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AmazingAlex

ha scritto una recensione su Tian Xing: Swords of Destiny

Cover Tian Xing: Swords of Destiny per PS2

Che noia.

Swords of Destiny, uscito nel 2005 e che non ha nemmeno una pagina su Wikipedia, è uno dei tantissimi hack 'n' slash usciti nel periodo PS2 che provava a farsi largo in quel genere che tanto apprezzo e che era dominato da classici come Devil May Cry e Ninja Gaiden. Purtroppo, come spesso è successo tra quelli che ho provato e di cui ho parlato, Swords of Destiny non eccelle in niente e quello che ha è di qualità abbastanza mediocre.

Il gioco è ispirato alla mitologia cinese e la cultura della Cina. Tempo fa dei demoni chiamati Gyakki invasero la terra, comandati da Yang Yuan, una donna demone molto potente. Sembravano inarrestabili, finchè un guerriero chiamato Yan De sconfisse loro e Yuan utilizzando le 3 spade di Yi. Dopo la battaglia, Yan De decise di costruire una scuola per addestrare i guerrieri con l'intento di trovare il suo successore e prepararlo per il ritorno di Yang Yuan, profetizzato ormai da tempo. A risaltare come miglior allievo fu Lei Yun, che imbracciata la spada del risveglio partì per continuare il suo addestramento. Tornato troppo tardi al proprio villaggio, Lei trova Yang Yuan, che uccide il suo maestro e rapisce la figlia di quest'ultimo. Starà quindi a lui, risvegliando le 3 spade di Yi, sconfiggere Yuan e salvare il mondo e la figlia del suo maestro. Una premessa non da buttare viene completamente distrutta da una storia davvero noiosa e da dei personaggi terribili, che il gioco prova molto poco a caratterizzare . La maggior parte delle cutscenes, oltre ad essere brutte e doppiate male in inglese, spesso non ha senso e riescono davvero pochissime volte a interessare il giocatore. Ci sono anche diversi errori grammaticali nei sottotitoli, il che rende la cosa ancora più divertente (o imbarazzante, dipende).

Il gameplay è il tasto ancora più dolente. Swords of Destiny prova goffamente a impostare il gioco con una struttura simile a Devil May Cry ma restituisce un'esperienza vuota e poco stimolante. Lunghissimi (in termini di corridoi) e vuoti stage fanno da background a tediosi combattimenti con i nemici, che possiedono un'IA che rasenta lo zero, affossando qualsiasi tipo di difficoltà. I comandi sono molto basilari: triangolo per scattare in avanti, quadrato per attaccare e cerchio per schivare. Utilizzando il lock-on con L1, il cursore sui nemici ogni tanto diventerà rosso per poco tempo e se riuscirete a colpire il nemico farete partire lo "Sword Time": simile alla meccanica di Shinobi chiamata "Tate", lo Sword Time manda in aria tutti i nemici e li rende molto più vulnerabili agli attacchi di Lei che, scattando in aria tra uno e l'altro, può ucciderli con un colpo solo. Il problema di questa meccanica, volendo anche carina, è che il gioco praticamente vi forza ad utilizzarla praticamente sempre (nel modo sbagliato) e la finestra di tempo per colpire i nemici col cursore rosso è molto corta, rendendo il gioco a volte inutilmente frustrante. Lo diventa specialmente in due casi: contro i boss e per distruggere una statua che blocca il passaggio all'area successiva. I primi, stupidi come la merda, sono dei "damage sponge" assurdi se li colpite normalmente mentre invece se beccate lo Sword Time potete buttarli giù in 1-2 minuti. Il problema è che, come detto, la finestra di tempo per colpirli in è corta e nel caso dei boss ancora di più e non potendo cancellare le animazioni e simili si rischia di perdere l'occasione molto spesso. E poi la statua, che si può distruggere solamente con lo Sword Time, sennò ci mettete tantissimo con i colpi normali: anche qui, o riuscite a beccare in fretta il nemico col cursore rosso oppure affrontate orde e orde di nemici senza fine prima di riuscirci. Non capita spesso di perdere troppo tempo, ma quando capita è molto fastidioso. Per fortuna ci sono degli oggetti, chiamati Heavy Spell, che vi aiutano perchè colpendo i nemici questi rimangono bloccati col cursore rosso in bella vista che aspetta di essere colpito. Essendo così utili li utilizzerete praticamente sempre, tranne con i boss o nemici più grandi perchè non funziona.

