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Cover Ni no Kuni II: Revenant Kingdom per PS4

Il cammino dei re

Prima di iniziare a raccontarvi il titolo che più aspettavo tra quelli annunciati per il 2018, permettetemi di fare una piccola premessa: nel corso della mia disamina di Ni no Kuni II: Il destino di un regno, sarà impossibile per me non avere come termine di paragone il suo predecessore. Infatti, proprio da Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea nasceva la maggior parte delle mie aspettative nei confronti del suo sequel: come vi ho raccontato non troppo tempo fa in questo diario, il primo Ni no Kuni era riuscito ad incantarmi con le sue atmosfere magiche, al punto da spingermi a passar sopra a un gameplay non esattamente privo di difetti. Difetti di cui sembra fosse consapevole la stessa Level-5, ben decisa a rivoluzionare la formula per il secondo capitolo ed eliminare il faraginoso combat system ibrido del titolo PlayStation 3 in favore di una svolta action. Perciò, di fronte a un sequel che pare voler consciamente correggere i punti deboli del predecessore, è lecito aspettarsi un titolo in grado di perfezionare una ricetta già vincente sotto molti aspetti. Resta solo da chiedersi, quindi, se Ni no Kuni II sia riuscito o meno in quest’impresa.

La storia di Ni no Kuni II inizia quando Roland Klein, presidente di quelli che sembrano tanto essere gli Stati Uniti contemporanei, viene trasportato all’improvviso in un altro mondo da una misteriosa magia. Scoprendosi ringiovanito di una ventina d’anni, il nostro Mr President si ritrova nel bel mezzo di un colpo di stato in quella Gatmandù non certo sconosciuta ai veterani della serie: il giovane ed inesperto re Evan Pettiwhisker Felix è stato deposto dal murinide Ratoleon, braccio destro del defunto padre, e rischia di finire vittima del complotto ordito ai suoi danni. Roland si schiera subito a difesa del ragazzo e si impegna a scortarlo sano e salvo fuori dal regno. Grazie al suo aiuto, Evan riesce a sopravvivere al colpo di stato, ma pagando un caro prezzo: il sacrificio della sua dama e guardia del corpo Almina, che muore proteggendolo davanti ai suoi occhi.

Rimasto senza regno, senza corona e senza familiari, il giovane sovrano decide tuttavia di non cedere allo sconforto o al desiderio di vendetta, ma di impegnarsi piuttosto con tutte le sue forze per realizzare la promessa fatta ad Almina prima che morisse: quella di creare un regno in cui tutti possano essere felici. La fondazione di questo nuovo Paese non tarda ad arrivare: dopo i primi capitoli introduttivi, Evan, con l’aiuto dei suoi nuovi alleati, libera la piana di Glinus dai briganti e ne fa il sito del suo regno, Eostaria. Per potere tener fede alla promessa fatta, il re decide di viaggiare attraverso i quattro regni conosciuti, al fine di stringere alleanze con gli altri sovrani e unire il mondo sotto un unico stendardo di pace e collaborazione.

Continua qui: https://pickaquest.net/2018/07/02/ni-no- …

alister
Cover Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea per PS3

“C’era una volta…”: è così che iniziano le fiabe. E la storia di Oliver, se fosse messa per iscritto, potrebbe cominciare proprio con questo incipit. È bene chiarirlo sin dall’inizio: la trama raccontata in Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea ricalca proprio quella delle fiabe, tanto che, un occhio attento, potrebbe riconoscervi senza troppa fatica molte delle cosiddette funzioni di Propp. Al protagonista viene posto un divieto e l’infrazione di questo divieto fa sì che l’antagonista si inserisca nella vicenda. Ciò porta al danneggiamento dell’eroe, alla presa coscienza del suo ruolo e alla partenza per la sua avventura. L’inizio del gioco si potrebbe raccontare anche così, rifacendosi allo schema del famoso formalista russo. Nella vicenda, non mancano neppure gli attanti tipici della fiaba, primo tra tutti l’indispensabile aiutante magico, che in questo caso ha le buffe fattezze e il vivace accento di Lucciconio.

