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Cover ReCore

Sviluppato da comcept Inc. , Armature Studio e prodotto da Microsoft Game Studios, ReCore è un gioco d'azione e avventura uscito il 16 settembre 2016 per Xbox One · Pegi 12+ · Link: xbox.com

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Dalla collaborazione tra il leggendario creatore Keiji Inafune e i realizzatori di Metroid Prime arriva ReCore, un gioco di azione e avventura realizzato per una nuova generazione. Nei panni di una degli ultimi umani sopravvissuti in un pianeta controllato da nemici robotici votati alla distruzione dell'uomo, devi stringere amicizia con un coraggioso gruppo di robot, ognuno dei quali è dotato di abilità e poteri unici. Guida questa banda di improbabili eroi in un'epica avventura attraverso un mondo misterioso e dinamico. Non puoi salvare l'umanità da solo. La sopravvivenza inizia da qui.

7.1

Recensioni

4 utenti

Myggdrasil

Myggdrasil ha scritto una recensione su ReCore

Cover ReCore per Xbox One

Apologia dei nuclei

Boh. Ne avevo sentite di cotte e di crude, su questo ReCore. Che si trattava di un titolo mediocre, noioso, poco divertente. Alcuni l'avevano persino tacciato di poca originalità (come se l'avessero spacciato per un titolo innovativo), altri avevano azzardato improbabili paragoni con Borderlands ( rotfl ), altri si lamentavano dei bug.
Io, invece, ci ho trovato un bel tributo ai platform dell'epoca PlayStation 2, uno dei pochi titoli di questo genere che, di recente, sia stato in grado di appassionarmi e divertirmi.
Parliamoci chiaro: il gioco è chiaramente frutto di uno sviluppo frettoloso e oserei dire incompleto. Chi si lamenta della parte finale e della trama appena abbozzata ha pienamente ragione, così come chi si lamenta delle magagne del comparto tecnico e, soprattutto, dei caricamenti, la vera piaga del gioco. Spesso durano più di un minuto, soprattutto quello iniziale, appena avviato il disco. Di solito lo facevo partire in anticipo, così avevo il tempo di fare altre cose.
A parte questo, però, ammetto che sono rimasto pienamente soddisfatto dell'esperienza.
ReCore offre un'ambientazione ed una direzione artistica meravigliosa, una sensazione di solitudine che raramente avevo visto in questo tipo di giochi e, soprattutto, tutta la giocabilità di un Metroidvania fusa, però, a meccaniche shooter nient'affatto raffazzonate o noiose.
A questo, poi, dobbiamo aggiungere un sistema di crafting per una volta non invasivo (creare tutti gli schemi sarà un vero piacere) ed una componente ruolistica che, senza raggiungere la complessità di un vero gioco di ruolo, riesce comunque a donare un certo grado di personalizzazione ai tre robot che accompagneranno la nostra Joule nelle terre desertiche di Far Eden.
Vorrei poi fare un discorso a parte per il modo in cui l'open world (o sarebbe meglio dire "semi-open world") viene gestito dagli sviluppatori.
Qualche tempo fa parlai di The Witcher 3 e di come non avessi apprezzato molto le sue missioni fatte di indicatori, oggetti da evidenziare ed altre amenità che, letteralmente, ammazzavano l'esplorazione.
Ecco, in ReCore l'esplorazione sarà una vera gioia. Non che ci siano millemila cose da fare, intendiamoci: si tratterà di recuperare nuclei per aprire le porte dei dungeon (su questo discorso ci tornerò fra poco) o scrigni contenenti gli schemi delle corazze nucleobot, ma ognuno di essi necessiterà uno studio attento dell'ambientazione per capire come raggiungerlo. Insomma, per una volta ho ritrovato il piacere di guardarmi attorno, scoprire il level design ideato dai creatori del gioco ed esultare per aver indovinato la geometria del luogo in cui mi trovavo. Il che, in un gioco con delle mappe comunque di ampie dimensioni, non è poco, anzi.
Parlando dei dungeon, invece, essi saranno, credo, una decina (non li ho visitati tutti), ma, per aprirli, dovremo avere un determinato numero di nuclei prismatici, recuperabili, appunto, esplorando l'ambiente o completando altri dungeon. E qui sorge un problema riguardante la sezione finale del titolo, che ci costringerà ad una faticosa (anche se divertente) caccia al tesoro, nel tentativo di sbloccare un po' alla volta tutte le porte dell'immenso dungeon centrale, dedicandoci al completamento di quelli secondari. E' una soluzione dettata evidentemente dalla fretta e dalle scadenze del team di sviluppo, ma la situazione, onestamente, non è così drammatica, perché i dungeon di ReCore sono davvero divertenti.
Essi saranno essenzialmente di tre tipi: quelli dedicati alla storia, quelli di tipo "Arena", in cui dovremo sconfiggere le ondate di nemici, e quelli di tipo "Platform", in cui dovremo districarci fra piattaforme mobili, anelli che prolungheranno i nostri salti, ostacoli in movimento e tutto il repertorio tipico di un titolo di fine anni '80.
Il bello è che ogni dungeon ci proporrà delle sfide da completare, come trovare tutti gli interruttori, finire il tutto in un tempo limite e altre cose del genere: più sfide completeremo, maggiore sarà la ricompensa, con il culmine che verrà raggiunto qualora riuscissimo a completare tutte le sfide contemporaneamente (il che, spesso e volentieri, vuol dire avere un tempo limite in cui fare tutto: non è assolutamente semplice, ma cavoli se è gratificante!).
Le sezioni platform, soprattutto, metteranno spesso a dura prova i nostri nervi, anche se persino uno come me, che non è certo un esperto del genere, può superarle, con il giusto impegno.
I controlli di ReCore, poi, sono precisi, comodi e funzionali. Non ci saranno ritardi negli input, né macchinazioni astruse. Joule saprà saltare, scivolare in avanti, sparare e in generale muoversi con scioltezza e agilità.
Schivare i proiettili avversari mentre si decide quale tipo di colpo utilizzare (avremo solo un'arma: un po' poco, ma ci saranno quattro tipi di colpi diversi, ognuno abbinato ad un determinato tipo di nemico), quando utilizzarlo, decidere se cambiare il nucleobot che ci accompagna, o se farlo attaccare, o se chiamarlo vicino a noi, il tutto in un'orgia di colori e velocità... Beh, è appagante.
ReCore lo definirei così: appagante. Mi ha ricordato un po' quel Too Human che provai qualche anno fa. Ha il sapore del capolavoro mancato, solo che qui, a differenza del titolo Silicon Knights, c'è anche un gameplay solidissimo che, alla faccia di tutti i problemi tecnici e di alcune scelte opinabili nella sezione finale dell'avventura, mi ha continuato a divertire per tutte le ore (circa 12, ma non ho completato il gioco al 100%) passate in compagnia di Joule e dei suoi amici robotici. Dispiace per il mancato approfondimento della trama, dispiace per un po' di cose, in realtà, ma alla fine, se dovessi valutare l'esperienza nel suo complesso, credo che un bell'otto pieno non glielo neghi nessuno. Se non altro per alzare la media di un titolo che, nella sua imperfezione, mi ha trasmesso tanta passione e un divertimento genuino. Non meritava di passare così in sordina.