Continuando a parlare del gameplay, Lei Yun ha un parco combo davvero risicato. Le 3 spade del destino hanno un loro, basilare, move set che si limita sempre a spammare quadrato o fare gli attacchi in corsa e tutto ciò non viene mai ampliato, annoiando davvero in fretta. Teoricamente di spade ce ne sono 48, ma non come immaginate: ogni volta che uccidete i nemici questi lasciano a terra delle spade di colore blu, giallo e rosso, ognuna collegata al colore di quelle del destino. Non sono vere e proprie nuove armi, con i loro move set e quant'altro, ma sono delle armi che hanno dei potenziamenti da "applicare" alle spade del destino dal colore corrispondente: più vita, più potere per gli attacchi speciali e così via. Le 3 spade possono anche essere potenziate, aumentando forza, potere e..boh, capacità/potenza aerea credo, considerando che la terza sezione da potenziare si chiama Air. Dico credo perchè il gioco non vi spiega niente. L'unico tutorial lo riceverete all'inizio del gioco, per capire i comandi base, poi potenziamenti, attacchi speciali, utilizzo delle spade raccolte in battaglia e simili non vengono MAI spiegate, lasciando al giocatore di capire che cosa facciano e come si usino. Solo più in là durante il gioco, ad esempio, ho scoperto che premendo R2 ogni spada ha un attacco speciale o che tenendo premuto quadrato si fa un attacco potenziato. Quindi se non avete capito bene questa parte mi dispiace, ma questo è quello che ho capito io. La cosa divertente di tutto questo? Non ho mai notato delle vere e proprie differenze utilizzando diversi tipi di spade e l'unica cosa che appare migliorata era il danno, ma solo con qualche nemico e non tutti, dandomi perciò l'impressione che tutorial non ce ne sono perchè in realtà queste cose non servono a niente e sono messe lì tanto per.

Graficamente è un gioco brutto, si salvano (con qualche riserva) i modelli dei personaggi e qualche boss ma il resto è davvero desolante. Aliasing marcato, frame rate non stabile, texture sporche e poco curate, una roba davvero brutta da vedere. Il mondo di gioco è totalmente vuoto e poco ispirato, quindi non aiuta. E la telecamera, DIO SANTO la telecamera è un incubo vivente. Non credo nemmeno che segui il giocatore, semplicemente quando scattate in aria va sottosopra, a destra, a sinistra e a volte fa questo tutto insieme e non si capisce nulla, spesso non vedevo nemmeno chi colpivo ma a parole non è facile farvi capire quanto fosse pessima. Sulla carta il gioco non è corto, ci sono 18 stage, ma in pratica lo è perchè quest'ultimi sono cortissimi e quindi finirete il tutto in 4 ore oppure sotto questa soglia. Non c'è niente di rilevante per cui rigiocarlo, a meno che non volete giocare a difficile e prendere spade totalmente inutili. Non mi sento di buttare via l'OST, che pur non avendo nessun pezzo incredibile ha un'atmosfera cinese ben fatta. Il compositore è Yutaka Minobe, che ha lavorato in SEGA su molti giochi di Sonic. Per concludere, la difficoltà come potete immaginare è nulla: l'IA nemica è 0, forse meno di 0, e morire è praticamente impossibile.

Swords of Destiny è stata un'esperienza brutta, che (almeno) funziona ma brutta e che dimenticherò molto presto ma i recuperi dei giochi vecchi si fanno anche per questi giochi meno belli così da renderli più interessanti. Forse qualcosa di migliore si poteva anche fare, ma sono mancate le competenze e infatti il sequel non ha mai avuto luce.

5.5

Voto assegnato da AmazingAlex
Media utenti: 6.6

AmazingAlex

ha scritto una recensione su 10,000 Bullets

Cover 10,000 Bullets per PS2

Jazz, bullet time e molte pallottole

Sviluppato dal creatore di Suikoden dopo l'addio a Konami, che per l'occasione si è portato dietro la compositrice della serie Miki Higashino insieme a Yasunori Mitsuda (Chrono Trigger e non solo), 10,000 Bullets è un titolo che mi ha sorpreso e piuttosto divertito. Non sapevo che aspettarmi, mi sono ritrovato un tripudio di azione e piombo che non mi è dispiaciuto, nonostante qualche difetto che gli impedisce di prendere di più.

