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Sviluppato da Square Enix, Final Fantasy XV è un gioco di ruolo uscito il 29 novembre 2016 per PlayStation 4 · Pegi 16+ · Link: store.playstation.com

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Final Fantasy XV parla di Noctis Lucis Caelum, ultimo erede di una nazione isolata, che detiene ancora il potere dei Cristalli. Il suo isolamento è dovuto alla resistenza della città, nel proteggersi contro l'invasione degli "eretici".
Uno dei primi trailer ufficiali parte con la frase: "Questa è una fantasia basata sulla realtà." Il video mostra tecnologie moderne come autoveicoli, autostrade, grattacieli, stazioni di benzina, e armi automatiche estremamente somiglianti a quelle reali. Poche informazioni sono state rivelate riguardo alla trama, ma rappresentanti della Square Enix affermano che sarà il Final Fantasy più "dark" in assoluto.

8.1

Recensioni

70 utenti

Kappakappa3

Kappakappa3 ha scritto una recensione su Final Fantasy XV

Cover Final Fantasy XV per PS4

E alla fine mollai...

Molto difficile scrivere qualche riga su di un titolo che non ho terminato. Ho deciso però, di elencare i motivi della mia scelta, cosi da poter informare qualche utente sulla mia personale esperienza :

- Trama che non decolla ( questo punto è facilmente impugnabile. Sono arrivato al sesto capitolo del gioco e davvero non è successo nulla rispetto ai primi minuti di gioco )

- Sistema di combattimento troppo frenetico, tanto da esser confusionario. Vincevo determinati scontri solo premendo il cerchio senza mai capire cosa accadeva a schermo. Sistema di magie poco profondo e troppo superficiale

- Mondo di gioco povero di contenuti, con quest secondarie classiche e senza mordente. Ho passato la maggior parte del gioco girovagando per la mappa senza un preciso scopo

Come ho sempre detto, non sono un gran fan di FF ( per interderci ho giocato i cap dal sette in poi )ma avevo delle buone aspettative verso il titolo. Purtroppo non sono state ripagate

Sarà per la prossima Square! :-)

5

Voto assegnato da Kappakappa3
Media utenti: 8.1 · Recensioni della critica: 8.5

Matteopg88

Il finale mi è piaciuto molto e nel frattempo mi ha fatto incazzare...perché sto gioco poteva essere una madonna di gioco...e invece è stato un gioco mediocre, con un ottimo sistema di combattimento, che rimane divertente tutto il tempo, ma è un gioco senza una storia (e per un final fantasy non può essere che un difetto), inoltre soprattutto nelle missioni secondarie c è una ripetitività e una noia incredibile, paradossalmente hanno sbagliato tutto nella open world a mio parere...un gioco che per quello che mi ha lasciato non può andare oltre il 7,5...non è un brutto voto preso da solo, ma preso a confronto di quello che mi aspettavo è abbastanza deludente...

aXce13

aXce13 ha pubblicato un'immagine nell'album Screenshot un po' hot riguardante Final Fantasy XV

Mai stato più felice di fare un regalo alla mia ragazza asd

jonnyciao

jonnyciao ha scritto una recensione su Final Fantasy XV

Cover Final Fantasy XV per PS4

Non ho ancora platinato il gioco ma comunque dopo 106 ore di gioco (delle quali 60 saranno effettive) mi sembra il momento di farla.
Si parte già male infatti perchè mi sembra uan boiata mettere "PAUSA" se poi il calcolatore continua a proseguire.....

Il gioco mi piace, è ricco e la mappa è enorme , la campagna io personalmente non l'ho capita, forse a causa della mia disattenzione durante alcune sequenze video.

PERO' Un utente qui su ludo (non ricordo chi) mi ha "aperto gli occhi" facendomi vedere che molte cose sono messe li senza un filo logico..... le missioni secondarie.... le cacce ai mostri.... la pesca.... tutta roba messa li e basta....

