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G. R. Gvullap

Mi chiamo.. come mi chiamo? Non ricordo nulla. Mi gira la testa e devo scrivere questa lettera come ultimo testamento nel caso non dovessi farcela. Come dicevo, mi trovo in questa stanza da ormai dieci giorni e sono quasi totalmente distrutto. Distrutto non fisicamente, ma psicologicamente, e la cosa buffa è che non saprei dire se in bene o in male. Ma lasciate che vi riassuma in un unica parola come questi giorni sono stati: goduria. Sì, grande goduria. Forse anche fin troppa. Credo che la mia mente non riuscirà a sopportarne per molto ancora, del resto si dice che a tutto c'è un limite, e io credo di avere raggiunto già da un pezzo il mio. La mia mente non è in grado di sopportare oltre purtroppo.
Ora vi narrerò, nella speranza di fare in tempo, come mi sia ritrovato in questa situazione sin dall'inizio. Ebbene, tutto iniziò esattamente un mese fa, mentre ero in giro a consegnare le pizze. Ad ogni consegna, facevo sempre lo stesso giro per tornare in pizzeria, un giro vicino al Naviglio, dove potevo sentire le melodie prodotte dalla natura come le bestemmie dei muratori bergamaschi che lavoravano ad una casa lì vicino, il gorgoglio del ruscello lercio di immondizia e carrelli della spesa che i decerebrati lanciavano dentro... Ma c'era un motivo ben preciso se ogni giorno facevo quel giro, il più determinante di tutti. Bando alla moralità, ormai non ha più alcun senso mentire nella situazione in cui mi trovo. La verità è che ci venivo per certi soggetti, certi bambini con quei sorrisi... quelle urla allegre... quei porconi che tiravano quando perdevano la partita a Smash per 3DS che stavano giocando... erano qualcosa di speciale per me. L'unico motivo che mi spingesse la mattina presto di alzare il culo dal letto per andare a lavorare, vederli giocare alla mia serie preferita mi riempiva di gioia. In un giorno di riposo andai a quel Naviglio e mi misi su una panchina ad osservarli attentamente. Ma mentre facevo ciò, un bambino si accorse della mia ambigua presenza. Feci finta di nulla, ma iniziò a bisbigliare agli altri ragazzi qualcosa. Credendo di essere stato scoperto, e imbarazzato più che mai non venni più per dei giorni interi. Non mi giudicate, io non avrei mai chiesto di giocare, nemmeno per cinque minuti. Sono solo uno Smashfag, uno Smashfag deviato. Nulla da vantarsi certo, ma è la pura verità di ciò che sono. Un giorno decisi di ritornare al Naviglio, per la mia solita "Smashescursione". E mentre tentavo di trovarmi una postazione il più nascosta possibile sentii qualcuno toccarmi da dietro una spalla. Mi girai, e mi sorpresi, davanti a me c'era un bambino che mi porgeva in mano un 3DS. "Prego signore, vorrebbe giocare con me?" Disse indicandomi l'altro suo 3DS in mano. "N-ne sarei onorato." Gli risposi gentilmente. "Giochiamo subito!"
E come ogni cosa proveniente dal tocco di Koj- Sakurai non potevo non giocare. Immaginavo infatti a come le delicate e dolci mani di quell'uomo avessero creato un gioco così soave ma allo stesso tempo in grado di farti tirare i peggio cristi giù dal cielo. Così iniziai a giocare, ma ecco che subito la mia vista cominciò ad annebbiarsi e caddi in un profondo sonno. Quando mi risvegliai mi ritrovai in questa stanza. Nè piccola e nè grande, con un divano, delle librerie vuote e una TV in mezzo ad esse. Vi è un davanzale su cui staglia la vista piacevole e rilassante dei muratori bergamaschi che imprecavano (guarda caso).
Prima di rendermi conto di cosa stesse accadendo, la stanza aveva cominciato a riempirsi di ogni genere di giochi. Le librerie che prima erano vuote iniziarono a riempirsi con prodotti Nintendo, cominciarono a comparire diversi bambini con in mano un 3DS e con mia grande sorpresa comparì Nintendo Switch con dentro Super Smash Bros. Ultimate. Non una demo, non una beta, era il gioco intero. Non persi occasione di correre verso quel pad Gamecube che era comparso a fianco Switch, ma avvenne tutto troppo velocemente e la cosa mi parve fin troppo strana. Infatti, in circa pochi secondi mi ritrovai per chissà quale ragione mani e piedi legati ad una sedia, mentre i bambini iniziavano a giocare a Ultimate con ogni tipo di controller. Pad GC, Joycon, Pad Pro, di tutti i tipi ce n'erano, e giocavano imprecando davanti a me e mettendo in mostra le loro skillz nel gioco. Non potevo neanche urlare, mi misero un fazzoletto in bocca. Mi era concesso solo guardare. Ad un certo punto, dimentico della situazione in cui mi trovavo iniziai ad apprezzare la visione, il mio pene incominciò a indurirsi, fino a che divenne così duro quasi da spaccare i pantaloni. Quando le partite finirono uno di quei bambini avviò le lotte a 8, e mise uno dei suoi Pad Pro sui pantaloni, proprio sopra il mio fallo e iniziarono a farlo vibrare siccome picchiavano solo il personaggio di quel pad. A quel punto non riuscii più a resistere, e il mio coso enorme esplose e mi bagnai tutto. Il bambino mi guardò divertito e tolse il Pad Pro esattamente nel punto in cui venni. Poi uscirono tutti dalla stanza, lasciandomi solo. E proprio mentre mi domandavo per quanto tempo mi avrebbero lasciato in quello stato, uno strano fumo pervase la stanza e io mi addormentai, pensando "Mannaggia a Cristo".
