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Sviluppato da Sledgehammer Games e prodotto da Activision, Call of Duty: WWII è uno sparatutto in 1a persona uscito il 3 novembre 2017 per PlayStation 4 · Pegi 18+

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Call of Duty torna alle sue radici con Call of Duty: WWII, un'esperienza mozzafiato che porterà una nuova generazione nella Seconda Guerra Mondiale. Sbarca in Normandia durante il fatidico D-Day e combatti in tutta Europa rivivendo leggendarie battaglie che hanno segnato il conflitto più sanguinoso della storia. Scopri il classico combattimento di Call of Duty, i legami del cameratismo e il cuore crudele di una guerra contro un potere globale che sta tenendo il mondo in pugno.

Call of Duty: WWII porta la Seconda Guerra Mondiale nella nuova generazione con tre diverse modalità di gioco: Campagna, Multigiocatore e Cooperativa. Con una grafica strabiliante, la Campagna cala i giocatori nel teatro bellico europeo offrendo una nuovissima storia di Call of Duty che tocca le battaglie più celebri del secondo conflitto mondiale. Il Multigiocatore segna il ritorno delle meccaniche di gioco dure e pure che hanno portato al successo la serie di Call of Duty. Armi autentiche e tradizionali combattimenti frenetici portano i giocatori in un'ampia varietà di ambientazioni della Seconda Guerra Mondiale. La modalità Cooperativa è una nuova avventura originale che si configura come un'esperienza completa e a sé stante, ricca di momenti intensi e inaspettati.

7.6

Recensioni

4 utenti

redsquirrel87

Se fate girare mi fareste un gran favore, grazie mille ;)
Vendo per conto di amico Call of Duty WWII per PS4, completamente in versione Italiana (come si vede dall'immagine è comprato da Gamestop infatti), ancora sigillato nel suo cellophane originale sisi
L'ho messo su eBay approfittando della promo a tariffe nulle con aste a partire da 1€.

mirkozzo

mirkozzo ha pubblicato un'immagine nell'album Offerte mediaworld riguardante Call of Duty: WWII

49,99€ da MediaWorld

FedeChief

FedeChief ha scritto una recensione su Call of Duty: WWII

Cover Call of Duty: WWII per PS4

Nel Meno Ci Sta Il Più

Sono passati parecchi anni da quando è apparso per la prima volta sulle scene il primo capitolo di questa serie ed è dal quarto capitolo che è diventato come lo conosciamo.
Nei capitoli post-modern warfare solo una volta è stato ambientato durante la seconda guerra mondiale, fino a quest’anno.

La serie accusata fin troppe volte di essere un copia-incolla del capitolo precedente ha, forse ingenuamente, cercato di svecchiarsi aggiungendo abilità, specialisti, oggetti e ricompense senza però mai considerare quello che secondo me è il punto forte che mi ha fatto apprezzare più i vecchi capitoli, ovvero il cosiddetto combattimento gun-on-gun.
WWII sarò riuscito nell’intento? Procediamo con ordine, trattando brevemente gli aspetti principali del gioco.

CAMPAGNA
Da questo punto di vista siamo molto in linea con tutti gli altri giochi usciti, con una longevità abbastanza corta, una linearità evidente e script a volontà.
C’è da dire che la varietà delle missioni è abbastanza buona, difficilmente ci ritroveremo in situazioni troppo simili l’una dall’altra e ci sono dei punti che spiccano più di altri, tutto quanto accompagnato dalla solita spettacolarità hollywoodiana che contraddistingue la serie da più di 10 anni.
L’interazione con i compagni, per quanto minima, è interessante e non avere la salute autoricaricante è un piccolo bonus che regala un po’ più di profondità anche se difficilmente ci mancheranno kit medici a disposizione pronti all’uso.

La storia è anch’essa in linea con quello che ultimamente siamo abituati a vedere e lascia indietro il concetto che aveva caratterizzato i COD sulla seconda guerra mondiale in cui si combatteva su più fronti.
Pur usando anche altri personaggi la storia segue le vicende di un solo protagonista che si ritroverà spesso anche in situazioni che citano film sul genere.
Oltre alla conosciutissima scena del D-Day, per fare un esempio, anche una sezione da cecchino dalla cima di un campanile ci farà ricordare Salvate il Soldato Ryan.

ZOMBIE
Proprio World at War nel 2008 introduceva per la prima volta questa modalità, inserendola semplicemente come bonus di fine gioco per volere di Activision, ma il successo della formula fu evidente a tutti.
Migliorando sempre di DLC in DLC era questione di tempo prima che anche altre software house oltre a Treyarch adottarono questo stile di gioco.
I primi furono proprio gli Sledgehammer con ExoZombie, modalità decisamente discussa anche solo per la sua natura di essere fortemente legata ai contenuti di espansione e poi ci provò anche Infinity Ward scopiazzando quasi del tutto quello che 3arch aveva già consolidato.
Per la prima volta dopo la famosa Kino der Toten gli zombie tornano ad essere nazisti, proprio per mano di quegli sviluppatori che qualche anno prima li avevano fatti saltellare ovunque con i jetpack.

