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Chris88

ha scritto una recensione su Silent Hill 3

Cover Silent Hill 3 per PS2

Un posto dove nulla è quello che sembra!

Sicuramente S.H.3 pone più enfasi, rispetto agli episodi precedenti, sulla narrazione e sui retroscena di ogni personaggio (lasciando meno dubbi rispetto a S.H.2), ma comunque sia il tutto avviene sempre in un modo molto personale e volutamente confusionario rendendo la trama spesso molto ingarbugliata ed anche incoerente con ciò che sembra, ma ricordate che per dare un senso alle cose spesso bisogna arrivare alla fine della storia, e questo gioco non è che l’ennesima riconferma di ciò.
Seguire le vicende della bella Heather all’inizio sarà molto difficile poiché difficilmente riuscirete ad essere coinvolti dall’incubo che di colpo investe la povera ragazza, ma andando avanti nel gioco e scavando nei meandri di S.H. vedrete pian piano comporsi una trama decisamente ben caratterizzata, che lascerà di stucco molti di voi e che rappresenta anche un gradito ritorno per molti estimatori della serie.
Spiegare o annunciare la storia di S.H.3 sarebbe sbagliato ed ingiusto poiché questo titolo va giocato completamente allo scuro di ogni anticipazione, visto che la trama a metà gioco diventa molto avvincente e saprà darvi le risposte a tutte le spiegazioni che cercherete, diramando lentamente i fatti e calandovi sempre di più nella tetra atmosfera, che in questo caso risulta ancora più accentuata rispetto ai prequel.
Per rendervi un’idea di cosa sia giocare a S.H.3 immaginate di vedere uno di quei film dell’orrore degli anni 80, film in cui non si capiva nulla e si provava sempre un senso di disagio nel vedere lo svolgersi dei fatti.
Anche in S.H.3 vivrete le stesse sensazioni, non capendo all’inizio il senso di ciò che accade, e proverete anche un po’ di “sofferenza” (se mi passate il termine) nel volere continuare ad andare avanti, ma vi assicuro che una volta entrati nel vivo della storia il senso di smarrimento che provavate all’inizio verrà sostituito dalla voglia di andare a fondo e di vedere la conclusione di questo incubo, scoprendo tutti i suoi retroscena.
La trama in S.H.3 ha una valenza molto superiore rispetto ad altri giochi dello stesso genere perché spesso verrete spaventati più dalla storia in se che dai fatti e ciò rappresenta sicuramente uno dei punti di forza della serie visto che il grado di coinvolgimento si fa a tratti talmente elevato da riuscire persino a farvi spaventare come se al posto di Heather ci foste voi; un esempio chiarirà meglio quello che dico.
Immaginate di aprire una porta e di trovare di colpo tutta la realtà intorno a voi cambiata, di non riuscire a capire il senso di ciò, così presi dal fastidio provate ad aprire una delle porte che avete di fronte e vi trovate dentro un uomo appeso a testa in giù, totalmente massacrato, che ha riempito un secchio con il suo sangue che sgocciola.
Bene, questi eventi saranno presenti in continuazione e come detto più volte troverete tutte le risposte a ciò che vedrete, ma sappiate che la maggior enfasi la impiegherete nel volere vedere la fine della protagonista e così conoscere cosa le riserva il suo “triste” futuro.
Poi di tanto in tanto troverete piccole divagazioni che vi faranno anche fare due risate, come nell’occasione in cui Heather trovando un bagno farà finta di mettere la mano nel water.
Proprio nel mentre la tirerà indietro ed uscirà con l’esclamazione “chi potrebbe fare una cosa così schifosa?”. La risposta la sappiamo tutti……quel tipo ha il nome di James Sanderland e coloro che hanno giocato a S.H.2 non potranno resistere dal farsi due risate.
Ormai avrete capito che a grandi linee questo ennesimo capitolo di S.H. mantiene un’impostazione, nella narrazione della storia, simile ai precedenti titoli e quindi coloro che hanno amato il senso di smarrimento e disagio sicuramente ritroveranno ciò che cercano, mentre coloro che in passato hanno trovato poco consoni questi aspetti forse in S.H.3 riusciranno ad avere un approccio più facile visto che a metà gioco la faccenda si farà già molto chiara (ed anche appassionante), ma non è detto che alla fine apprezzeranno il tutto.

