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Cover Vanquish

Sviluppato da Platinum Games e prodotto da SEGA, Vanquish è uno sparatutto in 3a persona uscito il 22 ottobre 2010 per Xbox 360 · Pegi 18+

·

"Ancora una volta i Platinum Games hanno prodotto una piccola gemma: un titolo che riesce in più punti a stupire, diventando un po' il sogno a occhi aperti per un'intera generazione cresciuta con gli anime giapponesi. Shinji Mikami, sei il nostro eroe!" da GamesVillage.it

8.3

Recensioni

26 utenti

Rexailos

Rexailos ha scritto una recensione su Vanquish

Cover Vanquish per Xbox 360

Veloce, fluido, frenetico.

Così si presenta uno dei titoli più apprezzati targati Platinum Games. Uno dei migliori gameplay che un Third Person Shooter possa mai desiderare, affiancato ad un art design futuristico elaborato quanto stupendo.
"In poche parole, sei l'arma da combattimento definitiva, progettata dalla compagnia DARPA: un'armatura velocissima con un sistema Turbo ai piedi, con la possibilità di aumentare i riflessi in maniera esplosiva e, come ciliegina sulla torta, una potenza fisica in grado di poter spaccare il metallo con un singolo pugno. Ancora non ti basta? Un arsenale dotato di fucile d'assalto, fucile a pompa, lanciarazzi, fucile di precisione, mitragliatrice pesante e lanciadischi può andare bene? Magari ti porti appresso qualche granata esplosiva e delle EMP per far tiltare tutti quei robot giganti Russi mentre li prendi a fucilate su quel fottutissimo nucleo comunista. Che ne pensi, ti va di scendere sul campo di battaglia?"
Questo è il linguaggio con cui Vanquish mi ha parlato, durante tutta la (breve) durata del titolo. Platinum Games sa sempre come si elabora un gameplay come Dio coman-ah, no (Burns docet).

Finora immagino che meglio di così non potevo desiderare, vero? E invece...

Boss riproposti in maniera eccessiva durante tutto il gioco, level design estremamente altalenante (dal perfetto allo schifo più frustrante), storyline orrenda e con un finale per nulla appagante (spero immensamente in un seguito), hanno puntato così tanto sul gameplay, perfetto, per gettare nella spazzatura tutto il resto. Questo titolo ha dimostrato come la Platinum Games abbia un concetto così arcaico del videogioco, tanto è vero che, alla fine di ogni missione, abbiamo un briefing del punteggio, munizioni usate, nemici uccisi, morti subite, ecc.
Male? Insomma. Consiglio vivamente il titolo a chiunque ritenga che il videogioco sia, anzitutto, giocare. Il mio problema è, anzitutto, che un videogioco ha molte cose su cui incentrarsi: in primis il gameplay, e questo è certo. Ma credo che sia necessario dover dare rilevanza ad una storia almeno discreta e, soprattutto, se vuoi gridare al capolavoro, dammi più varietà di bossfights e fammi dei livelli elaborati come si deve. No che un livello me lo progetti con una mappa in cui puoi persino elaborare tante strategie quante sono le armi (che puoi potenziare ma che, attenzione, ne perdono quando si muore) e un altro mi ritrovo bombardato di proiettili e Kamikaze senza potermi assicurare un riparo e finire ucciso dall'ennesimo megalaser o kamikaze di turno, magari mentre il tempo rallenta per gli eccessivi danni e che NON POSSO FERMARE, portandomi al forzato surriscaldamento della tuta.
Tra l'ottimo e il discreto, mi aspettavo decisamente di più.

