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Sviluppato da Kojima Productions e prodotto da Konami, Metal Gear Solid V: The Phantom Pain è un gioco d'azione e avventura uscito l' 1 settembre 2015 per PlayStation 4 · Pegi 18+

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METAL GEAR SOLID V: THE PHANTOM PAIN rappresenta il capitolo più vasto e ambizioso dell’intera serie, espandendo le tematiche ed i contenuti intravisti nel suo predecessore: METAL GEAR SOLID V: GROUND ZEROES. Settato in un’enorme ambientazione open-world, METAL GEAR SOLID V: THE PHANTOM PAIN risulterà più “vivo” che mai, grazie a condizioni meteorologiche dinamiche e il ciclo giorno/notte. I giocatori, quindi, avranno la possibilità di approcciare il titolo in piena libertà, adattando le loro tattiche all’ambientazione variabile, creando una esperienza di gioco intuitiva e non lineare. Oltre a queste novità. sarà possibile apprezzare comunque alcune caratteristiche distintive della saga che tornano in piena forma per l’occasione, incluso un sistema avanzato delle abilità CQC (Close-Quarter Combat), una IA nemica incredibilmente evoluta, elementi online a complemento della campagna single player ed una versione tutta nuova di METAL GEAR ONLINE una modalità multiplayer competitiva che sarà inclusa nel gioco.

8.3

Recensioni

74 utenti

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8.3

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74 recensioni degli utenti

let92
Cover Metal Gear Solid V: The Phantom Pain per PS4

Nonostante alcune critiche sia di alcuni siti importanti di videogiochi che alcune lette qua, a me questo gioco è piaciuto veramente tanto.
Non è perfetto, ma la sua porca figura la fa (soprattutto per il finale del tipo WTF asd).
La grafica e le ambientazioni che si andranno ad esplorare sono uno spettacolo per gli occhi e le meccaniche di gioco (stealth, CQC, utilizzo di armi e equipaggiamento), se già prima erano bellissime, adesso sono state migliorate e rese impeccabili.
La storia ha tutto un suo senso e si allaccia fedelmente agli altri capitoli.
L'unica cosa che non mi è piaciuta è la suddivisione in capitoli, che alcune volte ti discosta dall'obiettivo principale (la storia appunto) e ti fa andare a fare obiettivi secondari (comunque utili per il reclutamento del personale, ma abbastanza ripetitivo e noioso dopo un po').
Il finale è una cosa che ti lascia senza parole e lo vorrete rivedere non so per quante volte sisi
E un'ultima nota: Quiet, il personaggio più figo di tutto il gioco, quanto è figa e sexy asd

SAV
Cover Metal Gear Solid V: The Phantom Pain per PS4

PREGI
+ La parte iniziale ambientata nell'ospedale è certamente tra le migliori che abbia mai visto in tutta la saga
+ Avrete a disposizione due mappe open world vastissime
+ Gameplay ottimo che lascia tantissima libertà d'azione
+ Gestire la Mother Base tra una missione e l'altra è piacevole
+ Vi porterà via parecchie ore di gioco
+ Il colpo di scena finale è sorprendente e degno di Hideo Kojima

DIFETTI
- La trama risulta un bel po sottotono rispetto agli standard della saga
- La seconda metà del gioco si limiterà a costringervi a ripetere missioni già fatte nella prima metà ma con un maggior livello di sfida

Ericdraven91
Cover Metal Gear Solid V: The Phantom Pain per PS4

E torniamo a scrivere qualche parere, ora che finalmente gli esami non prendono ogni secondo della mia esitenza.
Metal Gear Solid V... Tanto Hype per poi lasciarlo marcire da mesi in bacheca.
Noia.
Si, ciò che riassume le mie ore passate con l'ultima fatica di Kojima si riassume in NOIA.
Mappe enormi sfruttate per inserire qualche animale e due ramoscelli.
Missioni principali e secondarie che vanno dallo stordire gente e recuperarla col fulton a... Stordire gente e recuperarla col fulton.
Pecore.
Cavalli.
Orsi.
Uccelli.
Fulton.