Frutto della collaborazione tra due grandi nomi della scena nipponica, ossia Level-5 e Studio Ghibli, Ni no Kuni è un gioco nato per incantare il giocatore e trascinarlo nel suo mondo meraviglioso. Tuttavia, la magia può funzionare solo se chi sta dall’altra parte dello schermo è pronto ad accettare il patto con il narratore che sorregge questa storia. Il titolo è indiscutibilmente stato pensato in primo luogo per i più giovani: qui non si uccidono i mostri, ma “gli si dà tante botte fino a farli rinsavire”, per intenderci. Ni no Kuni è quindi in grado di far innamorare grandi e piccini, ma solo a patto che i grandi in questione siano disposti a riscoprire il bambino che è in loro, per far ritorno in quell’Altro Mondo fatto di incanto e magia dove, probabilmente, riposa una parte della loro infanzia.

CONTINUA QUI: https://pickaquest.net/2018/02/20/ni-no- …

alister

ha scritto una recensione su Tokyo Xanadu eX+

Cover Tokyo Xanadu eX+ per PS4

Se c’è un gioco che ho atteso per tanto tempo, si tratta sicuramente di Tokyo Xanadu. Per chi mi legge già da qualche tempo sui canali del Pick a Quest, il fatto che io aspettassi con ansia un gioco targato Nihon Falcom non suonerà certo come una sorpresa; eppure, a prescindere dal mio essere oggi un’accanita Falcom fan, Tokyo Xanadu era stato in grado di stregarmi sin da quando fu annunciato per la prima volta per PlayStation Vita, in Giappone, nel lontano 2015. Character design accattivante, ambientazione scolastica, atmosfere sovrannaturali: fu amore al primo screen. All’iniziale entusiasmo, pian piano, subentrò lo sconforto: i mesi passavano, ma non si proferiva verbo circa una possibile localizzazione occidentale del titolo. Nel 2016, la notizia di una versione migliorata per PlayStation 4 sembrò dare il colpo di grazie alle possibilità di un arrivo del titolo in Occidente, perlomeno su PSVita; e invece, a breve distanza arrivò totalmente a sorpresa l’annuncio di Aksys Games all’Anime Expo: Tokyo Xanadu sarebbe arrivato in Occidente, su PlayStation Vita e — in versione eX+ — su PlayStation 4 e PC.

Senza dubbio, si è trattato di uno dei miei titoli più attesi del 2017. E attendere si è fatto attendere ancora parecchio: per la versione eX+ si è dovuto aspettare fino a dicembre, non senza purtroppo diversi problemi di distribuzione a livello europeo. A quasi tre anni di distanza da quel colpo di fulmine, la mia personale odissea Tokyo Xanadu si è conclusa e ha avuto inizio la mia tanto sospirata avventura a Morimiya City. Un’avventura che mi ha regalato un centinaio di ore di puro divertimento in stile Falcom!

La trama di Tokyo Xanadu eX+ ci porta a Morimiya City, distretto fittizio di Tokyo. Kou Tokisaka è un normale liceale, che si divide tra gli impegni scolastici e i numerosi lavoretti part-time che lo tengono patologicamente impegnato durante il tempo libero. Proprio al termine di una serata di lavoro, il ragazzo nota la nuova compagna di classe, Asuka Hiiragi — capoclasse appena tornata in Giappone da un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti — mentre viene importunata da alcuni teppisti. Il tentato intervento di Kou ha risvolti inaspettati: il ragazzo, infatti, scopre l’esistenza di un’altra dimensione, l’inquietante Eclipse, nella quale si annidano creature mostruose chiamate Greed. Compito di Asuka è proprio quello di monitorare e disporre di questa minaccia. La giovane, una professionista affiliata con l’organizzazione Nemesis, che fa del controllo dell’Eclipse la propria missione, tenta in ogni modo di tenere un normale ragazzo come Kou lontano da questi pericoli; tuttavia, quando i Greed minacciano i suoi affetti, lo stesso protagonista si scopre capace — proprio come la veterana Asuka — di brandire un Soul Device, ossia un’arma anti-Greed nata dal suo animo.