A mio parere personale non mi sono piaciuti molto gli ultimi capitoli della storia..... un lungo via e vai da solo dove dovevi sbloccare ascensori e roba varia.... una boiata per farti perdere un paio di ore in più, per non parlare dell'adamandarth ( o come si chiama) che mi ha fatto perdere (e dico PERDERE perchè non ha senso un combattimento da due ore contro un mostro debole , dato che mi avrà atterrato i compagni si e no 2 volte ma con 10miliardi di punti vita, che spesso si buggava e ti ritrovavi dentro il mostro sferrando attacchi al vuoto senza provocare danni) della serie NON FATE MOSTRI ENORMI SE POI VIENE FUORI UN TROIAIO DEL GENERE! FATENE UNO DI DIMENSIONI RIDOTTE E VIENE FUORI UN LAVORO FATTO MEGLIO!!! GRAZIE

Raptor Akira

Raptor Akira ha scritto una recensione su Final Fantasy XV

Cover Final Fantasy XV per PS4

You guys are not the best

“Dedicato ai fan di sempre e ai nuovi amici di Final Fantasy”

Grazie, ma io a te la mano non la stringo.

Si potrebbe tenere una lunga discussione riguardo lo sviluppo e l’attesa che ebbero come risultato l’ultimo capitolo principale della saga storica di Square Enix firmata Final Fantasy, ma non è mia intenzione dilungarmici più del dovuto se non per stabilire, dapprima, la maniera in cui mi è stato “concesso” di muovermi all’interno di questo mio personale parere che tengo ad anticipare essere, come del resto in ogni mia “recensione”, esente da spoiIer di qualsiasi tipo.

Io non aspettavo Final Fantasy XV, o meglio, non lo aspettavo come fan.
All’annuncio dell’iniziale progetto, Versus XIII, ancora dovevo iniziare a bazzicare su internet e il mondo dell’informazione videoludica era ancora a me un ambiente sconosciuto. Gli anni passarono fino ad arrivare al 2013, agli inizi veri e proprio del mio cammino verso il mondo dell’informazione, che Versus XIII cambia nome e diventa Final Fantasy XV prima di uscire tre anni dopo.

10 anni.

Ma non di sviluppo, no, stando difatti alle ultime indiscrezioni il lavoro che oggi possiamo acquistare si basa sullo sviluppo di soli 3 anni, cambi di gestione dal progetto precedente, uno sviluppo travagliato e un ultimatum di uscita da parte dell’azienda Square Enix per interrompere e mettere in vendita un finanziamento che continuava, in ogni caso, da un decennio. In questo lasso di tempo la mia conoscenza, dapprima nulla, della serie non si è mai fatta realmente concreta, con soli due titoli principali e qualche spin off, tanto da farmene sentire ancora un neofita ed ignorante e mai da permettermi di definirmi un fruitore o conoscitore di uno dei nomi storici del media e del genere dei giochi di ruolo giapponesi. Final Fantasy XV poteva dimostrarsi un ulteriore sbocco conoscitivo per la serie ma restando sempre in seconda luce per quanto riguarda in senso dell’attesa, con un’interesse disinteressato tanto più per il titolo in sé che per il nome che porta.
In questa lunga attesa sono state dimostrate diverse cose, in una campagna di costruzione del marketing aggressiva, tra progetti esterni, dichiarazioni, demo, eventi e reveal trailer. La creazione dell’aspettativa è stata la mossa scelta da Square, una mossa rischiosa e molto spesso controproducente che sa pagare ma che al contempo rischia di ricreare perdite o nel rientro dei costi sostenuti, in caso di mancata risposta del mercato, o nell’immagine. Di tutto questo quanto oggi possiamo goderne? Quante promesse sono state mantenute?

Ah boh, io non ho mai seguito concretamente il gioco.

https://www.youtube.com/watch?v=EMBRBXe7 ..