In sostanza per il momento non ci siamo, prima o poi cercherò di portarlo avanti, almeno per avere un'idea di come si svolge la trama, che spero di trovare gradevole.
Ma per il resto, Kojima pls.

Rivoglio i bei vecchi corridoi.

John
Cover Metal Gear Solid V: The Phantom Pain per PS4

Una delle particolarità della serie Metal Gear Solid è il non adagiarsi sugli allori e cambiare, anche notevolmente, le meccaniche di gioco con ogni nuovo capitolo. The Phantom Pain non è da meno, al punto da stravolgere totalmente ciò a cui i fan della saga erano abituati.

La trama è narrata totalmente diverso dai precedenti titoli. Niente più lunghi filmati né conversazioni al codec. La struttura è più simile a quella di telefilm: ogni missione è, di fatto, un episodio (con tanto di titoli di testa e di coda), che a piccoli, anzi, piccolissimi passi portano avanti la storia. La narrazione è da leggere tra le righe: ciò che si vede nelle cutscene è solo la punta dell'iceberg. Il vero cuore della trama è nascosto nelle audiocassette ottenute a fine missione (che di fatto sostituiscono il vecchio codec), nelle piccole citazioni, nei dialoghi tra i soldati alla motherbase...
Allo stesso modo, i personaggi nascondono una profondità nella caratterizzazione davvero superba. Huey è probabilmente quello che mi ha colpito di più, insieme a tanti altri, tra cui cito Skull Face, un antagonista di tutto rispetto.
Tuttavia, non ho del tutto apprezzato questa scelta stilistica. Sebbene, a livello di importanza, il comparto narrativo rivesta un ruolo fondamentale (come nei precedenti capitoli), a livello quantitativo scarseggia, se messa a confronto con il gameplay. Per chiarire il concetto, sarebbe come prendere la trama di MGS 4 e diluirla per 50 ore di gioco, invece che per 15. Il contenuto è sempre lo stesso, ma la concentrazione cambia. Su di me, la conseguenza è stata trovarmi di fronte ad una storia interessante ed intrigante, ma troppo frammentata, che si evolve troppo lentamente e, dunque, che mi ha catturato relativamente poco.
A tutto questo, va ad aggiungersi un finale letteralmente tagliato. Non per modo dire e non perché è una mia opinione. Per questioni di tempo/budget, la parte conclusiva del gioco non è stata completata in tempo, dunque The Phantom Pain è stato lanciato sul mercato incompleto, mutilato. "Fortunatamente", se non altro, un filmato completo al 30% contenuto nella collector's edition del gioco (o reperibile su YouTube) spiega cosa è stato rimosso e come si sarebbe dovuta concludere la storia.

