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Sviluppato e prodotto da Namco Bandai Partners, Tales of Graces F è un gioco di ruolo uscito il 30 agosto 2012 per PlayStation 3 · Pegi 12+

"Tales of Graces è un Jrpg che gli amanti del genere apprezzeranno quasi di certo. Presenta un sistema di combattimento divertente e ben strutturato, e uno sviluppo dei personaggi profondo quanto basta a rendere felici i powerplayer senza alienare eccessivamente i neofiti. La sua brillante struttura potrebbe renderlo una vera perla tra i titoli di questo tipo, ma l'eccesso di backtracking, le debolezze narrative, e la lenta fase iniziale gli tarpano le ali, rendendolo solo un buon titolo." da Spaziogames.it

8.8

Recensioni

28 utenti

Recensioni

8.8

Media dei voti
28 recensioni degli utenti

Viv Cousland

Viv Cousland ha scritto una recensione su Tales of Graces F

Cover Tales of Graces F per PS3

--Link completo: https://pickaquest.net/2017/09/30/tales- …

Ogni capitolo di Tales of è corredato da una frase particolare che lo contraddistingue da tutti gli altri RPG, così da rendere l’esperienza di gioco unica. Nel caso di Tales of Graces f è stata scelta “Discovering the Strength to Protect RPG” poichè la trama del gioco ruota attorno al concetto di protezione nelle forme più disparate: qualcuno sarà determinato a proteggere i propri cari e qualcun altro i propri ideali. La stessa opening di gioco, “Mamoritai (White Wishes)”, fa leva proprio su questo concetto.

Altro tema centrale di questo titolo è l’amicizia che si instaura tra Asbel, Richard e Sophie. Può sembrare poco originale, ma i creatori di Tales of Graces F, per non cadere in clichè visti e rivisti, hanno pensato ad uno stratagemma che ho trovato in ben pochi altri videogiochi: farci vivere l’infanzia dei protagonisti per capire quanto l’amicizia, quella con la A maiuscola, sia un tesoro da conservare. Per tutto il corso del gioco vedremo come il sentimento che unisce Asbel, Richard e Sophie sia ricco di sfumature.

9.1

Voto assegnato da Viv Cousland
Media utenti: 8.8 · Recensioni della critica: 8.1

LuxMachina

LuxMachina ha scritto una recensione su Tales of Graces F

Cover Tales of Graces F per PS3

Beh, finito anche il Future Arc, devo dire che sebbene il gioco abbia mostrato difetti più o meno evidenti (telecamera del cristo, dungeon riciclati, personaggi che non riescono a spiccare salvo eccezioni ecc.), sono rimasto soddisfatto dalla semplicità e tenerezza del finale, e devo dire che questo secondo Arc ha davvero eliminato quei "limitatori" che bloccavano il party; così mi piace!
Poco da dire sul battle system (sì, come no), stupendo, dinamico e profondo, idem il sistema di crafting.
Mi mancherà tutto questo, un pochino, anche se era ora, dovevo pur finirlo prima o poi xd

