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ha scritto una recensione su Ghost of Tsushima

Cover Ghost of Tsushima per PS4

Like a ninja

Credo sia giunto di racchiudere il mio duro lavoro su questo gioco in un unico luogo (la recensione di Ludomedia).
Per farla breve, Ghost of Tsushima è quel gioco che dopo lo State of Play di maggio mi ha lasciato tantissimi dubbi circa la sua struttura e il suo sistema di combattimento, infatti temevo si rivelasse una ciofeca. Il risultato finale è però andato oltre le mie aspettative, e seppur abbia una struttura da open world classica, gli sviluppatori hanno fatto un buon lavoro. Per fare un paragone con un'altra esclusiva Sony, è sicuramente un gioco migliore rispetto a Horizon. Si sente tantissimo l'influenza di TW3 e in più c'è qualche trovata interessante che rende il gioco più di un semplice "copia e incolla". Quanto al sistema di combattimento, funziona bene, è fluido e soprattutto offre un buon quantitativo di opzioni. Grazie a quella leggera vena da RPG si possono fare anche delle build che influenzano lo stile di gioco, quindi la varietà non manca.
Off topic: Avete presente quando vi rompo le palle sul sistema di combattimento di The Witcher 3, poiché banale e inconsistente dal punto di vista della fisicità? Ecco, per come lo avrei voluto io sarebbe dovuto essere fatto tipo quello di Ghost of Tsushima.
Allego quindi la recensione vera e propria https://www.nerdpool.it/2020/07/25/ghost …
e l'approfondimento sulla personalizzazione e l'esplorazione che ho fatto: https://www.nerdpool.it/2020/07/28/ghost …
Per favore, se dovete lasciare il like almeno leggete una di queste due cose linkate perché è lì che trovate il succo del mio pensiero e non in queste quattro righe scritte in due minuti.

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ha scritto una recensione su The Last of Us Part II

Cover The Last of Us Part II per PS4

Neil Druckman e il mistero del transessuale fantasma

Come al solito, per completezza allego il link al mio blog --> https://unfilonerd.wordpress.com/2020/06 … <--
E questa volta anche il mio articolo (full-sp.oiler) su storia e tematiche: --> https://www.nerdpool.it/2020/06/28/the-l … <--

The Last of Us Parte II è stato uno dei sequel più attesi di questa generazione, tuttavia, non nascondo che nei mesi precedenti al lancio ho iniziato a temere il peggio. Sul web si parlava di una storia banale infarcita di propaganda LGBQ, di un transessuale che faceva “cose” (dettaglio insignificante e triviale capace di fare apparire terribile la qualità della scrittura) e di una condotta non proprio esemplare da parte di Niel Druckman. Insomma, sembrava che il mondo avesse già decretato l’insuccesso di questo titolo e nulla avrebbe potuto salvarlo.
Successivamente sono arrivate le recensioni e non sono mancati i 10, indice che Parte II non era quella schifezza di cui si parlava tanto. Sulla questione del voto non mi esprimo più di tanto: la perfezione non esiste e il punteggio massimo è una presa di posizione che sta ad indicare i traguardi di un determinato gioco all’interno di una generazione. È una cosa che può essere condivisa come può non esserlo; per quel che mi riguarda farei molta fatica a dare un voto del genere. Alla luce di valutazioni così positive c’è però un elemento che fa riflettere, ovvero l’atteggiamento delle persone.
The Last of Us Parte II è infatti l’ennesima dimostrazione che forse i videogiocatori non meritano le cose belle. L’astio che si è creato nei confronti di questo titolo nonché del suo autore (su cui è stata gettata la peggio merda, perdonatemi il termine) denota un’incredibile immaturità nonché mancanza di rispetto. Da una parte abbiamo l’incapacità di accettare determinate scelte autoriali (alcune di queste saltate fuori a causa dei leak), dall’altra la voglia di rovinare a tutti i costi - attraverso gli spo.iler - il divertimento degli altri giocatori, oltre che il lancio del gioco.
I videogiochi sono uno dei tanti strumenti pensati per poter passare in modo piacevole il nostro tempo libero e sinceramente non riesco a capacitarmi dell’odio vomitato da certi individui. C’è una “sottile” differenza tra le critiche costruttive - mosse dopo la fruizione - e il disprezzo totalmente gratuito. Ma questo mi auguro lo sappiate già.

