Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti adesso per iniziare.

Sviluppato e prodotto da Atlus, Persona 4: The Golden è un gioco di ruolo uscito il 21 febbraio 2013 per PlayStation Vita.

Il gioco permetterà al giocatore di personalizzare i propri personaggi, con nuovi costumi e vari accessori, mentre il sistema di combattimento sarà arricchito dalla possibilità di eseguire un attacco combinato con due membri del proprio party. Oltre a nuovi scenari e livelli di gioco sarà introdotto anche il sistema Everyone's Voice che tramite la connessione wireless permetterà di vedere cosa hanno fatto altri giocatori in determinati punti del gioco.

9.4

Recensioni

49 utenti

braska

braska ha pubblicato un'immagine nell'album 100 Day - 100 Games riguardante Persona 4: The Golden

Day 76: Dai uno sguardo alla tua collezione.. qual è il primo gioco che vedi?

Persona 4: Golden (PSvita)
Preso su eBay dal Canada, ho dovuto ri-iniziarlo poco fa avendone perso i salvataggi -.- bel gioco, interessante il connubio tra jrpg e simulatore di vita scolastica sisi

Kiryu

Kiryu ha scritto una recensione su Persona 4: The Golden

Cover Persona 4: The Golden per PS Vita

Un anno indimenticabile

Persona 4 è il penultimo capitolo principale uscito per la fortunata serie di JRPG firmata Atlus, ormai diventata più famosa della stessa serie "madre" (Shin Megami Tensei) di cui Persona è "solo" uno spin-off. Ve lo dico subito, la seguente recensione finirà inevitabilmente per confrontare il suddetto gioco con il capitolo precedente in più punti. Persona 3 è stato il mio biglietto di entrata per questa serie e...mi ha deluso. Pur essendo uno dei videogiochi più memorabili che abbia mai avuto l'onore di provare da un punto di vista stilistico, ludicamente mi ha distrutto e verso la fine avevo praticamente la nausea al pensiero di affrontare altri nemici all'interno dello sterminato dungeon del gioco. Nella recensione di Persona 3, scrissi che mi sarei preso una lunga pausa prima di toccare un altro Persona/SMT. Ho pubblicato quella recensione lo scorso 8 luglio, praticamente un anno fa. Nel frattempo, avevo accumulato varie preoccupazioni riguardo il mio rapporto con la serie. Persona 3 è considerato da molti un vero e proprio capolavoro, mentre a me aveva convinto solo a metà. "Vale davvero la pena spendere il mio tempo giocando questa serie estremamente impegnativa da un punto di vista della longevità? E se Persona 4 mi deludesse allo stesso identico modo?". Alla fine mi sono deciso, anche perché Persona 5 nel frattempo aveva catturato il mio interesse oltre ogni aspettativa. Meno di un mese fa, ho iniziato quella che si è ormai cementata nella mia mente come un'avventura stupenda, un'avventura che mi ha ridato tanta speranza per questa serie e anche per i JRPG a turni in generale (genere che ancora non capisco se e quanto mi piaccia nel suo insieme). Mi sono ritrovato davanti una situazione simile a quella di Danganronpa 1 e 2: dopo il primo capitolo, arriva un sequel che lo migliora in praticamente tutto. Un sequel davvero degno di questo nome. In questo caso, anche un remake degno di questo nome e da cui qualcuno dovrebbe imparare (sì Pokémon OR/AS parlo con te).

OK, non volevo che la parte introduttiva fosse così lunga, ma ho davvero tanto da dire (o quantomeno cercare di esprimere tramite una tastiera) e non so bene come farlo in modo ordinato e sensato. Ma ci proverò, perché Persona 4 Golden se lo merita.

