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Sviluppato da Rockstar Games e prodotto da Take-Two Interactive, Max Payne 3 è uno sparatutto in 3a persona uscito il 18 maggio 2012 per PlayStation 3 · Pegi 18+

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Max Payne 3 è una full immersion scandita al ritmo di una pioggia incessante di proiettili e azione. Narrativamente all'altezza della serie (e scusate se è poco), il titolo si presenza come uno sparatutto in terza persona in piena regola, con un comparto tecnico semplicemente straordinario, caratterizzato da un'estrema cura per i dettagli. Motore fisico, Intelligenza Artificiale degli avversari, moto dei proiettili e impatto grafico sopra ogni aspettative fanno tutto il resto. Peccato davvero per la scelta di non doppiare Max Payne 3 in italiano. Alcuni giocatori potrebbero trovare fastidioso il level-design di alcuni ambienti, spesso a senso unico e che non danno molto spazio all'inventiva.

8.7

Recensioni

92 utenti

The 3gna

The 3gna ha scritto una recensione su Max Payne 3

Cover Max Payne 3 per PS3

Durante il periodo in cui stavo svolgendo una massacrante battaglia contro un certo gioco, per mantenere la mia sanità mentale intatta ho finito altre esperienze che avevo appena comprato/iniziato. Una di queste fu la trilogia Max Payne che non mi aveva convinto immediatamente. Il primo era decente ma tremendamente invecchiato: anche se era figo ammazzare dozzine di persone in slow motion, aveva un'ottima atmosfera che omaggiava i fumetti e varie storie noir e in controlli non erano male, soffriva a volte di brutto level design come nelle sequenze del goffo platforming, i checkpoint erano gestiti male a mio parere e la tentata varietà portava a situazioni frustranti che o richiedevano i trucchi oppure una guida per godersele.
Max Payne 2 era molto buono ma non penso grandioso: era più veloce, fluido, la storia era diventata più interessante (anche con qualche momento fuori posto) e i modelli dei personaggi non sembrano usciti da un gioco del nintendo 64, ma sfortunatamente il gioco soffre dello stesso problema che il suo predecessore stava tentando di evitare sfruttando la varietà, cioè, soffriva la ripetitività. Arrivato il terzo, come i precedenti, mi aspettavo un TPS focalizzato sull'azione ma che non mi muoveva di moltissimo. Ma a mia sorpresa non solo le mie aspettative sono state accontentate, ma anche superate e di molto.

-STORIA(Sinossi)

9 anni dopo gli eventi del 2 e dopo essere diventato un alcolista per togliersi la depressione per via della perdita delle persone più care alla sua vita, Max riceve una visita da parte di un tizio di nome Passos che dice di essere un ex-compagno di Max all'accademia di polizia. Passos è venuto a fare una visita al suo vecchio compagno per offrirgli un lavoro come guardia del corpo per una famiglia di riccastri che si trova in Brasile. Dopo un casino successo a New York e varie ragioni personali che non svelo sennò sono $poilerz, Max accetta ma arrivato giù dovrà affrontare le solite questioni a cui è abituato: mafia, tradimenti, misteri, domande a cui trovare una risposta, tragedie e altri casini succedono ecc ecc ma in tutta la pila di cose che ci si aspetta da questi giochi Max dovrà imbottirsi le maniche e cercare di risolvere i suoi problemi personali per tornare ad essere l'uomo che era.

-STORIA(opinione)

Max Payne 3 invece di seguire le rotte noir dei predecessori prende più un approccio da classico blockbuster americano con delle vere proprie cutscenes animate invece che i baloon e le immagini fisse dei primi due. C'è un tentativo di richiamare lo stile fumettistico dei primi due durante le cutscenes delle vignette dove l'azione si sta svolgendo, ma il noir se né andato proprio. Questo ha dato molti problemi agli hardcore fan della saga che si aspettavano qualcosa di più tradizionale, specialmente dopo 9 anni di distanza dal rilascio del secondo gioco. Ma anche senza il noir, penso personalmente che questa sia forse la mia narrativa preferita dell'intera trilogia. La ragione principale è che sa che la parte migliore della storia era Max Payne in sé e dopo le tragedie che ha subito qui lo si vede distrutto, alcolizzato, che non riesce a fare il suo lavoro come faceva una volta: anche se non si è giocato un Max Payne prima di questo, il gioco fa un ottimo lavoro ad essere amichevole con i novizi della serie e allo stesso tempo una continuazione della vita di Max grazie all'introduzione iniziale dove mostra cosa ha fatto per 9 anni della sua vita ed altro ancora. Apprezzo inoltre alle sue critiche rivolte alla società moderna e quanto in degrado è diventata specialmente nella sequenza nella discoteca dei primi capitoli. È un po come Paper quando c'è un nuovo update del sito, con l'unica differenza che Max almeno è simpatico e piacevole da avere in giro .Qui si vede Max nel suo momento più critico e che anche se non è una faccenda collegata alla morte della sua famiglia o altre questioni personali, è comunque disposto a rimettersi come era una volta (anche perché dopo una vita piena di tradimenti e prese in giro che continuano anche fuori dalle strade di New York, anche io mi sentirei con le palle che girano peggio di Sonic quando si attorciglia per attaccare i nemici). Ma anche fuori dalla parte personale, il gioco riesce a catturare quello spirito da thriller/giallo dei precedenti giochi: ci sono ancora tradimenti, organizzazioni criminali, misteri intricati, cose che non sembrano così bianche e nere ecc. ecc. insomma come precedenti giochi riesce a farmi chiedere come andrà a finire, forse di più degli altri perché mi importa di più della redenzione di Max anche se lui stesso, più che redenzione, la chiama un atto disperato.