NAUGHTY DOG ALL’ENNESIMA POTENZA
Quanto a Parte II, posso affermare che si è rivelato il miglior titolo realizzato dalla casa californiana nelle ultime due generazioni, capace di superare la magnificenza raggiunta da Uncharted 4. Naughty Dog è stata in grado di evolvere degnamente la formula proposta nel primo capitolo, grazie ad un gameplay ora più profondo e soddisfacente, arricchito da una varietà di situazioni notevole. Ancora una volta, non si tratta di un titolo che punta ad innovare, ma la storia - elemento cardine della produzione - è finalmente sorretta da fasi di gioco degne di tale nome. Abbiamo un gunplay solido, che restituisce un feeling ed una fisicità differente per ogni arma, oltre che meccaniche di gioco più rifinite, che ora guadagnano la possibilità di strisciare a terra o di prendere i nemici in ostaggio.
L’intera produzione è pertanto una sorta di altalena che alterna momenti tranquilli ad altri dall’elevato tasso di adrenalina (in certi punti più spettacolari si nota l’influenza di Uncharted) e perfino fasi degne di un survival horror. Al tutto si aggiunge un sound design stratosferico, capace di rendere l’esperienza estremamente immersiva, specie se giocata con un paio di cuffie. Infine, è impossibile non venire sorpresi dalle ottime qualità di un level design che in diverse zone offre svariate opportunità.
Arriviamo dunque alla narrativa del gioco, elemento critico che mi ha terrorizzato per mesi. Ebbene, per la terza volta di fila Druckman ha dimostrato di essere un ottimo scrittore e ha dato vita (insieme ad Halley Gross) ad una storia matura che tuttavia richiede una certa attenzione per essere assimilata appieno. Ancora una volta il mondo di The Last of Us colpisce per la sua indicibile crudeltà, mettendo in risalto le conseguenze di certe azioni e dando vita ad una delle storie di vendetta più struggenti del medium. Sulla questione mi sono già ampiamente espresso in merito in un articolo dedicato, quindi eviterò di aggiungere altro.

COMPARTO TECNICO E DIREZIONE ARTISTICA
Come ogni esclusiva che si rispetti, The Last of Us Parte II offre un comparto tecnico eccezionale, seppur il risultato finale si sia rivelato leggermente inferiore alla build mostrata nel 2018. In particolare, gli elementi che ne hanno risentito maggiormente sono i modelli dei personaggi secondari e un certo grado di interattività negli scenari. Ad ogni modo, la qualità raggiunta è elevatissima e le performance del titolo sono ottime praticamente in ogni circostanza. In generale la mia esperienza è filata liscia, nonostante sia incappato in qualche bug minore. Nulla da ridire invece sull’intelligenza artificiale dei nemici, che finalmente mostrano comportamenti complessi e più plausibili. Passando alla direzione artistica, la Seattle realizzata dal team di sviluppo restituisce appieno l’idea di un luogo selvaggio, ormai dominato dalla natura. Il tutto, come anticipavo in precedenza è reso ancora più suggestivo dall’ottimo impiego dei suoni e dalla musica composta ancora una volta da Gustavo Santaolalla.

In definitiva, Naughty Dog è finalmente riuscita a creare un titolo soddisfacente sia dal punto di vista del gameplay che della narrativa. Si tratta di un gioco difficile da assimilare e digerire, ma è dotato di una potenza unica. Un acquisto obbligatorio per tutti i possessori di PS4.

