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ema26

ha scritto una recensione su Far Cry Primal

Cover Far Cry Primal per PS4

Un anno fa ci aggiravamo tra le ispirate vette dell'Himalaya. Un anno dopo...torniamo molto più indietro, sino al 10.000 a.C., nei panni di Takkar, un cacciatore della dispersa tribù dei wenja che proverà a ricostruire la sua civiltà e a proteggerla dalle numerose insidie preistoriche. Far Cry Primal è il quinto capitolo della famosissima e cazzonissima saga che ha rivoluzionato gli sparatutto free roaming, portando sulla scena divertimento, personaggi e dialoghi epici e tanti, tanti momenti indimenticabili. Sin dal primo trailer mostrato si poteva intuire che Primal non sarebbe stato un normale "Far Cry 5", dal momento che esso ci immerge in una nuova epoca, e, di conseguenza, nuove meccaniche di gioco. La trama è non troppo complessa e tipica di alcuni brand già noti: un uomo, visto come eroe, che deve salvare dalla schiavitù il suo popolo. I nostri principali nemici sono due: Ull, capo della tribù degli udam, selvaggi e rissosi, e Batari, regina della tribù degli izila, più avanzata tecnicamente (che ricorda alcune civiltà precolombiane). Oltre a loro, è da ricordare che la nostra posizione all'interno della catena alimentare, ovvero ultima, completamente esposta al rischio di diventare cibo per tigri, orsi, mammut e quanto di più pericoloso si aggira per Oros. La formula di gioco, sempre in prima persona, però, subisce i cambiamenti che l'Età della Pietra porta, ovvero l'assenza di armi da fuoco. Dimenticate proiettili, granate, lanciarazzi e qualsivoglia mezzo di distruzione di massa. Affiderete la vostra vita a rudimentali clave, lance, all'immancabile arco e alcuni "naturali" tipi di bombe (incendiarie, velenose o piene di furiose api). Il che non è un vantaggio, ma neanche un punto a sfavore. Oltre a ciò, possiederete l'abilità di domare e fare vostre alleate alcune tra le belve più forti e feroci di Oros, le stesse che potrebbero sbranarvi in giro per la regione da un momento all'altro. L'utilissimo binocolo utilizzato nei precedenti capitoli verrà invece sostituito da un fido gufo che marcherà i nemici e potrà neutralizzarli in molteplici modi. Anche in questo capitolo troveremo insediamenti da liberare, wenja da aiutare, collezionabili a bizzeffe da trovare e, novità, pire da reclamare per la nostra tribù, che rappresentano una sorta di mini-insediamenti, più semplici da sgomberare. La mappa è come sempre molto grande e liberamente esplorabile, con caverne, grotte e cavità sott'acqua che ne aumentano la vastità. Conosceremo inoltre, durante l'avventura, alcuni particolari personaggi che ci insegneranno diverse tecniche e abilità da apprendere per potenziare il nostro equipaggiamento e il nostro villaggio. Alcuni videogiocatori potrebbero storcere il naso di fronte a un doppiaggio incomprensibile, se non per mezzo dei sottotitoli, e di conseguenza la mancanza di totale immedesimazione nelle vicende narrate. Il comparto grafico è molto simile a quello visto in Far Cry 4, con gli stessi pregi e difetti, e gli stessi (inguardabili) bug. Uno dei veri problemi di questo Far Cry Primal è la povertà del gameplay, relativa certo, ma pur sempre evidente. Durante le ore di gioco si sente l'essenza di Far Cry, ma anche l'assenza delle meccaniche tradizionali. Questo non deve essere propriamente un difetto, ma piuttosto un'inaspettata novità di fronte alla quale i fan della serie non volevano ritrovarsi. Primal rimane, tuttavia, un titolo divertente, forse non quanto gli episodi di Vaas e Pagan Min, ma pur sempre in stile Far Cry, anche se non totalmente, e con un'ambientazione affascinante a cui vi affezionerete non poco.