9.1

Voto assegnato da Chris88
Media utenti: 8.6

Chris88

ha scritto una recensione su Haunting Ground

Cover Haunting Ground per PS2

L’ultima produzione di Captive Communications, realizzata dal team responsabile della serie Clock Tower, conferma in molti sui aspetti il desidero di restare estremamente fedele alla tradizione, a cominciare dai menù iniziali quasi indistinguibili da altri giochi del genere, con tanto dello stesso carattere per il testo su schermo che gli appassionati del genere non faticheranno a riconoscere. Anche la trama non brilla di certo per originalità; in questo caso il giocatore è chiamato a prendere il controllo di Fiona Belli, una splendida quanto indifesa ragazza che, dopo un incidente automobilistico costato la vita ai suoi genitori, si risveglia prigioniera all’interno di un enorme e tetro castello gotico. Deja-vu? In realtà si tratta di una sensazione che pervade gran parte dell’esperienza attraverso Haunting Ground, ma non sarebbe corretto bocciare la creatura Capcom solamente sulla base di una mancanza di originalità. Anche perchè, perlomeno, i programmatori hanno deciso di evitare un gameplay condito da fucili a pompa, lanciarazzi, cervella che esplodono e zombie assetati di sangue. La protagonista di Haunting Ground è infatti una ragazza comune (non certo per l’aspetto fisico), senza alcuna esperienza nell’uso di armi o nel combattimento. Allo stesso tempo, il maniero in cui è segregata è popolato da creature che con i morti viventi non hanno nulla a che fare; ovviamente però, le intenzioni ostili nei confronti di Fiona sono tutt’altro che nascoste. Per esempio, il primo essere di cui si fa la conoscenza risponde al nome di Debilitas, ovvero un enorme, deforme e orribile uomo ritardato (altro stereotipo, ma amen) che sembra desiderare solamente di stritolare il procace corpo di Fiona tra le sue braccia. Il resto dei personaggi destinati a incrociare il cammino della protagonista manterranno un feeling inquietante pur presentando fattezze meno raccapriccianti o addirittura attraenti, come nel caso della domestica Daniella; ad ogni modo, non aspettatevi di trovarvi di fronte a orde di avversari ad ogni cambio di inquadratura. Al contrario, Haunting Ground si basa maggiormente sulla tensione e sull’insicurezza, dilatando al massimo gli incontri coi pochi nemici nel tentativo di renderli autenticamente angoscianti.