Ma non è tutto rose e fiori. Il mio problema principale con le trame dei precedenti è che i personaggi secondari non erano i soggetti più interessanti o piacevoli della trama. E per il 3 riparano un po questo difetto ma allo stesso tempo non è che tifavo molto per loro come l'ex poliziotto che era lì solo per essere una macchinetta per l'esposizione, oppure il membro della famiglia che Max doveva proteggere che è un festagliolo che a parte questa caratteristica non fa nient'altro ed altri tizi. Gli unici che ricordo sono Passos che rimane sempre al fianco di Max sia quando è con lui sia quando non è presente, e il capofamiglia dei tizi che Max deve proteggere perché ha un buon cuore anche se è un ricco sfondato.

Ma il gioco sa di questi difetti e infatti si basa su Max Payne, l'uomo il cui nome è quello della serie e lo fa, a mio parere nelle maniere più giuste possibili senza per forza utilizzare il noir dei precedenti capitoli e apprezzo per questo la storia offerta.

-GAMEPLAY e il resto

A differenza dei primi due, Max Payne 3 non è un Tps con controlli e movimenti che ricordano i platform. Invece di seguire la loro rotta, segue quella degli shooter moderni nati da resident evil 4 e gears of war: dite addio a quelle forzate sezioni di piattaforme (grazie al cielo), perché qui ci sono angoli e ripari per difendersi dalle pallottole nemiche. Come in Max Payne 2, il centro del gameplay è sul lato action, quindi ci saranno un sacco di sparatorie a gogo senza esattamente un'enorme varietà. Questo in parte è un bene dato che il problema principale del primo è la varietà, ma allo stesso tempo anche il secondo risultava abbastanza ripetitivo a causa della sua mancanza. Il terzo poteva semplicemente finire allo stesso livello del secondo con l'unica differenza che era più realistico e che ci si poteva nascondere dietro ripari, ma il team di sviluppo è riuscito a portare abbastanza aggiornamenti alla formula da farla risultare ancora divertente anche per i giorni nostri.

Per iniziare le ambientazioni hanno aiutato di brutto rispetto agli altri giochi: New York era riuscita bene a trasmettere quella sensazione di mistero, serietà e dramma che ci si aspetta da un film/fumetto noir, ma a me è sempre sembrato che le ambientazioni si assomigliassero un po a causa della scarsa varietà (giustificata) di colore; ma se farai qualcosa necessariamente concentrato sul lato action, questo aspetto si sente specialmente nel caso del 2. Qui però è un altro discorso: con la scusa del viaggio in Sud America e il salto generazionale, Max Payne 3 non solo è una gioia per gli occhi (anche se a volte i modelli umani mi fanno alzare un sorrisetto un po imbarazzante in certi casi da quanto alcuni di essi tentano di essere realistici) ma è anche vario con le ambientazioni; qui si passa da discoteche alle favelas malfamate, dai porti e i magazzini di contrabbandieri in Brasile si passa ai luoghi più oscuri del New Jersey dei capitoli flashback, dagli stadi di calcio a aeroporti, ospedali abbandonati e così via. Le ambientazioni aiutano parzialmente al mantenere il gioco un po fuori dalla monotonia.