Le differenze rispetto alla formula originaria non sono tantissime, infatti avremo un mappa apribile tramite punti, perk acquistabili, potenziamento armi e tutto quello che siamo abituati a vedere tranne una cosa fondamentale il Juggernog.
Proprio il Juggernog che da Verruckt oramai era diventato un pilastro stabile della modalità viene a mancare, sostituito da una soluzione usa e getta che premia molto di più chi riesce a giocare bene, ma che sostanzialmente da lo stesso effetto solamente monouso.

Altra differenza sono i due easter egg presenti nella mappa base di cui uno, quello principale, trasformato in una quest con obiettivi e l’altro invece inteso nel senso più classico del termine.
L’ultima modifica è stata apportata alla classe che oltre alle modifiche delle armi già viste in Black Ops 3 adesso sarà possibile usare un specialità fissa a caricamento più 3 abilità a nostra scelta.

L’unico punto che considero veramente basso in questa modalità è la caratterizzazione dei personaggi fin troppo esagerata e grottesca che è ben lontana da quella dei Primis e degli Ultimis della serie principale.

MULTIPLAYER
Sicuramente l’aspetto migliore di questo titolo.
Ad inizio recensione ho ricordato come negli anni la serie si fosse dimenticata del suo gameplay gun-on-gun, ma ecco qua che WWII corre in nostro soccorso.

Le ricompense uccisioni che in molti casi negli anni passati spezzavano brutalmente la partita, ma in questo capitolo sono state molto indebolite e sperare di fare grandi punteggi utilizzandole è molto difficile.
Tutto è concentrato sulla composizione minima della classe, una composizione dettata dai paletti che Sledgehammer ha piantato con l’inserimento delle divisioni.
Le divisioni infatti sono praticamente un pacchetto di perk e/o accessori che sei obbligato ad usare insieme, impossibilitato così nel creare combo letali come accadeva in passato dove si andava in giro con Fantasma e Silenziatore oppure spammando granate con Antischegge.
Tutto quindi si riduce ad un gameplay molto più semplice, dove in poche occasioni ho provato vera frustrazione per una morte.
Oltre alla divisione nella classe sarà possibile scegliere solo le due armi, l’equipaggiamento e un’abilità esterna alla divisione.

Le mappe non hanno grande varietà, pur essendo divertenti da giocare, una buona parte di quelle presenti si rispecchiano nella definizione di mappa speculare divisa in 3 parti principali.
Le modalità sono quasi tutte quelle classiche che conosciamo tranne una che pur condividendo il nome di una vecchia modalità presente su World at War non ne condivide quasi nessun aspetto.
La modalità Guerra infatti, non nuova a chi ha giocato altri sparatutto, si struttura in una squadra difensiva e una offensiva che in ogni mappa, suddivisa in step, deve difendere o attaccare determinati obiettivi sempre diversi per ogni scenario dedicato all’interno del gioco.

Il gioco ha anche al suo interno ormai gli immancabili Supply Drop, che però per il momento non sono eccessivamente invadenti (20 Novembre 2017) dato che una buona parte dei contenuti all’interno delle casse è possibile acquistarlo con crediti di gioco ottenibili tramite sfide e accessi giornalieri dal furiere all’interno del menù giocabile introdotto in questo capitolo ed attualmente si tratta solamente di oggetti cosmetici e modelli alternativi delle armi presenti nel gioco.

Il lato tecnico non è eccezionale, come sempre.
Graficamente si difende, ma rispetto ad altri gioco dello stesso tipo delle concorrenza si nota il peso degli anni dell’engine che si trascina dietro.
Stessa cosa per il sound design che risulta fin troppo poco realistico, ma non così tremendo come è capitato di sentire in passato.

Per Concludere: Call of Duty: WWII da una parte ritorna ai canoni classici delle serie, ma dall’altra porta delle evidenti migliorie che snelliscono il gioco online in maniera abbastanza evidente, togliendo di mezzo in un colpo solo molti dei problemi che si stavano accumulando nel tempo.
Per il resto è un capitolo in linea, anche se riesce a far brillare un po’ di più alcuni suoi aspetti.

Consigliato soprattutto se si ha voglia di qualcosa di semplice, ma efficace per distendersi la sera senza pensieri e fare in tutta tranquillità qualche partita.

FedeChief

FedeChief ha pubblicato un'immagine nell'album In gioco riguardante Call of Duty: WWII

...ma una donna come personaggio in un gioco nella WW2?
Si, se tutti i volti maschili sono brutti

Draftcoronet

Draftcoronet ha scritto una recensione su Call of Duty: WWII

Cover Call of Duty: WWII per PS4

L’ultimo capitolo della saga di Call of Duty ispirato alla tremenda Seconda Guerra Mondiale risale ormai al lontanissimo 2008; l’incredibile World at War riuscì a estasiare i giocatori grazie a una storia forte e ben scritta, un multiplayer estremamente funzionale e, soprattutto, grazie all’esordio della sempreverde modalità a base di non-morti. Sledgehammer Games decide, con Call of Duty: WWII, di ripercorrere le strade, già battute, dal team di Treyarch.
Continua su http://www.playstationbit.com/primo-pian …

9

Voto assegnato da Draftcoronet
Media utenti: 7.6 · Recensioni della critica: 8.4

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