8.5

Voto assegnato da Chris88
Media utenti: 9

Chris88

ha scritto una recensione su Fatal Frame

Cover Fatal Frame per PS2

Una volta caricato il DVD vi troverete davanti un menù a tema con lo "spirito" (battutaccia) del gioco. Col sottofondo di una musichetta spettrale potrete selezionare i vari settaggi e le varie modalità di gioco, che vanno dalla scelta dell'impostazione Tv (presente la splendida possibilità di scelta fra 50 e 60 Hrz!), alla creazione di un Album fotografico (di cui parleremo più avanti), fino alle canoniche Nuova Partita/Carica Partita. Dopo di che potrete dare inizio alle danze... Il gioco è suddiviso in capitoli (notti) con un breve prologo di pochi minuti che avviene antecedentemente ai fatti che da li a poco dovrete vivere. La prima cosa che salta subito all'occhio non appena iniziate a giocare, è l'angosciante atmosfera tetra che si respira, tipiche dei racconti di Sir James, grande scrittore di romanzi di fantasmi di fine ottocento, con ambienti bui e sinistri, inquietanti, ed una impostazione di gioco basata principalmente sulla risoluzione degli enigmi e sull'esplorazione di locazioni alla Silent Hill 2 della Konami, più che sui combattimenti e il massacro di mostri alla Resident Evil. Nel breve prologo in cui controllerete Mafuyu, con una grafica votata al bianco e nero per rendere meglio l'idea di fatti antecedenti alla storia vera e propria, i programmatori Tecmo hanno fin da subito pensato bene di darvi un assaggio di ciò che vi aspetta in Project Zero, con i suoi orrori nascosti nel buio di corridoi decadenti o di stanze fatiscenti in cui si avverte la presenza di un qualcosa di ignoto. Questo vi fa capire come l’impatto psicologico permane per tutta la durata dell’avventura per poi raggiungere l’apice in alcuni momenti in cui si mette a dura prova la resistenza cardiaca e mentale di chi vive quest’esperienza con un improvvisa apparizione o un agghiacciante serie di voci di bambini che giocano! Fra apparizioni di fantasmi buoni e spettri cattivi, la povera Miku avrà parecchio filo da torcere. Fortuna che possiede un aggeggio regalatole dalla madre per difendersi da queste misteriose creature ectoplasmatiche: una antica macchina fotografica! La macchina fotografica, il cui flash danneggia i fantasmi, aumentando il numero dei punti esperienza di Miku, tramite i quali è possibile potenziare la stessa macchina fotografica, aumentandone il raggio, l'effetto, la potenza, funziona, in un certo senso, esattamente come un arma vera e propria, in quanto è la vostra unica difesa. Catturando, sconfiggendoli, gli spettri, oppure riuscendo a fotografare i fantasmi delle vittime (che spesso appaiono improvvisamente per pochi attimi per indicarvi la via da seguire o determinati indizi, per cui dovrete essere abili nel beccarli al volo), potrete acquisire dei particolari punti "spiritici" che incrementeranno il Potere Mistico della macchinetta e che vi serviranno sia per potenziare i colpi già disponibili, come il cosidetto Colpo Zero che infligge pesanti danni ai nemici, sia per sbloccare i Sigilli delle Funzioni Ausiliari della MF, che attivano tutta una serie di attacchi o difese speciali da effettuare semplicemente digitando il tasto L1 in modalità "scatto", o migliorano quelle di base. Questi attacchi speciali possono essere devastanti, e per tale ragione, ovviamente, c'è un limite nell'utilizzo, determinato dalle cosidette Pietre dello Spirito, pietre magiche che troverete sparse per le stanze dell'edificio, e che si "consumeranno" ogni volta che utilizzerete qualche particolare super-mossa. Per gli altri invece, l'unico limite è costituito dalle caratteristiche stesse dell'"arma" e dalle caselle circolari da riempire sempre con i sopra citati punti, che, come accennato prima, migliorano le prestazioni e le "mosse" base. Tuttavia, come in Resident Evil, le "munizioni" della "cam" di Miku sono limitate, ma niente paura. Se è vero che i "proiettili" si consumano abbastanza velocemente, è anche vero che i rullini all'interno della casa stessa abbondano, e ne esistono di vario genere con effetti aggiuntivi particolari. Ma attenzione: i rullini, e dunque la macchina fotografica, non saranno utili solo per combattere... In realtà essi sono fondamentali per svelare i moltissimi misteri del gioco. Come avviene in Metal Gear Solid 2, infatti, è possibile scattare delle foto per poi riguardarle con tutta calma, visto che molti degli enigmi che bisognerà superare per sopravvivere saranno infatti basati sulla osservazione degli ambienti con l'occhio asettico della cam. Senza dimenticare che queste foto potrete poi metterle nel vostro personalissimo album di Ghostbusters. Ma come rivelarne la presenza e catturare un fantasma? Semplice (almeno nel gioco): in basso a destra dello schermo è presente una sorta di barra che si illumina, aumentando di intensità all'avvicinarsi, quando nella stanza c'è qualcosa di misterioso. Se la luce è azzurra, significa che non c'è pericolo, almeno immediato, e forse si tratta solo di uno spirito buono in cerca di aiuto, mentre se è rossa allora o c'è un attacco immediato in arrivo, oppure un apparizione da immortalare velocemente con la macchina. Per catturarli invece, basta pigiare il tasto Cerchio del vostro Pad, passare alla visuale in prima persona e, mantenendo la calma, attendere il momento giusto, cioè quando lo spettro che vi attacca si trova all'interno dell'apposito mirino (che si illumina di azzurro quando l'aggressore è proprio a tiro), caricare l'apposita barra costituita da caratteri Giapponesi, e colpire al momento giusto premendo il tasto X o R1. Più lasciate caricare la barra (e per incrementare la velocità di caricamento è importante upgradare l'apposita opzione), più danni infliggerete al nemico, catturandolo quasi immediatamente.
L'engine di PZ è abbastanza intelligente nell'uso delle telecamere, e raramente vi troverete in difficoltà a causa di un inquadratura scomoda, inoltre esse tendono a non inquadrare il percorso di Miku dalle spalle, in modo da costringervi quasi a sbirciare con la visuale in soggettiva della MF cosa si cela dietro l'angolo, e perfino nei casi in cui la telecamera si muove come in Dino Crisis, il pericolo che Miku deve correre da li a poco non viene minimamente svelato in modo da cogliervi sempre di sorpresa e spaventarvi.