alister

alister ha scritto una recensione su Tales of Graces F

Cover Tales of Graces F per PS3

Partiamo da un elemento che ritengo centrale in un JRPG, ovvero la trama, che nel caso di Graces mi era stata descritta come mediocre: tirando le somme, posso dire che la storia non è scadente, affatto, quanto piuttosto mal raccontata in alcune fasi. La scelta di dedicare tutte le prime ore di gioco all'infanzia dei protagonisti, seppure non permetta al giocatore di rendersi subito conto delle potenzialità del gameplay, assai limitato in quel capitolo iniziale per adattarsi meglio all'età dei personaggi, si rivela a mio giudizio vincente, oltre che molto originale: permette di creare un leg
ame affettivo con i personaggi vedendoli, e vivendoli, sotto una luce diversa. Al termine del primo capitolo, l'impatto emotivo sul giocatore è già alto, e ci si trova ad affrontare il time skip come la grande curiosità di vedere che cosa ne sia stato dei protagonisti in quei sette anni, e quali ripercussioni abbia avuto sulle loro vite, ormai divise, la drammatica fine della loro infanzia. Tutta questa prima parte di gioco mi ha coinvolto moltissimo, e mi sono trovata a correre da una parte all'altra, ansiosa di rincontrare tutti gli amici di vecchia data di Asbel, per scoprire che cosa ne era stato di loro.
Il problema, secondo me, risiede nella parte centrale del gioco, che ho trovato a tratti dispersiva e non funzionale alla trama complessiva: alcuni elementi centrali alla storia avrebbero essere introdotti in maniera più approfondita, magari anche con un certo anticipo. Seppur il tentativo di dare un background a tutti i personaggi sia meritevole, alcuni forse non sono integrati benissimo nella trama (come quello di Malik), e ciò rende appunto la fase centrale un po' dispersiva. Tant'è vero che i colpi di scena che giungono nei capitoli conclusivi non sortiscono poi questo grande effetto a sorpresa, probabilmente perché non sono supportati da un ritmo narrativo crescente, quanto piuttosto da un anticlimax di eventi un po' fiacco. Alcuni personaggi ed alcuni eventi della trama avrebbero avuto bisogno di un maggior approfondimento, e a tratti si ha l'impressione che qualcosa sia poco chiaro, specie perché spesso alcuni dettagli fondamentali sono rivelati da skit o eventi secondari; nel complesso, si arriva alla fine avendo la sensazione di essersi persi qualcosa per strada. Tuttavia, il finale compensa molte delle scelte narrative poco azzeccate che lo precedono: mi è piaciuto davvero tantissimo, e l'ho trovato originale e inaspettato, oltre che molto significativo per il messaggio che veicola.
Ai titoli di coda ero assolutamente soddisfatta, tanto da non sentire quasi il bisogno di un capitolo ulteriore (ma giocherò comunque il future arc; anzi, l'ho già iniziato).

Come già detto, l'intento del gioco è quello di far affezionare ai personaggi, mostrando come si evolvano lungo un lasso di tempo piuttosto ampio; tuttavia, nonostante tutti i party members tranne Cheria mi siano piaciuti, trovo che questo intendo sia veramente riuscito solo con Asbel e Sophie. Gli altri non sono piatti, affatto; hanno tutti una loro caratterizzazione abbastanza profonda, a tratti un po' cliché (Malik e Cheria), ad altri originale (Pascal e Hubert). Tuttavia, gli unici ad evolvere davvero nel corso della vicenda, arrivando a maturare uno spessore notevole e una complessità non da poco, sono Asbel e Sophie. Asbel, soprattutto, mi è piaciuto tantissimo come protagonista, e davvero non capisco tutte le critiche che gli vengono rivolte: l'ho trovato un personaggio umano, che sbaglia e impara dai suoi errori, che cambia nel corso del tempo fino a raggiungere l'obiettivo che si era prefissato da bambino.

Personalmente ho empatizzato molto con Asbel, e lui e Sophie sono stati i personaggi che più mi hanno colpito emotivamente, in vari momenti del gioco.

Venendo al gameplay, la mia opinione è generalmente molto positiva. Il battle system è davvero ottimo: seppure ancora non sia forse fluido quanto il suo successore Xillia, il sistema di arti presentato in questo episodio è davvero ottimo, e caratterizza molto bene i personaggi anche sotto il profilo della battaglia. Devo dire che alcuni party members mi sono parsi un po' scomodi da usare come main, nonché abbastanza inutili sul campo di battaglia, e che, nonostante la grande varietà di stile dei diversi personaggi, mi sono trovata ad usare per la maggior parte del tempo Asbel.
Ottimo anche il sistema dei titoli, che mi piace sia per la funzionalità, sia per i vari modi con cui vengono acquisiti nuovi titoli, e sia per il fatto che siano personalizzati per ogni personaggio, mostrando anche qui una grande cura e un grande amore per il vario. Mi sono piaciute moltissimo anche le ricette per la dualizzazione e ho trovato l'eleth mixer una buona risorsa, da sfruttare con intelligenza a seconda delle proprie esigenze.
Le side quest non mancano, e alcune sono molto carine perché coinvolgono in prima persona il nostro party; il sistema di gestione delle quest tramite la locanda fa il suo dovere, ed è comodo che possano essere consultate aprendo la mappa ovunque ci si trovi. Però, il fatto che si abbia veramente libertà di movimento solo a un passo dal boss finale non mi è piaciuto molto; avrei preferito potermi muovere più liberamente anche in altre fasi del gioco, per poter svolgere meglio alcuni eventi secondari (okay, ci si può spostare a piedi/con i Turtlez, ma non è un sistema comodissimo).