Final Fantasy XV vuole partire subito in una storia che ormai tutti conosco, un viaggio “on the road” come se fosse un addio al celibato di un gruppo di amici, un saluto al padre sofferente, la ricerca della donna amata in una guerra tra nazioni che cambia drasticamente le sorti di un principe, ma prima di tutto un ragazzo, che di punto in bianco si ritrova carico di un’incredula responsabilità a cui far conto. La storia di Final Fantasy XV vuol esser chiara fin da subito, vuole raccontare un viaggio, l’importanza del cammino più che l’approdo, le sue fatiche, le scoperte e le disillusioni, ma anche le speranze e il suo dolore, un pellegrinaggio quasi ingenuo ma che si riversa in una dimensione intima di quattro compagni impegnati in un pellegrinaggio di formazione. Qualche fotogramma di intrighi politici e scontri tra eserciti, sovrani e generali ma frettolosamente ridimensionati nella visione di tormenti interiori e rapporti, talvolta complessi, talvolta delicati, tra Noctis e i suoi comprimari, paura, distanza e insicurezza.

O meglio, ci prova.

Final Fantasy XV è un disastro narrativo senza né capo né coda, un dialogo tra studenti universitari tra chi ha fatto meno peggio l’ultimo esame ma che comunque con un esercizio e mezzo svolto alla bell’e meglio su tre si auspicano comunque un 18 tranquillo. Si potrebbero fare lunghe analisi su quello che è, quello che non è e quello che sarebbe potuto essere ma come premesso voglio tenere a distanza qualsivoglia di anticipazione da quello che sarà un lungo parere, per questo non voglio calarmi mai nel dettaglio, né analizzare assiduamente gli elementi che compongo la sventurata storia e intreccio del titolo. Anche perché non lo merita. Voglio essere breve.

Nella sua scorza superficiale la trama si dimostra malamente fraseggiata in un racconto sdentato e omologata, grezzamente, “alla cazzo di cane”.
Come dapprima accennato la storia iniziata mettendo subito in scena e focalizzandosi sul viaggio dei quattro compagni, questo tema si dimostrerà il fulcro narrativo della prima metà di gioco cercando di coesistere e dissetandosi con l’ambiente strutturale dell’open world, il problema è che non ci riesce, affogando nella sua stessa pozzanghera di trama che prova a riempire. L’intera prima parte di Final Fantasy XV presenta dunque una trama annacquata, scialba e fittizia, i cui obbiettivi primari sono sfumati quanto un acquerello troppo diluito, ci si dimentica cosa si stia facendo e ragionandoci sopra si arriva a domandarsene pure il perché. Molti elementi sono legati con un collante inesistente, a tratti già incongruenti e con passaggi logici e temporali di difficile interpretazione.
Ma i problemi di rapporto di esistenza tra trama e open world non nascono solamente con la presentazione di una narrazione scialba e mal diluita ma di fronte a delle dissonanze ludonarrative, aggiunte anche da scelte forzate di gameplay di cui parlerò più avanti, che minano sull’economia del gioco e contesto atmosferico, la lontananza della famiglia e la dispersione nell’impervia di una guerra si perdono tra richieste secondarie eterogenee che vanno dalla raccolta di pomodori a quella di rane, tra campeggi, selfie, battute di pesca, customizzazioni dell’auto o corse sui chochobo. 
Il problema del complesso narrativo dell’ultima Fantasia Finale è la mancanza di una qualsivoglia forma di sostentamento o background, sia a livello di mondo che narrativa principale, i cui elementi stonano in una cacofonia di sapori l’uno con l’altro.
Le relazioni e interazioni che hanno i personaggi nella prima metà di gioco non vengono spiegate o sono lasciate all’immaginazione, anche in questo caso tra connessioni logiche inesistenti, lo stesso gruppo principale, il fulcro su cui si basa lo stesso gioco, viene privato di un qualsivoglia tipo di approfondimento, quello che sappiamo di loro viene già dal superficiale e stupiditto Brotherhood, nient’altro. Molti personaggi non sappiamo né chi siano né il perché delle loro azioni, dimenticati a metà strada e con sporadiche apparizioni… a volte anche uniche.

