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Dragon's Dogma: Dark Arisen - recensione

Dragon's Dogma: Dark Arisen - recensione
Dragon's Dogma è uno di quei giochi che non sono diventati molto famosi, non hanno avuto un successo eccezionale sul mercato e non hanno creato community enormi. Tuttavia rieccolo tornare in versione migliorata dopo ben cinque anni dalla prima uscita, oggi anche per Xbox One e PlayStation 4.

È uno di quei titoli però che in molti (ma forse non abbastanza) hanno amato, e pertanto merita una seconda e anche una terza occasione. Chi l'ha giocato ed è entrato nello spirito se n'è infatti innamorato e lo rigioca volentieri ancora oggi, ammaliato dall'animo fantasy classico e dal gameplay originale, che ai tempi fu anche innovativo. Ecco perché questa remaster è un'ottima occasione per scoprire o riscoprire il piccolo capolavoro di Capcom.

La storia di Dragon's Dogma comincia con l'arrivo proprio di un drago nel villaggio del nostro personaggio, che abbiamo creato all'inizio dell'avventura grazie a unpotente editor. Il drago Grigori semina distruzione e terrore e neanche noi, nei panni di un guerriero, possiamo far nulla. Rischiamo la morte ma il drago ci risparmia, anzi ci si avvicina, ci estrae il cuore e lo fa suo, trasformandoci in Arisen. Il nostro nuovo scopo di vita è quindi ritrovare il drago e riprenderci il cuore che ci ha tolto.

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Eurogamer.it · RSS 3 ottobre alle 12:10

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