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Sviluppato da Vanillaware e prodotto da Atlus, Odin Sphere Leifthrasir è un gioco di ruolo uscito il 24 giugno 2016 per PlayStation Vita · Link: atlus.com

·
9.5

Recensioni

5 utenti

Xehanort89

Xehanort89 ha scritto una recensione su Odin Sphere Leifthrasir

Cover Odin Sphere Leifthrasir per PS Vita

Era il 2007 quando Odin Sphere approdava sull'ormai stanca ma ancora viva PS2, la quale stava lasciando il testamento alla next generation. Il gioco segnò il debutto europeo di una promettente casa di sviluppo nipponica, chiamata Vanillaware e capitanata da George Kamitani, un apprezzatissimo game designer presente nell'industria dei videogames già da diversi anni.
Odin Sphere si presentava al pubblico come un RPG dallo stile unico e in parte inedito, qualcosa che ricordava quel "Princess Crown" pubblicato anni prima sul Sega Saturn, con le caratteristiche di un action game frenetico e di un'inedita visuale bidimensionale.
Dopo dieci anni Atlus decide di riproporre il gioco in alta definizione, svecchiandolo e perfezionandolo, a chi aveva potuto già apprezzarlo e a chi, per un motivo o per l'altro, non ne aveva avuto modo.
A livello narrativo non è cambiato nulla rispetto alla versione originale: cinque differenti personaggi, protagonisti dell'immaginario regno di Erion, tutti giocabili ed ognuno con una storia diversa tra loro le quali però s'intrecceranno in un unico grande filone centrale che condurrà all'inevitabile Armageddon.
Mentre è proprio nell'aspetto grafico e nel gameplay che si notano sostanziali miglioramenti rispetto al passato.
Graficamente il titolo era giá meraviglioso nella sua prima versione, ma l'alta definizione riesce a donargli una luce del tutto nuova, rendendolo perfetto in ogni suo piccolo anfratto.
Odin Sphere è un vero e proprio quadro in movimento! Gli scenari, disegnati a mano, sono una vera e propria opera d'arte viva e coloratissima, pieni di luce e mai sotto tono, che danno il massimo anche sul piccolo schermo OLED della PsVita.
Anche le meccaniche di base del gameplay sono rimaste le stesse, quelle di un ottimo action RPG immediato e al tempo stesso profondo, sebbene sia stato anch'esso migliorato per offrire un'esperienza ludica più incalzante.
Viene infatti rimossa la barra della stamina, (nonostante ad oggi la si veda in sempre più giochi) la quale regolava la quantità di attacchi consecutivi che era possibile eseguire prima di rimanere scoperti per un paio di secondi nel bel mezzo degli scontri.
La scelta è derivante infatti proprio dal fatto di non voler rallentare in alcun modo il ritmo dell'azione, la quale ne risulta più frenetica e stimolante, e anche nel voler rendere questa riedizione meno ostica dell'originale, nonostante nel New Game Plus e a livello di difficoltà più alta la sfida rimanga ancora aperta.
Particolare il sistema di livellaggio dei personaggi. Una piccola parte di esperienza verrà rilasciata dai nemici e dai boss sconfitti assieme ai Fozoni, particelle che potranno essere utilizzate per far crescere piante da cui raccogliere frutta (o braciole 0_0) o per potenziare le diverse abilità, mentre una parte molto più sostanziosa la otterremo mangiando diverse pietanze ai ristoranti in città, in quello itinerante presente nei diversi stage o addirittura la frutta di cui parlato prima.
Un piccolo difetto, sebbene non così invadente (almeno per quanto mi riguarda), lo si potrebbe però riscontrare in una certa ripetitività nell'affrontare spesso gli stessi boss e anche gli stessi stage. Questo è in parte dovuto alla scelta narrativa di voler far coincidere tra loro le cinque storie, sebbene in differenti momenti temporali, comportando così che un boss o uno stage debba essere affrontato per forza di cose da alcuni o da tutti i personaggi.
Nota di merito invece alla scelta di introdurre nel gioco anche la modalità classica, ovvero la versione del gioco uscita su PS2, senza i miglioramenti della riedizione, ma con l'utilizzo, per esempio, della barra stamina.
Atlus non si è limitata quindi a fare il classico compitino di "svecchiare" e "riproporre", ma si è concentrata a migliorare e a perfezionare quanto di già  buono il gioco possedeva nel 2007 riuscendo a renderlo ancora più bello ed immersivo. Un piccolo capolavoro, particolareggiato da un eccellente design artistico, un  gameplay divertente e da un peculiare stile narrativo che riescono a coinvolgere e catturare sin dai primi minuti di gioco. Sicuramente tra i migliori titoli per PsVita, e non solo.

Pick a Quest - RPG Community

Pick a Quest - RPG Community ha pubblicato un'immagine nell'album PaQ Dads riguardante Odin Sphere Leifthrasir

#PaQDads: non sempre i padri sono delle persone comprensive, amorevoli e disposte a supportare i figli. Un esempio è Odino, dal quasi omonimo #OdinSphere: signore dei demoni, sovrano di Ragnanival e padre delle principesse Griselda e Gwendolyn, le quali sono considerate dal genitore come mere armi umane destinate a sacrificarsi per il bene dell'esercito delle valchirie.

