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AsterMateus

ha scritto una recensione su Xenoblade Chronicles 2

Cover Xenoblade Chronicles 2 per Nintendo Switch

The lost Elysium

Il mio primo jrpg per Switch non poteva che essere il successore del già buono xenoblade uscito originariamente su Wii. XC2 è un gioco indipendente dal primo, con qualche richiamo sopratutto verso la fine ma, comunque, godibile anche da chi non giocò le avventure di Shulk e compagnia.
Ambientato nel mondo di Alrest costituito da uno sconfinato mare di nuvole, la storia vi vedrà vestire i panni del giovane recuperatore Rex che vive sul dorso di un antico titano. Questo perché, in una maniera simile ma differente al tempo stesso dal primo xenoblade, anche in XC2 i continenti del mondo sono costituiti da giganteschi titani che vagano nel mare di nuvole.
La vita di Rex cambierà radicalmente quando incontrerà una donna, Pyra e deciderà di condurla all'Elysium, cioè una sorta di paradiso perduto leggendario che si dice sorga sopra l 'albero del mondo che domina Alrest. Inizierà così il viaggio di Rex e Pyra e dei loro compagni (di cui è meglio se non faccio nomi) alla ricerca di verità antiche e di un modo per evitare che i titani muoiano, braccati da una misteriosa organizzazione interessata a Pyra, in un crescendo di rivelazioni e colpi di scena.
Una delle novità enormi introdotte da XC2 risiede nei gladius cioè vere e proprie armi dalle sembianze umane che saranno membri del party e equip. al tempo stesso. Ogni gladius possiede una specifica classe (e arma) come difensore, attaccante o guaritore e quindi cambiare gladius assicura una certa versatilità del personaggio cui quel gladius è assegnato in battaglia, oltre che l'uso di armi e abilità diverse.
Ogni gladius inoltre possiede una propria rete di abilità che possono essere sbloccate soddisfacendo certe condizioni e rendendolo così più potente.
Il sistema di battaglia ricorda quello del primo xenoblade; tornano gli autoattacchi e le abilità assegnate alla pulsantiera dei comandi e sono stati aggiunti gli attacchi dei gladius eseguibili tramite la pressione dei tasti che appaiono su schermo. Questo significa che sia i pregi che i difetti del battle system di xenoblade sono tornati come la sostanziale inesistenza di abilità curative, se non poche e abbastanza aleatorie, che in certi momenti possono rendere le battaglie più difficili più frustranti che impegnative. Nulla di sconvolgente comunque considerando che le pozioni curative vengono rilasciate abbastanza frequentemente in battaglia, a patto di essere rapidi nel prenderle sennò scompaiono.
L 'esplorazione del mondo di Alrest è ben riuscita con scenari splendidi in alcuni casi e comunque completamente esplorabili per scoprire bottino nascosto, luoghi segreti e boss opzionali. I titani sono tutti variegati e interessanti e richiedono di essere esplorati nuovamente nel corso del gioco per raggiungere aree prima inacessibili o affrontare qualche avversario all'origine troppo potente.
Ci sono alcuni elementi che francamente non ho digerito.
Iniziamo dal sistema usato per acquisire nuovi gladius; tolti quelli "scriptati", gli altri si ottengono casualmente usando la sezione risonanza nel menù principale.
Il fatto è che per ottenere un gladius unico dovrete attivare prima una quantità abnorme di cristalli e, verso le ultime ore di gioco, non otterrete neanche un gladius unico, considerando che ne avrò usati una cinquantina e sono tutti standard.
Altro elemento che si sarebbe sicuramente potuto fare meglio riguarda l'orientamento nelle mappe, con una bussola schizofrenica a volte di difficile interpretazione.
Infine non ho apprezzato la scelta di inserire nella storia principale dei piccoli "blocchi" costituiti dall'uso delle abilità dei gladius, come ad esempio aprire una porta chiusa; fosse stata una cosa confinata alle sole attività secondarie, ok, ma che, al penultimo capitolo del gioco io debba perdere 1 quarto d'ora per aprire una porta usando le abilità dei gladius, mi ha mandato in bestia.
Si tratta comunque di piccoli nei che non minano la bontà di questo bel titolo sia chiaro.
Accanto alla storia principale si pongono le missioni secondarie, alcune molto semplici e basilari, altre più complesse.
Inoltre ogni gladius possiede una sua missione secondaria che vi permetterà di scoprire meglio il personaggio e sono tornati gli eventi che permettono di aumentare l 'intesa tra i personaggi, sparsi nelle varie aree di Alrest.
La Ost è superlativa e, sinceramente l' ho preferita a quella del primo xenoblade, così come tutti i personaggi.
La longevità varia dalle 50 ore per la sola storia principale, fino alle 80 se volete fare tutto quello che il titolo ha da offrirvi.
XC2, in chiusura, prende quello che di buono aveva il suo predecessore e lo migliora senza però rinnegare le sue origini, offrendo una storia semplice in apparenza, almeno all 'inizio, ma che rivela strati di complessità e grandiosità raggiunta la decina di ore, condendo il tutto con un ottimo cast di personaggi, buoni e antagonisti al tempo stesso e regalando ore di puro divertimento made in Japan, quindi è caldamente consigliato a tutti gli amanti del genere.

