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CjHellectric

ha scritto una recensione su Stela

Cover Stela per Xbox One

Vers. Nintendo Switch:

Diciamolo subito, Stela non è un gioco o meglio, non del tutto. Stela è un avventura cinematografica dalle “inquadrature a campo largo”, dalla musica studiata a puntino dove le note, i suoni e le immagini sono incastrate alla perfezione.

Stela riesce a sopperire al gameplay un poco macchinoso e monotono grazie alla maestria con la quale è stato realizzato il contorno: Telecamera – Musica – Effetti – Ambientazioni

Rilasciato a fine 2019 per le piattaforme Microsoft e per iOS, arriva finalmente su Nintendo Switch il titolo targato Skybox Labs.

E’ un titolo che si avvicina come intenzione e struttura ad altri già presenti sul mercato tipo Limbo, Inside e Little Nightmares tanto per citarne alcuni.

Un’avventura 2D a scorrimento orizzontale composta da quarantotto capitoli suddivisi in dieci ambientazioni diverse dalle condizioni ambientali differenti: Luce, buio, fuoco, neve, nebbia…per una durata totale di qualche oretta.

La storia è incentrata su una giovane donna, vestita di bianco, la quale assiste agli ultimi giorni di un misterioso mondo antico. Ma chi è lei? Come mai ha intrapreso questo viaggio, e dove la porterà?

La risposta è racchiusa nell’ultimo capitolo dell’avventura, nelle battute pardon nei gesti finali (il titolo non ha al suo interno nemmeno un dialogo) della protagonista.

Il titolo inizia in una caverna buia, un fascio di luce illumina una stele e dà forma e vita a Stela la protagonista. Sin da subito ci si trova davanti ai primi quesiti del gioco: Come mi muovo? Che devo fare?

Pochi secondi per apprendere i semplicissimi comandi e ci si trova davanti ad un gameplay macchinoso e, almeno al primo impatto, difficile da gestire nonostante servano davvero pochi comandi per prendere parte all’avventura le difficolta riscontrate sono parecchie.

Le interazioni con gli oggetti così come i salti spesso accusano imprecisioni ed è facile cadere in fallo e dover rifare un punto più e più volte perché il comando dato non risponde a dovere. I movimenti della protagonista sono goffi e nei momenti che richiedono un’azione da parte del giocatore più istintiva e di riflesso, il gameplay incespica e cadere in errore è un attimo. Tutto da rifare. Per fortuna in nostro aiuto ci sono i salvataggi automatici messi tutti in punti strategici in modo da non far mai salire la sensazione di frustrazione e con essa il rischio di abbandonare il gioco.

Non c’è nessuna barra della salute, nemmeno numero di vite, punteggio o Game Over. Sullo schermo appare solo Stela, l’ambiente circostante e qualche avversario qua e là. Non sono nemmeno previsti scontri tra la protagonista ed i nemici. Per sconfiggerli, superarli o lasciarli indietro basterà interagire con gli oggetti come: gong, saracinesche, fiaccole…

Durante il gioco capiterà di incontrare qualche enigma, messo lì più per riempitivo che per mettere in difficoltà il giocatore, pochi secondi e si risolvono.

Non mancano nemmeno gli elementi platform, pochi tra l’altro, per dare un poco di dinamica ad un titolo che rischia di diventare solamente un film, a tratti, interattivo.

Stela il meglio di se lo dà nell’ultimo capitolo, dove (il perché poi rimane un mistero per me) i creatori hanno racchiuso tutto quello che poteva essere messo tranquillamente nei livelli precedenti. Platform, qualche mini game ed un enigma abbastanza decente da risolvere, ambientazione mozzafiato così come la musica stessa di questo livello semplicemente maestosa. Mi chiedo: perché inserire tutto questo praticamente a gioco ultimato?

