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Sviluppato da LKA, The Town of Light è un gioco d'avventura uscito il 6 giugno 2017 per PlayStation 4 · Pegi 18+

·

12 marzo 1938, Renèe, 16 anni.
Viene strappata via dalla sua realtà, internata e privata di tutto.
La sua unica colpa quella di non sapere quale fosse il suo posto nel mondo.
“Pericolosa per se stessa e per gli altri e di pubblico scandalo” scrive la questura.
L’unico orrore che troverete in questo gioco è la verità: un pugno nello stomaco più forte di ogni presenza ultraterrena.

The Town of Light è un'avventura psicologica in prima persona, la sua storia è ambientata in Italia nella prima metà del '900 in un luogo esistente e minuziosamente ricostruito.
Esplorando ed interagendo con l'ambiente vivrai la storia della protagonista attraverso il suo sguardo confuso e a seconda delle tue scelte la storia svelerà differenti facce.

Renèe racconta la sua vita prima dell'inizio di The Town of Light: Il diario di Renèe

7.1

Recensioni

4 utenti

Astral Carlo

Astral Carlo ha scritto una recensione su The Town of Light

Cover The Town of Light per PS4

Discesa nell'abisso della mente umana

Solitamente valuto abbastanza male i giochi "walking simulator" o quelli dove il gameplay non è parte dell'esperienza; ritengo che, in quanto videogioco, un titolo dovrebbe dare in egual misura trama e interazione.
In questo caso però ci sono molti fattori da considerare: l'italianità del progetto (che sicuramente mi fa esser un pò di parte), l'accuratissima ricostruzione ambientale del manicomio di Volterra, ambientazione principale o unica e sopratutto il modo con cui han trattato temi difficilissimi come la depressione, lo straniamento dalla realtà e gli abusi/metodi "di cura" di quei tempi.
Vivremo le avventure di Renèe, una paziente del manicomio, attraverso circa sei ore di gioco in prima persona, tra esplorazione, lettura, osservazione e risoluzione di semplici eventi ambientali.
La trama si sviluppa interamente nel manicomio e nella zona antistante, con sfasamenti temporali continui e rimandi al passato, non disdegnando tematiche di denuncia sociale e momenti quasi da horror ma che rispondono a quelle che erano le metodologie di cura in voga.
Nota di merito al doppiaggio; la ragazza scelta per doppiare la protagonista secondo me, per quanto a livello amatoriale, ha fatto un ottimo lavoro di caratterizzazione.
A metà tra videogioco, viaggio emozionale e testimonianza storica, è stato un viaggio che, assieme ad amici, abbiamo fatto volentieri e che consiglio praticamente a tutti, tranne ai più impressionabili (alcune scene verso la fine sono particolarmente pesanti, per quanto più che verosimili).

7.5

Voto assegnato da Astral Carlo
Media utenti: 7.1 · Recensioni della critica: 7.8

Mark

Mark ha scritto una recensione su The Town of Light

Cover The Town of Light per PS4

Fatto col cuore - Il Made in Italy che piace a me

Partiamo subito con una premessa importante : The Town of Light è un gioco tecnicamente mediocre. Grafica con tanti alti e bassi (belli gli scenari, pessimi i modelli dei personaggi), gameplay quasi nullo (il cosiddetto "walking simulator", ovvero interazione prossima allo zero e tante lunghe camminate), una narrazione a tratti confusa e incerta, una struttura ludica debole e una realizzazione tecnica vicina a un indie di fascia bassa. Il difetto più grosso è sicuramente la LENTEEEEEZZA. I movimenti, le scene scriptate... Sembra quasi in slow motion, mai come in questo caso ho sentito la mancanza di un tasto dedicato alla Corsa, soprattutto negli scenari più aperti dove bisogna coprire spazi considerevoli. A tratti può essere veramente estenuante.
MA.
MA The Town of Light è un gioco che nonostante tutto ti lascia qualcosa. La storia di Renée mi ha toccato il cuore, non solo perché triste e coinvolgente (e doppiata divinamente in italiano) ma soprattutto per il fatto di essere SPAVENTOSAMENTE plausibile. Come alcuni di voi sapranno The Town of Light è ambientato in un manicomio realmente esistito a Volterra negli anni '50 (ormai chiuso e abbandonato), e il personaggio di Renée è ispirato a veri pazienti che venivano ospitati nella struttura. E come ben sappiamo gli istituti psichiatrici all epoca erano veri teatri dell orrore, quindi vi lascio solo immaginare i temi trattati in The Town of Light. Gioco che, come dicevo, nonostante gli innumerevoli difetti riesce con efficacia a trasportare il giocatore nella mente di un folle, ma anche a mettere in evidenzia le problematiche mediche (e sociali) dell epoca.
Se siete alla ricerca di un esperienza diversa dal solito e che tratti argomenti crudi e angoscianti ve lo consiglio, anche per il fatto che dura veramente poche ore (credo 3 ore andando con calma), ma non fatevi alcuna aspettativa sul lato tecnico e ludico. Gli sviluppatori non volevano creare un videogioco in senso classico ma farci vivere un esperienza, farci fare un viaggio nei ricordi non solo della protagonista ma anche (e soprattutto) di una realtà spesso dimenticata. E il fatto che dietro a un progetto cosi piccolo ma al tempo stesso cosi toccante e sensibile ci sia un team di sviluppo tutto italiano lo considero un gran motivo di orgoglio. Da provare.

PlayStation Bit

The Town of Light, lanciata una campagna di beneficenza per la cura delle malattie mentali

UPDATE: la campagna è stata un successo. Come si legge nel tweet in calce all'articolo estrapolato dall'account Twitter ufficiale del gioco, sono stati raccolti e donati ben 10.000 dollari. Wired Pro … · Leggi tutto l'articolo

Ryo Narushima

Ryo Narushima ha scritto una recensione su The Town of Light

Cover The Town of Light per PS4

Pro
- Produzione italiana ricca di fascino e mistero
- Ambientazione storica del manicomio ben ricreata e fedele
- Alcune scelte stilistiche ispirate e d'autore
- Colonna sonora minima, ma riuscita
- Buon doppiaggio italiano
- Tematiche forti
- Bella chiusura narrativa

Contro
- Tecnicamente mediocre
- Ritmo lento, non è un gioco per tutti
- Far correre il personaggio almeno all'aperto no?
- Molto breve al primo giro, un pò meno se volete sbloccare alcuni extra, ma resta un titolo corto

The town of light è quel classico titolo non per tutti, che basa tutta la sua forza nel viaggio in prima persona, fatto di esplorazione, poche qualità ludiche e tanta atmosfera. Le tematiche trattate e il viaggio della protagonista però riusciranno a lasciare qualcosa al giocatore, in uno spaccato sulla pazzia ben realizzato, che denuncia e racconta un vecchio mondo realmente esistente. Forse ancora oggi. Consigliato sopratutto a chi è interessato alle tematiche e mastica un pò quel periodo storico, perchè un pizzico di background è d'obbligo per capire appieno il contesto. Nei suoi limiti, sopratutto ludici e tecnici, potrebbe lasciarvi un piccolo ricordo.

7.5

Voto assegnato da Ryo Narushima
Media utenti: 7.1 · Recensioni della critica: 7.8

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