Ci ritroveremo ad impersonare un ragazzo di città (il nome sarebbe Yu, ma potete cambiarlo come volete) che, per motivi di lavoro dei suoi genitori, sarà costretto a trasferirsi da suo zio e vivere un anno ad Inaba, una piccolissima città di campagna che negli ultimi anni è stata caratterizzata dall'apparizione di strani banchi di nebbia senza un motivo plausibile. A parte questo, la vita del protagonista prosegue in modo tranquillo: va a scuola, prende familiarità con lo zio e sua figlia, fa amicizia con due compagni di classe. La rassicurante monotonia verrà però presto a mancare. Dopo aver sentito parlare del "Midnight Channel", un presunto canale che appare in tv solo a mezzanotte durante le notti piovose, e aver verificato che effettivamente esiste, il protagonista scopre anche di avere un potere decisamente strano: entrare nelle televisioni! E come se non bastasse, di lì a poco viene ritrovata assassinata in circostanze misteriose una donna, la donna che poco tempo prima il protagonista aveva visto al Midnight Channel. Spinti dalla curiosità, il trio di amici scopriranno, grazie al potere del personaggio principale, che esiste un altro mondo all'interno delle tv, un mondo molto diverso da quello "reale" in cui viviamo, e che quest'ultimo è collegato al caso di omicidio che sta facendo impazzire le forze di polizia. Inizia così una lunga storia per i nostri eroi, ai quali si aggiungeranno man mano altri personaggi desiderosi di risolvere i misteri che stanno affliggendo la cittadina di Inaba.
Allora, già qui sento il bisogno di fare un paragone con Persona 3 per far realmente capire perché il 3 non mi sia assolutamente piaciuto sotto questo aspetto mentre il 4 l'ho apprezzato tantissimo. Da un punto di vista narrativo, Persona 3 ha veramente poco di originale o coraggioso. Ad un anno di distanza, mi rendo ancora più conto di quanto, per certi versi, la storia di P3 sia praticamente un rip-off di Neon Genesis Evangelion senza nulla di particolare e interessante. Ed è forse questo, o forse per il fatto che ad un certo punto non ne potevo più di giocarlo, che ha generato un altro problema di cui mi sono reso conto praticamente grazie a P4. Per quanto io abbia apprezzato il cast di Persona 3, non mi ci sono veramente affezionato. Il che, conoscendo il gioco e soprattutto il tempo che ha avuto a disposizione per farmici affezionare, è grave. Con questo non sto cercando di sminuire i personaggi di P3, perché mi sono piaciuti, ma manca quel qualcosa, quella scintilla emotiva che ti fa sorridere quando, dopo un po' di tempo, rivedi i personaggi dell'opera in questione in un'immagine e ti ritornano alla mente i ricordi dell'esperienza vissuta. Questo è un problema assolutamente estraneo a P4. Prima di tutto, la trama del successore è molto più accattivante ed interessante. Si tratta di un thriller, ma non è solo questo a rendere interessante l'aspetto narrativo di P4. Certo, è sicuramente un ottimo punto di partenza visto che a me i thriller piacciono, ma se è per questo bisognerebbe anche sottolineare come, per essere un esponente di questo genere, è composto da eventi davvero prevedibili seppur SEMPRE interessanti. Questa è una delle due critiche che mi sento di muovere a questo titolo, ed è davvero cosa da poco perché, come ho già scritto, la trama rimane accattivante nonostante tutto. Ma ripeto, P4 non è solo questo. I protagonisti del gioco sono pur sempre degli adolescenti, e infatti uno dei temi centrali dell'opera è la ricerca di se stessi, la crescita personale, la volontà di diventare delle persone migliori e vivere in modo più onesto con quello che proviamo davvero nei confronti di noi stessi. Quello dell'auto-realizzazione è un tema che mi sta a cuore in modo davvero profondo, quindi era praticamente inevitabile che mi innamorassi del cast di P4. Se già avevo elogiato il cast del precedente capitolo per la sua credibilità dal punto di vista umano, P4 fa altri due passi avanti. L'anno virtuale che ho passato con i ragazzi di Inaba, tra eventi fuori dal comune e situazioni di normale vita quotidiana, mi ha scaldato il cuore ed è stato triste dire loro addio dopo 65 ore di gioco. Già mi mancano. Non posso staccarmi da loro senza sentirmi male, dopo aver riso tantissimo e - in certi punti - quasi pianto in compagnia di Teddie, Yosuke, Rise e tutti gli altri. Spero di aver reso l'idea di quanto io ami questi personaggi e di come abbiano fatto la differenza nella mia esperienza generale. Concludo la parte riguardante trama e personaggi elogiando il modo in cui sono stati gestiti i finali: P4 ha 6 finali + uno aggiunto in questa versione, con vari nuovi contenuti annessi. Le varie possibili conclusioni per questa storia, unite insieme, creano un'esperienza senza dubbio completa e per alcuni versi sorprendente/intrigante (un finale, in particolare, non avevo idea che fosse contemplato all'interno del gioco e mi ha abbastanza sorpreso). Quasi sicuramente è stato per la mia immersione nella storia, ma devo dire che ho inaspettatamente amato quest'opera anche per quando riguarda l'atmosfera e l'ambientazione. Per l'atmosfera, Persona 3 ha uno stile orientato verso il dark, che io amo; P4 è tutto il contrario, ha un'atmosfera perlopiù allegra e spensierata. Eppure non ho assolutamente sentito la mancanza dell'inquietudine trasmessami da Port Island (se non ricordo male si chiama così), anche Inaba ha il suo gran fascino. Per l'ambientazione, invece, penso che il discorso si possa ridurre ad una semplice constatazione: in P3 Portable - la versione che ho giocato io - non ci si può muovere fisicamente per la città, ma solo tramite una specie di cursore. La libertà di movimento data da P4 è stata essenziale, credo, per farmi apprezzare veramente la location.