La trama è uno dei problemi principali che ha il gioco, ma ci arriviamo dopo. 10,000 Bullets vede come protagonista Crow, un sicario della famiglia mafiosa Tonio che si trova a Roma. Crow è un "Gunslinger", persone/assassini che possiedono grazie al sangue che scorre nelle proprie vene un determinato potere. Il suo è quello di controllare il tempo e rallentarlo, un potere che ha ereditato dalla sua defunta madre, che venne uccisa quando lui era piccolo: Papa Tonio, il boss della famiglia Tonio, lo prende sotto la sua ala da molto giovane e lo affida a Judas, un altro Gunslinger, che lo addestra e lo aiuta a migliorare la propria abilità così che Crow possa poi vendicarsi per la morte della madre. Nel corso dell'avventura poi Crow scoprirà che gli altri Gunslinger gli danno la caccia (ma non ho capito effettivamente perchè) e finirà col provare a sopravvivere a tutti quelli che gli danno la caccia. A lui si uniranno Alice, una 19enne salvata proprio da Crow, e Dragon, un ragazzo abile nelle arti marziali che vuole vendicare il proprio maestro. Ciò che ho capito della trama di 10,000 Bullets si ferma qui, perchè tutto quello che succede tra cutscenes e dialoghi ha raramente senso e rimane comunque molto confusionario, non riuscendo mai davvero a prendere il giocatore e non sviluppando per niente la premessa tra poteri soprannaturali e simili. Ci sono anche alcuni personaggi che vengono introdotti e non si rivedono più oppure gente che sbuca dal nulla come un particolare boss che ho visto per la prima volta nel filmato precedente alla boss fight vera e propria, senza averlo mai visto prima e senza averne mai sentito parlare. La ciliegina sulla torta è un voice acting molto brutto, che non può mai mancare in questi casi.

Il gameplay di 10,000 Bullets, per fortuna, è un'altra storia. E' un TPS frenetico, dove l'azione è senza sosta e i proiettili volano ovunque. Crow combatte principalmente con due pistole, che unite al rallentamento del tempo e molte altre abilità riescono a fornire un'esperienza di gioco piuttosto solida: piroette, doppi e tripli salti, backflip che lanciano in area gli avversari, c'è un po' di tutto e tutto è molto divertente da vedere e da utilizzare. Per non scadere troppo nel ripetitivo, Crow viene affiancato appunto da Alice e Dragon, entrambi giocabili ed entrambi con abilità diverse tra di loro ed un gameplay differente: Alice ha una singola pistola, può lanciare le granate, ha una schivata molto veloce chiamata "Ombra Furtiva" e non solo mentre Dragon è l'unico senza armi perchè essendo esperto di arti marziali combatte corpo a corpo ed ha come abilità principale un letale calcio volante che può essere spammato più volte per passare da nemico a nemico. Tutti tranne Dragon hanno una mossa speciale da usare con cerchio: Alice ha delle mosse corpo a corpo mentre Crow il già menzionato backflip che manda in aria i nemici per poi crivellarli di colpi subito dopo. Tutte le abilità possono essere potenziate e sbloccate grazie ai punti che si prendono durante gli stage, che terminano con la classifica valutazione da D a A (o almeno, il mio massimo è stato A, non so se c'è altro) a seconda di quanto bene abbiate giocato. Tra le abilità sbloccabili ci sono proiettili guidati che seguono il nemico, proiettili "alla cieca" per colpire i nemici sul fianco, lancio di coltelli e molto altro, con alcuni personaggi che hanno le stesse abilità e altre che sono uniche per ognuno. L'utilizzo di queste è affidato ad una barra chiamata "Indicatore Munizioni", che si rigenera facendo combo più lunghe di nemici. I personaggi in realtà sono 5 e non solo 3, perchè una volta finito il gioco si sbloccheranno Black Alice e Boris: la prima è un'altra versione di Alice che possiede due mitragliette invece di una pistola, Boris (che è una donna) è simile a lei per quanto riguarda le armi principali ma il suo attacco con cerchio è un fucile a pompa da alternare ad una delle mitragliette e non può saltare, avendo invece sulla X di default l'Ombra Furtiva menzionata poco fa.