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ha scritto una recensione su Final Fantasy VII Remake

Cover Final Fantasy VII Remake per PS4

Quel cattivone di Nomura (sarcasmo ON)

Quella che state per leggere - a patto che ve ne freghi qualcosa - è un’introduzione alla recensione, che trovate nel classico link ripudiato da tutti. A differenza di molti di voi, Final Fantasy VII non è stato uno dei giochi della mia infanzia, dato che ho iniziato ad approcciarmi ai JRPG solo all’età di 10/11 anni. Peraltro, con molti di essi ho avuto un rapporto poco piacevole a causa della mia incompatibilità con i turni classici; tranquilli nel tempo ho iniziato ad apprezzarli. Fantasy VII però era diverso perché oltre a sembrare una grande avventura, poteva contare sull’ATB. Negli anni il mio legame con questo gioco è stato rafforzato dalla Compilation che, nonostante gli alti e bassi, mi ha concesso un ulteriore sguardo a quel mondo che ho tanto adorato in precedenza.
E sebbene il gioco più amato da tutti sia Crisis Core, personalmente continuo ad avere un debole per quella ciofeca di Dirge of Cerberus perché ha come protagonista Vincent. Sì insomma, io che sono fissato con gli spadaccini e tutto adoro un pistolero che si trasforma in mostro; non mi capisco nemmeno io.
Al di là di tutto, il motivo per cui amo questa riproposizione è che si tratta di un remake, ma non uno di quei giochi che si limitano a riproporre la stessa roba di vent’anni fa con la grafica aggiornata. È un remake vero. Laddove molti vedono la loro infanzia deturpata dalla terribile Square Enix presidiata dal quel cattivone di Nomura che dovrebbe tornare a fare i disegnini in un angolo, io ci vedo un’incredibile opportunità. Final Fantasy VII Remake non deve essere uguale a Final Fantasy VII ma ha il dovere di raccogliere tutti quegli elementi introdotti con la compilation in modo da creare una storia ancora più intensa e coerente.
A questo punto non mi resta che allegare la recensione vera e propria.
https://www.nerdpool.it/2020/04/21/final …

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ha scritto una recensione su Final Fantasy XV: Royal Edition

Cover Final Fantasy XV: Royal Edition per Xbox One

Royal Pains

Come al solito allego anche il link al blog:
--> https://unfilonerd.wordpress.com/2020/03 … <--

Pur avendo acquistato Final Fantasy XV nel 2016 al D1, non sono riuscito a stare dietro a tutti gli aggiornamenti che il team di sviluppo ha apportato nei due anni successivi al lancio. Di conseguenza, non ho avuto la possibilità di tornare nel mondo di Eos per parecchio tempo, ma ho continuato a sperare che il titolo fosse riuscito in qualche modo a raggiungere una forma più rifinita e godibile. Finalmente, grazie all’inserimento di Final Fantasy XV: Royal Edition nel Gamepass di Microsoft, mi si è presentata l’occasione giusta e dunque ho potuto provare quest’edizione semi-definitiva.

EPISODI PER TUTTI
Oltre ad includere una serie di contenuti inediti, la Royal Edition comprende anche gli episodi rilasciati con il season pass e il titolo multiplayer Comrades. Per quanto concerne i primi, sono rimasto deluso dal fatto che siano accessibili esclusivamente dal menu principale. In determinati momenti dell’avventura, i compagni di Noctis si separano dal gruppo e, quelli che nel gioco base erano palesemente dei contenuti tagliati sarebbero potuti essere integrati all’interno della narrazione senza troppi problemi. Gli sviluppatori hanno invece optato per una serie di cutscene aggiuntive o finali alternativi (come nel caso di Ignis) volti a giustificare questa scelta abbastanza discutibile.