9

Voto assegnato da AsterMateus
Media utenti: 8.8 · Recensioni della critica: 9

AsterMateus

ha scritto una recensione su Shadow of the Tomb Raider

Cover Shadow of the Tomb Raider per PS4

Beautiful apocalypse

Terzo e ultimo capitolo della "trilogia della sopravvissuta", Shadow of the tomb raider conclude col botto la nuova serie iniziata nel 2013 con il reboot "Tomb Raider"; questa volta però ci troviamo davanti ad un gioco sviluppato e pensato proprio per le nuove generazioni di console, considerando come i primi due arrivarono su ps4 solo come remastered, il primo e complete edition da xbox360 e xbox one il secondo.
In questa sua ultima avventura Lara si troverà impegnata ad affrontare nuovamente la Trinità tra il Messico e il Perù, sempre sospesa tra il suo doloroso passato e la sete di avventure e conoscenze. Questa volta però la nostra archeologa dovrà pagare il prezzo delle sue azioni e della sua ossessione, perché metterà non consapevolmente in moto una serie di eventi drammatici. In una corsa contro il tempo, dovrà sventare i piani della Trinità, tra cataclismi, inondazioni, terremoti ed eruzioni vulcaniche, nella febbrile ricerca di un antico manufatto in grado di impedire la morte del sole e, quindi, l'apocalisse.
Da queste premesse ben si comprende la maestosità e la "carica" del titolo.
Le ambientazioni sono molto più vaste rispetto ai primi due capitoli, basti pensare come sono aumentate le aree abitate esplorabili ma sono soprattutto da un punto di vista estetico, magnifiche; giungle, rovine, tombe mortali, villaggi, montagne e templi, riusciranno a catturare l'attenzione del giocatore con i loro scorci mozzafiato e, con la comoda modalità fotografica potrete dare libero sfogo al fotografo provetto che è in voi.
Un elemento di divergenza rispetto al passato è sicuramente l'enfasi posta sull'esplorazione. Infatti dovunque andrete ci saranno luoghi da esplorare non legati alla trama principale e carichi di segreti e collezionabili da trovare, come gli immancabili documenti che ampliano la conoscenza della cultura Maya, inca e azteca o le reliquie. Invece il combattimento ha una presenza meno "ingombrante" rispetto al passato; c'è ovviamente e anzi credo sia inserito in maniera più intelligente e dinamica, come nelle tombe opzionali, cosa mai successa in passato, o nelle missioni secondarie quindi chi sostiene che il combattimento sia "inesistente" avrà giocato qualcosa di diverso. Inoltre sono state inserite delle fasi in cui Lara dovrà agire come un sicario nell'ombra, utilizzando il fango per mimetizzarsi con l'ambiente circostante e sterminare pian piano gli incauti nemici.
Tornano le ormai immancabili abilità, acquisibili dagli accampamenti e le modifiche alle armi, come archi, pistole, fucili a pompa ecc..
Oltre alla entusiasmante quest principale le missioni secondarie regalano delle sorprese rispetto al passato essendo più varie e ben scritte, tra una missione in cui dovrete risolvere un omicidio, una in cui dovrete scacciare dei farabutti da un villaggio e un'altra dove dovrete risolvere i misteri di un antico convento, solo per fare degli esempi, donano tutte carattere all'intera esperienza.
Tornano tutti gli elementi di "Sopravvivenza" come la lotta con i grandi felini o la raccolta di erbe medicinali, con l'aggiunta degli unguenti che possono essere usati per potenziare temporaneamente le capacità di Lara.
Nel gioco sono presenti costumi, rintracciabili nelle tombe o acquistabili nei negozi, che influenzeranno le abilità della protagonista ma dovrete però ripararli mediante il consumo di materiali prima di poterli indossare.
La OST, rispetto ai precedenti due capitoli, non é mai stata così azzeccata e la longevità supera le 30 ore se decidete di fare ogni cosa che il gioco vi offre.
L'ultimo viaggio di Lara é emozionante come non mai, adrenalinico, spumeggiante e grandioso. Una stupenda conclusione di una trilogia consigliata a tutti, con una protagonista iconica e in continua evoluzione che con la sua determinazione e caparbietà insegna come siamo noi, ognuno di noi, a forgiare il nostro destino.

