanzitutto dall’onnipresente “dibattito nonstop” in cui dovremo contestare le affermazioni errate con l’aiuto delle nostre prove raccolte semplicemente “colpendo” le frasi marcate in giallo e ritenute da parte nostra sospette o meno, riponendo la dovuta attenzione alla nostra scelta. Successivamente, il Processo si dividerà tra un semplice anagramma rivelatore in cui dovremmo comporre delle parole e un gioco ritmico che prevede la distruzione delle affermazioni del nostro avversario e la sua successiva accusa definitiva che ci porterà inevitabilmente alla sua sincera confessione del reato commesso.

Nella fase finale,poi, sarà necessario ricostruire l'omicidio vero e proprio inserendo in ordine temporale dei tasselli all’interno di un manga e incolpare così definitivamente l’assassino, che dovrà assistere in prima persona alla sua personale esecuzione, ingegnosamente costruita del diabolico Monokuma.

Spostandoci poi sul lato prettamente tecnico ci troviamo davanti ad un ottima grafica, piena di macabri scorci che sintetizzano bene l’atmosfera malata di cui il gioco vuole avvalersi, e con delle sequenze cinematiche di intermezzo artisticamente valide. Originale la scelta dei colori, vivi e accessi, e ottimo il character design, che rende ognuno dei nostri compagni di classe un personaggio valido e distinto, cosa molto importante in videogame del genere.

Per quanto rigurda il comparto sonoro,poi, esso è composto da una OST variegata e che accompagna alla perfezione ogni sequenza, riuscendo nell’arduo compito di imprimere a fuoco nelle nostre sinapsi le sue note martellanti e dando ancora più enfasi alle fasi di gioco, distinguendo a dovere i momenti drammatici da quelli prettamente improntati all’ironia nipponica.

Infine,parlando della sceneggiatura vera e propria, abbiamo davanti ai nostri occhi una trama originale e valida, piena di colpi di scena e momenti memorabili e sempre pronta a sorprenderci grazie ai suoi dialoghi curati attentamente e di tutto rispetto, che trovano il loro culmine in un finale interessante e sorprendentemente riflessivo, dando sfogo a non poche domande lecite da parte di tutti noi.

Danganronpa,in fin dei conti, si rivela una vera e propria perla delle console portatili Sony, un acquisto imprescindibile per ogni appassionato di avventure grafiche o videogame in sé, grazie al suo gameplay innovativo, la sua trama avvincente e i suoi personaggi fuori dall’ordinario a cui ci affezioneremo inevitabilmente nel giro di poco tempo.Sia chiaro,non ci troviamo davanti ad un’opera esente da difetti,ma sono talmente minimali da risultare trascurabili a fronte di un’esperienza che almeno una volta nella vita va vissuta, trasformandoci nei detective che sempre abbiamo sognato di essere.

“Se la speranza sta sparendo dobbiamo solo noi diventare la nuova speranza”

9

Voto assegnato da CrikkoSunderland
Media utenti: 9.1 · Recensioni della critica: 8.4

Kiryu

Kiryu ha scritto una recensione su Danganronpa: Trigger Happy Havoc

Cover Danganronpa: Trigger Happy Havoc per PS Vita

Danganronpa è stata una sorpresa enorme. Iniziarlo senza sapere nulla a riguardo ("ti piacerà" è tutto ciò che mi hanno detto varie persone, nulla di più) e ritrovarmi davanti quello che, molto probabilmente, è il videogioco che più mi ha intrattenuto in assoluto tra quelli che ho giocato, parlando di rapporto durata/tempo impiegato a finirlo, è stato fantastico. Non si tratta di un titolo semplice da analizzare, e molti aspetti si basano sui gusti o le preferenze di ogni singola persona. Per questo mi trovo abbastanza spaesato nel cercare di valutare Danganronpa, e sempre per questo motivo cercherò di usare questo parere per mettere a posto le mie stesse idee. Intanto, cos'è Danganronpa?