Passiamo ora al gameplay, sul quale ci sono da dire un paio di cose. Le differenze rispetto a P3, a primo impatto, possono sembrare poco importanti, delle semplici modifiche nei dettagli. Giocando però vi renderete conto che non è così, che tutte quelle piccole cose cambiate qua e là, quando messe insieme, vanno a costituire un gameplay che queste differenze ve le fa sentire. L'esperienza di gioco è decisamente cambiata, se in senso positivo o negativo sta a voi deciderlo entro un certo limite (perché per alcune cose non c'è dubbio che si tratti di cambiamenti benevoli). Non mi aspettavo, in particolare, la possibilità di riprendere dall'inizio dello stesso piano quando si muore in un dungeon. La cosa farà storcere il naso a chi cerca un'esperienza un attimo più seria per quanto riguarda la difficoltà - perché è innegabile che questa aggiunta faciliti abbastanza l'esplorazione di un dungeon. Per me, in tutta onestà, è stato un bene da una parte e un rinnovamento indifferente dall'altra. Un bene perché poco me ne frega di giocare ai videogiochi per la loro difficoltà, per me se un titolo riesce ad essere intenso pur essendo facile/non particolarmente difficile, mi va più che bene; ed è assolutamente il caso di Persona 4. Indifferente, invece, perché non ne ho avuto quasi mai bisogno. P4 è palesemente più facile e meno frustrante del suo predecessore e in 65 ore di gioco ho toccato il game over davvero poche volte. Altra novità strana è la riduzione degli attacchi fisici da tre ad un solo tipo: in P3 avevi danno da taglio, impatto o quel che era. Nel sequel c'è solo il "danno fisico". Non ne capisco il motivo, onestamente, ma alla fine non è cambiato praticamente nulla console alla mano, quindi ve lo dico solo come precisazione.
Parliamo piuttosto dei dungeon in se. QUESTO è il motivo principale per cui P3 mi ha fatto venire la nausea ad un certo punto: in quel capitolo c'è un solo, ENORME dungeon di 200 e passa piani, tutti uguali tra loro se non fosse per il fatto che le pareti vengono "reskinnate" ogni tot piani. Ma dare un nuovo colore ai piani non basta, e infatti verso i 110 piani superati stavo diventando agonizzante. Non ne potevo più, e questa esperienza mi ha fatto passare la voglia di toccare un qualsivoglia altro Persona per quasi un anno. Per fortuna, con P4 le cose sono decisamente cambiate. In questo capitolo i dungeon sono molteplici e si attestano su una media di 10 piani l'uno, quindi completabili in poche ore. Inoltre, ogni dungeon ha un suo tema, un suo stile ed una sua musica particolare che rendono il tutto molto più accattivante e stimolante. Insomma, una piacevolissima sorpresa per la mia sanità mentale. Ma non è tutto.
Sono stato felice di constatare che anche per quanto riguarda l'altra parte di gameplay, quella riguardante la vita quotidiana ed i rapporti sociali con gli altri, siano stati fatti MOLTI passi avanti. Un altro enorme problema che ho avuto con P3 riguarda il tempo della narrazione. Spiegato molto semplicemente: per l'80% del tempo non succede un cazzo e ci si annoia. E si diventa agonizzanti, di nuovo. Beh, dal mio punto di vista, questo problema letteralmente NON ESISTE in P4. Cioè, wow. Mi aspettavo di cominciare ad annoiarmi almeno verso la fine, e invece no. Per tutto il gioco ho SEMPRE avuto qualcosa di utile/interessante da fare nel tempo libero: uscire con gli amici, fare un giro in scooter, leggere un libro, fare un lavoro part-time, piantare roba in giardino, pescare. In Persona 4 c'è di tutto e di più, e per quanto mi riguarda il gioco riesce benissimo nell'intento di tenere sempre occupato il giocatore con qualcosa. Per quanto Persona 4 sia stato una sorpresa continua, sono stati i rinnovamenti riguardanti il tempo libero ed i dungeon a rendere quest'opera qualcosa che potessi godermi senza compromessi. Davvero, brava ATLUS.

