Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti adesso per iniziare.
Immagine di sfondo Premi sull'immagine e trascinala per spostarla

Su Another Cinema (Comunità)

Tutto quel cinema che sfugge alle logiche convenzionali, autoriale e ricercato trova qui la sua dimensione. "Distruggere è meglio che creare quando non si creano le poche cose necessarie"

Gigetto

ha pubblicato un'immagine nell'album film

"The Killer inside me" è un film che, non conoscendo il romanzo né il film originale, bollai immediatamente come prodotto poco interessante per via del cast.
Jessica Alba, Kate Hudson… attrici da commediole romantiche, bah.
E poi Casey Affleck… che fosse un film nel quale il fratello l’aveva infilato, come fu per Will Hunting?

Mi sbagliavo, enormemente, incredibilmente, assolutamente.
TKIM è un film che osa raccontare un mondo così terrificante da poter essere descritto a stento.
TKIM è un film oscuro, come non ne avevo visto dai tempi di “Henry, portrait of a serial killer”, ma con un regia e una profondità e un’onestà di rappresentazione forte come non vedevo da tantissimo.
TKIM è un film narrato in modo superbo, con un’interpretazione eccellente di tutto il cast, con Casey Affleck in cima.
Questi, che interpreta il protagonista “Lou”, propone una performance eccezionale: distaccato, completamente mancante di empatia, senza emozioni (in linea con il profilo psichiatrico tipo di un serial killer) eppure passionale e a tratti divertito e divertente in modo sinistro, e poi di nuovo crudele e bestiale: il tutto è reso ancora più terrificante dal fatto che Lou sia stato insignito da un distintivo della polizia, e rappresenti l’autorità in una piccola cittadina dove tutti sanno tutto del prossimo, o credo di saperlo.

La violenza contenuta in questa pellicola è qualcosa che ho trovato più insopportabile di quella trovata nel primo Funny Games (l’originale) di M. Haneke: è stata di fatti oggetto di controversie, dato che si esprime sopratutto su personaggi femminili in modo davvero selvaggio, etichettando il film come “misogino”: ma almeno a mio avviso, non era una storia davvero possibile da raccontare in altro modo; rappresentare i demoni che urlano e sbavano nella testa di Lou, e tutta la furia ululante che a tratti lo annebbia in modo sempre più frequente, per poi tornare l’immagine della calma e della compostezza pochi minuti dopo, è qualcosa che non lascia spazio ad allegorie e cose lasciate all'immaginazione dello spettatore.

TKIM non è per stomaci deboli, e ancora oggi sono sorpreso di come sia stato un prodotto distribuito al cinema, credo senza censure.

Paragonerei la visione del film all’essere colpiti da un maglio in piena faccia, e tuttavia non posso fare a meno di consigliarlo a tutti quelli che accettino il fardello di violenza che esso reca con sé.
Troneggia oggi nella mia collezione di film, ma ancora non ho avuto modo, e forse il coraggio, di vederlo di nuovo: non posso tuttavia negarne la bellezza.

Non ci sono interventi da mostrare.