Per quanto riguarda il gameplay, nulla da eccepire. L'estrema libertà di approccio permette di svariare dal puro stealth al vero e proprio sparatutto in terza persona, passando per tutte le vie di mezzo del caso. Il maggiore difetto, a mio avviso, è stato decidere (non so se volutamente o no) di non premiare adeguatamente la scelta di uno stile furtivo piuttosto che di uno più rocambolesco. Come già in Peace Walker, infatti, al termine di ogni missione si riceve un voto (da E ad S); il problema, è che il fattore "tempo di completamento" incide decisamente più di qualsiasi altro bonus, al punto che per ottenere rango S spesso è sufficiente andare di sfondamento con carro armato e armi spianate, eliminando numerosi nemici e facendo scattare allarmi, rendendo semplicemente più faticoso (e spesso anche meno efficace) un approccio stealth con zero uccisioni e zero allerte.
La struttura open world si adatta molto bene alle meccaniche di gioco, tuttavia ho trovato decisamente scarsa la varietà dell'ambientazione. Inoltre, gli spostamenti da un luogo all'altro sono lenti e noiosi, e allo stesso tempo necessari e inevitabili. Le missioni secondarie sono molto simili tra loro e, alla lunga, ripetitive, ma restano un ottimo modo per divertirsi tentando approcci diversi ed approfondendo le eccellenti meccaniche di gioco, senza la preoccupazione del voto ricevuto a fine missione (dato che, appunto, le quest secondarie non assegnano nessun tipo di punteggio o rango). Le missioni principali, purtroppo, sono spesso poco ispirate, tranne qualche piacevolissima eccezione. Il gioco è diviso in due capitoli per un totale di 50 episodi. Tuttavia, le circa 20 missioni del secondo capitolo sono per il 90% missioni del primo capitolo riciclate (ovvero letteralmente uguali), ma in condizioni diverse, ad esempio "inizia la missione senza equipaggiamento", o "difficoltà aumentata".
Nel mentre, vi è la possibilità di espandere la Mother Base (per la prima volta nella serie visitabile ed esplorabile) e mandare i soldati del proprio esercito in missione, il tutto per sbloccare nuovo, utilissimo equipaggiamento (il repertorio è davvero vasto e molto variegato). Tutto ciò, aggiunge una componente quasi ruolistica al gioco, molto utile per spezzare la monotonia, mista a meccaniche tipiche di browser game alla Travian, probabilmente inserite per far immedesimare ancora di più il giocatore nel protagonista, trasformandolo in un Venom Snake ricolmodi rabbia. Sviluppare nuove armi, infatti, richiede tempo (reale), che nelle fasi finali può significare anche molte ore. Lo stesso vale per i soldati inviati in missione, che possono richiedere tranquillamente un'attesa anche di 5 ore (di gioco), senza la certezza che la spedizione vada a buon fine e con alta probablità di dover ripetere il procedimento. Tutto ciò, però, può essere evitato o perlomeno attenuato acquistando potenziamenti. Con soldi reali. Tramite microtransazioni. Proprio come accade nei già citati browser game, appunto, che tuttavia non costano 70 €...
Fortunatamente, si tratta di un aspetto del gioco tutto sommato marginale e su cui si può chiudere un'occhio senza problemi.

Sia il comparto tecnico che grafico sono eccellenti. Non ho quasi mai trovato bug, né gravi né lievi, e a livello visivo non vi è davvero nulla da eccepire.
Anche il comparto audio è eccellente come da tradizione, con una colonna sonora strepitosa, ricca anche di pezzi famosissimi (come Gloria o The Final Countdown) che si adattano perfettamente al setting temporale. Ottimo anche il doppiaggio.

Per concludere, ritengo che The Phantom Pain riesca ad offrire un gameplay superbo, che è riuscito a divertirmi per più di 150 ore di gioco senza problemi. La sensazione che dà, purtroppo, è di essere un gioco ancora acerbo, non solo per il finale tagliato, ma anche per il non essere riuscito a sfruttare al meglio delle meccaniche di gioco che offrono una libertà d'approccio mai vista prima d'ora

Reita.Roses
Cover Metal Gear Solid V: The Phantom Pain per PS4

Per quanto mi riguarda tutto ciò che da qui a ora uscirà con il marchio MGS non è MGS, Konami si è comportata in modo opposto all'opera in questione, qualsiasi cosa ne farà, non sarà MGS.

MGS deve morire così, con MGSV... senza un finale, un "non finito" che ricorda molto l'ultima opera di alcuni grandi artisti che morivano prima di poterla completare.
MGSV è un'opera estremamente coraggiosa, da molti criticato come spin-off, da altri lodato per lo straordinario gameplay, lo straniamento che il reveal finale provoca nel giocatore, i personaggi eterni...
Ironicamente... il finale per la più grande opera videoludica, narrativa, cinematografica... vedetela come volete.... ma il finale non c'è, è ironico.
Non riesco ad immaginare finale migliore di questo per MGS... un "non finito".

MGS è morto così.

Quello che si è consumato ieri sera ai VGA è un funerale, un addio nel silenzio all'opera videoludica per eccellenza, e sempre nel silenzio forzato del suo autore assente.

https://www.youtube.com/watch?v=p6_p0Yx2 …

V has come to

10

Voto assegnato da Reita.Roses
Media utenti: 8.3 · Recensioni della critica: 9

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