Myggdrasil

Myggdrasil ha scritto una recensione su Vanquish

Cover Vanquish per Xbox 360

Grazie a Dio sono ateo

Giunto alla fine, con i titoli di coda che scorrono sullo schermo, è difficile dire quanto questo gioco mi abbia cambiato. La sua trama, i suoi personaggi, lo splendido scavo psicologico degno di un film, tutto ciò mi ha ricordato che i videogiochi possono essere molti più che un semplice divertimento, i videogiochi...
Nah, basta con queste puttanate da femminucce. La trama di Vanquish è trash al 100%, e va benissimo così. L'incipit è questo: i russi dichiarano guerra agli Stati Uniti tramite un'arma di distruzione di massa, e noi dobbiamo fermare il conflitto. Ovviamente noi siamo i buoni, cioè gli Stati Uniti. Per tutto il gioco assisteremo a scambi di battute fra uomini duri e puri, con un protagonista pronto a fumare una sigaretta nelle situazioni più improbabili ed i pochi comprimari che raramente si prodigano in qualcosa che vada oltre un laconico: "Merda!"; "Cazzo!"; "Stronzo!" eccetera.
Verso la fine il team di sviluppo ha provato ad inserire qualche colpo di scena eclatante, ma il tutto è reso in modo da ricordare tantissimo un qualunque B movie degli anni '80. Che sia una scelta voluta, o meno, ho apprezzato davvero tanto questo aspetto di Vanquish. I motivi sono due:
il primo è che mi ha fatto fare tante, tante risate; il secondo è che mi sono rotto un po' il cazzo dei giochi con la trama "profonda". Oh, c'ho la nausea di queste cose, per cui ho accolto lo sparatutto di Platinum Games come un boxaro accoglierebbe un'esclusiva per la propria console. Scusate il paragone infelice.
Ma il gioco com'è? Beh, è davvero un piccolo miracolo di giocabilità. Anzi, nemmeno tanto piccolo, se si pensa che è forse l'unico gioco che sia stato in grado di evolvere la formula introdotta da Gears of War nel lontano 2006 (sono già dodici anni *sob*). Sam, il protagonista, potrà compiere tutte le azioni che abbiamo imparato ad apprezzare nei panni di Marcus Fenix: prendere copertura, passare da un riparo all'altro, sparare, sparare, sparare...
La novità, però, consiste nella mobilità garantita dalla sua tuta. Grazie ad essa potremo scivolare in lungo e in largo per gli stage crivellando di colpi i nemici, rallentare il tempo per eliminarne qualcuno in maniera più rapida e indolore, e compiere devastanti attacchi fisici in grado di fare davvero molto, molto male. Tutto ciò, ovviamente, a patto di consumare un po' dell'energia della corazza, la quale si rigenererà col tempo. Va da sé che il fulcro del gameplay è rappresentato proprio dalla gestione della nostra energia. L'importante sarà non rimanere mai scoperti nelle situazioni sbagliate, altrimenti faremo i conti col game over. Un game over che non sarà assolutamente improbabile, anzi!
Ma non è tutto qui. Il bello di Vanquish è che, giocando, si imparano sempre nuove mosse, si capisce come e quando utilizzare una determinata arma, si scopre che, dopo un attacco in corsa, è possibile proiettarsi in aria e rallentare il tempo, guadagnando più punti, o che si può fare lo stesso scavalcando un riparo. In poche parole: in Vanquish si migliora costantemente e senza l'ausilio di insulsi menu da gioco di ruolo. Nel contesto straordinariamente veloce ed addirittura stressante messo in piedi da Platinum Games, in cui le ondate di nemici si susseguiranno quasi senza sosta e con un ritmo elevatissimo, imparare a ragionare diventa una necessità e, soprattutto, un piacere. Riuscire a superare una sequenza o una bossfight senza morire perché si è stati in grado di sfruttare per bene la mappa e le debolezze dei nemici mette in chiaro che il game design e il level design di Vanquish è assolutamente di prim'ordine. Rispetto al titolo di Epic Games abbiamo ambienti più ampi e meno lineari, in cui sfruttare meglio tutte le abilità di Sam, il che sembra evocare un altro paragone con un altro sparatutto molto importante, e cioè Halo (anche se non siamo ancora a quei livelli!).
La campagna è molto breve, l'ho terminata a normale in meno di cinque ore, anche se, data l'azione davvero incessante, qualche contenuto in più avrebbe rischiato di stufare. Vanquish, però, è un gioco dannatamente rigiocabile, soprattutto se sentite l'esigenza di migliorare sempre di più. Al completamento di ogni atto sbloccherete le relative Sfide, delle ondate di nemici da abbattere senza alcun checkpoint, in pratica un vero banco di prova per i giocatori intenzionati a padroneggiare il titolo come si deve. Non è presente alcuna modalità multiplayer, ma in ogni caso non avrei potuto provarlo.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, invece, devo constatare qualche problema di instabilità nel frame rate, generalmente saldo sui 30 fps, ma con qualche occasionale e brusco calo nelle circostanze più movimentate e ricche di effetti particellari. In più, solo durante alcune cutscene, è presente un fastidioso tearing che le rende davvero ostiche da guardare. Capirai che me ne frega delle cutscene.
Comunque, a parte questo, il gioco è ancora sorprendentemente piacevole da guardare, ma lo è ancora di più da giocare. Se Platinum Games avesse imbastito una campagna un po' più variegata, similmente a quanto avviene in Gears of War 2 o in Binary Domain, staremmo parlando a tutti gli effetti di un gioco immortale. Anche così, però, Vanquish merita di essere giocato da tutti quei plebei che, per amore della "trama" e delle "emozioni", bollano l'intero genere degli sparatutto come "giochi per nabbi".
Nabba sarà vostra madre.

P.S. i titoli di coda mi hanno emozionato davvero, ma non per quello che pensate voi.

Myggdrasil

Sento il profumo del 9 all'orizzonte

Myggdrasil

Sto gioco ha 8 anni e sembra uscito ieri sisi
Forse, però, quello che gli manca è una campagna ritmata. Gli scontri sono divertenti ed impegnativi, ma manca quell'eleganza che aveva Gears of War 2 nel proporre le varie situazioni. Si meriterebbe davvero un sequel.

Gamesource.it

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