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AmazingAlex

ha scritto una recensione su NanoBreaker

Cover NanoBreaker per PS2

Nanomachines, son.

Tra un Castlevania e l'altro, Igarashi decide di prendersi una piccola pausa e utilizza l'engine di Castlevania: Lament of Innocence per dare vita a NanoBreaker, un action non molto bello. NanoBreaker è ambientato nel 2021 (eh già) e vede l'utilizzo massiccio di nanomacchine da parte degli Stati Uniti, che decidono di selezionare un'intera isola, con i suoi abitanti, per la sperimentazione chiamandola "Nanomachines Island" (che fantasia). Ad un certo punto il computer centrale dell'isola impazzisce, facendo scoppiare il caos con i civili dell'isola che, per colpa delle nanomacchine installate nel proprio cervello, si trasformano tutti in dei mostri biomeccanici chiamati "Orgamechs", facendo piombare tutto nel caos. La squadra di cyborg mandata sull'isola non dà l'esito sperato e viene sconfitta, così la scienziata Michelle Baker decide di andarci da sola. L'esercito decide di mandarle aiuto ed ecco entrare in scena il nostro protagonista: Jake Warren, un cyborg conosciuto come "l'Eroe del Genocidio", viene risvegliato dopo essere stato ibernato per 7 anni e mandato a fornire supporto alla Baker per fermare il computer centrale. Dopo una premessa divertente ed un video iniziale un po' creepy (ma in modo positivo), la trama di NanoBreaker si perde ed arriva lenta lenta alla fine, non riuscendo a catturare l'attenzione con i protagonisti che non aiutano non essendo molto caratterizzati. Il gameplay è la parte che teoricamente salvo del gioco e dico teoricamente perchè, ovviamente, c'è sempre qualcosa che non va. Jake è equipaggiato con una spada al plasma dal moveset molto basilare, ma che può essere espanso raccogliendo i chip combo sparsi nel gioco e utilizzandoli nel piccolo albero delle abilità, garantendo la possibilità di trasformare la spada durante le combo in altre armi come un'ascia, un martello, uno spadone ed una falce. La falce potenziata è utile per occuparsi di più gruppi di nemici mentre le altre sono più focalizzate sulla forza bruta e nel fare più danno del solito. Poi c'è il sangue, molto sangue: sgorga dappertutto, facendo impallidire Mortal Kombat, tanto che Jake si potenzia (barra della vita aumentata, dei potenziamenti ecc) in base al numero di galloni di sangue che fa fuoriuscire dai propri nemici, tagliandogli gli arti oppure tranciandoli in due di netto. Sounds fun, vero? Ma la pecca è dietro l'angolo: Jake è molto lento e non può cancellare le proprie animazioni, così da rendere difficile schivare un imminente colpo in arrivo e rendendo un gioco dalla difficoltà bassissima frustrante. Lente sono anche le mosse che fa, per la maggior parte, e non tutte sono utilissime a dire il vero (io, ad esempio, ho utilizzato spesso solo quelle della falce). Se a queste cose uniamo il fatto che gli scontri sono molto piatti e poco impegnativi, così come i nemici che si affrontano, il divertimento di tagliare a metà tutti dura poco e probabilmente vi ritroverete a tirare dritto verso l'obiettivo che a combattere. Nel mezzo ci sono anche dei potenziatori (rimandare indietro un tipo di proiettili, sfere di energia che attaccano i nemici e altro) ed una planata: i primi sono piuttosto situazionali e li ho usati molto poco, la seconda è inutile e l'avrò usata una volta sola, non capendo perchè il gioco me l'abbia data. Che poi non è manco una planata vera e propria, stai un attimo di più in aria e poi scendi con un calcio a terra (che non fa danno). Jake ha anche una frusta con cui può attirare a se i nemici con cerchio, ma nulla di più. NanoBreaker prende spunto da Devil May Cry, ma la struttura è diversa: il titolo Capcom è strutturato a missioni, quello Konami invece ha una sola, grande, mappa in cui si svolge tutto. C'è diverso backtracking da fare per andare da un obiettivo all'altro e tornare in posti prima bloccati e poi sbloccati andando avanti e la cosa è davvero noiosa, anche perchè il gioco manca di stile e le ambientazioni sono tutte brutte e povere di dettagli. Il frame rate, almeno, è buono e non soffre moltissimo. Parlando meglio della difficoltà, a volte NanoBreaker è difficile per i motivi sbagliati: intendiamoci, in generale la difficoltà è molto bassa, boss e nemici fan cagare e la maggior parte sta ferma e aspetta solo di farsi colpire, ma se riescono a prendervi vi tolgono molta salute. Salute che è quasi impossibile recuperare perchè il drop di oggetti curativi è molto basso, e comunque non vi curano molto, e più volte questa cosa mi ha portato ad affrontare boss con 1/4 della barra della salute. Per fortuna, per quasi tutti i boss, è una quantità che basta perchè non fanno quasi niente, ma rimane una cosa davvero assurda. Oltre al pessimo drop per la salute ci sono anche i punti di salvataggio posizionati un po' a cazzo nell'isola, una volta distanti tra loro ed una volta molto vicini. L'OST è okay, alcune tracce sono adrenaliche ma nessuna che mi è rimasta impressa. Longevità molto bassa: 5 ore e 30 per finire il gioco, che come rigiocabilità offre una modalità extra chiamata "Splatter", dove c'è un tot di galloni di sangue da raggiungere, e dei personaggi alternativi che però non cambiano nulla nel gameplay. In conclusione, Igarashi era probabilmente drogato ed un po' stanco quando ha creato NanoBreaker, un action che le uniche potenzialità che aveva (le combo) non le rifinisce e offre un'esperienza globale noiosa, che mi ha fatto un po' soffrire per arrivare alla fine.

5.5

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Media utenti: 5.5