Dalla seconda metà il gioco cambia faccia, la trama vuole essere più presente in una struttura chiusa, claustrofobica, e lineare. I toni si fanno più pesanti con la concretezza dell’ambiente che ci circonda, cercando più volte di riscontrare un coinvolgimento emotivo da parte del giocatore creando, finalmente, una tensione narrativa. Peccato che questa porzione sia peggio della precedente.

Nulla ha senso.

La storia viene sparata in un susseguirsi di eventi senza logica, come se la sceneggiatura fosse stata strappata in tanti pezzi e buttata all’interno del gioco per vedere cosa ne sarebbe uscito fuori. L’assenza di un background e approfondimenti che erano andati a mancare nella precedente metà di gioco si fa estremamente pesante, buchi di trama, mancanza di spiegazioni, deus ex machina che si moltiplicano sempre più fino ad avermi portato al voler seguire la storia solo per vedere fino a quanto fosse possibile sbagliare a scrivere una sceneggiatura (e dico che su questo non mi ha mai deluso). La sensazione è quella che abbiano cercato di ormeggiare una barca senza legare l’ancora a quest’ultima.
Sconcertante è stato vedere la pochezza e superficialità con cui sono stati affrontati temi e situazioni che la stessa trama ha voluto proporre come elementi “pesanti” e/o scossoni emotivi, personaggi tra chi definitivamente si conferma essere scomparsi inspiegabilmente dalla scena, chi pensa il maggior modo per agire insensatamente, perché certi livelli di insensatezza non possono essere raggiunti con la semplice mancanza di senno, e chi invece è affetto da gravi problemi di personalità; colpi di scena che accadono senza una base concreta e razionale su cui poter solo comprendere il loro inserimento in una trama che è un completo disastro, come per voler stupire il giocatore ad ogni costo piuttosto che raccontare una bella storia. Momenti e cutscene importanti avvengono offscreen o vengono raccontati senza problemi da giornali e/o dialoghi esterni, come già stava succedendo nella prima parte, quella open world, ma qui in forza maggiore vista la maggior pesantezza e importanza di ciò che si è voluto raccontare, ok la scusa del “volevamo raccontare la storia attraverso gli occhi di Noctis”, ma anche no.

Non bastano i così detti “feels” che molti hanno usato come “scusante” per giustificare molto di quello che è stato l’apprezzamento generale della trama del gioco, ma è stata in questa voglia di essere emozionante (anche buttando robe a caso) senza la benché minima base per poterlo essere che io ho riscontrato la stucchevolezza e arroganza narrativa di Final Fantasy XV. Non bastano i “feels” per salvare una cosa così imbarazzante come la trama dell’ultimo capitolo main di una delle serie storiche del videogioco, non basta rinchiudersi “in quello che poteva essere” e che mai lo sarà.
Non ho voluto sprecare caratteri per parlare di contenuti palesemente tagliati per essere poi venduti come DLC, anche perché ne uscirebbe il veronese che è in me. [SemiCit.]

Prima avevo detto che non mi sarei dilungato, che avrei voluto esser breve. Ho mentito, perché menzogna è la trama di Final Fantasy XV. No, non sto parlando delle premesse non mantenute e tutte quelle menate lì. FFXV è voluto partire con un premessa, con un’idea (già di per sé non fuorviante, ma con buon potenziale), ma che mai ha svolto, dicendoti però di averlo fatto.

A parlare di trama e sceneggiatura non si può inevitabilmente scivolare nella questione dei personaggi, di cui ho già dato, in tutto il sermone precedente, qualche anfratto di dettaglio e considerazione e voglio cercare di non ripetermi in quanto già detto, ma semplicemente definire meglio le linee guida del ritratto del completo cast.

