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Fonzie Grande Gamer
Cover Castlevania: Lords of Shadow 2 per PC

Horror of Dracula

“Questa è la storia di Dracula, una creatura che distrugge tutto ciò che tocca. Dracula il terrificante, il temuto, colui che dorme nelle tombe dei morti di giorno e insorge la notte per infliggere il suo terrore sugli innocenti e gli inconsapevoli”.
Questo è il testo del trailer di “Dracula il Vampiro” uno dei miei film preferiti, una reinterpretazione del libro di Bram Stoker ad opera della Hammer che divenne poi il capostipite di una serie molto fortunata ed in voga negli anni 60 e 70. Il citato libro di Bram Stoker per altro è il mio libro preferito. Il Conte Dracula è il mio soggetto preferito IN GENERALE, è un soggetto ormai poco trattato e con risultati discutibili ma a cui sono indissolubilmente legato fin da piccolo: tra i primi ricordi della mia vita figurano infatti film e addirittura cartoni sul famigerato vampiro che hanno instillato in me un amore folle e smisurato per il soggetto in questione, per i vampiri e per l’horror gotico in generale. Non c’è da meravigliarsi dunque se questo gioco, indipendentemente da quello che ne pensa la gente, esercita su di me un fascino mostruoso e viene apprezzato maggiormente rispetto a quello che può vederci un qualunque giocatore. Lords of Shadow 2 è un viaggio profondissimo, una pala che scava nel profondo del mio animo e che fa leva sulle mie più grandi ossessioni per quanto riguarda la creatività, smuove delle corde così radicate nella mia essenza che per me è praticamente impossibile dire perché mi piacciano o portare il mio cervello a fornire argomentazioni adeguate per giustificare i motivi che possano portare qualcuno ad apprezzarle. Un discorso simile lo feci già per Resident Evil Village che è ad ora, dopo un anno che l’ho giocato, uno dei miei titoli preferiti in assoluto, ma era doveroso farlo anche per il titolo in questione poiché questa “recensione” sarà piuttosto una gita all’interno di me stesso.

Partiamo dagli antefatti: Lords of Shadow ,come ho detto nella recensione relativa, è un gioco su cui mi ero creato delle aspettative prettamente estetiche, un titolo che parte male ma si risolleva alla grande andando poi a centrare i temi che mi stavano a cuore e ribaltando completamente la situazione nel finale. Lords of Shadow 2 prende quell’atmosfera gotica e la eleva esponenzialmente, permeando letteralmente tutto l’incedere e mostrando una potenza estetica che per me ha ben pochi rivali. Protagonista del gioco, oltre Dracula, è il castello, il Castlevania appunto, che può essere esplorato sia nel passato che nel presente ma di questo ce ne occuperemo più tardi. Il castello è riduttivo definirlo tale, è una struttura così grande che nei giorni contemporanei ospita un’intera città, Castlevania City appunto, è un complesso spaventosamente mastodontico ed ornato da colonne a grappolo, guglie appuntite, archi immensi e vetrate colossali, il tutto legato da un binomio cromatico nero e rosso, nero per l’oscurità e rosso per il sangue. Pur essendoci scorci particolari, come la Città dei Dannati che rappresenta una vera a propria porzione di inferno in chiave gotica, questo tipo di architettura dominerà tutto il gioco, entrando in simbiosi perfetta anche con le strutture contemporanee senza snaturare la vena del gioco. Il Castlevania non è solo grande per estensione: sia nel presente che nel passato sarà presente una struttura circolare sezionata in quattro parti, con un level design intricatissimo e complesso e con varie sezioni a cui si potrà accedere solo una volta ottenuti i power up nel corso del gioco. Vi ricorda nulla tutto ciò? Su due piedi definirei una struttura simile come impostazione Metroidvania, quella che mancava al capitolo originale che invece si presentava come un enorme corridoio di livelli separati. Chiaramente questa componente fa da sfondo all’esperienza, che rimane improntata principalmente sull’hack n slash, ma la bontà del level design unita all’impareggiabile portata estetica, che arriva anche a toccare temi come lo scifi e lo steampunk pur rimanendo coerente, mi hanno semplicemente estasiato e portato ad una traslazione 3d di Symphony of the Night pur con le dovutissime e radicali differenze.

