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ha scritto una recensione su Detention

Cover Detention per PS4

Il club del libro ed il terrore bianco

Detention è probabilmente uno dei migliori giochi horror usciti da qualche anno a questa parte. E parlo dell'horror bello, quello fine; perché oltre a farci accapponare la pelle, ha qualcosa da raccontare.

E' proprio dall'urgenza di rendere nota una storia importante che gli autori sono partiti a costruire il gioco. Detention è ambientato in Taiwan negli anni '60, durante una legge marziale che reprime ogni forma di dissenso al regime; che sia un idea o un libro (di cui si parlerà molto nel gioco) e che rende la vita più difficile. Allo stesso tempo, senza lasciare in secondo piano la vicenda storica, Detention riesce a narrare anche il contesto familiare della protagonista.

Nel particolare la storia narra di Ray, una giovane studentessa, che nel mezzo di un tifone si trova isolata nella sua scuola e, mentre attende il passare della notte, finisce in preda ad un incubo che sembra trasformare tutto in qualcosa di molto oscuro.

La natura 2D di Detention si sposa alla perfezione con i disegni particolarissimi che risultano "Creepy a modo loro" e a differenza di altri indie non fa sentire la mancanza di una terza dimensione per far sembrare il gioco importante. Una cosa da premiare è la grandissima cura per i particolari che rendono l'ambiente davvero credibile e costellato da pezzi di tradizione orientale. Le mappe poi, sono disegnate molto bene anche se saremo costretti ad un minimo di backtracking, come da tradizione, in pochissime macro-aree.

A ostacolarci ci saranno una manciata di spiriti presi dal folklore e presentati come delle leggende su dei fogli che troveremo durante il nostro percorso. Non si può combatterli ma bisognerà sfruttare delle basilari meccaniche stealth per aggirarli come ad esempio trattenere il respiro quando ci passano a fianco o semplicemente fuggire

Ci tengo a precisare che il gioco non è mai scorretto nei nostri confronti;
ogni elemento chiave si trova al posto giusto in modo da prepararci per tempo e addirittura evitandoci eccessivi vai e vieni da posti inutili, sensazione che non ho mai provato in un gioco del genere.

Non ci sono veri e propri jumpscare. Piuttosto, in qualche rarissimo caso, ci sono delle sequenze con tagli veloci che rimangono comunque costruite con molta intelligenza. L'orrore è dovuto più che altro alla storia di sfondo e alle ambientazioni che sembrano aver assorbito ogni residuo delle oscure vicende narrate. Vorrei non nominare altri giochi perché ormai per identificare un horror moderno, l'appellativo migliore sembra essere diventato "silenthilliano", ma in questo caso gli ambienti ricordano davvero molto, in un senso estremamente positivo, l'otherworld di Silent Hill come anche la tipologia di enigmi: intelligenti anch'essi, molto simbolici, quasi rituali, a volte abbastanza complicati ma sempre risolvibili con la logica.
In tutto Detention, in realtà, è difficile rimanere bloccati. Non perché il gioco sia particolarmente lineare ma perché, più che in altri titoli che usano soluzioni assurde, qui basterà sempre seguire la logica ad eccezione forse di qualche parte più eterea e volutamente lineare verso il finale.

La musica infine ci accompagnerà dall'inizio alla fine dell'avventura con tracce quasi esclusivamente d'ambiente molto avvolgenti e talvolta sofferenti. In cuffia l'amalgama generale è quasi psichedelico dopo un po' di tempo e ovviamente quando c'è n'è bisogno diventa estremamente inquietante mescolandosi quindi benissimo con gli effetti sonori e con l'ambientazione. Da brivido.

Per concludere non posso che consigliarvi questo gioco e dire che chiamarlo gioco è riduttivo perché più che in altri casi si parla di un esperienza a 360 gradi costruita ad opera d'arte, nonostante qualche giocatore possa avere una prima impressione di amatorialità data dalla natura indie del titolo.
Direi che se c'è un gioco che possa essere definito "silenthilliano" questo è proprio Detention, senza niente togliere alla sua originalità data da altri mille fattori e spinto dal dovere di raccontare una storia importante sollevando temi adulti che probabilmente ci lasceranno a riflettere per un po'.

Inaspettato ed essenziale.

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