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Dies Irae
Cover King's Quest II: Romancing The Throne per Amiga

Rolling Thrones

Il titolo bizzarro è motivato dal fatto che in realtà ho giocato a Romancing the Stones, il remake VGA fanmade (purtroppo qui su Ludo è presente solo la versione Mac). Rispetto al primo aumenta esponenzialmente il respiro (e la durata), pur mantenendo invariato lo schema "trova l'oggetto x nei mondi y". L'ampia dimensione della mappa non volge a favore del costante backtracking e tantomeno dell'immediatezza di intuizioni fin troppo fortuite. Il problema è sempre quello dei primi Sierra, con indizi dispensati a spizzichi e bocconi che sconfinano in un senso di pesante smarrimento. Fortunatamente la diversificazione degli scenari mantiene sempre desta l'attenzione e quella dei Reami resta una trovata divertente, col mondo vampiresco che svetta nettamente sugli altri. Finito con 179 punti su un totale di 185, bene ma non benissimo.

6.3

Voto assegnato da Dies Irae
Media utenti: 6.3

Dies Irae

ha scritto una recensione su Just Cause 4

Cover Just Cause 4 per PS4

Just (without a) Cause

Allora, iniziamo col dire che mi aspettavo di (poco) peggio. Perchè gli Avalanche sono dei cialtroni e lo dimostra la completa mancanza di interventi con patch correttive nei confronti dei risaputi bug della morte che affliggevano le trophy list di Mad Max e Just Cause 3. I loro giochi rappresentano il minimo sindacale richiesto a un AAA; titoli tecnicamente obsoleti e del tutto privi di rifiniture o attenzione al dettaglio, storyline stiracchiate senza un briciolo di cura nella costruzione di personaggi o situazioni, sandbox totali in cui il mondo è solo un pretesto da riempire con attività ripetute allo sfinimento. A parte questo (!!) resta il solito Just Cause, solo peggiorato. L'unica intuizione brillante del terzo - oltre alla tuta alare - era data dal moltiplicatore di distruzione e qui lo hanno bellamente sostituito con l'inutile barra dell'Armata del Caos. Una cosa che non serve a NIENTE, come i nuovi ridicoli gadget che sono contrari a ogni logica di praticità e al limite possono assolvere al singolo utilizzo, così, for the lulz. Graficamente alterna modelli agghiaccianti a scorci interessanti (se visti da lontano) ma l'impressione generale rasenta la sbrigativa remastered da PS360. E parliamo di un gioco uscito a dicembre 2018.... il terzo lo ricordavo migliore ma a questo punto potrei sbagliare. Tra l'altro la tuta alare è di una lentezza esasperante; per il prossimo (che non faranno mai, considerando il bagno di sangue incassato da Square-Enix) mi auguro che regalino a Rico un propulsore fotonico del Mazinga Z da ficcarsi in culo, perchè così è solo un costante incentivo ad abusare del viaggio rapido. Comunque... al netto di tutti i lati negativi (!!²), mentirei se dicessi che non ha i suoi momenti divertenti. A cominciare dalla solita devastazione gratuita e fine a se stessa, con ampio dispendio di vittime civili. Ci sono tanti mezzi diversi da pilotare (wow!) e un discreto armamentario con cui mettere Solìs a ferro e fuoco. Bah, male anche la lista trofei con abuso di inutili time-consuming che metterebbero a dura prova ogni ferrea pazienza forgiata nel tempo.

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