Per spiegare il dualismo passato/presente è necessario introdurre le vicende e per tanto dovrò anticipare gli avvenimenti del primo capitolo, se non volete non leggete. Dopo aver sconfitto Satana ed essere diventato un vampiro non vi è più alcuna traccia di Gabriel Belmont, adesso esiste solo Dracula il principe delle tenebre. Dracula, deluso e tradito da Dio per il fato che ha riservato al suo prescelto, ha iniziato ad imporre un regno di terrore, anche e sopratutto dopo aver ucciso quello che ha scoperto essere suo figlio Trevor Belmont, figlio tenuto nascosto dalla sua Marie che aveva visto il destino dell’amato e di se stessa nel “mirror of fate”. A questo punto la confraternita della luce sferra un’offensiva totale al Castlevania ma Dracula, ancora il prescelto di Dio rivolta il potere della luce contro i cavalieri annichilendo la confraternita. A questo punto vi è un incontro con Alucard, quello che rimane di suo figlio Trevor trasformato in vampiro sul letto di morte da Dracula stesso. Successivamente si ha un salto temporale al presente. Dracula si ritrova debole e con la memoria frammentata, nascosto dal mondo per secoli e sui resti del suo castello è sorta ora una città. Ritrovandosi costretto ad una alleanza con Zobek dovrà impedire il ritorno di Satana ad opera dei suoi accoliti e nel farlo si ritroverà spesso ad essere catapultato in un mondo parallelo, una versione del castello ambientata subito dopo l’attacco della confraternita ed in cui tutti i sentimenti di Dracula diverranno reali. In quella che è la versione concretizzata dei suoi ricordi e della sua indole, verrà guidato dal figlio Trevor, il suo ultimo rimasuglio di umanità, per riconquistare i poteri ed i ricordi perduti affinché possa combattere Satana nuovamente, tuttavia si ritroverà anche braccato da un qualcosa inizialmente di indefinito, che proverà in tutti i modi a confinare Dracula nei suoi stessi ricordi. Detto così potrebbe sembrare tutto caotico e nebuloso ma, salvo alcune scelte di scrittura che non condivido pienamente, la trama segue una linea rigorosa e ben studiata che porterà a colpi di scena e a svolte davvero notevoli, il tutto condito da una regia che definirei sublime e a dei personaggi che finalmente non sembrano più solo delle marionette ma esercitano un loro fascino, specialmente Gabriel che nel precedente episodio era anonimo, privo di fascino ed approssimativo mentre adesso viene approfondito e la sua nuova identità è decisamente più interessante.

Il gameplay si presenta sulla falsa riga del predecessore, ci sono stati dei cambi necessari dato il passaggio da “cavaliere della luce” a “vampiro supremo” ma il sistema di combo, schivate e parry è rimasto lo stesso tuttavia il gioco, a difficoltà normale, si presenta molto più facile del predecessore per più motivi: innanzitutto i colpi non parabili adesso non sono istantanei e preceduti solo da una luce fioca, ma sono accompagnati da un’animazione e da suoni più importanti che ne facilitano la distinzione. In secondo luogo i poteri di luce e ombra sono stati sostituiti dai poteri del caos e dalla spada del vuoto che presentano delle combo e degli attacchi molto forti e sono più efficaci nei danni ma sopratutto nel regen degli hp. A ciò si aggiunge infine un cospicuo numero di oggetti molto potenti e questo giustifica il calo della difficoltà che tuttavia ancora può essere alzata dal selettore apposito offrendo comunque un buon livello di sfida perché si è spesso sovrastati dai nemici e questi attaccano quasi contemporaneamente e senza sosta. Di livello molto elevato sono ancora l’enemy design ,che vanta un parco nemici ampio e quasi sempre riuscitissimo anche questa volta, e le boss battle ancora al top e una più bella dell’altra a mio gusto.