Bene, mi sono liberato degli argomenti più caldi. Ci sono altri 3 aspetti da trattare prima di concludere: l'aspetto grafico/tecnico, quello sonoro e gli extra.

Allora, graficamente i miglioramenti si vedono rispetto al corrispondente porting portatile di P3 ma...onestamente, non me ne potrebbe fregar di meno di questo ora. Stiamo parlando di Persona 3 e 4, due giochi che sono stati in grado di stupirmi con il loro fantastico stile anche sul piano visivo. Parliamo di cose che davvero mi interessano e che dovrebbero interessare anche voi: il design generale è STUPENDO, come per il predecessore d'altronde. Mi riferisco sia al design dei nemici, spesso davvero ispirato e intrigante (in particolare i boss alla fine dei dungeon), che a quello dei Persona (tipo Mother Harlot mi piace un sacco, ma è davvero giusto per fare uno dei tantissimi possibili esempi), senza dimenticare quello dei personaggi. Non c'è un personaggio che non mi piaccia come design, che sia esso Dojima, Naoto, Yukiko o chi per loro. Anche le sprites dei personaggi stessi sono espressive e disegnate molto bene. Quindi, sì, promosso a pieni voti anche sotto questo aspetto. Ora parliamo un po' del comparto sonoro. Qui salta fuori la seconda ed ultima nota "negativa" che sento di dover far presente riguardo quest'opera. Allora, la colonna sonora. Che dire, è l'unico aspetto in cui ritengo che P3 sia decisamente superiore. P3 è quasi inarrivabile, ha un numero di ost altissimo tutte molto belle ed è una fantastica espressione dello stile musicale di Shoji Meguro, caratterizzato da tante diverse sfacettature. Meguro è riuscito a fondere insieme Hip-Hop, Jazz, Rock e Pop senza sbagliarne una, è qualcosa di mostruoso e, per quanto io debba ancora sentire una colonna sonora curata da Meguro che possa definire meno di "figa", è stato principalmente per Persona 3 che ha finito per entrare nel mio olimpo videoludico. Con il sequel, si nota chiaramente il desiderio e la necessità di cambiare rotta verso qualcosa di nuovo. E per quanto lo stile e la bravura di questo musicista (e dei suoi collaboratori musicali, ovviamente) siano pressoché indiscutibili, manca qualcosa. Personalmente, in P4 non ho trovato nessun brano che fosse all'altezza di capolavori del 3 come Mass Destruction, The Battle for Everyone's Soul o Deep Breath Deep Breath. Diciamo che se alla musica di P3 do un 9.5/10, a quella del successore do un 8: è assolutamente lontana dall'essere mediocre, ma non è neanche comparabile con quella del lavoro precedente imo. (specifico che queste valutazioni sono indicative e le ho buttate sul momento, non c'è nessuna valutazione di tipo matematico dietro le mie recensioni)
Quello su cui invece non ho nulla da lamentarmi, invece, è il doppiaggio inglese. ATLUS sforna di nuovo un doppiaggio PERFETTO, in grado di dare carattere e spessore ai personaggi come pochi altri doppiaggi. Ora che mi fermo a pensarci, l'unico doppiaggio che secondo me può tenere testa a quello inglese di P3/4 è il giapponese di Umineko, sono tutti e tre perfetti e non me ne vengono in mente altri così belli in campo videoludico. Davvero, solo applausi per i doppiatori e spero di poter aggiungere a questo trio anche Persona 5 in futuro.