10

Voto assegnato da AsterMateus
Media utenti: 7.6 · Recensioni della critica: 8.5

AsterMateus
Cover Call of Cthulhu: The Official Video Game per PS4

Mindfall Remedy

"Non è morto ciò che può vivere in eterno,
e in strani eoni anche la morte può morire"

Non è un mistero che H.P.Lovecraft sia considerato il padre della letteratura dell'orrore, capace col suo immaginario fantastico di influenzare nel tempo tutta una serie di settori come la musica o i videogiochi e la frase sopra riportata rappresenta emblematicamente il genio e l'opera dello scrittore di Providence. Call of Cthulhu è solo l'ultima delle creature videoludiche ispirate dalla fantasia lovecraftiana ma, e lo dico senza mezzi termini, si tratta del miglior gioco dedicato ai miti di Lovecraft, quello che meglio riesce a catturare l'atmosfera e le sensazioni rese dallo scrittore.
Il gioco è ispirato all'intero ciclo di Cthulhu, in particolar modo ai racconti "Il richiamo di Cthulhu" e "Un'ombra su Innsmouth". Call of Cthulhu è un'avventura narrativa, con elementi horror e investigativi in cui le vostre scelte contano.
La vicenda vi vedrà vestire i panni del reduce di guerra nonché investigatore privato Edward Pierce, tormentato da incubi cui solo l'alcol sembra porre rimedio, cui verrà assegnato un insolito caso; scoprire la verità dietro la misteriosa morte in un incendio della famosa pittrice Sarah Hawkins, di suo marito e del figlio. Pierce partirà così alla volta dell'isola di Darkwater, dimora ancestrale della famiglia Hawkins, dove ogni ombra cela un segreto e nulla è come appare.
Qui Pierce collaborerà con una serie di alleati improvvisati per squarciare il velo di mistero che circonda l'isola e svelarne i misteri sommersi e gli orrori ancestrali, percorrendo il confine tra realtà e finzione, sanità e follia totale.
Chi conosce Lovecraft allora saprà come l'orrore procede di pari passo con la follia e l'ignoto; in CoC la sanità mentale del nostro protagonista è ben rappresentata dal sistema di "Trauma psicologico", in cui ogni nuova visione da incubo e ogni contatto con l'ignoto avranno degli effetti sulla psiche di Pierce. Questi "traumi" sono in molti casi legati alla trama principale ma non sempre; infatti, per esempio, fin da subito avrete la possibilità di seguire un sentiero che vi condurrà ad un incontro molto particolare.
Una precisazione è d'obbligo: CoC non è un open world come qualcuno magari poteva aspettarsi, precisando che, per il tipo di storia che racconta e per il tipo di gioco che è, il suo essere "a senso unico" è assolutamente azzeccato, motivo per cui la storia progredirà nel corso dei vari capitoli fino all'epilogo della vicenda e le varie ambientazioni verranno visitate nel corso del gioco, senza possibilità di ritornare indietro per approfondire le ricerche o altro.