8

Voto assegnato da Myggdrasil
Media utenti: 7.1 · Recensioni della critica: 7

Fablink182

Fablink182 ha pubblicato un'immagine nell'album Happy Game riguardante ReCore

BrianMarshall

Preso a 9.98€ da Gamestop. Non mi aspetto granchè, ma un bel action/adventure ci voleva sisi

metalsnake987

metalsnake987 ha pubblicato un'immagine nell'album Collezione riguardante ReCore

Recupero gradito-euronics SIEM

Jimko

Jimko ha scritto una recensione su ReCore

Cover ReCore per Xbox One

Tempeste Old School

Recore è un titolo all'apparenza grezzo, con svariati bug,un frame rate instabile ed eterni caricamenti. Sotto questa superficie trasandata si nasconde in realtà un gioco coinvolgente con un level design degno di un genio del calibro di Keiji Inafune. Un concept accattivante caratterizzato da fasi esplorative, elementi platform e action e una giocabilità old school che ha saputo conquistarmi. 24 ore di emozioni, frustrazione, joypad volanti e tanta soddisfazione al completamento degli obiettivi posti durante la storia principale. Il collante che unisce questi ingredienti è l'alto livello di sfida che, seppure a tratti punitivo, crea dipendenza e mantiene alta la voglia di arrivare ai titoli di coda. Un gioco sicuramente non per tutti, che meritava uno sviluppo più accurato sotto l'aspetto tecnico. Nonostante ciò Joule e il deserto di Far Eden avranno sempre un posticino nel mio affollato cuore da videogiocatore.

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