Allora, finiamo questa epopea di recensione con una piccola parentesi riguardo gli extra. Con extra intendo tutta la roba a cui si può accedere dal TV Overlay (si chiama così se non ricordo male). Ho apprezzato tantissimo la decisione di inserire tutta quella roba man mano che la storia proseguiva. Abbiamo la possibilità di ascoltare le ost con calma, riguardare le cutscenes animate (molto belle), l'opening sia del Golden che quella originale della versione PS2; ci sono i trailer di Persona 1, 3 e 4 (no, il 2 no), gli sketch dei primi design, immagini pubblicitarie varie, video dei concerti delle ost di P3 e 4, ma soprattutto un quiz game riguardo il gioco stesso e un mini-corso di 10 lezioni riguardanti le basi della psicologia di Jung (ovvero, le basi delle serie stessa). Insomma, c'è un po' di tutto negli extra e la cosa mi è piaciuta un sacco. Il corso di psicologia in particolare mi sembra davvero carina come idea e, per quanto assolutamente basilare per ovvi motivi, l'ho trovato un'aggiunta che merita di essere menzionata.

OK, penso di aver finito. Ho scritto un papiro ma se non altro stavolta dubito di aver lasciato fuori qualcosa. Questa è stata la mia esperienza con Persona 4 Golden e sono felice di essermi preso il tempo per riordinare i miei pensieri dopo una fantastica avventura duratami decine di ore. Che dire, dubito fortemente che Persona 5 riuscirà a piacermi anche più del 4, ma io ci spero comunque. Intanto, però, sono contento di aver giocato questo grande capolavoro per PS Vita.

Kiryu

> Entro nel dungeon con Chie, Yukiko e Kanji
> Combatto contro nemici random
> Dopo un attacco mi viene fuori un messaggio di Yosuke che dice di volermi aiutare
> io: ?????????
> ok
> Yosuke entra in campo dal nulla GUIDANDO IL SUO SCOOTER ED INVESTE UN NEMICO PER ME

10

Kiryu

Kanji che picchia i nemici con le sedie e i banchi è già un buon motivo per giocare P4

Pick a Quest - RPG Community

Pick a Quest - RPG Community ha pubblicato un'immagine nell'album Persona 4 riguardante Persona 4: The Golden

Oggi è il 22 Giugno, il che significa che è il compleanno di uno dei miei personaggi preferiti nel mondo degli RPG: Yosuke Hanamura di #Persona4!
Onestamente, è uno dei personaggi che ho apprezzato di più di P4, sia per il suo carattere che per il percorso che affronta all'interno del gioco :D
Tanti auguri, BROsuke!
-Tof

Kiryu

Grazie Yukiko per ricordarmi che dovrei imparare a cucinare

Kiryu

"Ok vediamo quanto ho giocato ier-"
*7 ore solo il primo giorno*
WHAT

Non ci sono interventi da mostrare.