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Cthulhu

ha scritto una recensione su Star Wars - Jedi: Fallen Order

Cover Star Wars - Jedi: Fallen Order per PS4

Derivativo sì, ma con stile e personalità, questo è SW Jedi Fallen Order, i Respawn vanno quindi a pescare dai titoli maggiormente riusciti creando un'amalgama che però in fine funziona alla grande, un sistema di combattimento action che fa del parry un punto focale ma non sempre obbligatorio, a seconda dei casi punteremo anche all'attacco o alla schivata, ispirandosi quindi ai Souls/Sekiro, ma facendolo suo, veloce e dinamico piano piano che guadagnamo nuove mosse e i poteri della Forza, a creare un mix sempre più vario e divertente. Un sistema di arrampicate che prende spunto da Uncharted ma risultando meno "guidato", con fasi platform interessanti grazie anche allo sfruttamento della forza e un level design valido seppur non troppo incisivo, con zone ispirate e belle da vedere, andando volutamente a mixare esplorazione a linearità, eppure di segreti, passaggi alternativi e zone non indicate da scoprire ce ne sono, tenendo sempre alta l'attenzione e la voglia di esplorare del giocatore, interessanti i boss seppur non in numero molto elevato e miniboss sotto forma di "creature leggendarie" (anche se nella maggiorparte dei casi sono versioni potenziate di creature comuni).
Gran gioco quindi, perfetta l'atmosfera anche se delle mappe più articolate e qualche zona e boss e sottoboss in più (e magari un framerate un pò più stabile in certi punti), avrebbero portato questo titolo ad un livello superiore, nonostante ciò risulta, a parer mio, uno dei migliori titoli della gen in ambito action e finalmente un gran gioco ambientato nell'universo di SW, bel colpo Respawn.

Cthulhu

ha scritto una recensione su Wonder Boy Returns Remix

Cover Wonder Boy Returns Remix per Nintendo Switch

Cieli azzurri, mare e tanta azione, come allora (1986) Westone riuscì ad infondere l'essenza di SEGA in Wonder Boy, i ragazzi di CyberFront ripropongono questo titolo tale e quale, rivisitandolo solo in ambito visivo ed enfatizzando ancora di più quest'essenza, cogliendo alla perfezione il concetto.
Per il resto abbiamo quello che fu uno dei capisaldi del platform, votato al percorrere i livelli in velocità, spingendo il giocatore a perfezionarsi sempre di più, invogliandolo infine alla speed run; Wonder Boy è praticamente perfetto nella sua essenzialità, con la sua frutta da raccogliere per non far scadere il tempo (con conseguente perdita di una vita), le sue asce di pietra da lanciare contro i nemici (guadagnando in questo caso una nuova mossa e dando la possibilità di lanciare un'ascia gigante caricando il colpo), le sue corse e salti al cardiopalma in velocità tra piattaforme e nuvole, rischiando una caduta improvvisa e mantenendo anche il suo unico "difetto", i boss, piuttosto semplici e uguali tra loro (cosa in parte comune tra vari titoli dell'epoca, alcuni popolari ancora oggi), ma in Wonderboy non è la meta che conta, ma la qualità del viaggio e oggi come allora si è conservata alla perfezione.

9

Voto assegnato da Cthulhu
Media utenti: 9

Cthulhu

ha scritto una recensione su Left Alive

Cover Left Alive per PS4

Left Alive è chiaro col giocatore, gli fornisce degli strumenti, delle possibilità e con quelle gli chiede di affrontare le missioni che via via si susseguono lungo la sua durata, ma Left Alive è anche rigido, non è uno di quei titoli che ti dà una marea di possibilità per risolvere la situazione, certo, ci sono vari modi per proseguire, ma le zone (sempre con ambientazione urbana) hanno un design specifico, che obbliga il giocatore ad affrontare certi percorsi dando una scelta di vie possibili non molto ampia, ciò significa che spesso il giocatore non avrà una via più agevole rispetto ad un'altra, ma dovrà ingegnarsi per eludere i soldati e difese varie per proseguire, l'esperimento è particolare seppur non profondamente originale e si prefigge di fondere un gameplay basato sull'infiltrazione con elementi survival, avremo quindi un sistema di crafting piuttosto snello per non appesantire troppo l'insieme, permettendoci di creare velocemente vari tipi di gadget tramite le risorse raccolte lungo il percorso, granate di vario tipo (stordenti e fumogene comprese), mine, trappole a base di cavi tesi da un punto ad un altro ecc.
Quello a cui punta Left Alive non è spingere il giocatore a ripulire le aree dai nemici, ma a cercare di passare il più inosservato possibile, magari distraendoli con oggetti di vario genere o eliminarne solo alcuni, anche perché non ci sono veri e propri mezzi silenziosi per eliminarli, ciò porta il giocatore a tentare di isolare il singolo nemico, distrarre gruppi di essi e spostarsi di copertura in copertura, d'altronde sono ben poche le armi che possono uccidere un nemico (tutti protetti da uno speciale esoscheletro) con un singolo colpo, la maggiorparte si limiterà a danneggiarli e buttarli a terra storditi, ma sarà necessario spesso un colpo di grazia per poterli eliminare definitivamente e questo porterà il giocatore ad agire appunto con estrema cautela.
L'IA presenta alti e bassi, non tutti i soldati nemici percorreranno regolarmente la classica linea di pattugliamento, o resteranno fissi sulla propria zona di controllo, potrebbe capitare che decidano di guardarsi in giro o alle spalle, o si incuriosiscano per qualcosa che hanno visto in lontananza o potrebbe essere che si spaventino e fuggano dopo che abbiamo eliminato il resto del loro gruppo, a queste soluzioni molto interessanti si alternano alcuni momenti un pò strambi, come quando un nemico allertato (ma che non sa esattamente dove siamo) decida di iniziare a correre a testa bassa e magari ci passi ad un palmo dal naso senza accorgersi della nostra presenza, oppure il fatto che la distanza della loro vista sia a tratti variabile.
L'incedere del giocatore è lento, tutto il gioco non punta al dinamismo, anche nelle fasi a bordo dei Wanzer (mech), nonostante siano dotati di uno scatto, gli spostamenti sono pesanti e richiederanno particolare attenzione da parte del giocatore, perché restare immobili a colpire i nemici ci porterà solo ad una veloce sconfitta, nonostante ciò dopo un pò di pratica ho trovato queste fasi abbastanza interessanti, ogni Wanzer ha il suo armamento, solo in parte sostituibile con armi prese da Wanzer nemici abbattuti e fondamentale sarà evitare i colpi nemici tramite un breve scatto o sfruttando le coperture.
Nota negativa per le (per fortuna pochissime) "boss fight" contro singoli nemici umani, il gioco non si pone certo come un TPS dinamico, anzi, il sistema di shooting è piuttosto lento e pesante, cosa che da un lato ha senso per come si pone in generale, ma mostra pesantemente il fianco quando si deve affrontare un singolo nemico umano molto resistente ai colpi, non si vedrà letteralmente l'ora che lo scontro finisca e si cercherà di massacrarlo a fucilate e buttargli addosso bombe, bombette e tricche tracche senza pensare troppo a tattiche o coperture
In definitiva Left Alive è un titolo che, nonostante i vari difetti (tra cui un comparto visivo non in linea con le produzioni odierne) potrebbe essere apprezzato da alcuni come profondamente odiato da altri, perché il suo incedere è lento, richiede molta pianificazione in certi casi e ogni singola missione potrebbe durare molto a lungo, ha una base di trial and error piuttosto marcata, un concetto vecchio stile e per scelta, non ha certe caratteristiche di molti altri stealth game et similia, potrebbe risultare in certi casi ripetitivo o poco dinamico, un titolo sicuramente impegnativo già a livello normale, ma se al contrario si apprezzerà il suo concept, risulterà un titolo piacevole nonostante alcuni acciacchi, dotato tra l'altro di una storia di fantapolitica molto interessante e che presenta vari colpi di scena, nonostante non faccia gridare al miracolo.

