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Akar

Sapete di cosa ne ho strapiene le tasche? I ribelli.

Certo. oggi va di moda essere ribelle. Oggi fa figo dirsi anticonformista. Al punto tale che si é creata una società di finti anticonformisti che hanno fatto dell'anticonformismo la propria ragione di vita, tanto da renderlo una costante. E un anticonformismo simile diventa conformismo. È come i tatuaggi della Apple: think different, here is the rebel, ecc ecc.
Già. Finché é una persona sola é un conto. Quando cominciano ad essere più persone diventa un movimento. E quando non c'é più opposizione contro questi "anticonformisti" abbiamo di fronte una moda. Tant'é.
Era ribellione negli anni Settanta e Ottanta. ora non più.
Sinceramente, a me degli influencer non importa molto. Sono soggetti che posso definire furbi, tutt'al più, vista la loro capacità di crearsi un seguito.
Ma é tutto lì: sono persone che io considero ininfluenti (contrariamente al nome della loro "professione") sul corso della mia vita. Non hanno nulla a che spartire con me.
Perché? Perché non vedo il motivo di sorbirmi un video di venti minuti su come vestirmi, non vedo la ragione di guardarmi dodici minuti di gameplay solo per vedere un beota giocare a Fort(merda)nite. Cos'ha a che vedere con me? Niente!
E quando cercano di fare i comici... Trovo più divertente fare seppuku. Ho detto tutto.
E, detto questo, torno all'argomento principale. Essere ribelle oggi sembra impossibile. Tutti sono contro il sistema, tutti vogliono essere liberi.
E mi viene da chiedere se qualcuno ancora si ricorda cosa voglia dire esserlo.
Libertà implica anche responsabilità, ma soprattutto implica un'assoluta e profonda conoscenza di sé. Cosa che ai più oggi come oggi manca.
La ribellione nasce da un bisogno di cambiamento, da un problema alla ricerca di soluzione, dall'impossibilità di adattarsi a un sistema, da un'oppressione che oggi é assente.
Oggi i nostri diritti sono sicuramente garantiti. Possiamo agire e parlare liberamente.
E abbiamo una libertà di costumi a dir poco impressionante se paragonata ad appena cinquant'anni fa. Quindi, dov'é questa fantomatica oppressione contro cui schierarsi a coorte? Dov'é il nemico? Dove l'infame oppressore?
Guardiamoci in faccia: il male del nostro tempo non é il regime totalitario a diecimila chilometri da casa nostra contro il quale ci indignamo. Siamo completamente fuori a credere che il male sia così definito e nitido nel suo esistere. Patetico! La verità é tutt'altra.
La verità é che il male é qui. In mezzo a noi. Serpeggiante, indistinto e pronto a colpire. Ci piace credere sia lontano, é comodo. Così come é molto piacevole credere a un male definito, dai confini precisi e rigidi come quelli di uno stato sovrano. Cazzate.
Il male é questa stagnazione di personalità. Un'armata, legioni su legioni di cittadini schiavi di una mentalità, di una verità preconfezionata. Un esercito che marcia verso la fine, in cui ogni singolo soldato non conosce né sé stesso, né tantomeno il proprio nemico, vivendo una vita pateticamente uguale a sé stessa nella propria veduta, priva di cambiamenti.
È questo il vero male. L'individuo che non si pone domande o sfide. Che non evolve. Eccovelo il problema. Ovviamente é più facile starsene chiusi nella propria stanza, a fare gli "influencer", i "Fashion Blogger" e tutte quelle pseudo-professioni che oggi instillano altre idee preconcette nella mente di migliaia di migliaia di persone. Essere alternativo e ribelle oggi significa sfuggire a questo meccanismo, vivere una vita di solitudine e di isolamento, separato dagli altri in modo netto. Assoluto.

Ora, se c'é qualche falso alternativo, finto anticonformista del cavolo, vorrei cortesemente chiedere... Te la senti di fare una simile scelta?
Se la risposta fosse no, sappi che allora penso sarebbe molto meglio se riflettessi accuratamente sulla tua esistenza, chiedendoti se effettivamente ciò che proclami con cotanta veemenza sia effettivamente corretto e frutto del tuo pensiero. Qualora anche questa risposta sia negativa, il mio suggerimento é che tu stia zitto.
Farai molte meno figure di merda, credimi.

Akar

Ma sono l'unico a pensare che i giovani d'oggi (14-17 anni) godano di troppi privilegi?
Seriamente, possono fare il cazzo che gli pare. I genitori non gli dicono un cazzo, anche perché in genere non ascoltano. Ottengono tuto quello che vogliono. Non puoi fargli nulla. Non puoi chiuderli in casa, perché é sequestro di persona, non puoi picchiarli (solo per autodifesa, cosa peraltro quantomai nebulosa specialmente di questi tempi) perché sennò ti denunciano. Porcoddue, come stracazzo é possibile che un giovincello albanese sbronzo di merda si possa permettere di sputarmi sulla giacca e possa semplicemente passarla liscia?

Non si tratta del valore della giacca (60 fr, al cambio qualcosa come 40€). Avrebbe potuto anche essere la giacca più merdosa di questo mondo ma era la mia fottuta giacca!
Ed esigo un certo rispetto, per la miseria! Magari non pretendo di essere trattato da lord inglese, ma almeno l'essenziale, quel minimo di educazione penso di avere diritto a pretenderla! Non sono un vecchietto, ho ventisei fottuti anni, ma merito rispetto per mero diritto di esistenza. Come tutti.

Io proprio non lo so: una volta ai giovani erano garantiti pari diritti e doveri, ma mi sembra che ora i diritti eccedano i doveri, in quanto si sono aggiunti quelli al limite del legale.
Non sono l'unico a essere stanco. Ma quasi sicuramente sarò quello che uscirà di testa.
Non so serà domani, il giorno dopo, o tra due mesi o un anno. Ma accadrà. Statene certi.

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