Insomma, l'offerta del gameplay è solida e mi ha molto intrattenuto per tutta la durata del gioco..ma c'è un ma. Un ma importante, fastidioso, che riguarda lock-on e telecamera. In un gioco del genere questi due aspetti dovrebbero essere curati minuziosamente, funzionare alla perfezione o comunque non intralciare il giocatore. Ecco, qui fanno l'opposto: il lock-on è terribile, spesso mira più gli oggetti invece che i nemici e il cambio bersaglio con R2 funziona anche lui piuttosto male, rendendo spesso la cosa frustrante. Come se non bastasse ad un certo punto il gioco mette roba distruttibile ovunque per terra, rendendo ancora più arduro lockare i nemici veri e propri, che devono essere proprio di fronte a voi sennò non vengono agganciati. La telecamera, oltre ad essere molto lenta, è spesso ingestibile specialmente negli ambienti chiusi e più di una volta mi ha ostruito la vista facendomi sparare alla cazzo senza vedere a chi stavo effettivamente sparando. E' un peccato, perchè spesso il gameplay viene penalizzato da queste due cose, ma purtroppo è andata così.

La struttura del gioco è molto molto semplice, si ammazzano un bordello di nemici fin quando non si arriva alla fine, che può voler dire boss oppure no, come in molti livelli dal capitolo 6 in poi. Prima e dopo una missione c'è un'interfaccia che fa da mappa con diversi luoghi in cui si può andare: alcuni sono i luoghi giusti per proseguire la storia, altri invece sono semplicemente lì per far partire qualche dialogo extra e simili tra i protagonisti. Una cosa carina, che serve anche per raggiungere un poligono di tiro con diverse sfide extra (che però non mi pare sblocchino qualcosa). Uscendo dall'azione frenetica delle missioni, stare nella mappa offre un contrasto netto perchè c'è un'aria rilassante amplificata dalla dolce musica jazz di sottofondo.

Poi, altre cose alla veloce: graficamente il gioco è molto piatto, non c'è nulla di rilevante. I modelli dei personaggi sono curati, nulla di straordinario ma comunque di buon livello, mentre gli ambienti sono molto spogli, oltre ad avere una varietà limitata (si fanno spesso nuove missioni negli stessi stage). Le animazioni però sono di buona fattura, più o meno per tutto, che siano salti o corpo a corpo. I nemici possiedono praticamente 0 varietà o stile, la loro IA non è un granchè ma quando sono in gruppi numerosi (tipo sempre) fanno davvero male per quello che riguarda il danno subito e dovete stare molto attenti. Belli gli scontri con i boss, specie quelli con altri Gunslinger che possiedono altre abilità, come Lighting Joe che ha l'elettricità. Fantastica l'OST, davvero, una marcata impronta jazz che fa molta atmosfera anche se a volte la musica e ciò che accade nel gioco sembrano avere poco in comune. Comunque i brani sono molto orecchiabili e alle volte sembra di essere in pratica dentro Cowboy Bepop. Longevità buona, ci ho messo quasi 8 ore per completare i 7 capitoli che hanno diversi livelli al loro interno e se il gioco vi prende così tanto ci sono tipo 5 livelli di difficoltà da sbloccare per aumentare il fattore rigiocabilità.

Con un po' più di cura nella trama e dei controlli maggiormente rifiniti, 10,000 Bullets sarebbe stato un gioco probabilmente più conosciuto mentre così rimane una piccola gemma grezza da scoprire che offre un intrattenimento per niente da buttare.

7.5

Voto assegnato da AmazingAlex
Media utenti: 8.5

AmazingAlex

ha scritto una recensione su Demon Chaos

Cover Demon Chaos per PS2

Caos più totale

Il genere musou, in Giappone specialmente, attira molto adesso e attirava ancora di più su PS2. Dynasty Warriors 2 tracciò la strade negli anni 2000 ed a lui seguirono i tantissimi seguiti, la serie "sorella" Samurai Warriors, Devil Kings (o Sengoku Basara) di Capcom e poi Demon Chaos, il musou di Konami che rispetto alle altre serie non ebbe mai un seguito. A qualcosina di interessante, Demon Chaos affianca una realizzazione altalenante oltre al poco mordente generale.