8

Voto assegnato da Chris88
Media utenti: 8.7

Chris88

ha scritto una recensione su Heavy Rain

Cover Heavy Rain per PS3

COME lacrime nella pioggia.

La storia si sviluppa quindi seguendo le orme di Ethan e di altri tre personaggi che inizialmente si comporteranno da perfetti sconosciuti per poi incrociarsi durante le vicissitudini narrate andando a costruire rapporti d'amore, d'odio, di amicizia, di antagonismo. La bellezza di Heavy Rain è tutta in questa meravigliosa storia raccontata che trascina il giocatore, lo obbliga a cambiare costantemente punto di osservazione, scoprendo via via minuscoli dettagli che lo porteranno a risolvere un drammatico caso di omicidi in serie, stupendolo con almeno un eccezionale colpo di scena e trascinandolo con forza fino all'epilogo finale. Le tinte sono scure, da noir e in tutto il gioco continui saranno i rimandi a numerosi film tra cui Blade Runner (la pioggia è assolutamente incessante), Se7en (per suspance, componente thriller e rivelazioni), Saw (nelle prove a cui sarà sottoposto Ethan e nel suo rapporto con il serial killer). Heavy Rain è una costante corsa contro il tempo: la narrazione scorre fluida e veloce e grazie ad alcuni risvolti investigativi riesce a farci sentire in più di un'occasione cacciatori e prede, ci obbliga a schierarci, a prendere una posizione, quasi a tifare per uno dei protagonisti, a farci sentire in difficoltà quando siamo obbligati a fare delle scelte che potrebbero mutare in modo sensibile il corso degli eventi. Accanto a Ethan, troveremo e seguiremo l'evoluzione personale di Scott Shelby un investigatore privato assoldato dalle famiglie delle vittime del killer degli origami, ex poliziotto dai modi piuttosto rudi; Norman Jayden, agente dell'FBI specializzato in psicologia criminale con diversi problemi legati alla droga e inviato sul posto dal Bureau nel tentativo di beccare il criminale; Madison Paige, una bella giornalista e fotografa di una rivista d'arredamento che si ritroverà coinvolta nella vicenda per pura coincidenza a causa della sua insonnia.

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