Si tratta di una Visual Novel di stampo principalmente giallo, in cui il giocatore impersona un ragazzo di nome Makoto. Makoto, come lui stesso si definisce, è il più normale dei normali, un ragazzo comune in tutto, senza nulla di particolare. O meglio, UNA cosa particolare ce l'ha: lui tra tutti, tramite un'estrazione completamente casuale, è stato scelto per entrare in una scuola SPECIALE. La scuola in questione, infatti, riunisce al suo interno l'èlite giovanile, ovvero gli studenti migliori...in qualsiasi cosa. Non importa cosa tu faccia, se sei il migliore, sei dentro. Questo perché, si dice, la scuola vuole educare coloro che diventeranno poi la base di una nuova società, una società migliore sotto OGNI aspetto. Giusto per darvi un'idea, tra questi studenti ci sono il miglior chiaroveggente ed il capo della migliore gang di motociclisti, per dirne due. Ovviamente, in mezzo ai migliori, il nosto comunissimo protagonista si sente assolutamente fuori luogo.

Ma questo sarà solo l'ultimo dei suoi problemi.

Pochi passi nei corridoi della scuola, e Makoto sviene. Si risveglia in un'aula della scuola, tutto solo. E, cosa ancora più strana, tutte le finestre della classe sono sigillate da piastre di metallo ben fissate. Non sapendo cosa fare, Makoto torna al salone principale, e lì incontra altri 14 studenti, 14 "migliori" che dicono di essere nella sua stessa situazione. Il gruppo sarà poco dopo convocato nella palestra, dove farà la conoscenza di Monokuma - un orsetto robotico - che spiegherà la situazione ai 15 presenti.

"Siete in trappola, non avete modo di fuggire da questa scuola e tentare di comunicare con la polizia o altre fonti esterne è inutile. Ora, avete davanti a voi due opzioni: potete vivere il resto della vostra vita qui, come una piccola comunità, con cibo, vestiti e tutto ciò di cui avete bisogno; oppure, potete andarvene. Ma per farlo, dovrete uccidere qualcuno."

Questo, in sintesi, è l'inizio della spirale di disperazione nella quale affonderanno i personaggi. Ma non è finita qui: se qualcuno decide di diventare un assassino ed uccide qualcuno, si terrà un processo di classe tra gli studenti. Se l'assassino viene scoperto, subirà la punizione, ovvero la morte, per aver intaccato la "pace della comunità". Se, invece, chi ha commesso il crimine riesce a non farsi scoprire, otterrà la libertà, mentre TUTTI gli altri studenti moriranno. Ci sono poi altre regole sulle quali non mi soffermo, volevo evidenziare queste in particolare.

Insomma, queste sono le premesse di un giallo davvero interessante ed intrigante. La trama l'ho adorata, dall'incipit che vi ho riportato fino all'ultima riga di testo. Si tratta di una storia che parte bene e continua in perenne salita, diventa sempre più veloce e sorprendente. Suspence, adrenalina mentale, misteri di ogni tipo, colpi di scena e soprattutto coerenza logica: Danganronpa ha tante carte vincenti da rivelare a chi decide di giocarlo, dall'inizio alla fine, e non mi ha mai deluso. Il finale può lasciare un attimo l'amaro in bocca a tante persone, io invece ho motivo di pensare che sia davvero azzeccato, ma non mi spiegherò qui per evidenti pericoli di spo.iler. Si può anche pensare, poi, che la trama ci metta un po' ad ingranare. Ribadendo comunque che l'intero gioco è un ottimo giallo, effettivamente Danganronpa diventa qualcosa di più di un "semplice" ottimo giallo solo dopo un po' di tempo. Srà l'idea di base che mi attizza davvero un sacco, sarà che quando un giallo mi prende non mi ci stacco più, ma personalmente non ho mai avuto motivo di lamentarmi sotto questo aspetto. D'altronde, ho iniziato il gioco senza nemmeno sapere cosa fosse. Qualche nota negativa, però, la trama ce l'ha. Innanzitutto, ho previsto un colpo di scena abbastanza importante molte ore prima che venisse rivelato. Ma vedete, questa storia ha così tanti colpi di scena che non mi ha nemmeno dato fastidio come cosa, visto che il gioco si è preso una rivincita sorprendendomi non so neanche quante volte. A parte questo, devo anche tenere conto di alcuni plot devices usati quà e là. In questo specifico caso stiamo addirittura parlando di un giallo, quindi dovrebbe essere abbastanza grave come cosa. Fortunatamente però, non sono plot devices in grado di distruggere la coerenza dell'opera. Sono più che altro piccole cazzate, non tanto nel contenuto, ma nella forma: vengono mostrate cose sensate, ma in modo stupido. Non mi danno un gran fastidio proprio perché l'effetto è plausibile, è solo il modo in cui ci si arriva ad essere decisamente migliorabile. In generale comunque, la trama è assolutamente promossa!

