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Cover Redout

Sviluppato da 34BigThings, Redout è un gioco di guida uscito il 31 agosto 2017 per PlayStation 4 · Pegi 3+

·

Redout è pura corsa antigravità, un omaggio ai mostri sacri del genere racing arcade. E' pensato per offrire un'esperienza di guida veloce, impegnativa, senza compromessi ma incredibilmente soddisfacente, imbevuta in quella vertigo che sta al cuore del genere. Conquista la campagna giocatore singolo, che comprende oltre 100 eventi, 11 modalità di gioco e 35 circuiti. Sblocca 7 scuderie, 4 classi di velocità, potenziamenti nave e 12 powerup. Quindi passa alla modalità Multigiocatore Online e metti alla prova i tuoi riflessi e sangue freddo contro il mondo, o sfida un amico in modalità Schermo Condiviso locale. Il sistema di levitazione e il modello di guida sono basati su forze fisiche: ogni curva, pendenza, frenata violenta e accelerazione bruciante, ogni piega ed evoluzione del tracciato applicherà una forza unica alla tua nave.

8.8

Recensioni

1 utente

Vagitarian

Vagitarian ha scritto una recensione su Redout

Cover Redout per PS4

Il racing game che questa generazione stava aspettando

https://www.youtube.com/watch?v=XC4BZQ04 …
Non commettete l'errore di chiamarlo clone. RedOut è una dichiarazione d'amore, un tributo a mostri sacri del genere quali Wipeout e F-Zero, ma senza venire meno a una buona dose di personalità e stile, rigenerando l'ossigeno a un panorama, quello dei racing game, ormai sempre più stantio, fatto di ibridi né carne né pesce, fatti per accontentare un po' tutti eccetto gli appassionati, che finiscono col ritrovarsi tra le mani un simulativo troppo arcade o un arcade che tale non è.
Non preoccupatevi, è arrivato RedOut di 34BigThings, uno studio di Torino che nulla ha da invidiare agli studios più blasonati del settore.
Mai e poi mai avrei creduto di ritrovarmi tra le mani un prodotto tanto curato in ogni suo aspetto, a partire da un comparto grafico spaccamascella non tanto nel numero di poligoni, quanto nel tripudio di colori, effetti luce, sfumature ma soprattutto design dei tracciati, roba che mai avevo visto in tanti anni di dedizione verso il genere, roba da capogiro. Piste contorte, velocissime, tra giri della morte, improvvisi tuffi nel vuoto in mezzo al mare e incredibili sezioni a gravità zero capaci di rimescolare le carte in tavola, oltre a togliere il fiato tanto inaspettate e sbalorditive. Ma questo è nulla a confronto delle location ricreate dagli sviluppatori, forse le più belle mai viste in un gioco di corse e non solo, tra ambientazioni marine che nulla hanno da invidiare ai fondali di Rapture di Bioshock a incredibile discese a oltre 1400 km/h nelle viscere della Terra tra fiumi di lava, fino a livelli futuristici sperimentali in stile REZ, senza dimenticare lo spazio siderale, con la soundtrack che si fa epica, quasi fossimo in uno sci-fi, distaccandosi dai pezzi electro che dettano il ritmo di gioco, martellanti e con improvvise incursioni di assoli di chitarra che rendono il tutto ancor più coinvolgente e adrenalinico, sì perché la velocità di gioco è indemoniata, senza ombra di dubbio il più veloce visto e giocato negli ultimi 10 anni, ma forse pure di sempre. Non ti da il tempo neppure di sbattere le palpebre.
In poche parole RedOut è la risposta ai desideri insoddisfatti di ogni amante del genere, e come se non bastassero velocità esagerata e piste meravigliose dove sfogarsi il team alza il tiro proponendo un gameplay che rasenta la perfezione, risultando di facile approccio sin dall'inizio ma che necessita di ottimi riflessi e conoscenza delle piste se si intende guidare pulito per non perdere neanche un millesimo, richiedendo di entrambi gli analogici per comandare a dovere il nostro mezzo, sia per le curve che per la calibrazione del peso durante i salti e discese onde evitare di grattare il muso sul tracciato perdendo centinaia di preziosi chilometri orari.
I potenziamenti inoltre, attivi e passivi (ovvero quelli che ci accompagneranno per l'intera gara e quelli attivabili al costo di rinunciare alla barra del turbo) permettono ad ogni giocatore di giungere a ottimi compromessi coi loro approcci di guida, puliti o spericolati che siano.
Sarebbe tutto perfetto, probabilmente il gioco definitivo, non fosse per un limite che alla lunga viene a gravare, ovvero il tasso di sfida, decisamente più basso rispetto ai titoli cui trae ispirazione e che, una volta memorizzati i tracciati, soprattutto i meni impervi, non richiede grandi doti di pilota per sopraffare gli avversari. Certo, a gravità zero la musica cambia drasticamente, ma non ho avuto grandi difficoltà a portarlo a termine al massimo della difficoltà. E' possibile ovviare al problema rinunciando ai potenziamenti, ma sarebbe bastato poco al team per aumentare il livello dell'intelligenza artificiale.
La carriera è tutto sommato abbastanza lunga, snodandosi tra diverse tipologie di gare, tra le quali svettano i Boss, gare da 5 minuti e passa a giro che inglobano tutti i tracciati percorsi precedentemente, risultando come dei veri e propri tour-de-force tra memoria e riflessi, senza dubbio le più entusiasmanti e riuscite del pacchetto.
Dispiace per la totale mancanza di giocatori online, che avrebbero offerto quel livello di sfida di cui ci priva la carriera nonché ore e ore di gioco supplementari, ma qui gli sviluppatori non ne hanno colpa.
In compenso c'è il multiplayer locale, roba rara, quindi un motivo per rispolverarlo di tanto in tanto c'è.
Ci rimane comunque tra le mani un mezzo capolavoro, forse leggermente troppo accessibile ma assolutamente entusiasmante, splendido da vedere, fantastico da ascoltare e meraviglioso da giocare, roba che crea dipendenza, capaci di pompare fiumi di adrenalina in vena come non mi succedeva da troppo tempo. Il fatto che tutto questo ben di Dio sia sviluppato da un team italiano, oltre ad un valore aggiunto è motivo d'orgoglio mica da poco, capace di proiettare Redout sull'olimpo del genere imponendosi come titolo da prendere ad esempio e non come mero clone, perché l'Italia da oggi non è solo Ferrari.
L'Italia è RedOut. Acquisto obbligato. Non avete scuse, se non la paura della velocità e dei salti nel vuoto.

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