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Bux92

ha scritto una recensione su The Evil Within

Cover The Evil Within per PS4

“Sarai in grado di vivere con te stesso, sapendo quello che sto per farti fare?”

PREMESSA:

TEW è un videogioco tps e survival horror uscito nel 2014, pubblicato da Bethesda Softworks e sviluppato dalla nipponica Tango Gameworks. Ideatore del progetto nonché al timone di tutto l'egregio Shinji Mikami, creatore conosciuto per aver dato alla luce i primi RE, quelli veri. Mikami a differenza di Capcom è uno che ascolta i desideri dei fan, che volevano un titolo che riportasse in auge il gameplay dei videogiochi survival horror tra il 1996 e il 2005, ebbene quel genio di Shinji ci ha accontentati. Infatti esso si era messo a lavorare su un progetto nuovo e misterioso, in Giappone conosciuto come “Psychobreak”, in Occidente “The Evil Within” (Il male dentro, nome azzeccato). Nonostante le pessime prime impressioni ricevute dalla critica, il titolo infine è riuscito a sorprendere in positivo molti, sopratutto le scettiche testate giornalistiche. Il caro Mikami in effetti riesce solo in parte a mantenere le promesse, d'altronde è impensabile, al giorno d'oggi, riuscire a mantenere perfettamente meccaniche di giochi di 10 anni fa o più.

TECNICA:

Tecnicamente parlando il risultato è buono ma nulla di più, non brilla anzi forse è un pochino deludente. Il comparto visivo annaspa un po, perché il gioco si è trovato a cavallo tra due generazioni: quella “old-gen” (la generazione vecchia, ps3 e x360) e la “curren-gen”, (l'ultima generazione uscita, ps4 e xone) e ha dovuto accontentare entrambe, è chiaro che per farlo girare su ps3 hanno dovuto azzoppare, tirando ai ferri corti, la versione ps4. Tutto monta il motore grafico ID TECH 5, la varietà dei nemici è più che buona e ben definita, anche gli ambienti sono ben realizzati con giochi di luce ed ombra e caratterizzati da corpi straziati, scie di sangue e rumori inquietanti. Il tocco del “sensei” Shinji Mikami si vede nel magnifico level design, alcuni luoghi sono così: claustrofobici, immersivi ed opprimenti pieni di sporcizia, sangue suoni malevoli e un'aria sinistra, da sembrare che il tanfo di schifo esca dallo schermo e ti assalga. Ogni angolo trasuda di un mix tra: follia, orrore puro, disperazione e anche un po di malinconia. Nella controparte cattiva abbiamo: scene scriptate poco interessanti, texture scadenti, ridondanti, poco dettagliate, vecchie e riciclate, ad esempio le superfici di alcuni oggetti viste da vicino sono piatte. Oppure gli insetti che camminano in fila indiana sono solo proiettati su pareti in 2D, si vedono ancor prima di accendere il televisore che sono troppo finti. Il buio serve a creare più inquietudine ma non solo, serve anche a nascondere le imperfezioni tecniche. Non è tutto da buttare, la difficoltà giustamente non strizza l'occhio ai neofiti, l'intelligenza artificiale è all'altezza e i nemici sono sempre aggressivi e tendono ad accerchiarti. Ottimo sonoro, con effetti ben realizzati tra: urla angoscianti, rumori improvvisi, cigolii deviati e ticchettii snervanti ed opprimenti. Musica perfetta con il giusto mix d'ansia e silenzi malvagi. Buon lavoro anche per il doppiaggio italiano, sorvolando qualche traduzione distorta e qualche battuta infelice.

GAMEPLAY:

Il gameplay è divertente, Mikami da una rispolverata a meccaniche vecchie combinando in maniera sapiente elementi: action, shooting, stealth e puzzle solving. L'azione è spesso seguita da un numero di proiettili davvero limitato appena sufficiente per superare certe sezioni, a volte addirittura non bastano, c'è davvero poco margine di errore. Lo shooting nelle prime fasi, senza ancora aver potenziato nulla, serve a poco. Il personaggio è lento a mirare e le armi sono: poco veloci, imprecise, deboli ed oscillanti. Dimenticatevi del corpo a corpo, è una delle cose più inutili che abbia mai visto. I nemici quando cadono non è detto che siano morti, spesso si rialzano, nemmeno se li prendi in testa tirano le cuoia. L'unico modo per sbarazzarsene al 100% è di bruciarli, ed è possibile solo se sono distesi in terra, tramite l'uso dei limitati fiammiferi. Anche nel corso del gioco le munizioni saranno distribuite in modo estremamente pidocchioso, sopratutto a difficoltà alte (meglio). Gli enigmi sono deludenti, per risolverli quasi tutti basterà dare una rapidissima occhiata in giro o sui muri, bah il più complesso richiede 10 minuti al massimo. La componente stealth è carina, basta arrivare alle spalle di un nemico e premere un tasto per ucciderlo, va usato questo metodo nelle fasi iniziali perchè le armi sono pietose, anche se riuscire ad aggirarli silenziosamente non è così facile. E' stata data una rispolverata al sistema di salvataggio introducendo vari checkpoint anche nelle sezioni più lunghe, oltre che nelle zone fisse. Questi punti di salvataggio manuali si trovano all'interno di stanze che, tramite uno specchio, vi trasporteranno nel subconscio del protagonista, una sorta di mondo parallelo. Ovvero un'ospedale psichiatrico con obitorio, in questa “zona sicura” si può sfruttare un buon ed efficacie sistema di upgrade del personaggio e delle armi, raccogliendo una sostanza verde dai cadaveri dei nemici (come drop) e nascosta nei livelli. Inoltre si potranno utilizzare delle chiavi, scovandole nei luoghi più reconditi, che servono per aprire dei tumoli per rifornimenti extra. E' presente anche un piccolo sistema di crafting, disinnescando trappole si otterranno dei pezzi per creare vari tipi di dardi per la balestra. Comunque non è tutto oro quel che luccica, il gameplay ha i suoi difetti non indifferenti: gli svariati punti con frustranti e odiose meccaniche trial-and-error, gli eccessivi cali di ritmo dovuti al crafting, i puzzle ridicoli e privi di originalità e una hitbox dei nemici deplorevole che non manca di far bestemmiare.

TRAMA:

La trama è ottima, distintamente contorta, d'altronde dalla mente fuori dal comune di Mikami non ci potevamo aspettare niente di meno.

La storia vede come protagonista il detective Sebastian Castillanos, che si trova alle prese con una forza misteriosa tutt’altro che simpatica. Mentre indaga su una scena del crimine infatti, il nostro protagonista perde i sensi a causa di un'imboscata. Dopo essersi risvegliato si ritroverà in un mondo: distorto, malato e cupo popolato da mostri e insidie nascoste nell’ombra. Lo scopo del nostro protagonista Sebastian sarà quello di scoprire cos'è successo ed i vari misteri legati ad un'entità malvagia responsabile dell’accaduto.

The Evil Within non è un gioco spaventoso, a parte qualche jump scare prevedibile. TEW è un gioco che mira a causare disagio nel giocatore, sia attraverso i temi trattati che attraverso un continuo uso del “gore”, con il sangue che scorre ad ettolitri in numerose sequenze del gioco. I personaggi secondari vanno benissimo, sono carismatici con una buona storyline (non so perché ma Joseph Oda mi fa venire in mente Kojima xd). Le location sono ottime e ben fatte, ti trasmettono pienamente: disturbo, disagio, angoscia e tutto ciò che vogliono farti provare, inoltre variano egregiamente tra: cimiteri, catacombe, grandi magioni sinistre, boscaglie, zone di campagna, cittadine, laboratori, ospedali psichiatrici e mattatoi. C'è da dire che non sono molto originali, queste location nel tempo si sono già viste a bizzeffe in altri giochi horror. Tuttavia in sua difesa c'è da dire che ormai tutte le ambientazioni sono già state usate dai giochi del passato, perciò non c'è rimasto più nulla di nuovo. In generale il mondo contorto e straziante di Ruvik è rappresentato in modo impeccabile.

LONGEVITA':

La campagna dura circa 15-17 ore, dipende molto: dalla vostra abilità, dall'esplorazione, dalla difficoltà e sempre dai soliti discorsi. La rigiocabilità è molto alta per via dei: i trofei, le difficoltà che sblocchi, i collezionabili, le statistiche a fine partita per i record e l'upgrade del protagonista, andiamo chi non vuole pompare al massimo Sebastian?

TECNICA: 71/100
GAMEPLAY: 92/100
TRAMA: 86/100
LONGEVITA': 97/100

VOTO PERSONALE: 92/100

The Evil Within è un gran gioco survival horror, magari più survival che horror, comunque sia Mikami fa centro ancora. Tecnicamente ha delle evidenti lacune, ma nonostante ciò è giocabile, poi con le sue atmosfere sinistre copre bene i problemi. Gameplay con i suoi pregi e difetti, solo che queste carenze, rispetto alle qualità, sono più invadenti e frustranti. La trama va bene ma forse è un po troppo contorta e complicata, dopo un terzo di gioco i pezzi iniziano a combaciare. La durata in sintesi è ottima per un videogioco lineare, la noia non è presente magari nel finale il gioco cade un po. Infine TEW lo consiglio agli amanti dei TPS survial horror o della saga RE, ci sono molte similitudini sopratutto con il 4° capitolo, se vi piace il genere non si può non amarlo.