Del party protagonista, composto dalle quattro menti Noctis, Gladio, Ignis e Prompto, ho già precedentemente accennato alla loro mancanza di un serio approfondimento e background costruito, limitato all’anime (brutto), e ora sorgerebbe giusto chiedersi se le loro singole personalità reggono da sole.
Ni.
Il cast è piuttosto standard, Noctis è il classico eroe tragico, Ignis il tizio più cinico e razionale, contrapposto all’impulsivo e gaio Pronto, mentre Gladio è il più robusto e “grezzo” dei quattro; le loro interazioni e cameratismo le ho trovate sufficientemente gradevoli nonostante alcuni intermezzi pesantemente stupidi e dialoghi al limite della forzatura in generale senza una vera particolarità o sviluppate con una certa “capacità”. A volte funziona, a volte no, come il loro rapporto ma non in senso metaforico, ma essenzialmente di sviluppo pratico.

A livello di personaggistica secondaria, invece, non si salva nulla. Personalità fantasma di quello che pare essere il loro concept e ruolo iniziale, dal ruolo inutile ai fini del proseguimento o a causa della stessa essenza inutile della loro esistenza o del fatto che vengono dotati di una manciata di battute per poi lasciarli nel dimenticatoio.
Nella schiera degli antagonisti la cosa non cambia, macchiette che agiscono senza motivazioni logiche o che appaio trenta secondi per poi scomparire definitivamente.
In tutto questo non esiste una vera e propria personalità ma un insieme di modelli poligonali a cui è dato un ruolo, mal gestito, da compiere, che sia futile o meno, anche personaggi che sarebbero dovuto essere importanti al fine di tutto, caso emblematico Lunafreya ma non ci si limita solo a lei, si dimostrano essere il nulla di fronte agli occhi del giocatore.

Ardyn, forse, è il salvabile tra tutti questi. Dico forse perché, a mio avviso, non basta un personaggio dal bel carisma per tesserne le lodi. Purtroppo anch’esso soffre a causa di una trama che non riesce a fornirgli una solida base motivazionale, che ho trovato nulla di che e dal sapore di già visto, per giustificare lo svolgimento delle sue azioni.

https://www.youtube.com/watch?v=drdQExvX ..

In questo mercato è pieno di titoli il cui punto forte non è la narrativa ma restano ugualmente titoli che ne fanno il loro punto di forza, o che comunque riescono a superare egregiamente questa mancanza con gameplay di fino, FFXV potrebbe rientrare in questa categoria, specialmente in una prima parte di gioco non story based, ma purtroppo il titolo Square arranca anche su quest’aspetto, non riuscendo a spartire egualmente i propri elementi con i compagni di genere.

Nella sua componente open world Final Fantasy XV si dimostra come un titolo incapace di contenere e gestire ciò che ha da offrire, un gaucho in balia dell’equino.

Il mondo di Eos è stato sviluppato e creato secondo il concept di “una fantasia basata sulla realtà” e, nonostante mie fredde premesse iniziali, ci riesce abbastanza bene. 
Al di là di una prima area desertica, che rimanda all’Arizona, arrivati ad una più europea Duscae il livello artistico riesce a sbizzarrirsi quanto basta per dare un notevole colpo d’occhio. Le aree sono ben riempite con qualche scorcio veramente interessante e ben riuscito. soprattutto per quanto riguarda i suoi interni. La fauna segue un design più arzigogolato, quasi rococò, che, inserito in un ambiente che rimanda più al “reale” che ad un mondo fantasy, crea un impatto affascinante e suggestivo.
Belle le cittadine, peccato che la veneziana Altissia abbia subito una rasoiata esagerata.