Differentemente dalla maggior parte dei Dynasty Warriors e simili, la trama ha un aspetto più soprannaturale: ambientato nel 16esimo secolo nel Giappone feudale, il gioco racconta la storia della sacerdotessa Aoi Yasaka. Una notte Aoi è al santuario per pregare e viene attaccata da dei demoni, ma invece di scappare decide di continuare a pregare che Suwamyojin la protegga. Gli Dei, "toccati" dalla sua devozione, le affidano un compito: liberare il mondo dalla piaga dei demoni, donandogli eterna giovinezza che durerà fin quando il compito non sarà più compiuto. A offrirle supporto le divinità mandano Inugami, un uomo mezzo cane e mezzo uomo che possiede grande potenza e abilità uniche per lo sterminio dei demoni. Questa è la premessa di Demon Chaos, che ha cutscenes (non di qualità eccelsa) e simili dove vengono raccontate le gesta ed i movimenti militari di diversi clan e figure che conosciamo come Nobunaga Oda, Ieyasu Tokugawa e altri, persone che troviamo anche negli altri titoli musou, a cui Aoi e Inugami prestano supporto per sconfiggere i demoni anche a distanza di molti anni, dove loro invecchiano e Aoi chiaramente rimane sempre la stessa. Non è una trama eccezionale, Aoi e Inugami non hanno molta personalità (il secondo nulla, dato che è muto) e la cosa che ricorderò maggiormente è la opening iniziale in uno stile anime molto bello.

Il gameplay se conoscete i musou non devo spiegarvelo io: orde e orde e orde di demoni da trucidare spammando il tasto dell'attacco. La differenza maggiore è che siccome Inugami è potentissimo tutto quello che fa lo è pure ed è molto spettacolare vedere tantissime esplosioni e distruzione sprigionate dai suoi attacchi. Molto figo è l'attacco speciale che riguarda l'Ira, una barra per gli attacchi speciali posta accanto a quella della vita: con cerchio si fanno diversi attacchi speciali esplosivi ma tenendo premuto R1 e spammando quadrato (o cerchio), Inugami inizierà a correre velocissimo per tutto il campo di battaglia trucidando con facilità estrema tutto quello che gli capita attorno. La mappa ha tipo 4000 puntini rossi? Con l'Ira al massimo e questo attacco potete portarli a 100 in men che non si dica. Come detto la cosa è spettacolare da vedere ma come tutti i musou soffre di ripetitività, che viene accentuata dal fatto che le tante armi a disposizione (quasi 99) sono più o meno tutte uguali. Ma come per gli Yakuza e il loro gameplay, la noia in un musou è molto soggettiva: a voi magari fa schifo, ad altri invece non annoia mai e così via, nel mio caso la fatica l'ho sentita più verso la fine ma in generale mi ha intrattenuto. Quello per cui mi sono invece annoiato in fretta sono i nemici e gli ambienti: tutti uguali (ma tutti proprio, tutti dei ragni o insetti) e poco esaltanti, oltre che dal design piatto, un peccato. Nemmeno nei Dynasty Warriors c'è chissà che varietà in termini di nemici ma almeno c'è, tra mini boss, arcieri, nemici con altre armi ecc, qui invece nulla di questo.

Il gameplay di Demon Chaos ha anche un pizzico di strategia: premendo X, Inugami può far spawnare diversi tipi di colonne. La vita per curare se stesso e gli alleati, il fuoco per bloccare i nemici e danneggiarli e le colonne arco per far spawnare degli arcieri. Oltre a questo, si possono impartire dei semplici ordini per farsi seguire dagli eserciti alleati oppure farli fermare nei pressi delle colonne, così da curarsi o costrurirle più velocemente: non basta infatti scegliere quale colonna volere e il gioco è fatto, ma gli alleati devono starci vicini per costruirle, perdendoci qualche secondo. Come unica altra deviazione dal trucidare i nemici, Demon Chaos ha dei cristalli di sangue umano da far distruggere agli alleati. Sezioni che onestamente ho mal sopportato, principalmente per l'IA davvero stupida dei compagni che non ti seguono, rimangono bloccati da qualche parte a farsi menare oppure semplicemente non capiscono che devono distruggere il cristallo e basta. Mettiamoci anche che i nemici su schermo sono un'enormità ed a volte si crea un caos incredibile, molto confusionario, tra amici e nemici che si mischiano tra di loro e compagni che semplicemente non fanno quello che devono fare nemmeno se li aiuti e non ci sono nemici a dargli fastidio. La cosa peggiore è non poter danneggiare i cristalli da soli, possono farlo solo gli alleati purtroppo.