La componente puzzle è ancora presente con tanti puzzle ambientali ed una componente stealth in cui si possono sfruttare i vari oggetti e powerup, a volte anche in più modi, e si può addirittura possedere i topi per entrare nelle insenature e nei luoghi angusti e i mob per muovere per eliminare e sfruttare a nostro vantaggio i nemici.

Ora io so che questo titolo è molto detestato, sono sicuro che se mi aprissi a un confronto con qualcuno la gente mi darebbe mille ragioni e probabilmente si troverebbe in disaccordo con me ma sinceramente non mi interessa, non perché non mi piaccia dialogare o voglia fossilizzarmi sulle mie idee, ma perché ho giocato il titolo senza alcun pregiudizio e l’ho genuinamente adorato; per mille motivi potrà anche far adirare un sacco di gente ma sarei ipocrita se mi mettessi a trovare difetti particolari (anche se è pieno di piccoli difetti sporadici ma insomma si trovano un po' in tutti i giochi le piccolezze problematiche), a me il titolo è piaciuto, probabilmente con gli occhi di altri è un semplice hack n slash nella media del genere che non raggiunge neppure lontanamente la qualità tecnica dei massimi esponenti deò settore, ma per me che sono stato cresciuto a pane ed horror gotico e per me che basta soltanto sentire il nome di Dracula per impazzire come una fangirl al concerto della sua boyband preferita, questo titolo è stato pura estasi, semplicemente estasi, e continuerò ad amarlo indipendentemente da ciò che ne pensa la gente. Per me Lords of Shadow 2 è esattamente il gioco che speravo e che volevo, porterò sempre nel cuore quel castello, quelle creature e l’aver impersonato Dracula e spero vivamente che in futuro qualche altro gioco scenda in campo e renda onore al soggetto.

Fonzie Grande Gamer
Cover Castlevania: Lords of Shadow Ultimate Edition per PC

Lords of Shadow è il perfetto esempio di come un gioco possa prendere una pessima nomea ed odio gratuito grazie ad una community cancerogena. Che sia chiaro, è un gioco tutt'altro che perfetto e ci sta che possa non piacere ma è diventato il ricettacolo dell'odio di chi non capisce il significato della parola reboot.

Devo dire che nelle prime ore il titolo mi aveva tutt'altro che convinto poiché mi sembrava solo un mischione di vari giochi senza una propria anima. Mischione alla fine lo è, abbiamo essenzialmente l'esplorazione alla prince of persia unita ad un combat system simile a god of war e il tutto con una serie di influenze da altri giochi come ad esempio shadow of the colossus. Una sua anima però ce l'ha ed emerge dal secondo quarto di gioco in poi quando fuoriesce la sua spettacolare vena horror gotica.

È proprio questo che me l'ha fatto amare: per me che adoro alla follia questo tema, per me che dracula è il mio soggetto preferito in generale, questo gioco è un tripudio stupendo di horror gotico con vampiri, licantropi, zombie e creature mostruose. L'enemy design è stupendo così come il boss design e l'art design in generale. Davvero una goduria assoluta per il sottoscritto.

Il combat system richiede pratica per essere padroneggiato: è punitivo, i nemici colpiscono velocemente e non si può abusare del parry perché spesso i colpi non sono parabili, bisogna imparare a fare la combo e schivare velocemente e continuamente per giocare bene. Duole dire che questo combat system pur funzionando inizia a diventare monotono dal momento che il gioco dura una 20ina di ore, un po' troppo tirato per le lunghe a mio avviso considerando anche che una parte importantissima degli avvenimenti viene rushata nel dlc.

A livello di trama devo dire che ho apprezzato molto il titolo, a livello di narrazione meno poiché i personaggi sono delle marionette ed i dialoghi veramente privi di pathos.

Il gioco insomma è tutt'altro che perfetto, a me sono pesati particolarmente i momenti morti dovuti alla longevità esagerata per il tipo di gameplay e la gestione indegna del true ending (che arriva per altro dopo un finale davvero bello). D'altro canto però abbiamo un art design mostruoso, specialmente per me che adoro alla follia il genere, delle boss fight riuscitissime ed in generale un gioco si imperfetto ma davvero solido e ben riuscito, è davvero un peccato come venga bistrattato solo per il nome che porta pur essendo un reboot.

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