Cthulhu

ha scritto una recensione su Sekiro: Shadows Die Twice

Cover Sekiro: Shadows Die Twice per PS4

Amore puro, questo è stato Sekiro per me, infatuazione totale, nonostante un inizio "tranquillo", appositamente creato per permettere al giocatore di ambientarsi, capire le meccaniche ed apprendere il sistema di combattimento, poi d'improvviso arriva il colpo di fulmine, quello che si prova in rarissimi casi, quello che non si limita a tenerti incollato allo schermo per tutta la sua durata generando assuefazione, ma quello in cui sei anche "presente" per tutta la sua durata, senza momenti di stanca o prosecuzione talmente rilassata che manco ti ricordi cos'hai fatto o rimbalzi da un segnalino ad un altro, con Sekiro sei sempre nel qui e ora, attento ed attivo, cioé quello che ogni buon videogioco dovrebbe fare.
I doni che From Software elargisce al giocatore tramite Sekiro sono molteplici, a partire dal sistema di combattimento, che in questo caso punta ad un continuo botta e risposta con il nemico, a colpi di katana con l'obiettivo di sbilanciare l'avversario per infliggergli un colpo mortale, a suon di attacchi incalzanti, parate perfette, contromosse e arti di vario genere e l'aggiunta di armi secondarie varie e spesso originali, sistema di combattimento che va a mostrare la sua bontà in particolar modo nelle boss fight e nei tanti miniboss sparsi per il mondo di gioco, va ad aggiungersi una componente stealth che però infine non va ad innestarsi prepotentemente nell'equazione, ma si fonde alla perfezione con l'insieme, il nostro protagonista è veloce e agile (d'altronde è uno Shinobi), corse, arrampicate, passaggi su sporgenze e rampino vanno a creare uno dei sistemi di spostamento migliori di sempre; ma cosa sarebbe tutto questo senza un level design degno? E anche qui non si può che elogiare From che ci regala un mondo di gioco che si apre d'improvviso davanti al giocatore, splendido, immenso, curato al dettaglio per garantire l'utilizzo di tutte le caratteristiche del nostro Sekiro, grazie anche ad una verticalità delle zone particolarmente pronunciata, a parer mio uno dei migliori level design non solo di From Software, ma destinato a fare scuola, ricolmo di passaggi, scorciatoie e segreti, una continua scoperta.
Azzeccatissime le secondarie, che vanno a riprendere in parte lo stile dei Souls ma, essendo qui la narrazione nettamente più chiara, avremo tutte le informazioni per risolvere abbastaza tranquillamente le quest, basta un pò di calma e intuizione (non avremo mappe o segnalini che ci indichino la via ovviamente), con a tratti una spruzzata di adventure nella risoluzione di certi "enigmi".
L'unico appunto è forse una telecamera non sempre perfetta durante alcune boss fight, ma a parer mio niente che vada ad incidere sull'altissima qualità generale del titolo.
Ritengo Sekiro uno dei migliori titoli in assoluto di From Software, un gioco molto impegnativo certo, anche grazie all'eliminazione dei livelli in stile rpg, potenziamenti portati ai minimi termini e l'assenza di un qualsivoglia multiplayer, presentandosi quindi in una veste da action in cui l'abilità, la pazienza, l'attenzione ed i riflessi del giocatore sono il fulcro, senza eventuali aiuti di sorta.
Amore puro.

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