Il comparto tecnico è buono e, pur non essendo all'ultimo grido, riesce comunque a rendere ottimamente il senso di oscurità e mistero che popola Darkwater e i suoi abitanti, complice anche una OST sempre azzeccata e al passo coi tempi della narrazione. La cura e il dettaglio con cui gli ambienti sono stati realizzati è certosina e aiuta il giocatore a immergersi nel mondo di gioco, come nel caso di villa Hawkins, oppure nella decadenza del porto di Darkwater e in altre ambientazioni suggestive.
Il gioco presenta una componente RPG non da poco grazie alle caratteristiche di cui gode Pierce, cioè investigazione, medicina, occultismo, fiuto, psicologia, forza e eloquenza. Ognuna di tali
capacità potrà essere potenziata mediante i punti abilità di cui Pierce entrerà in possesso nel corso delle sue investigazioni e influiranno concretamente sul gioco; ad esempio con un alto tasso di forza potrete aprire le serrature; con medicina potrete analizzare i corpi o delle misteriose sostanze; con psicologia potrete svelare i misteri del comportamento dei personaggi ed è appena il caso di ricordare
come il finale che otterrete dipenderà anche dalle caratteristiche del vostro personaggio.
Un elemento interessante è costituito dalla modalità nota come "Ricostruzione" in cui Pierce, facendo affidamento alla logica e alle proprie capacità deduttive, potrà appunto ricostruire le scene di un crimine per capire come sono andate realmente le cose, garantendo così ulteriore profondità alla trama mediante un approccio originale.
Ogni amante di Lovecraft non potrà che gioire davanti alle sorprese disseminate per il gioco, come ad esempio un certo misterioso amuleto di giada, o i riferimenti alla Miskatonic University e anche i trofei costituiscono un omaggio all'artista di Providence con i loro richiami ad altre opere, come "I ratti nei muri" o "L'ombra venuta dal tempo".
Per completare il gioco io ho impiegato 13 ore, esplorando tutto e cercando in ogni singolo anfratto e anche se andaste di fretta, in meno di 8 ore non lo finirete in ogni caso e comunque non sono le 4 ore di cui certa gente parla online, sparando colossali scemenze.
Call of Cthulhu è un titolo realizzato dai fan di Lovecraft, principalmente per gli amanti delle sue opere, fermo restando come chiunque potrà avvicinarsi al gioco e provarlo per quello che è, cioè un ottimo concentrato di mistery e horror che vi terrà incollati allo schermo fino alla fine della storia, che vorrete quasi godervi tutta d'un fiato. Il richiamo di Darkwater saprà catturarvi ma ricordate: Chi può sapere come andrà a finire? Ciò che è risorto può cadere, e ciò che è caduto può risorgere.