Sul lato tecnico, tralasciando il gameplay, il gioco si comporta bene sia in modalità portatile che in quella TV, non ci sono praticamente mai dei cali di frame e, cosa che ho trovato interessante, supporta l’opzione di vibrazione dei Joy-Con/Controller Pro ed il comparto audio è compatibile con Audio Surround (PCM lineare)! Non supporta il touchscreen.

In conclusione
Stela, nonostante abbia un gameplay a tratti monotono e dalle meccaniche un poco “dure” basato per lo più su salta, sposta oggetto, usa leva, sali, sposta oggetto, salta, muoviti intervallato da piccoli enigmi di una facilità estrema, rimane un titolo da provare visto che dopo un po’ di gioco non si vede l’ora di andare in fondo alla storia per capirne il significato e la trama ma anche per le emozioni che, grazie agli accorgimenti citati ad inizio recensione, sa trasmettere.

Da provare, con indosso delle cuffie se giocato in modalità portatile, in una stanza buia per avere un esperienza completa ed essere completamente immersi nel mondo di Stela.

7.3

Voto assegnato da CjHellectric
Media utenti: 7.7 · Recensioni della critica: 6.4

CjHellectric

ha scritto una recensione su Super Destronaut: Land Wars

Cover Super Destronaut: Land Wars per Nintendo Switch

FPS, Arcade & Voxel

Ratalaika Games lo scorso 13 Marzo ha pubblicato il nuovo titolo della serie Super Destronaut. Land Wars, seguito di Super Destronaut e Super Destronaut DX, edito da The Petite games, è un capitolo completamente diverso dai suoi predecessori.

Se Super Destronaut e Super Destronaut DX erano, come dire, un omaggio a quel capolavoro dell’epoca che porta il nome di “Space Invaders” discostandosi da quest’ultimo grazie all’introduzione di power ups “originali” e di un design accattivante, il gameplay invece era pressoché lo stesso: schermata con navicelle aliene in fila che scendono piano piano e tu con la tua povera astronave che vai a destra, sinistra, destra sinistra e destra per evitare i proiettili, colpire i nemici e fare più punti possibili.

Questo nuovo capitolo della serie ribalta tutto ciò che è stato usato e visto in precedenza, salvo per ciò che riguarda la componente Arcade. Land Wars porta così sulle nostre console un FPS che, se non fosse per la componente grafica, la musica e l’idea di fondo del concetto artistico, passerebbe inosservato in quanto il gioco non aggiunge niente di nuovo al di riferimento.

Come scritto in precedenza, Super Destronaut: Land Wars è un FPS Arcade semplice e divertente, niente modalità storia qui si gioca semplicemente per far punti.

L’arena è una sola ed i nemici compaiono qual e là in maniera casuale a modo di “ondate”. Niente mappa, niente numero di munizioni. Soltanto il conteggio del punteggio e dell’energia vitale (da 100 a 0, salvo l’acquisto di un potenziamento in gioco che la porta a +120) più avanti vi parlerò dei potenziamenti.

Ora vediamo cosa propone il gioco. Il titolo ci permette di giocare in due modalità:

Sfide e Arcade
Arcade presenta al suo interno un sotto menu con cinque possibilità di gioco, tutte con il denominatore comune di far più punti possibili (viva la vecchia scuola)

Classic Mode
Hardcore Mode
Combo Breaker
Maximum Strength
Snail Mode
Classic Mode: il buon vecchio modo classico: tu, le tue armi, contro orde di nemici, punto.

Hardcore mode: i nemici hanno più salute e sono suddivise solo ed esclusivamente in ondate da cinque.

Combo Breaker: si comincia con il massimo del moltiplicatore di punti. Se si arriva allo zero (ogni colpo subito abbassa questo moltiplicatore) è Game Over, indipendentemente dall’energia vitale

Maximum Strength: avete a disposizione sin da subito l’arma più potente del gioco; il lancia razzi.

