D.a.i, devo dimenticarlo, è meglio.
So che può apparire paradossale dirlo mentre mi accingo a scriverne una recensione, ma Dragon Age Inquisition ( DAI per gli amanti degli acronimi come me ) è un gioco così mal pensato, mal realizzato e in ultima istanza brutto da non averne proprio voglia di parlarne. È un incipt piuttosto netto ok, ma tale e tanta è l'amarezza nel veder finire cosi un brand come Dragon Age ( si pure il secondo, che seppur fatto in fretta era dignitoso e davvero ben fatto lato narrativa ) e una casa di sviluppo come Bioware che non potevo esimermi. Ma non sono le mie solo considerazioni personali, oggettivo è che molto di ciò che era stato creato in passato è stato mandato al macero in nome di una schizofrenica confusione che evidentemente ha regnato sovrana in quel del Canada per tutto in il tempo dello sviluppo. Non riesco altrimenti a spiegarmi la generale piattezza della storia, con uno dei peggiori villain che io ricordi a far da corollario a personaggi molto classici ( ma quello in bioware non è mai stato un problema ) ma anche variabili dal piatto all'inutile al meritevoledimortedolorosaepossibilmentelunga. Un'agonia narrativa che salvo un caso almeno me li ha fatti odiare, e non nemici o gente secondaria, ma proprio i compagni del party, gente con in teoria il giocatore dovrebbe affezzionarsi o almeno provare una benché minima parvenza di empatia. E parlando della storia essa si mantiene sui medesimi standard qualitativi, piatta, banale zeppa di incongruenze logiche e forzature narrative che i film di Michael Bay scansati proprio. Non ci siamo, non ci siamo per niente. In moltissime occasioni avvengono eventi, vengono prese decisioni cruciali senza un benché minimo raziocinio, chiaro sintomo di una pessima sceneggiatura scritta per incanalare gli eventi in un certo modo senza sapere come rendere coerenti gli eventi. L'unica spiegazione data romane un perchè si. Ma se tutto questo appare già un disatro per quello che vorrebbe definirsi un gdr abbiamo a far da contraltare un gameplay estremamente semplicistico, con chiare derivazioni da mmo ma rvarie e bilanciate come un gioco scritto da un bimbo di 4 anni. Poche classi, nessuna scelta nello sviluppo dei pg, pochissime skill e pure sbilanciatissime ( si cavaliere arcano, sto parlando di te ) e zero tatticismo. La pausa tattica non funziona, in quanto il cursore non può andare oltre gli ostacoli ( se create il muro di ghiaccio il cursore non può oltrepassarlo, un errore di game design tanto grave da rasentare l'incomprensibile ) e in generale il combattimento è una noia mortale di spam di attacchi fissi contro nemici spugna vileda con occasionali cooldown di attacchi speciali con ricarica rapida continua. Non bisogna più regolare il mana, non bisogna più regolare il vigore, non bisogna più regolare un bel niente. Solo tenere premuto il trigger degli attacchi automatici e premere tasti delle special finche il nemico non vien giù e nel mentre gustarsi le animazioni da pagliacci dei propri personaggi. Giusto per gli equipaggiamenti si salva qualcosa, sia in quantità che in personalizzazione. Pure lo stile è caruccio anche se un pelino troppo manga. Ma non basta certo questo per risollevare una tal cloaca di errori progettuali e di game design. Pure le basi dei gdr sono state mandate a ramengo, e con questo intendo l'elemento più grave, disprezzevole ed odioso di Dai, le quest secondarie. Ecco, il problema è che proprio non esistono. O meglio ci sono ma sono TUTTE fetch quest. Tutte, senza un dialogo, senza un approfondimento della lore. Senza pathos ne storie. Rimane il nulla, solo un paio di note lasciate qua è la con due stupidaggini in croce e un war table che doveva essere il Nemesis System con gli steroidi e invece ha importanza sia narrativo che di gameplay pari a zeno.