Nonostante l’immersione in un ambiente in molti tratti piacevole e stimolante, l’esplorazione del mondo non sempre e piacevole e con diverse parti grezze, questo dovuto principalmente all’enorme presenza di muri invisibili che ne appesantiscono le scorrazzate per le sue distese, alternando sezioni appiedate o in sella ai chocobo per l’esplorazione “interna”, mentre vi è la possibilità si salire a bordo dell’“auto di papà” per potersi spostare velocemente lungo il complesso stradale del regno esplorabile. La Regalia, ormai lo sanno anche i muri, lascia una libertà quasi nulla al giocatore, dimostrandosi più una navetta su cui salire passivamente, tant’é che è quasi preferibile prendere “la via lunga” in sella al proprio chocobo o andare direttamente di fast travel.
L’esplorazione può portare alla scoperta di diversi dungeon, molti di questi opzionali, e devo dire essere stata la feature che più ho gradito, vista la mia passione per l’esplorazione di dungeon, ma anche su questo avrei un appunto da fare, gradendo una maggiore differenziazione degli stessi, proponendo temi diversi e approcci differenti, cosa che purtroppo non è stata realizzata.

Il problema principale dell’open world di FFXV è la su “profondità”. L’offerta ossessiva di sidequest per tener testa all’esplorazione e al mondo aperto è scadente. Le secondarie sono tutte uguali tra loro, quasi esclusivamente composte da fetch quest, con richieste di compiti che non c’entrano nulla con il contesto e atmosfera del titolo, creando una dissonanza ludonarrativa che stona fin dal principio (ma questo l’ho già espresso in precedenza), tra raccolta di carichi di verdura, dar da mangiare ad un gatto, raccoglier patate o compare un pomodoro e così via dicendo, ma il peggior peso delle secondarie è che queste sono il nulla a livello narrativo e/o informativo. Il mondo di Eos viene privato di qualsivoglia approfondimento o ecosistema risultando ad essere un posto di per sé “vuoto”, senza aver nulla da raccontare, senza una base. Gli npc che lo compongono sono statuine il cui unico scopo è quello di dare il compitino ripetuto fino alla nausea fino ad uno schiaffeggiarti continuo di “Guardami, sono un open world! Ho le secondarie, duro tanto!”.

La delusione massima, a livello di secondarie, sono state le cacce ai mostri. Il concetto di questo tipo di quest è quello di andare ad eliminare mostri e creature pericolose sulle cui teste vige una taglia, il problema sta nell’ennesima realizzazione sbagliata o, ancora, grezzamente “alla cazzo di cane”. Le missioni di caccia sono accettabili una sola per volta e non possono esserne accettate ulteriori finché non è stata portata a compimento quella selezionata. Partire dal punto di ristoro o dal committente, andare nella zona B ed eliminare mostri comuni (raramente mini boss) dotati di un quantitativo esagerato di HP per poi tornare da dove siamo arrivati per riscuotere la taglia e poterne accettare un’altra,
La pesantezza di questo sistema è il costante avanti e indietro obbligatorio, quando bastava semplicemente aggiungere la possibilità di poterne attivare più di seguito, nonché lo spreco di un concept interessante e di base che adoro. Mi è dispiaciuta l’assenza di svolgimenti più articolati di questo sistema, come alcune cacce di The Witcher 3 (tanto per fare esempi) o la stessa caccia del Behemoth.

Molti altri elementi, invece, sono stati inseriti bene. La componente delle foto scattate da Prompto mi è piaciuta molto e unita agli accampamenti riusciva a dare quel senso di “road trip” che fin da subito voleva regalare.

Tutto questo, però, crolla nella seconda metà di gioco. L’open world che in qualche modo rendeva “giocabile” e spesso “godibile” FFXV viene rimpiazzato da una struttura macellata di tagli, binari e scelte di game design da facepalm continuo, costretti ad affogare una storia piena di buchi e senza senso, con l’unica via di fuga da questo disastro di sviluppo, per poter tornare a respirare l’aria di Eos, tramite una meccanica che crea un buco di trama ancora più grosso di quello che abbiamo davanti, tanto per mandare completamente nel cesso quei coriandoli di sceneggiatura di cui ho parlato prima.

“Finisci. Finisci, ti prego” solo questo riuscivo a pensare di fronte a tutto questo.

