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Arcangelo Variele

ha scritto una recensione su The Slater

Cover The Slater per PC

Ambizioso ma complessivamente fallimentare

The Slater tenta di raccontare una crime story inscrivendola nel gameplay di uno stealth quasi puro, in cui la possibilità di combattere è praticamente "finta" perché tutto dipende dalla capacità del giocatore di portare a termine una missione senza mai farsi scoprire.

Sfortunatamente in questo schema, che teoricamente avrebbe tutte le carte in regola per funzionare, ci sono parecchi elementi guasti.

Tanto per cominciare, la trama è di una banalità sconcertante. Il solito ex poliziotto fuori dalle righe, in cerca di sanguinosa vendetta in un mondo di spietati gangster e mafiosi. A parte un colpo di scena (relativamente scontato), non ha da dire nulla che non sia già stato detto meglio altrove.

Il gameplay ha dinamiche stealth che vorrebbero ricalcare Hitman, con la possibilità (almeno teorica) di utilizzare diversi approcci per ottenere quanto ci occorre a raggiungere un bersaglio rimanendo in incognito, farlo fuori e andarcene senza che nessuno faccia caso a noi.

La visuale è in prima persona. Si ha in dotazione una pistola con silenziatore, ma il migliore e più discreto modo di sbarazzarsi dei nemici rimarrà sorprenderli alle spalle, strangolarli e nascondere il corpo fuori vista (in un armadio, un cassonetto e simili).
Sono previsti travestimenti, ognuno dei quali consente di muoversi in maniera "credibile" in aree altrimenti riservate; chiavi e tessere magnetiche; terminali per disattivare telecamere e sistemi di sicurezza e via dicendo.

Ad una prima occhiata l'impalcatura generale funziona, perché ognuna delle missioni di The Slater stimola il giocatore a guardarsi intorno, studiare l'ambiente, fare un po' di trial and error per capire come procurarsi le risorse che servono ad arrivare all'obiettivo e aggiustare gradualmente il tiro fino ad eseguire l'operazione in maniera impeccabile. Giocate per la prima volta, non sono poi così male.

Il problema è che, pur proponendo sulla carta approcci multipli alle varie situazioni, il gioco finisce per guidare troppo il giocatore, per imporgli un percorso che, a meno di irrilevanti dettagli secondari, non può discostarsi troppo da quello previsto, pena il fallimento.

I bersagli hanno quasi sempre un solo posto dove possono essere assassinati senza dare nell'occhio e scoprirlo si rivelerà alquanto semplice, anche se potrebbe non essere altrettanto facile arrivarci. Ma anche nella catena di azioni che ci portano a rimanere da soli con la nostra vittima designata, il corso d'opera è praticamente già scritto e i giocatori smaliziati di roba come "Hitman" o "Splinter Cell" capiranno quasi subito che di libertà di azione qui ce n'è ben poca. I contesti e le situazioni sono abbastanza fantasiosi, ma questa promettente premessa viene poi sprecata in un level design troppo "povero" e simile a un corridoio mascherato abbastanza male.

Anche sotto il profilo tecnico, la grandezza di The Slater è solo apparente. I filmati e le scene d'intermezzo sono realizzati decisamente bene e fanno pensare ad una possibile perla nascosta nel panorama indie. Quando si entra in gioco, i modelli sembrano confermare la buona impressione iniziale... ma solo fino a quando non si muovono!

L'animazione è imbarazzante. I personaggi, al di fuori dei bersagli, sono divisi in tre o quattro categorie (civili, poliziotti, inservienti, etc.), all'interno di ciascuna delle quali sono tutti identici tra loro. Si muovono in modo innaturale, goffo e con un perenne torcicollo nel tentativo di guardare SEMPRE nella nostra direzione, come a ricordarci che qualunque cosa losca dobbiamo fare, dobbiamo farla quando non c'è nessuno in giro. A volte ci sono dei bug di compenetrazione e comunque il design generale può essere definito in un solo modo: imbarazzante, appunto.

Il sonoro è mediocre e contribuisce a incrementare la sensazione di "innaturale" offerta dalla grafica, che fa sembrare tutto assai poco realistico e credibile. Se non altro, però, è funzionale e i suoni, così come anche le battute (doppiate malissimo) dei personaggi non giocanti possono aiutarci a inquadrare meglio la situazione ed evitare di fare errori.

La realizzazione a scarso budget viene fuori in tutta la sua brutalità nelle sequenze animate ed è facile intuire che anche l'IA dei nemici sia del tutto ininfluente (ammesso che ve ne sia) perché commettere un errore nella sequenza (praticamente quasi già scritta) di mosse che eviteranno di farci scoprire comporterà un allarme, l'accorrere di TUTTE le guardie esistenti sulla mappa (anche quelle più lontane) e la nostra fine in soli tre colpi, ai quali sarà quasi impossibile reagire dato che il movimento del protagonista è così legnoso da ricordare un "simulatore di camminata". Sarebbe stato meglio imporre un "game over" al semplice atto di essere scoperti, come fanno molti giochi stealth.

A proposito: a coronare il tutto, l'assoluta mancanza di checkpoint. Se disgraziatamente qualcosa va storto nel corso di una missione anche lunga (si parla di sessioni da venti o trenta minuti, anche sapendo più o meno tutto quello che si deve fare) bisognerà rifare tutto da zero.

Nel complesso The Slater parte da buone premesse e si propone un progetto alquanto ambizioso: realizzare un indie stealth con una buona grafica e dinamiche complesse e realistiche. Ma fallisce quasi completamente nel suo compito, diventando a tratti così imbarazzante da risultare ridicolo a vedersi e... divertire involontariamente per motivi diametralmente opposti a quelli previsti.

Malgrado questo, l'esperienza di gioco non è proprio tutta da buttare e può intrattenere per una manciata di ore chi non abbia per le mani uno stealth realmente degno di questo nome. Anche perché non è poi così lungo e, pur avendo un valore di rigiocabilità pressoché nullo, le missioni non sono poi così disastrose da completare per la prima volta. Ovviamente si può fare di molto meglio.

5.5

Voto assegnato da Arcangelo Variele
Media utenti: 5.5

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