Gli elementi però che aiutano ad andare, per la maaggior parte delle volte, fuori dalla ripetitvità è il cuore del gameplay in sé. Come bas MP3 è un tps la cui meccanica che lo fa distinguere dagli altri è gettarsi per rallentare il tempo e fare centri più fighi ma allo stesso tempo precisi, oppure rallentarlo semplicemente attivando il bullet time. Questa funzione e la durata del tuffo sono delimitati da una barra che a differenza del 2 può essere ricaricata solo uccidendo nemici, come nel primo gioco.
Ma questo non da molto fastidio dato che la barra si caricava costantemente. Perché si caricava anche se mancava la funzione del 2 del caricarsi da sola? Perché qui di nemici ne arrivano a valanghe e anche imbestialiti. Max Payne 3 potrebbe risultare difficile per alcuni, specialmente quando il sistema di vita non auto-curativo come molti shooter moderni lo sono, ma si basa ancora su una vera e propria barra della vita che può essere rigenerata prendendo degli anti-dolorifici sparsi per il gioco, come nei precedenti giochi. Ma grazie ad un design delle mappe con molti luoghi in cui ripararsi,basta solo correre alla svelta e cercare la posizione migliore, rendendo ogni sparatoria adrenalinica e pompante ogni volta. Un'altra cosa che incoraggia il level design è l'esplorazione. Oltre ai già menzionati anti-dolorifici e agli indizi sparsi in tutti i livelli che possono sbloccare extra per la modalità arcade, è possibile trovare pezzi di armi d'oro nei livelli. Essenzialmente sono upgrade per le armi e se si collezionano3 pezzi di un'arma non solo essa cambierà giustamente di colore ma diventerà più forte aiutando il giocatore a far fuori i nemici più duri da abbattere negli ultimi livelli. E parlando di armi ho apprezzato molto l'arsenale ridotto e più realistico. Nei precedenti giochi se avevi un'arma ti rimaneva nel tuo arsenale per tutta la durata del gioco (o della parte dato che i primi due erano divisi in parti a sua volta divisi in capitoli). E anche se ho apprezzato la possibilità di salvare le mie armi, allo stesso tempo mi accorgevo che metà di loro non le usavo nemmeno. Qui l'arsenale manca proprio e Max ora può solo portare due pistole e un fucile che verrà lasciato per terra in caso si voglia passare a portare le iconiche due pistole, una per ogni mano. Qualche veterano può avere problemi, ma non mi dispiaceva questo approccio. Anche perché : uno, non è questo gran cambiamento; due, è figo fare combinazioni tipo revolver e mitraglietta e molte altre, da uno starno senso di realismo e libertà. Altri vantaggi portati dal salto generazionale sono i checkpoint automatici che sono molto più frequenti e migliori di quelli del primo Max Pyane e anche degli estenuanti salvataggi manuali del secondo, e anche la presenza di momenti di azione sono translati bene nel gameplay grazie ad un furbo utilizzo delle cutscenes che sono tutte in grafica in game: non sono a livello di giochi come uncharted ma sono comunque eccitanti, specialmente quando possono essere una buona scusa per un po di azione in slow motion da badass.

Le uniche mie critiche sono i boss che alla fine sono pochissimi e alla fine sono ondate di nemici con un ostacolo in mezzo che rompono e abituarsi ai controlli del terzo (ben diversi dal secondo) è stato un processo un po durativo, specialmente quando li ho giocati di fila, uno subito dopo l'altro.

-CONCLUSIONI

Max Payne 3 si è rivelata una gemma cinematica di puro action. Non è un dei miei giochi preferiti ma vale comunque dargli un'occhiata solo per il personaggio in sé di Ma, distrutto da tragedie che lo hanno portato ad un viaggio quasi suicida. Ma come ogni buon gioco cinematico, non è solo la storia che fa mandare avanti la baracca, ma anche il gameplay più ridefinito, realistico e anche più difficile, la cui sfida aiuta a mantenere l'adrenalina sempre accesa. È un gioco puramente badass e se pensate che che gli shooter siano tutti ugusli, io gli darei un'occhiata a questa sorpresa

Vauxhall

Vauxhall ha scritto una recensione su Max Payne 3

Cover Max Payne 3 per PS3

Tanta roba

Eh si, questo Max Payne 3 è proprio tanta roba. Azione spettacolare, ottima longevità e buona trama. Una difficoltà calibrata lo rende mai frustrante e al contempo eccitante nel superare certe situazioni. Peccato per la mancanza di doppiaggio in italiano e sottotitoli davvero poco leggibili specialmente quelli durante le fasi più concitate.

Fablink182

Fablink182 ha pubblicato un'immagine nell'album Collector's riguardante Max Payne 3

PlayStation 3 l La stanza ufficiale

PlayStation 3 l La stanza ufficiale ha pubblicato un'immagine nell'album PS3 riguardante Max Payne 3

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Fiveomega

Fiveomega ha pubblicato un'immagine nell'album Varie - Giochi riguardante Max Payne 3

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