Snail Mode: non potrete saltare ed i vostri movimenti saranno molto più lenti di quelli dei nemici. Divertente, no?

La modalità sfida invece è un pò più dinamica e divertente ed alza leggermente l’asticella della difficoltà in gioco.

Trenta diverse sfide per impegnare anche i giocatori più incalliti alla corsa del miglior punteggio. Si va da quelle più semplici come: uccidi cinque nemici entro un numero limitato di secondi per ottenere l’oro, a quelle più complesse e stimolanti tipo: uccidere i nemici senza poter saltare, con movimenti rallentati il tutto entro un numero limitato di secondi (tipo lo Snail Mode della modalità arcade)

In entrambe le modalità sono previsti power ups che si ottengono mediante il terminale posto ad inizio gioco. Lì potrete trovare di tutto: armi più potenti, più velocità nel movimento, più energia vitale e via discorrendo.

Per far vostri questi potenziamenti dovrete abbattere i nemici che vi si parano davanti. Ogni nemico, oltre che far salire il vostro punteggio totale, rilascia a terra delle monete. Queste serviranno appunto per l’acquisto dei potenziamenti.

Giocabilità:

Il gameplay è il classico da FPS; movimento, salto, cambio arma e fuoco. Particolare importante: non dovrete mai ricaricare l’arma e, tenendo premuto il tasto “fuoco” essa continuerà a sparar all’infinito.

Raggiunta una certa soglia di uccisione si attiva la modalità Rampage. In pratica per alcuni secondi avrete due armi in contemporanea a disposizione, una sorta di invicibilità. Ad ogni colpo subito l’energia scende (in modo casuale?) mentre per il recupero della stessa non mi è stato chiaro come avvenga, suppongo dopo l’abbattimento di un nemico in maniera casuale.

La grafica è realizzata in stile Voxel, elegante e cromaticamente molto ottantiana. La colonna sonora che accompagna la scalata al punteggio più alto è affidata al genere Dubstep.

1 di 3

Per quanto riguarda il gameplay, ho trovato un po’ scomodo giocarci in modalità portatile con i Joy Con collegati allo schermo. Il gioco di dita che serve per puntare e sparare assieme alla dimensione della console a lungo andare indolenzisce la mano destra. In pratica con il pollice posizionato sulla leva mirate e con zr dovete sparare. Non c’è possibilità di coniugare i comandi. In modalità TV e con il controller pro invece nessun problema di “scomodità”.

Aspetti tecnici: Il titolo non presenta nessun calo di frame o bug.

(Curiosità: ho portato lo score del gioco allo stremo in modalità Arcade mode- Classic Mode da 9999999 a 10000000, passata questa cifra dopo qualche secondo è saltato fuori il messaggio di errore software.)

Non è supportata la vibrazione, il touchscreen, il sensore di movimento, il multiplayer e la classifica on line. Però è presente la voce Statistiche dove potrete trovare il conteggio dei nemici uccisi, delle monete collezionate, dei proiettili sparati, numero di ondate alle quali siete sopravvissuti, potenziamenti acquistati e le ore di gioco. Non è presente la lingua italiana.

In conclusione:

Un titolo carino che vuole uscire un pochino dagli schemi degli FPS buttandosi sull’arcade vecchia scuola senza però aggiungere niente di nuovo al genere stesso.

Se volete divertirvi e passare qualche ora a caccia di punti in una visione “alternativa” della saga Destronaut e siete dei giocatori vecchia scuola, fatelo vostro. Se invece cercate un FPS completo (storia, munizioni e diverse ambientazioni…) allora questo titolo non fa per voi.