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ha scritto una recensione su Uncharted 3: L'Inganno di Drake

Cover Uncharted 3: L'Inganno di Drake per PS3

Il terzo capitolo della saga di Uncharted ci porta nuovamente nei panni di Nathan Drake, un avventuriero nonché cacciatore di tesori, che questa volta si metterà alla ricerca di un antico tesoro nascosto da un suo antenato, il famoso corsaro inglese Sir Francis Drake. La storia viene narrata attraverso la tipica trama dei migliori romanzi avventurieri, col nostro protagonista che vivrà una lunga serie di peripezie e colpi di scena, che lo porteranno a svelare un incredibile segreto che si cela da tanto tempo. Uno degli aspetti più spettacolari di questo titolo è sicuramente il comparto grafico e tecnico, uno dei migliori della scorsa generazione, che riesce a farci magistralmente immedesimare nell'intensa storia. Il sistema di controllo, un normale third person shooter, è molto maneggevole, con il nostro eroe in grado di compiere grandi salti, arrampicarsi, correre dappertutto e sfoggiare un parkour di prim'ordine. Come nei precedenti due capitoli, potremo portare due armi con noi: una principale, tra diverse tipologie di fucili e mitragliatrici, e una pistola a fare da arma secondaria. Le grandi quantità di munizioni presenti in giro garantiscono sicurezza e sparatorie ancor più estreme. I nemici, tuttavia, non sono troppo pericolosi, sebbene qualche soldato molto equipaggiato. Nel gioco non si sparerà soltanto, comunque, poiché ci troveremo impegnati anche a spremere le nostre meningi per risolvere diversi enigmi (alcuni molto ispirati) che ci daranno non poco filo da torcere. I doppiaggi sono di ottima fattura, come la colonna sonora. Un'avventura da vivere tutta d'un fiato, che magari sarebbe stata ancor più bella se fosse durata qualche ora in più.

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Cover Red Dead Redemption Undead Nightmare per PS3

Le grandi praterie del Selvaggio West infestate da putridi non morti ambulanti? Sembra interessante...ed infatti lo è. Undead Nightmare nasce come DLC di Red Dead Redemption, diventato un gioco a sè, in cui gli ambienti che ci hanno ospitato durante l'avventura principale vengono ad un tratto colpiti da una strana e terribile pestilenza che tramuta gli abitanti in zombie. E noi, rimanendo nei panni del mitico John Marston, dovremo trovare una cura esplorando le lande devastate, con la nostra famiglia nuovamente in pericolo. La trama è tipica dei film apocalittici, ma riesce ad interessarci e a farci immergere alla perfezione nel contesto, accompagnandoci con un'atmosfera malinconica e cupa sino alla fine. Il sistema di gioco rimane identico a quello dell'avventura originale, con l'aggiunta di qualche accessorio, come l'archibugio, un fucile che spara disgustosi pezzi di non morto, e una fiaccola per bruciare i nemici (e non solo). Oltre alle missioni principali, infatti, ci troveremo anche a purificare i cimiteri bruciando le bare infestate, salvare i civili rimasti con un briciolo di senno, e altre divertenti e ispirate quest, che offrono in totale una bella somma di ore necessarie a portare a termine le vicende. I difetti restano sostanzialmente quelli del titolo originale, e oltre a quelli si aggiunge l'essenza puramente "DLC". Nonostante ciò, rimane un titolo assolutamente divertente e bizzarro che saprà soddisfare gli amanti del genere e chi ha apprezzato il gioco base.

ema26

ha scritto una recensione su Red Dead Redemption

Cover Red Dead Redemption per PS3

Rockstar, si sa, è abituata a regalare al mondo videoludico degli autentici capolavori. Red Dead Redemption è un gioiello della passata generazione, e vi spiegherò perché. Siamo nel bel mezzo della Rivoluzione Industriale, nei panni di John Marston, un ex criminale passato dal "lato buono" per salvare la sua amata famiglia. Ci metteremo dunque alla ricerca dei nostri vecchi compagni, per consegnarli alla giustizia, ed evitare la morte dei nostri cari. La trama è quella dei tipici prodotti Rockstar, ben congeniata e narrata, in grado di fornirci dei personaggi ben caratterizzati. Il gameplay si ispira a Grand Theft Auto, in terza persona, ossia un sandbox-free roaming in cui abbiamo totale libertà d'azione. Trovandoci nell'America del Vecchio West, ci troveremo a che fare con cowboy, sceriffi, lunghe trottate a cavallo, duelli all'ultimo colpo e molto molto altro. Potremo portare con noi una grande varietà di armi, dai tipici fucili sino alle pistole, oltre ad accessori utili come il lazzo e un coltello. Tra missioni principali e secondarie, passando per la caccia della ricca fauna ai minigiochi come il poker, il blackjack o il lancio del ferro di cavallo, potremo liberamente passare tantissime ore nel selvaggio West del 1700. Il comparto grafico è tra i migliori della precedente generazione: l'ambientazione è assolutamente suggestiva e magistralmente riprodotta, tenendosi fedele alla realtà. Il doppiaggio, sebbene in inglese, offre dei dialoghi ben riusciti, mentre una colonna sonora straordinaria ci accompagna durante l'avventura, facendoci sentire in un film di Sergio Leone. Un titolo da avere, senza inibizioni.

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