Parliamo ora dei personaggi, punto assai delicato. Non sono definibili come capolavori, a mio avviso nessuno dei personaggi del cast lo è, ma non sono nemmeno una delle cose più brutte, in un certo senso, che questo genere narrativo offre, ovvero i tipici tizi che esistono solo per dare informazioni sul caso, senza/con pochissima caratterizzazione. Il cast di Danganronpa sta nel mezzo, in modo abbastanza ambiguo. Alcuni sono caratterizzati abbastanza bene, altri sono giusto accennati (magari perché muoiono presto) ed altri ancora sono abbastanza stereotipati. Nulla di cui essere davvero sorpresi, insomma. Eppure a me 'sto cast piace. TUTTI i personaggi mi sono più o meno piaciuti, sono simpatici e mi ci sono affezionato. Non è di certo un cast di prima classe, ma di certo non è nemmeno brutto. Contando poi che c'è anche una certa loro evoluzione caratteriale durante le vicende, non mi lamenterei granché.

E adesso, il comparto grafico, aspetto su cui ho letto varie lamentele e che io invece ADORO. Adoro le sprites raffiguranti i personaggi, sia per il character design figo, sia per lo stile dei disegni molto bello. Lo stesso vale per le varie CG e per i filmati ingame, al massimo per le CG mi fa un attimo meno effetto ma siamo lì. Le sprites stesse poi, non sono presenti in numero elevatissimo, ma sono abbastanza per far risultare le immagini dei personaggi coerenti con quello che questi ultimi dicono (al contrario di, che so, Ghost Trick). Infine, vorrei concentrarmi un attimo anche sulla questione della prospettiva. Nel gioco ci sono gli ambienti in 3D, e al loro interno si posizionano le sprites dei personaggi e degli oggetti, che sono in 2D. Lo spazio viene quindi occupato da delle sagome raffiguranti persone/cose. Posso capire se dà fastidio, pure a me dava fastidio in un primo momento, ma dopo poco ho cominciato ad apprezzare la cosa, dà un certo stile al comparto grafico.

Sulle ambientazioni non ho molto da dire, sono abbastanza normali, non fanno tanto effetto e mi va bene, visto che non è ciò su cui si concentra il gioco. Le ho comunque apprezzate grazie ai colori dei corridoi, differenziati con luci di colore diverso per ogni corridoio, appunto. L'atmosfera invece non è male, mette ansia nei momenti giusti ed è uno dei motivi per cui mi sono praticamente divorato questo gioco. Non l'aspetto focale del titolo, ma di certo aiuta molto a goderselo di più.

La colonna sonora, purtroppo, è "solo" d'atmosfera. Nel senso che ingame fa benissimo il suo lavoro, aiuta un sacco a rendere ogni scena più mozzafiato/adrenalinica/sorprendente, ma come musica a sé stante non è chissà cosa, non mi metterei ad ascoltarla nel tempo libero. Comunque, mi va benissimo pure così, non posso dire che mi abbia seriamente deluso.