Parlando più tecnicamente è il gameplay generale a non avermi entusiasmato, partendo da un sistema di combattimento che non è né carne e né pesce, né tecnico, né tattico, spettacolare da vedere ma non abbastanza da giocare. Si basa su un sistema immediato, ma allo stesso tempo guidato, godevole e che intrattiene, ma che allo stesso tempo lascia senza un filo di appagamento.
I limiti di questo sistema di combattimento si vedono subito dal bilanciamento che è stato eseguito, con innumerevoli nemici e boss (di cui pochi degni di questo nome, soprattutto nelle fiere dello script) dotati di un quantitativo esagerato di HP ma muniti di un moveset scarno e ripetitivo che però farà un quantitativo esagerato di HP ovviamente. Per far fronte ad una staticità di sorta degli scontri vi sono molte limitazioni che costringono il giocatore a muoversi e spostarsi continuamente per il campo di battaglia, creando l’illusione di dinamismo che a conti fatti non c’è.
Nello specifico il sistema di combattimento è un qualcosa di approssimativo, senza una profondità di sorta, i pochi moveset a disposizione si rivelano pressoché inutili, la gestione e progressione del party è superficiale, gravissima è la mancanza di ordini da imbastire ai compagni dotati già di loro di un’IA che non sempre funziona (già il solo veder un supporter dalla distanza come Prompto combattere in prima linea ed essere costantemente morto me li faceva girare), creando muri su cui si cozza inevitabilmente quando si vuole creare qualche sistema o una risoluzione; ad esempio: io voglio lanciare una magia? Posso farlo, ma dovrò tenere in considerazione che colpirò anche i miei compagni, perché ne saranno colpiti anche loro dal suo effetto, ma non ho alcun modo di poter organizzare quest’azione, dicendoli di spostarsi e indietreggiare. A tutto questo si aggiunge una camera sbarazzina e che spesso manda in confusione durante momenti più caotici o all'interno di zone chiuse.

Altro sbilanciamento è stato fatto nella difficoltà generale, di fronte alle numerose sidequest livellare è semplicissimo e facilmente si supera il livello richiesto per certe missioni principali, gli oggetti sono praticamente regalati da qualsiasi venditore, ritrovandoci fin da subito con un inventario pressoché illimitato e quindi tenendo lontana la schermata di game over.

Parlando ora di quale sia l’aspetto meglio riuscito di Final Fantasy XV è senza ombra di dubbio capire come lo sia la colonna sonora.
Non penso serva a molto nascondere il mio scarso apprezzamento generale verso Yoko Shimomura, ma di cui ne riconosco le doti, e FFXV non è stato il lavoro che mi ha fatto cambiare idea, tuttavia molte delle musiche composte per questo capitolo sono di pregevole fattura.
Scelte stilistiche che continuo a non gradire a parte, molti brani trasmettono la malinconia (mancata) del titolo, molti carichi di eroismo ed epicità, ma avrei preferito un variazione nel mio gradimento generale, o meglio, della qualità proposta. Ripensando alla colonna sonora e su ciò che ho gradito e cosa meno mentre giocavo (attenzione, parlo proprio della colonna sonora in game, non stand alone), mi sono accorto che ciò che più mi è piaciuto durante il gioco sono stati alcuni fantastici battle theme e alla favolosa Sumnus nell’ultimo capitolo, il resto l’ho piacevolmente dimenticato.
Sarà per una gestione delle musiche dei field theme che non mi ha quasi mai permesso di ascoltarne uno per più di un minuto, o per degli event theme che non sono quasi mai riusciti a farmi presa, ma nonostante tutto è una colonna sonora ampiamente promossa, intaccata, purtroppo, dal mio gusto personale verso la compositrice.