Le ambientazioni mi sono piaciute molto, specie per alcune città davvero sublimi, e per il fatto che ogni continente sia stato caratterizzato a suo modo. Dei dungeon devo parlare sia bene che male: concordo sul fatto che siano nella maggior parte dei casi costituiti da copia-incolla dello stesso fondale di schermata in schermata, ma al contempo li ho apprezzati parecchio per i vari enigmi che propongono, che danno un'alternativa al classico format del dungeon dove devi solo avanzare stendendo nemici.
Molto carini anche i vari minigiochi presenti qua e là, un altro extra particolarmente gradito.

La soundtrack non è affatto male, anzi, alcune OST sono davvero d'effetto, come quella del dungeon finale.
Sotto il profilo tecnico, direi che il risultato è buono, trattandosi comunque da un porting da Wii; la telecamera statica forse si sarebbe potuta togliere, perché in alcune fasi di esplorazione si rivela abbastanza fastidiosa, ma diciamo che dà un tocco retro al titolo.

In conclusione, forse Tales of Graces non sarà un capitolo eccelso, ma secondo me vale la pena di giocarlo. Ha alti e bassi, ma complessivamente è molto divertente da giocare grazie al suo bel gameplay e, nonostante la trama non sia raccontata nel modo migliore, non manca di lasciare qualcosa al giocatore.

Pazzo

Pazzo ha scritto una recensione su Tales of Graces F

Cover Tales of Graces F per PS3

Finalmente, dopo vari blocchi causati da “non voglio finirlo subito” e “ma io voglio fare le cose secondarie”, sono riuscito a finire anche Graces f, remake dell'originale per Wii con tanto di seguito della trama originale esclusivo della versione PS3, Lineage & Legacies. Poteva essere il Tales of perfetto grazie a tantissime novità introdotte che lo rendono uno dei capitoli più “diversificati” ma allo stesso tempo più divertenti della serie... MA… sempre quel "ma" rompipalle e mai voluto...

Il gameplay (o meglio il sistema di combattimento) rinnovato si ritrova stavolta come pregio maggiore del titolo, variando tantissimo, ma senza stravolgere troppo, la formula di base degli altri capitoli 3D che, finora, erano purtroppo caratterizzati dal “difetto”, se così si può chiamare, della facilità nell'esecuzione delle combo (quindi nel suo sistema action di concatenamento di colpi e arti) e nella bassa difficoltà generale delle battaglie. In Graces infatti ci ritroviamo invece uno stile action più dinamico ma, allo stesso tempo, MOLTO più tattico e impegnativo, basato su un numero di azioni limitato e da usare con prudenza, che siano esse attacchi normali o speciali, parate, schivate o movimenti liberi, un numero sfruttabile e “ricaricabile” attraverso l’esecuzione delle azioni in battaglia appena descritte nel giusto tempismo. Tutti questi fattori, uniti al tipo di attacco, di difesa e di resistenza/debolezza sia dei nemici che del party e alla difficoltà elevata degli scontri già in difficoltà “Moderata” (senza contare l’alta importanza dei titoli, tipici della serie, da assegnare ai pg per migliorarli, e ai diversi stili di questi ultimi che rendono le battaglie più varie e divertenti), rende il tutto, come già accennato, davvero impegnativo, soddisfacente e, soprattutto, divertentissimo (e pensare che è l’unico Tales of che per ora, oltre al Phantasia, mi ha fatto un po’ bestemmiare e che mi ha obbligato l’uso di “sotterfugi”, quali oggetti che dimezzano i danni in certe boss battle).