7

Voto assegnato da CjHellectric
Media utenti: 7

CjHellectric

ha scritto una recensione su Syder Reloaded

Cover Syder Reloaded per Nintendo Switch

Lo sparatutto spaziale con il sapore retrò ma non solo

Erano gli anni novanta, i videogiocatori tosti a casa possedevano quel piccolo gioiello chiamato “Amiga”. C’erano le console certo! Ma il must era racchiuso in una tastiera/macchina dai costi contenuti che, con il giusto giro di amicizie, l’espansione di memoria della stessa e pochi soldi da investire, la camera da letto, la sala il monitor o la tv magicamente diventavano una sala giochi.

Ricordo il pomeriggi passati a giocare con amici e parenti, le sfide a sue rigiochi arcade che piano piano negli anni sono scomparsi o quasi…

Studio Evil (Bologna, Italia) è qui per ricordare a tutti che certi giochi sono duri a morire. Gli anni passano è vero, ma se c’è una cosa che non morirà mai nel mondo dei videogiochi sono gli arcade, ancora meglio se si parla di sparattuto o, come piace chiamarli ai più : shoot ‘em up.

Syder Reloaded è uno sparattutto furioso ispirato ai classici europei a scorrimento laterale della fine degli anni ’80 e dei primi anni ’90. Al suo interno troviamo tutto il passato portato al presente nel migliore dei modi.

“Anno 2188, colonia umana di Miza. Dopo due mesi di guerra contro invasori ignoti, i Miziani partono in una disperata missione per interrompere le rotte iperspaziali nemiche. La portaerei Drinoco conduce l’operazione. Mentre attende lo schieramento della flotta d’attacco un gruppo di pirati del Sol appare sul radar.”

Comincia così l’avventura che si suddivide in sei missioni ricche di azione arcade “spaziale” allo stato puro.

Prima di cominciare a difendere lo spazio però bisogna scegliere una delle navicelle disponibili. All’inizio soltanto tre saranno saranno quelle disponibili per all’uso, proseguendo con il gioco e raggiungendo determinati obiettivi, la scelta si espanderà al numero massimo di otto navi giocabili.

Ognuna delle navicelle possiede caratteristiche diverse:

S-104 Dart: è il codice del più vecchio caccia stellare ancora in uso nelle forze di difesa Miziane. La navicella “base” che monta un laser a impulsi; arma principale classica base a raggio d’azione orizzontale .L’arma speciale è un Iper-raggio anche lui a raggio d’azione orizzontale. Classica navicella da inizio gioco di guerre spaziali. Velocità buona. Abilità media.
S-116 Wasp: costituisce la colonna portante della flotta stellare delle Forze di Difesa Miziane. Navicella “intermedia” che monta una mitragliatrice di massa a tre colpi divisi ed un arma speciale costituita da missili con ricerca (ad inseguimento). Velocità: media. Abilità: buona
S-185 Mule: Navi da pulizia non letali riconvertite in Navi da battaglia grazie al cannone al plasma montato nella parte anteriore. Arma principale: cannone Rac che spara tre colpi in tre direzioni diverse. Arma speciale: Graviton (una specie di scudo di difesa.) Velocità della nave: Scarsa. Abilità: Media.
Queste quelle in dotazione ad inizio gioco.

Poi, sbloccando i vari obiettivi in gioco e portando a termine determinati compiti in gioco otterremo le altre cinque.