9

Voto assegnato da AsterMateus
Media utenti: 9.1 · Recensioni della critica: 7.1

AsterMateus

ha scritto una recensione su Rise of the Tomb Raider

Cover Rise of the Tomb Raider per PS4

Nightside of Siberia

Secondo capitolo della "Trilogia della Sopravvissuta", Rise of the Tomb Raider fu originariamente una esclusiva temporanea microsoft, per poi giungere su ps4 in una edizione celebrativa dei 20 anni della serie, contenente tutti i contenuti aggiuntivi e le migliorie apportate al gioco.
Questo secondo capitolo è direttamente connesso al precedente dal punto di vista narrativo, visto che la nuova avventura di Lara prende il via proprio per fare in modo che la giovane archeologa possa trovare la verità sulle ricerche del padre riguardanti l'immortalità dell'anima, ampliando e approfondendo il background della protagonista nonché il suo passato. Braccata da una misteriosa organizzazione nota come "Ordine della Trinità", Lara seguirà la leggenda del Profeta immortale di Costantinopoli fin nella gelida Siberia. Qui scoprirà come le fredde lande siberiane nascondono un segreto millenario e sarà suo compito fare in modo che la Trinità non prenda il sopravvento.
Come nel precedente capitolo torna il taglio cinematografico del titolo, sempre adrenalinico e coinvolgente, ma questa volta la narrazione è maggiormente influente e "vigorosa" in un certo senso, vista anche la presenza di qualche plot twist notevole.
A livello di ambientazione e di mappe si passa dunque dall'isola giapponese del primo capitolo al freddo siberiano, con paesaggi innevati, rovine nascoste, valli geotermiche e caverne glaciali che offrono scorci stupendi, inseriti in un ambito simil open world, con mappe più vaste come la ex base sovietica e altre invece più lineari.
Rispetto al primo capitolo, in Rise la componente survival è stata migliorata ed estesa. Sarà infatti necessario creare le frecce, nonché gli unguenti medicinali, affrontare pericolose bestie feroci come orsi delle caverne o grandi felini e il tutto offre un'idea ancor più "realistica" delle peripezie della protagonista.
I combattimenti si svolgono in maniera analoga al primo capitolo, quel che cambia sono sostanzialmente alcune armi non presenti nel primo gioco, quindi bisognerà ancora una volta sfruttare adeguatamente le coperture e massacrare i nemici nel frattempo.
Tra le novità è opportuno menzionare il negozio cui si potrà accedere in una delle aree del gioco, in cui potrete acquistare armi o accessori utili pagando con le antiche monete bizantine che troverete sparse un po ovunque nel mondo di gioco e la presenza di sidequests che, pur non essendo molte, offrono dinamismo all'intera esperienza.
Ogni area del mondo di gioco offre delle sfide opzionali, come il distruggere un certo numero di manifesti sovietici o colpire dei bersagli e sono tornate anche le tombe della sfida, questa volta sono 9, più vaste rispetto al precedente capitolo e dotate di enigmi più complessi.
Lo sviluppo di Lara segue lo schema già visto nel precedente capitolo, quindi presso ogni accampamento sarà possibile spendere i punti abilità guadagnati per far acquisire all'archeologa nuove capacità di caccia, combattimento o di sopravvivenza, oltre che potenziare la proprie armi per sopravvivere alle insidie del viaggio.
La OST è puntuale come sempre, dinamica nel senso che muta all'approssimarsi dei nemici, nonché sempre perfetta nelle fasi più concitate di gioco.
La versione ps4 include come già detto tutti i Dlc dedicati al gioco, tra cui "Baba Yaga: il tempio della strega", dove dovrete soccorrere un personaggio scomparso nella valle dove si dice abbia dimora la leggendaria strega russa o altre modalità di gioco accessibili dal menù principale, come "Fredda oscurità" in cui Lara dovrà impedire il diffondersi di un pericoloso virus che trasforma le persone in esseri spietati o il notevole "Maniero Croft", che approfondisce la storia della famiglia di Lara portandovi ad investigare la villa alla ricerca dei suoi segreti e degli indizi circa la scomparsa della madre della protagonista, cercando al tempo stesso di impedire che un personaggio senza scrupoli possa prendere possesso della magione.
Se a questo si aggiunge la modalità "Stoicismo", cioè una vera e propria sopravvivenza estrema affrontabile sia in single player che in multi, si capisce come la longevità del gioco possa raggiungere anche le 40 ore, mentre ne saranno necessarie dalle 25 alle 30 (contando però anche il necessario "Maniero Croft"), per fare solo il gioco con i suoi contenuti rilevanti a livello di storia.
Dunque non un "More of the same" come disse qualcuno ma un'esperienza migliore della precedente sotto ogni punto di vista, che continua il viaggio della nuova Lara alla ricerca di se stessa e di chi, infine, diventerà; genuinamente toccante e che consente anche di riflettere sul proprio ruolo nella vita (e nel mondo).

9.4

Voto assegnato da AsterMateus
Media utenti: 8.4 · Recensioni della critica: 8.9

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