Ma… oltre a quello? Il resto è cambiato? E se sì, in meglio? Bè, si può dire che molte cose sono cambiate, ma… non sempre in meglio. Certo, molti dei punti forti della serie sono ancora presenti, ma è quasi tutto un “50:50”.
Prima cosa: la linearità! In modo molto simile ad altri JRPG come FFX o FFXIII, Graces varia la formula “libera” della serie mettendoci davanti ad un continuo susseguirsi di corridoi e backtracking che guida “prepotentemente” la storia del gioco fino alla parte finale, dove sarà possibile, finalmente, la scoperta (e ri-scoperta) della mappa di gioco e delle missioni secondarie che offre con un’esplorazione qui limitata alla semplice scelta del posto in cui andare nella schermata della mappa (quando si avrà il mezzo per farlo), vista l’eliminazione dell’esplorazione della World Map. Come i giochi prima accennati però, questo “metodo” mi ha dato almeno modo di seguire filo e per segno la trama e la sua narrazione che, seppur non molto originale la prima e veloce (TROPPO veloce) la seconda, ho davvero apprezzato e seguito con piacere, se non con una continua voglia di scoprire il tutto (fino a che non si arriva ad un certo punto, in cui la storia cala improvvisamente, così come il mio interesse), così come ho apprezzato la crescita e la caratterizzazione dei personaggi, il solito punto di forza della serie, qui però non sfruttata al massimo a causa della “banalità” esagerata di certi personaggi e di certi avvenimenti che essi creano, il protagonista Asbel in primis (“huehue, siamo tutti amici, anche tra nemici, non dobbiamo farci del male, non sono abbastanza forte per proteggere tutti” e cosacce simili... la banalità fatta a personaggio. L'odio)
Davvero… il buonismo ESAGERATO di molte scene e dialoghi di questo gioco l’ho trovato, forse, il male maggiore… Meno male che altri personaggi hanno ristabilito la qualità di altrettante/i scene/dialoghi, come il maestro Malik, “l’uomo dalle mille esperienze” che, nel bene e nel male, cerca sempre la decisione giusta da prendere continuando costantemente ad insegnare i nostri protagonisti le cose che offre la vita, belle o brutte che siano, imparando da loro allo stesso tempo, o la “geniale demente” Pascal, recentemente diventata uno dei miei personaggi preferiti in assoluto <3
Se a tutto ciò aggiungiamo che il comparto grafico è, sì, molto gradevole da vedere, grazie anche al design generale di ambientazioni e personaggi, ma ovviamente abbastanza datato e, come sempre, legnoso nelle animazioni e negli effetti (forse la nascita del titolo su Wii si fa sentire, non so), e che il comparto sonoro è altalenante, tra doppiaggio in inglese non sempre adeguato e molte delle musiche (quindi non tutte) belle e perfette per situazioni e ambienti, bè… si capisce perché ho scritto che è tutto un “50:50”.

Devo dire però, o meglio ripetere, che Graces f, a prescindere dai difetti prima descritti, mi ha tenuto comunque incollato allo schermo con interesse e con una voglia abbastanza costante per tutta la durata della storia (40 circa la principale e una decina in più per il seguito), senza contare l’immenso post-game e gli obbiettivi secondari (tra requests, missioni, minigiochi, arene ecc.) che non solo aumenta di molto la longevità ma anche il divertimento generale, vista l’ampia scelta di cose da fare e scoprire che prima, durante la storia, è impossibile avere.
E aggiungo anche un “meno male” per l’aggiunta dei moltissimi extra dati a queste versione PS3, come Lineage & Legacies, le Trials, le aggiunte al gameplay (come l'abilità Accel) e altro ancora, che hanno migliorato e aggiunto tanto ad un gioco base che, con la sola storia principale, non avrebbe poi dato così tanto (anche perché la storia originale aveva così tanti buchi di trama che ci voleva proprio una storia successiva... anche se poi non è risultata grandiosa comunque).

In definitiva: non proprio il miglior capitolo della serie (anzi... proprio perché mi ha suscitato pareri contrastanti, non riuscivo a scriverci qualcosa come si deve, e penso di non averlo fatto nemmeno ora) ma in generale rimane comunque un buonissimo e godibilissimo JRPG dal tratto action, divertente ed impegnativo al punto giusto, dal gameplay vario e accattivante, dalla storia e dai personaggi che rimarranno sempre e comunque impressi (anche se comunque non troppo, personalmente, e soprattutto meno di altri capitoli della serie e/o di altri giochi del genere). Un titolo che tiene incollati al pad e che, per questo, ogni giocatore del genere dovrebbe almeno provare (così come dovreste provare tutti gli altri Tales of molto ma MOLTO più meritevoli di questo, ma questo è un discorso a parte).

Desi

Desi ha scritto una recensione su Tales of Graces F

Cover Tales of Graces F per PS3

Ancora non riesco a capire il 7 e mezzo di spaziogames, mi trovo circa a 20 ore di gioco e comincia a piacermi sempre di più,non riesco a smettere di giocare e voglio assolutamente andare avanti. Comunque capita spesso , (a mio parere) che il voto a seconda di ogni gioco tales non conti poi tanto perché va a valutazione del giocatore e a ognuno può piacere in modo diverso.

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