La Veggente ovvero l’unica forma di vita Amgarr conosciuta ad aver preservato la propria volontà. Accettò di aiutare i Miziani in cambio della propria libertà. Arma primaria raggi Particellari. Arma speciale: onda Distruttiva. Velocità: Buona. Abilità: Difficile.
Sniper Dart: variante più potente della classica S-104 Dart. Sistemi di armi ad alta energia che utilizzano scariche di plasma. I suoi proiettili possono neutralizzare i colpi avversari. Arma primaria: Cannone Pesante. Arma Speciale Scarica di Plasma. Velocità: Buona. Abilità: Difficile.
Queen Wasp: aggiornamento della versione base. Questa nave monta dei cannoni che sparano proiettili intelligenti i quali vanno sempre bersaglio grazie al fatto che sono autoguidati. Sicuramente tra tutte è il mezzo più bilanciato e quello che permette di ottenere un hi-score bello alto (una volta capito come funziona il gioco). Arma principale: cannone intelligente. Arma speciale. Droni Artiglieri. Velocità: Media. Abilità: Media
Storm Mule: Aggiunta più recente nella flotta Miziana. Grazie all’ampio telaio di questa nave e ad un concretizzatore al plasma che crea dei globi attorno ad essa, la Storm Mule è una risorsa da non sottovalutare. Purtroppo però non è facile da usare e tanto meno pratica da guidare.Velocità: scarsa. Abilità: facile. Arma primaria: Multicannone. Arma speciale: Tempesta di Plasma.
La Veggente Guerriera:Non è nient’altro che la Veggente in uno stato di furia battagliera. Arma primaria: Psicolame. Arma speciale: Mega Psicolame. Velocità: Buona. Abilità: Difficile.
Non mancano durante il gioco potenziamenti come “armi speciali” e aiuti vari (droni di supporto ecc). Per averli basta abbattere le orde di nemici ed essi rilasceranno una cassa. Questa cassa può contenere: un potenziamento/carica speciale, ricarica di salute o il classico scudo d’invincibilità a tempo.

1 di 6

Le modalità di gioco son due (escluso l’addestramento che consiglio di fare per primo) e sono:

Campagna
Sopravvivenza
Campagna

Divisa in sei missioni dalla durata più o meno di cinque minuti circa l’una, saremo tenuti ad abbattere, mentre dal punto “A” andremo al punto “B” del livello, tutte le navicelle aliene che compariranno sullo schermo. A leggerlo sembra cosa semplice ma ci tengo a precisare che non è affatto così, anzi!

Subito, sin dalla prima missione, Syder Reloaded ci fa capire quale sarà l’andazzo del gameplay:

Tornare indietro nel tempo quando i giochi riguardavano abilità, perseveranza e imprecazioni folli sul computer, console, televisore e tutto quello che c’era nella stanza.

La giocabilità è quella della vecchia scuola: leva o croce per muoversi, tasto per sparare, tasto per arma secondaria e tasto per invertire la rotta. I nemici, come il più classico degli arcade, e più partite ve lo confermeranno, appariranno sempre negli stessi punti.

L’obiettivo principale di un gioco di questo tipo è quello di fare il punteggio più alto possibile per arrivare in cima alla classica e vantarsi di avere l’HighScore più alto. Il mio consiglio è quello di memorizzare bene le posizioni delle navicelle aliene, scegliere la navicella migliore e cercare di tenere alto il moltiplicatore combo.

A fomentare questa fame di punteggio e di scalata alla prima posizione c’è la classifica on line che, deduco da ciò che ho potuto vedere quando ho provato il gioco in anteprima, sarà divisa in “stagioni” in modo da tenere sempre alta la volontà di partecipazione del giocatore.

Le missioni della campagna sono corte ed il gioco in una mezzora, se si è bravi, lo si porta a termine senza troppi problemi.

Sopravvivenza

Altro non è che un infinità di orde di nemici e lo scopo è sopravvivere più tempo possibile ed ovviamente realizzare il più alto numero di punteggio.

Le difficoltà che si possono scegliere sono in totale quattro dai nomi bizzarri (complimenti allo staff per la scelta originale):

Turista (facilissimo), vuoi semplicemente ammirare il paesaggio.
Pivello (facile) sei cresciuto con le console moderne
Mago degli Arcade (normale) hai forgiato le tue abilità nell’età dell’oro dei giochi Arcade
Mistico (difficile) sei talento allo stato puro. Non hai certo bisogno di una barra della vita.
La differenza tra le varie opzioni, oltre che nella difficoltà di gioco, sta anche nel moltiplicatore di punti, danno ricevuto, cadenza di fuoco nemico, danno delle armi e punteggio massimo per ottenere vita extra. Più il gioco sarà impostato su un livello facile, tanto meno saranno i punti ottenuti dopo ogni uccisone/combo.