Graficamente il gioco non brilla, le texture sono sporche, gli ambienti piatti e c'è un aliasing abbastanza marcato. Aoi e Inugami hanno un design carino oltre ad essere tra i modelli più dettagliati (ci mancherebbe), la telecamera funziona bene e segue in modo dinamico le mosse speciali di Inugami e la corsa forsennata con R1+quadrato donando un effetto, come detto, spettacolare da vedere tra esplosioni e fiamme (di qualità non molto eccelsa in realtà). Qualche sporadico rallentamento dell'azione, dato che gli sviluppatori volevano dimostrare di avere il cazzo più grosso di tutti e il gioco ha più nemici a schermo di qualsiasi altro musou abbia visto (a volte, a quanto pare, anche 65mila a schermo tutti assieme). Longevità non molto alta, ci sono 16 livelli non lunghissimi mentre la rigiocabilità è quasi nulla dato che le armi da raccogliere sono tutte uguali fondamentalmente e gli extra sono classifiche sfide dove fare più punti possibili e simili, non molto allettanti. Praticamente nulla l'OST vera e propria, si sente più o meno sempre lo stesso brano e se cambia non me ne sono accorto mentre non posso parlare di boss perchè ce n'è solo uno, l'ultimo.

Demon Chaos, quindi, è sicuramente il musou più spettacolare con le sue mosse e azioni esplosive ma risulta anche uno dei meno allettanti per la qualità generale. Chissà, magari lavorandoci il binomio action/strategico poteva crescere e migliorare ma penso che Konami nemmeno ricordi di averlo fatto.

6.5

Voto assegnato da AmazingAlex
Media utenti: 6.5

AmazingAlex
Cover Shin Megami Tensei: Persona 4 per PS2

Backside of the TV.

E finalmente, dopo un'avventura durata ben 86 ore, porto a termine Persona 4. Dopo aver finito P5: Royal non solo mi è venuta voglia di giocare a più JRPG, ma anche di recuperarmi il resto della serie, andando indietro (quindi 4, 3..). Persona 4 è un gioco eccellente, che può stare tranquillamente seduto allo stesso tavolo di Persona 5 vanilla.

Le vicende vedono come protagonista Yu Narukami (il nome lo scegliete voi come sempre, ma questo è quello ufficiale): con i suoI genitori partiti per un viaggio di lavoro che li terrà per molto tempo lontani, Yu viene mandato a passare 1 anno da suo zio, il detective Ryotaro Dojima che ha una figlia che cresce da solo, Nanako Dojima, dopo la morte della moglie, nella città di Inaba. Poco dopo l'arrivo di Yu, in città viene ritrovato il corpo di una reporter morta e appesa ad un'antenna. Il corpoi viene trovato da una studentessa chiamata Saki Konishi che viene anche lei trovata poco dopo morta, impiccata ad un traliccio. Ciò che accomuna il ritrovamento di questi cadaveri è la nebbia, che appare molto fitta dopo diversi giorni di pioggia e che una volta scomparsa rivela i corpi senza vita delle vittime. Nel frattempo in città si sparge la voce riguardo al "Midnight Channel", un canale misterioso che viene proiettato dalle televisioni spente e permetterebbe alle persone di vedere la propria anima gemella. Ciò non è in realtà vero, perchè il canale esiste ma le persone che vengono mostrate sono le prossime che moriranno, non l'anima gemella. Iniziata la vita a scuola, qui Yu fa amicizia con Yosuke Nakamura, Chie Satonaka e Yukiko Amagi. I primi 3 vogliono saperne di più sul Midnight Channel e scoprono che una TV all'interno di Junes, il centro commerciale più famoso di Inaba, può essere utilizzata per entrare in contatto con il "TV World", un'altra dimensione popolata dalle Ombre, create dalle emozioni represse degli umani. Qui incontrano Teddie, una specie di orso, che vive lì e non sa molto di se stesso ma che è amichevole. Abbandonato il mondo della TV, Yu e Yosuke decidono di ritornarci poco dopo senza Chie e qui entrano in contatto con il potere dei Persona: per sbloccarlo, ognuno deve affrontare l'ombra di se stesso, una versione dei protagonisti che rivela loro i veri sentimenti e pensieri che provano. Inizialmente tutti rifiutano di credere che sia così, loro e l'ombra siano la stessa persona, ed è così anche per Yosuke: in questo modo Yu si trova a combattere con l'ombtra del suo amico e dopo averlo fatto, Yosuke capisce che si, le cose di cui parla l'ombra sono davvero i suoi pensieri più nascosti e accetta che sono la stessa persona, guadagnando l'abilità di usare il proprio Persona. Un processo che dovranno affrontare tutti, nella loro indagine sul Midnight Channel, alla ricerca del colpevole di tutto questo e provando a salvare le persone che compaiono sul canale (più o meno tutti i personaggi principali).

