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FedeChief

ha scritto una recensione su Control

Cover Control per PC

They All Know Jesse Is Dynamite

Quando si parla di Remedy non sarò mai imparziale, il loro stile ed approccio al videogioco mi piace fin troppo.
Da quando son diventati rilevanti nell'industria con Max Payne han sempre sfornato titoli con un ottimo comparto narrativo, ma sempre insieme ad un gameplay dinamico e mai eccessivamente statico.
Control è la maturazione del loro stile di gioco dopo anni ed anni e perché no, anche il progetto più strano dal punto di vista narrativo dai tempi di Alan Wake.

Inizialmente, dopo i primi trailer, era stato bollato come una copia al femminile di Quantum Break cosa rivelatasi falsa ed anche di molto.
La protagonista utilizzerà si dei poteri che inizialmente possono ricordare la abilità temporali di Quantum, ma è solo l’impressione di un occhio od una mano poco attenta.
Le abilità in gameplay saranno varie e distinte, ognuna avrà un ruolo ben specifico nei combattimenti e nell'esplorazione dell’agenzia.
Proprio l’agenzia è il vero protagonista della vicenda, un edificio incredibilmente enorme totalmente esplorabile a piacimento, fatta eccezione per alcuni aree che si potranno sbloccare solo progredendo e acquisendo abilità o key card per aprile le porte di livello più avanzato.

I combattimenti avverranno utilizzando due metodi offensivi principali: la pistola d’ordinanza e il lancio di oggetti.
Jesse, la protagonista, infatti tra le sue abilità ha quella di poter scagliare qualsiasi oggetto, anche parti di muro e pavimento, contro un nemico, infliggendogli molto danno.
La pistola d’ordinanza, invece, inizialmente si comporterà come una pistola classica, ma con un particolare: le munizioni hanno una sorta di stamina, infatti dopo aver sparato per un po’ la ricarica consisterà nell'attendere il cooldown dell’arma.
Tutto questo genera un ottimo gioco tra lanci e proiettili, che si alterneranno per dar tempo ad una o l’altra abilità di ricaricarsi per essere usata.
La pistola ha anche un altro aspetto fondamentale, cioè quello di potersi trasformare.
Perlustrando l’agenzia sarà possibile trovare materiali per potenziarla trasformandola in una SMG, un piccolo shotgun, una railgun, etc…
Questi materiali serviranno anche per acquisire mod personali o mod che migliorano le caratteristiche dell’arma.

L’ultimo modo per migliorare se stessi sarà attraverso ad un albero abilità molto semplice che permette, spendendo punti guadagnati completando missioni principali e secondarie, di aumentare: la salute, il danno da lancio, la resistenza dello scudo, la durata della stamina ed altre cose legate alle altre abilità.

L’esplorazione per questo sarà ben ripagata, ma se non dovesse bastare l’intera agenzia è riempita con documenti, video, registrazioni e proiezioni con parti di storia, approfondimenti e curiosità su quasi ogni cosa presente all’interno del gioco.
Questo mi porta a parlare del racconto, forse uno dei più strani che Remedy e Sam Lake abbiano mai confezionato, una storia ricca di mistero già dal suo inizio e che allo stato attuale pecca solo di non spiegare bene qualche elemento, anche se da una parte queste informazioni mancanti vanno ad aumentare ulteriormente il senso di stranezza.
Assenti all’appello ancora due DLC che potrebbero aggiungere dettagli interessanti, ma già allo stato attuale il comparto narrativo svolge bene il suo lavoro e lo svolge ancora meglio se si leggono i vari documenti o si trovano i vari video del Dr.Darling.

Il comparto tecnico su console base di questa generazione non è ottimo, anche se il gioco sta venendo costantemente patchato.
La situazione è migliore sulle console plus (PS4 Pro e XboxONE X), ma ovviamente è la versione PC quella a brillare.
L’ho potuto giocare a 60fps quasi sempre granitici, ma senza ray tracing, anche se è stato confermato essere implementato bene pur essendo uno dei primi titoli ad utilizzarlo nativamente dal lancio.

Se proprio dovessi trovare un difetto al gioco sarebbe la difficoltà.
Proprio grazie ai tanti modi per potenziare le tue abilità e quella dell’arma, il tutto unito ad una difficoltà standard non scalabile, ci si ritrova ad un certo punto del gioco (ed anche relativamente presto) ad essere molto potenti tanto da one-shottare tutti i nemici minori con un colpo di oggetto.
Nel complesso non va a rovinare l’esperienza, non mi sono mai annoiato, ma se qualcuno in Control cerca una sfida nel giocarlo ne rimarrà deluso.

In conclusione: Control è un gioco con un gameplay veloce e dinamico, che premia il non stare troppo fermo ed incoraggia l’esplorazione del suo ambiente.
La storia intrigante è forse la più stravagante prodotta da Remedy, ma anche per questo ha forte personalità.
Sulle console base non è consigliabile giocarlo data la scarsa ottimizzazione (poi in futuro chissà), ma consiglio a chiunque piacciono i TPS, o ha apprezzato vecchi lavori della software house, di dargli una possibilità perché giocandolo ne sono rimasto felicemente sorpreso.