È questo, a grandi linee, l’incipit di Tokyo Xanadu eX+, che ci introduce rapidamente alla dualismo che caratterizza la sua narrazione: da un lato, la vita scolastica di Kou e dei suoi amici a Morimiya City; dall’altro, la dimensione sovrannaturale dell’Eclipse. La trama, divisa in capitoli, procede su binari strettamente episodici: ogni capitolo ruota attorno a un diverso incidente causato dall’Eclipse e si concentra su uno o più personaggi specifici. Nel presentarci il suo nutritissimo cast, Tokyo Xanadu eX+ si prende tutto il tempo che gli serve, tanto che un filo conduttore tra i vari episodi comincia ad emergere nella seconda metà di gioco e la trama orizzontale diventa protagonista — forse un po’ tardivamente — soltanto nei capitoli finali. Complessivamente, sia per l’ambientazione, sia per il ritmo episodico, si ha quasi la sensazione di giocare un anime: non a caso, ogni capitolo si apre con la splendida opening del gioco, come a voler segnalare l’inizio di un nuovo episodio.

CONTINUA QUI: https://pickaquest.net/2018/05/08/tokyo- …

alister
Cover Danganronpa V3: Killing Harmony per PS Vita

È difficile esprimere un parere su un gioco di questa saga senza cadere in s.poiler, ma cercherò di parlare in termini il più possibile vaghi.
Questo è un gioco che, con il suo finale, ha spezzato la fanbase in gente che l'ha apprezzato e gente che, per motivi diversi, ne è rimasta molto delusa. Io appartengo a questa seconda fazione, purtroppo.
Sottolineo "purtroppo", perché Danganronpa è una delle mie serie preferite ed è sempre riuscita ad entusiasmarmi e stupirmi con i suoi colpi di scena sopra le righe; e, dopo quel capolavoro di Danganronpa 2, non avevo più alcun dubbio sulla capacità di rinnovarsi e migliorarsi della serie.
Anche V3 è riuscito a tenermi incollata allo schermo: il primo capitolo parte col botto ed è sicuramente l'inizio più scioccante della serie. Il secondo processo mi è parso un po' esagerato nell'esecuzione e, soprattutto, nelle motivazioni, persino per questa serie; dal terzo al quinto, i casi sono molto belli e per nulla scontati. I processi si sono rivelati pienamente all'altezza dello standard della serie e, devo dire, anche i personaggi: ho apprezzato la maggior parte del cast, anche se alcuni sono forse stati un po' sacrificati dalla trama senza che potessero esprimere davvero il loro potenziale (ma del resto si sa quali sono le regole del gioco..).
Purtroppo, però, a questo giro, specie verso il finale, ho avvertito la sensazione di "minestra riscaldata" che avevo temuto per DR2 (il quale, al contrario, aveva totalmente spazzato via i miei timori). La formula del killing game è sempre la stessa, e funziona; ma, a livello di trama e setting, c'è a mio avviso bisogno di rinnovamento. V3 avrebbe potuto essere un ottimo restart per la serie, e porsi anche come punto di ingresso per potenziali nuovi giocatori; invece, si è scelto di attaccarsi con le unghie al passato, in modo a mio avviso del tutto non necessario, dato che questo gioco aveva tutte le carte in regole per dare inizio a una nuova saga all'interno della serie. Per inciso, specifico che V3 spoilera già dalla sola intro i predecessori (anime compreso), quindi è bene giocarlo dopo quanto l'ha preceduto all'interno della serie.
Il twist finale a me è parso frutto di pigrizia narrativa e mancanza di idee. Oltre a non avermi particolarmente colpita, ha svilito per me tutto il resto della trama del gioco, compresi i suoi punti più emozionanti.
Boccio V3, ma non lo sconsiglio: apprezzare o meno il finale (e di conseguenza l'intera trama del gioco) è qualcosa si soggettivo, che ognuno deve scoprire per sé. E, in ogni caso, il gioco intrattiene e i casi da risolvere sono molto belli, perciò vale la pena comunque di giocarlo.
Se la serie continuerà (e secondo me continuerà, perché nel suo piccolo è una gallina dalle uova d'oro), spero che cambi direzione e scelga finalmente la via di un vero rinnovamento, specie sotto il profilo della trama.

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