Volevo spendere qualche parola in più ad illustrare la trama di P4, perchè penso ne valga la pena per stimolare l'interesse a riguardo. E' una storia che mi è piaciuta molto, bella e coinvolgente e come su Persona 5 mischia insieme elementi seri, tristi e divertenti, con dei dialoghi ben scritti e personaggi che sono quasi tutti ottimamente caratterizzati. Dico quasi perchè Teddie non lo sopporto, anche se i suoi momenti belli durante la storia li ha. Il mio personaggio preferito probabilmente è Chie, che è anche la miglior waifu insieme don't @ me. Il gioco affronta spesso temi seri: la grande gelosia che Chie prova per Yukiko e che lei deve accettare sia reale, pur avendone paura; Kanji che fa finta di essere un duro, delinquente, per mascherare il proprio lato femminile perchè gli piace cucire e cose del genere, con il tema della sua sessualità mai davvero chiarito e che fece scoppiare diverse polemiche/discussioni all'epoca; oppure Naoto che, pur essendo donna, si veste da maschio per un motivo preciso. Cresciuta con un clima sessista intorno a lei, Naoto nel tempo si è vestita sempre di più al maschile, "fregando" molte persone che credevano fosse un maschio: il motivo è da ricercare nel fatto che pensa che essendo donna verrà sempre guardata storta da tutti e non presa sul serio nel suo ruolo da detective, anche perchè è molto giovane. Anche qui, all'epoca, ci furono molte discussioni al riguardo, anche considerando che nel suo dungeon, un laboratorio segreto, Shadow Naoto spesso parla di "trasformazione" (cambio sesso). Temi importanti, trattati secondo me nel modo corretto e con dei bei dialoghi tra il personaggio reale e la propria ombra. In generale, ho poco da dire di negativo sulla trama, con i personaggi che sembrano un gruppo di amici dall'inizio alla fine ed a cui è triste dire addio alla fine di tutto, un po' come accaduto per Persona 5.

Se avete giocato Persona 5, il gameplay lo troverete praticamente identico anche qui: ci sono le debolezze dei nemici da sfruttare, incantesimi di buff, debuff e non solo che conoscete come Agi, Zio e così via. La differenza principale è che qui non ci sono le maschere, ma i Persona si manifestano attraverso le carte dei tarocchi. A queste carte è legata la meccanica per acquisire nuovi Persona: quasi dopo ogni incontro ci sarà un piccolo minigioco dove molte carte verranno mischiate tra di loro. Ce ne sono di 3 tipi: quella che vi farà guadagnare un nuovo Persona, la carta vuota che non fa nulla e la carta con una X rossa, che non vi farà guadagnare gli XP e gli yen della battaglia appena conclusa. Non è un difficile pescare quella giusta, ma il gioco ogni tanto prova a renderlo più complicato facendo ad esempio andare velocissimo il mescolamento tra le carte per confondervi. Pescando una carta bianca o quella di un Persona, può esserci un ulteriore minigioco che può andare a vostro favore o sfavore: spunta la carta dedicata ad un qualsiasi Arcana (Tower, Love, Devil ecc) e vi viene chiesto se volete vedere cosa succede girandola. Se la carta alla fine del giro è dritta riceverete un buff, come più soldi o più XP dopo una battaglia, cura totale di HP e SP ecc; se la carta finisce a testa in giù riceverete un debuff, come meno XP e soldi, recupero degli SP ma HP portati a 1 (o viceversa), nemici più forti e altro. E' un'interessante meccanica risk/reward, che tiene un po' col fiato sospeso mentre si aspetta che la carta finisca di girare. Il gameplay in sè come detto è il solito collaudato sistema a turni, meno rifinito (chiaramente) o perfezionato di quello di Persona 5 ma che fa un passo avanti rispetto a quello del 3, dove il party non si può controllare in modo manuale, e che funziona molto bene. Anche qui viene sempre data molta importanza al tempo: dovete finire i dungeon in un tempo limite, prima che alla vittima accada qualcosa di brutto, e sarete sempre limitati a poter fare una sola cosa (stare con qualcuno o altro) di pomeriggio prima che faccia notte e dovrete dormire. C'è anche l'All out Attack, che io credevo fosse stato implementato solo su Persona 5. In giro ci sono anche diverse missioni secondarie, molto basilari: prendi questo oggetto dove ti dico, riportamelo e ti ricompenso con soldi o un oggetto.