Non solo uccisioni per far salire il punteggio. A fine missione verranno anche valutate altre cose calcolate in base a come si è affrontato il livello (tempo impiegato, manovre, danni subiti senza morire…). Tutto ciò risulta importante se si vuole arrivare tra i primi posti classifica.

Facile ed intuitiva la schermata di gioco, in alto a centro schermo è presente una mappa con all’interno le posizione delle navicelle aliene (punti rossi) e la nostra (punto azzurro).

In alto a sinistra abbiamo la barra dell’energia, quella della carica per l’arma secondaria, il numero di vita, il punteggio e il moltiplicatore di uccisioni (più se ne fanno di fila più il moltiplicatore aumenta e di conseguenza il punteggio (minimo x1 massimo x100) ed infine la barra che scandisce il tempo per mantenere il moltiplicatore combo attivo.

Graficamente il gioco è semplicemente fantastico! Mentre lo si gioca si può provare (nonostante il gioco sia in 2d) un effetto di profondità che sembra davvero di volare nello spazio! Gli sfondi sono curati nel minimo dettaglio.

Stesso identico discorso per le scelte cromatiche che sono una goduria per gli occhi. Sopratutto per quanto riguarda i colori con i quali sono stati concepiti i proiettili “nostri” e dei nemici che, anche nelle sezioni più “hardcore”, non sovraccaricano la vista. Dettaglio da non sottovalutare se si vuole fare una partita perfetta e si vuole (e si deve) tenere sotto controllo sempre la posizione del proprio velivolo.

1 di 6

Il comparto sonoro, realizzato con cura minuziosa (e si sente), rende l’esperienza di gioco ancora più avvolgente. Il suono dei colpi sparati, ricevuti, le esplosioni, le voci fuori campo ecc. sono ottimamente bilanciate. Se si indossano le cuffie poi, si viene letteralmente immersi dal gioco.

Discorso a parte per le musiche che, sono belle sì, ma ogni tanto sembrano centrare poco con il titolo in questione, a tratti staccano un po troppo dal tema (guerre spaziali per intenderci). Tutto sommato però molto buone e coinvolgenti al punto giusto.

Syder Reloaded, è la versione migliorata di Syder, arcade uscito tanti anni fa, fu il primo gioco commerciale di Studio Evll. Fedele alle sue radici di vecchia scuola, Syder Reloaded presenta un arsenale di armi migliorato, effetti visivi rinnovati, livelli riprospettati e sistema di punteggio.

Oltre a queste cose, il gioco presenta venti filtri grafici ispirati al C64, ZX Spectrum, Amiga HAM ed EGA, oltre alla colonna sonora già citata in stile Amiga.

Per quanto riguarda il come si comporta su switch, posso dire che sia in modalità portatile che in modalità TV è una manna la vista, i comandi sono reattivi al massimo (non supporta vibrazione e sensore movimento). Ogni tanto ci sono dei cali di frames leggeri mentre nelle situazioni più caotiche il gioco tende ad “inciampare”, ma gli sviluppatori ci hanno personalmente comunicato che arriverà a breve una patch che sistemerà queste piccolezze che comunque non pregiudicano il gioco.

In conclusione

Il gioco è davvero un bel soprattutto spaziale vecchia scuola, sei livelli di campagna impegnativi, due livelli di modalità sopravvivenza, otto astronavi giocabili, quatto livelli di difficoltà, badge per guadagnare e migliorare il punteggio, classifiche on line, venti filtri retrò ed infine una colonna sonora in stile Amiga.

Direi che c’è tutto per farvi divertire come si deve.

8.8

Voto assegnato da CjHellectric
Media utenti: 8.8 · Recensioni della critica: 7.5

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