E adesso, il gameplay. Esso si divide essenzialmente in 3 parti. La prima è la parte del tempo libero: qui il gioco diventa un dating sim, grazie al quale è possibile conoscere qualcosa in più dei personaggi e ottenere delle abilità, abbastanza secondarie, ma che comunque si rendono utili durante la parte del processo. C'è poi l'investigazione, e non penso di dover aggiungere molto altro: andate in giro ad esaminare/raccogliere oggetti e a cercare testimonianze da usare, ancora, nel processo. Infine, abbiamo la parte più elaborata del gameplay, il processo, ovviamente. Dico elaborata perché il processo stesso è diviso in più fasi di gameplay. Premetto che ho giocato alla difficoltà massima, giocare a difficoltà più basse rende il tutto più facile cambiando certe cose, ma non so nulla di preciso. Quindi quello che sto per scrivere è come funziona il processo alla difficoltà massima (e consiglio pure a voi di impostare quella, alla fine non è molto difficile come gioco, anzi). La maggior parte del processo è costituita da una discussione tra i personaggi, nella quale dovrete trovare le incoerenze e negarle. Come? Durante la discussione, tutto ciò che i personaggi dicono è riportato su schermo. Alcune parti del testo riportato sono colorate in arancione, ovvero sono "colpibili". Negare una incoerenza significa proprio colpire quella parte arancione con un "proiettile". La difficoltà sta nel fatto che bisogna scegliere il proiettile con su scritto il nome della giusta prova da usare. Oltre a questo, una parte di frase arancione non è necessariamente falsa, quindi bisogna anche pensare se ciò che si ha davanti è effettivamente vero o meno. Inoltre, per ogni "round" della discussione sono utilizzabili solo alcune prove scelte in modo predefinito per rispondere, e a volte nessuna di queste prove sarà quella giusta. In questo caso, VOI dovrete capirlo e agire di conseguenza: dovrete scegliere una parte arancione della discussione, prenderla come prova temporanea, e usarla contro un'altra parte della medesima discussione. Detto così magari risulta complicato, ma ci si prende presto la mano e diventa molto divertente. Mettendo da parte la discussione, ci sono altre parti secondarie: una sezione in cui dovrete indovinare una parola chiave del processo, mettendo nel giusto ordine le lettere che compariranno su schermo; un'altra sezione in cui dovrete semplicemente rispondere ad una domanda scegliendo la risposta giusta tra 3 possibili scelte; un'altra sezione ancora, in cui uno studente si agiterà così tanto da smettere di ascoltarvi, ed in quel caso dovrete farlo tornare alla ragione tramite un minigioco musicale; INFINE, ultima cosa, una sezione in cui dovrete riordinare gli eventi dell'omicidio come fossero scene di un fumetto, questa sezione in particolare mi è piaciuta molto. Insomma, pure nel gameplay DR ha tanto da offrire, ma dovete provarlo voi stessi per capire.

L'ultima cosa di cui vorrei parlare riguarda QUESTA versione precisa del gioco. Da quanto ho capito, Trigger Happy Havoc è un remake, la versione originale è quella chiamata semplicemente Danganronpa. Beh, in questa versione c'è anche la cosidetta School Mode, una modalità extra che è praticamente un gestionale unito alle meccaniche dating sim già presenti nella campagna principale. Un extra davvero carino devo dire, nulla di speciale ma fa piacere provarlo, anche perché qui si possono proseguire le relazioni con i personaggi, cosa impossibile da portare a termine durante la trama principale, non in una run almeno.

Penso e SPERO di aver scritto tutto quello che volevo scrivere. Per concludere, consiglio Danganronpa a CHIUNQUE, anche a chi non piacciono gialli e Visual Novels. Questo perché è un giallo coi controcazzi, potenzialmente può piacere a tutti, e per essere una Visual Novel è abbastanza corta (25-30 ore, credo). Insomma, davvero, dategli una chance. Me lo sono divorato in pochi giorni, mi è piaciuto davvero tanto e sarei felice se a qualcuno venisse voglia di provarlo. Dateci un'occhiata, non ve ne pentirete.

P.S.: Sono ancora un filo indeciso sul voto, per adesso metto 9 ma potrebbe salire ancora un pochino più avanti.

Kiryu

Metà terzo capitolo + quarto + quinto in un giorno. L E V A T E M E L O
LEVATEMI 'STO GIOCO

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