Come scordarsi dei Social Links? Come nel 5 e dopo il 3, ritorna anche qui la parte social con relazioni amorose e amicizie da stringere fino a formare "un legame che non si può spezzare". Ce ne sono molti, alcuni che si possono mancare facilmente perchè dedicati ai lavori part-time, e sono tutti ben fatti. Più alto è il legame con loro, ognuno legato ad un Arcana diverso, più saranno gli XP che prenderete fondendo insieme i persona nella cara e vecchia Velvet Room, dove il buon Igor vi aspetta anche questa volta e dove si possono fare fusioni fino ad un massimo di 5 persona insieme. Fondere i Persona durante i giorni di pioggia garantisce anche che la fusione sia più forte o che il Persona guadagni un'abilità ulteriore.

Passando ai difetti, questi riguardano principalmente i dungeon e la difficoltà. I primi non possono competere con quelli di Persona 5 e non mi aspetto di certo questo, ma nemmeno così: ognuno ha 10 piani e sono 10 piani tutti uguali, dove non c'è molto da fare a parte uccidere nemici e aprire gli scrigni. Mi sarebbe piaciuta un po' più di varietà, invece il tema principale del dungeon (che so, la sauna per Kanji) viene copia incollato per 10 piani con stanze tutte uguali. Anche le OST non sono un granchè in questo caso: quelle "principali" sono sempre molto belle come Your Affection, Backside of the TV, l'ending theme (bellissima) e altre, ma quelle relative ai dungeon potevano essere migliori. Alcune sono molto carine e orecchiabili, altre così così: considerando che ricominciano sempre dall'inizio dopo ogni combattimento, rischiano di diventare un po' ridondanti. Uno dei motivi della loro estetica poco accattivante è che i dungeon sono generati proceduralmente, il che non aiuta a dargli una vera e propria identità.

E poi la difficoltà. Non la difficoltà in se, perchè il grado di sfida è ottimo e mi ha fatto "pensare" più che su Persona 5, stimolandomi molto, ma il balzo che spesso c'era tra un dungeon e l'altro: dopo uno in cui andavi una meraviglia, ne arriva un altro dove praticamente devi curarti ogni 3x2 ed i nemici ti aprono il culo. A volte in realtà succede pure nello stesso dungeon, da un nemico normale passi ad uno incredibilmente forte e resistente. L'IA è pure stronza, perchè può infilare di fila colpi critici e utilizzo delle debolezze non lasciandoti praticamente mai spazio per respirare. Anzi, spesso alcuni nemici sono DAVVERO stronzi e se la prendono solamente con te, ignorando i compagni, così se muori devi ricominciare dal salvataggio. Questa è la parte forse peggiore: morendo perdi tutto quello che hai fatto, esperienza e simili, perchè checkpoint non ce ne sono e se muori devi rifare tutto dall'ultimo salvataggio. Considerando che l'IA è stronza è una cosa che potrebbe capitare spesso, anche all'improvviso, e può risultare frustrante. Il farming necessario, quindi, è una cosa che vi farà sudare parecchio specie all'inizio dei nuovi dungeon. Molto tosti anche i boss, ma qui tolto il boss finale che è un maledetto non ho niente da dire, hanno tutti un grado di sfida ottimale che porta il giocatore a utilizzare di tutto tra oggetti, buff/debuff e simili. In generale credo che P4 sia più difficile di P5 (Royal incluso).

Graficamente il gioco non compie miracoli, i modelli dei personaggi sono carini ma non molto dettagliati così come l'ambiente circostante e rimane quindi un discreto colpo d'occhio, non migliorato appunto dal fatto che i dungeon son quello che sono. Enorme longevità come avete potuto capire all'inizio: ci ho messo 86 ore e sono certo di aver perso tantissime cose per strada. Tutto quello che ho fatto mi ha divertito e intrattenuto, non ho mai avuto un momento di noia se non quando mi sono messo a farmare appositamente per creare Yoshitsune. Ottimo il doppiaggio inglese come sempre e continuerò a preferire la voce di Chie qui rispetto a quella di P4: Golden.

Sono molto contento di aver completato Persona 4 e non faccio fatica a credere che ai tempi dell'uscita fosse uno dei migliori titoli in circolazione su PS2 e non solo. Lo anche adesso perchè, aldilà di qualche mancanza poi sistemata nel 5, reputo P4 un gioco invecchiato molto bene, che si lascia giocare e apprezzare tutt'ora.

9.1

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