In ogni caso, gli episodi hanno una durata abbastanza esigua e si possono concludere nel giro di un’ora o poco più. C’è di buono che vengono fatti diversi chiarimenti sulla trama; in particolare, i contenuti dedicati a Ignis e Prompto aggiungono parecchia carne al fuoco, mentre Episode Gladiolus si limita a caratterizzare ulteriormente il cosiddetto Scudo del Re. Ciascun capitolo aggiuntivo include infine delle modalità secondarie che permettono di cimentarsi in ulteriori battaglie.

Passando al gameplay, i personaggi più riusciti sono indubbiamente Gladio e Ignis, mentre Prompto si è rivelato il meno convincente. Nello specifico, il nerboruto spadaccino si basa principalmente su attacchi consequenziali e parate a impatto. In questo modo, oltre ad aumentare il valore del moltiplicatore dei danni, si riempie una barra che permette di sferrare portentose tecniche. Anche Ignis conserva il suddetto moltiplicatore, ma basa la sua offensiva sull’infusione di magie elementali nelle daghe. Di conseguenza, si utilizza il fuoco contro i singoli nemici, il ghiaccio sui gruppi da rallentare e il fulmine per muoversi a velocità sorprendente sul campo di battaglia. Prompto invece si basa su un discreto sistema di shooting, con una mappatura dei tasti sul pad piuttosto scomoda.

Insomma, pur con alti e bassi i tre episodi si sono rivelati convincenti e meritevoli di esser giocati. Ciascuno di essi vanta poi una colonna sonora formidabile che va ad innalzare il valore finale.

ESIGENZE REALI
Per quanto riguarda i contenuti veri e propri della Royal Edition, sono state apportate diverse aggiunte, di cui alcune piuttosto significative. Partiamo dalle meno importanti, come la prima persona (esclusiva per Noctis) o la possibilità di esplorare i mari che dividono Altissia dal resto del mondo di gioco. Purtroppo quest’ultima aggiunta – per quanto gradita – non ha una gran utilità se non per scattare foto o dedicarsi alla pesca.

Gli elementi più interessanti sono invece le quest aggiuntive, un nuovo dungeon (se così si può definire), nuovi boss e sequenze filmate inedite, ma procediamo con ordine. Le rovine di Insomnia sono state ampliate sia in larghezza che nei livelli sotterranei. Ciò si traduce in nuove zone da esplorare e nemici da sconfiggere. E proprio nei livelli più bassi della città è possibile trovare la base degli Angoni e il vecchio Cor, che non perderà l’occasione per affidarci qualche missione. Per gli amanti delle battaglie invece, sono stati aggiunti boss come Cerberus, Omega o i Rulers of Yore; quest’ultimi in particolare si sono rivelati tanto spettacolari quanto divertenti da affrontare.

Infine, grazie a questa versione è possibile ottenere una modalità potenziata della Panoplia. Per ottenerla bisogna recarsi alla statua del Re fondatore presente in una zona del mondo. In questo modo si otterrà un anello che, una volta equipaggiato, permetterà di scatenare il vero potere dei Re. All’atto pratico, si tratta di una modalità un po’ più soddisfacente della normale Panoplia, che comprende nuove mosse aggiuntive, in grado di rendere Noctis inarrestabile.

COMMENTO
Final Fantasy XV: Royal Edition è il pacchetto migliore per tutti coloro che desiderano approcciarsi all’avventura di Noctis e compagni. Infatti, gli episodi dedicati ai tre amici del principe vanno a colmare alcune lacune della trama, mentre i contenuti di esclusivi di questa edizione arricchiscono ulteriormente l’offerta ludica. Se invece possedete già il titolo base, il gioco potrebbe non valere la candela, dato che l’upgrade a questo pacchetto non contiene il season pass e le aggiunte reali non sono poi così tante. Sì insomma, si tratta di contenuti che sarebbero dovuti essere inclusi nel gioco base.

7.5

Voto assegnato da Fil
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