Detto questo penso non resti nulla da dire su Final Fantasy XV da parte mia, sicuramente ci sono e ci saranno i più esperti della serie o quelli che, durante la fase promozionale del titolo, ne erano rimasti più attaccati e che a prodotto finito non hanno ricevuto il cambio le promesse e aspettative reciproche ci erano state fatte.
Un gioco uscito palesemente incompleto, ma frutto anche dell’ingenuità e incapacità di gestione del proprio lavoro. Molti aspetti, anche futili, hanno ricevuto un riferimento maggiore di altri, anche più importanti, gettati senza cura in un lavoro di cui quasi nulla si salva e non mi trovo nemmeno a voler giustificare il titolo a causa del suo sviluppo travagliato, visto che di esempio di titoli ben riusciti malgrado la loro gestione non proprio linda ce ne sono.
Da queste righe, da questi lunghi paragrafi, suppongo sia chiara com’è stata la mia esperienza con il titolo Square, la quale non voglio chiamare in causa o a cui affossare le colpe, non voglio aprire discorsi su quanto il gioco meriti effettivamente, quello è per chi vuol fare il critico, non fa per me, e nemmeno astenermi dal dare un giudizio o una votazione, o perché no “filosofeggiarsi” pure sopra, perché il titolo è rimasto incompleto o non è esente da possibilità, le “potenzialità” non servono a nulla di fronte ad un prodotto uscito e finito se non a creare l’illusione di quello che sarebbe potuto essere, dimenticandosi di quello che effettivamente è.

Io ho giocato a Final Fantasy XV e giocare a Final Fantasy XV è stato come approcciarmi alla mediocrità.

5

Voto assegnato da Raptor Akira
Media utenti: 8.1 · Recensioni della critica: 8.5

Johnlocke07

Ma proprio per il cazzo pago 5 euro per un contenuto che doveva essere presente nel gioco base... Così come per i prossimi. Inoltre altre scene aggiuntive su Ravus ( ovviamente ) e Luna e Noctis ( ovviamente!!!) Che schifezza dio santo... Uno schifo totale, se li possono pure ficcare dove non batte il sole i dlc, invece di spendere soldi per un film di merda e un animetto del cazzo era meglio un gioco completissimo e fatto come si deve. Come è stato fatto per ogni Cristo di final fantasy. Non sto schifo incompleto, recensione work in progress, sconsiglio l'acquisto fin quando non passano altri anni e mettano tutto. Sono delle merde

PacoFT10

PacoFT10 ha scritto una recensione su Final Fantasy XV

Cover Final Fantasy XV per PS4

Stand by me Noctis!

Il mio primo Final Fantasy,questa saga non mi aveva mai attirato,però vedendo qualche video e provato per un paio di ore grazie ad un amico (Giulio0491) ho deciso di comprarlo,è stato amore a prima vista,e non me lo aspettavo.
Partiamo dalla trama,questa è stata la cosa che mi ha colpito maggiormente all'inizio,solo che poi come tutti sappiamo è piena di buchi narrativi,anche se il finale è stupendo.
Gameplay divertentissimo,ero scettico sul sistema di combattimento ma mi sono ricreduto,davvero ben fatto,sia chiaro non e il top, magari qualcosina in più si poteva fare,tipo i combattimenti sono troppo facili non si muore quasi mai.
Sonoro sublime,specialmente con la mitica stand by me ad inizio e fine gioco.
Tante missioni secondarie,caccie da fare,pesca,cucina ecc.. che rendono tutto abbastanza vario da alternate alla storia principale.
Gameplay che da un certo momento in poi,più o meno a metà gioco prende una piega diversa,infatti dell'open World passeremo ad un gameplay linearissimo ,per me scelta azzeccata perché almeno per me stava annoiando il free roming dopo 35 ore di gioco, e così facendo la storia va più liscia.
Passiamo ai difetti: muri invisibili(fin troppi) guida della regalia,buchi narrativi e la pesca,quest'ultima di una noiosita' assurda.
Mettendo da parte questi difetti,io penso al divertimento che mi ha dato e alle emozioni che mi ha trasmesso,insieme ai miei tre amici:Gladio,Pompto e Ignis. Alla fine ti ci affezioni,insieme il viaggio con loro è stato favoloso,catterizzati davvero bene i tre amiconi.(Gladio quel petto di fuori non se può vedere però)
Che dire,alla prossima Fantasia Finale.

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