Nonostante ciò, unito al non aver mostrato grande lutto per l'atroce morte di Griselda sul campo di battaglia, Gwendolyn rimane comunque devota al padre e decisa a offrire la propria vita; è convinta che solo in questo modo Odino potrà provare compassione e affetto nei confronti della figlia.
-Kur

Pick a Quest - RPG Community

Pick a Quest - RPG Community ha pubblicato un'immagine nell'album A Postcard from... riguardante Odin Sphere Leifthrasir

"La capitale di Ragnanival, Nebulapolis, è certamente maestosa e imponente, esattamente come il suo sovrano: Odino, il signore dei demoni di cui tanto si parla nelle cronache della Guerra del Calderone.
L'architettura dei palazzi è alquanto suggestiva con tutte queste colonne e torri, ma altrettanta figura la fanno le numerose statue di gargoyle e demoni vari sparsi per tutta la città. A differenza della capitale di Titania, i cui tetti mostrano sopratutto colori caldi e un cielo spesso sereno, qui predominano colori più freddi come il blu del palazzo di Odino e la volta celeste non sempre è altrettanto luminosa.
Inoltre, girare per Nebulapolis può rivelarsi complicato dati gli squadroni di valchirie che si apprestano a difenderla, per non parlare delle dicerie che si stanno diffondendo sempre di più su uno degli uomini guerrieri di Odino... pare che qui stia succedendo qualcosa di sospetto.
Ancora non sono riuscito però ad avvistare le principesse Griselda e Gwendolyn, saranno impegnate in guerra?
Ti farò sapere presto, stammi bene."

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#APostcardfrom... Nebulapolis di #OdinSphere!
-Kur

dvvvxx

dvvvxx ha scritto una recensione su Odin Sphere Leifthrasir

Cover Odin Sphere Leifthrasir per PS Vita

Un'opera d'arte fatta videogioco. Veri e propri quadri e dipinti al posto di sprite e background (non a caso è stato tutto disegnato a mano), come solo i Vanillaware sanno fare. Colonna sonora stupenda, musiche che diventano indimenticabili a forza di sentirle accompagnarci durante tutto il gioco. Non entro nei dettagli tecnici o altro, do un'opinione soggettiva e posso dire che Odin Sphere è uno di quei giochi che tocca il cuore di chi lo gioca, o almeno così è stato per me. Una bellissima fiaba che tocca l'epicità col suo bellissimo finale. 32 ore di gioco passate totalmente immerso in questa bellissima storia. Forse può essere brutto il fatto di dover "ricominciare" dal livello 1 per ben cinque volte come i personaggi e le storie del gioco, nonostante seguino un filone unico e ben scritto, alla fine i "dungeon" possono sembrare un po' ripetitivi in quanto sono gli stessi per quasi tutte e cinque i PG, ma comunque sono note negative che passano in secondo piano di fronte a un gioco del genere. Su PS Vita gira benissimo, non ho notati cali di frame o altro che possa renderlo ingiocabile. Una chicca che ai tempi della PS2 mi ero perso

belmy76

belmy76 ha scritto una recensione su Odin Sphere Leifthrasir

Cover Odin Sphere Leifthrasir per PS Vita

Odin Sphere Leifthrasir è l’ennesima remaster in un mercato che ne vede troppe, molte delle quali insignificanti e che aggiungono veramente poco, ebbene in questo caso, non solo la rimasterizzazione trova senso, ma deve essere di insegnamento a tutti per la modalità con cui tale operazione dovrebbe essere fatta. Leifthrasir non si limita a portare in HD un vecchio titolo di PS2, ma ne corregge i problemi tecnici, e ne varia talmente tanto la giocabilità che in pratica l’inserimento della modalità classica è un’aggiunta obbligata al punto da sembrare quasi un altro gioco, siamo davvero ai limiti del Remake. Analizzando il gioco lo si può riassumere in un action con elementi RPG limitati al potenziamento di alcune abilità e spell dei protagonisti dove tutti gli elementi che compongono l’opera rasentano la perfezione. La componente grafica è a dir poco eccezionale, una Pixel Art semplicemente divina, con animazioni perfette, che corregge ed elimina quei fastidiosi rallentamenti che rappresentavano l’unico neo della versione originale, in merito alla sublime direzione artistica Vanillaware come sempre non si smentisce dando il meglio se, il comparto audio è divino, con musiche adeguate ed effetti eccezionali, accompagnati da un ottimo doppiaggio, sia per le voci originali in Giapponese che quelle in Inglese, la giocabilità rappresenta l’elemento che maggiormente si differenzia in questa remaster, il controllo ed il sistema di combattimento risulta molto più snello, quasi semplificato rispetto all’originale, riuscendo comunque ad essere estremamente profondo, ma soprattutto talmente diverso da far sembrare l’origine quasi un gioco diverso, la longevità infine è ottima e portare a termine la storia del mondo di Erion e dei cinque protagonisti richiederà circa 30 ore, con la possibilità di accedere a finali multipli aumentando ulteriormente la rigiocabilità, unico appunto va fatto però proprio a questo aspetto, 30 ore per un action di questo tipo forse son troppe, cinque campagne con cinque protagonisti diversi, in un unico regno, portano inevitabilmente ad un’eccessiva ripetitività di ambientazioni, nemici e boss, anche se a seconda del personaggio, andranno affrontati seguendo eventi ed ordine diverso, componente tipica delle produzioni di Vanillaware, fortunatamente però i ragazzi, sono riusciti a diversificare talmente tanto il combat sistem dei diversi personaggi da limitare un bel po' questo difetto, e soprattutto sarà estremamente interessante scoprire l’intreccio delle storie dei 5 protagonisti. Ammetto di essere un nostalgico ed amare la Pixel Art, ma quando un gioco è fatto così bene offre tanto divertimento, e riesce a prendermi dall’inizio alla fine, non riesco a fare a meno di premiarlo

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