Al mio risveglio mi trovai perfettamente slegato e... pulito. Mi avevano cambiato sia mutande che pantaloni. Al solo pensiero di sapere di essere stato sgamato con le mutande con sopra Sakurai mi imbarazzai. Sembrava tutto così strano, quasi un sogno. Ma non sapevo cosa mi avrebbe atteso per i giorni seguenti. Passai così la giornata tranquillamente, senza nemmeno una traccia di giochi o di Ultimate. E mi addormentai tranquillamente, in attesa della liberazione. I giorni seguenti non furono tanto diversi, se non che il pad di turno vibrava sempre di più, e i bambini si divertivano a giocare e bestemmiare con quel gioco a me proibito. Finchè una mattina mi svegliai slegato. I raggi del sole proiettavano una luce soffusa e tranquilla nella stanza. Al centro vidi un bambino, accovacciato per terra. Mi avvicinai cautamente e lo presi per una spalla. Si girò guardandomi dispiaciuto. Aveva un volto stranamente triste. "Cosa c'è?" Gli chiesi. "Perché sei da solo con me?". Lui si guardò e mi disse "Mi hanno lasciato tutti da solo, non può giocare nessuno." ma subito dopo fece un sorriso e mi disse "Signore, la prego giochi con me!" e accese Switch con dentro Smash Ultimate. Mi vergognai di guardare quel gioco con desiderio. "Ma non posso, me lo avete sempre negato!" Mi allontanai per cercare di non cadere nel tranello. Cercai di togliere la corrente per spegnere quella maledizione, Ma ormai era troppo tardi. Si stava divertendo. Nell'insieme non so cosa in quel momento provocò in me più goduria. Se per il gioco stesso o perchè potevo finalmente avere l'occasione di provarlo. Il bambino mi invitò ad avvicinarmi. Io non resistetti, e lasciai attaccata la spina. Quando fui sufficientemente vicino, ebbi una piacevole sorpresa. Mi porse un Pad Gamecube e senza neanche rendermene conto ero già alla selezione personaggi. Non potevo crederci, stavo davvero facendo io quello che prima potevo solo vedere, ero io a selezionare il pg, non un bambino, io, non altre persone, io e io soltanto. Mario, Snake, Ridley, potevo scegliere chiunque volessi. Iniziammo a giocare, ero così felice e anche il bambino lo era, anche se lo stavo distruggendo perchè poverino, era un po' scarsetto il fanciullo. Ma non m'importava, io mi divertivo e anche il bambino si divertiva... e bestemmiava. Ero troppo forte, non per niente partecipavo ai tornei di questa grande serie. Ma c'era qualcosa in lui che non mi convinceva, il suo sguardo. Sembrava fosse quasi obbligato a fare quello che stava facendo, contro la sua volontà, ma che era un dovere da rispettare, forse Sakurai stesso lo ha ordinato. So che è sbagliato, ma in quel momento la sua riluttanza era per me un motivo maggiore di godimento. Sì, le mie perversioni non hanno limiti in moralità, è per questo che tendo sempre a fare a pezzi i miei avversari anche quando sono scarsoni in partita.
Fu così che gli urlai in faccia "GET REKT KIDDO!" e si spaventò a morte. Smise di giocare.
Poi si girò di schiena e mi disse "Sei troppo forte, ora metto la modalità storia." "Incredibile." pensai "Davvero una modalità storia tutta nuova? Non ci posso credere.". Ero eccitato all'idea di poterla giocare. "Finalmente sei tutto mio, Ultimate, solo io e te ora." Avviai la modalità storia. "Speriamo non faccia cagare come l'Emissario." Ma nel momento in cui stava per partire una cutscene, ecco che entrò Bully Hunter dall'unica finestra della stanza, sfondandola e gridando "SSMMAAAAAASSSSHHHH!" e subito mi ruppe una chitarra in testa. E mentre io stavo per perdere i sensi, sentii la sua voce dire "Era scordata...".
Ed ecco in che condizioni mi trovo. Il piacere che mi stanno concedendo è probabilmente destinato ad aumentare giorno per giorno, e non so se sentirmene onorato o spaventato. Inoltre qualcosa non quadra. Quella stanza, aveva qualcosa di strano. Non so bene cosa accadrà qua dentro, nè quale sarà il mio ruolo. Non conosco i limiti del piacere, a cui uno Smashfag riesce a resistere, ma se tutto questo è progettato ad hoc per me è davvero spaventoso. Le conseguenze non posso prevederle. Tutto questo mi manda in uno strano stato di eccitazione e sgomento, ho paura ma allo stesso tempo desiderio. Desiderio di continuare a giocare Ultimate all'infinito, anche se l'ultima vicenda mi ha lasciato steso a terra. Non so dove andrò a finire, ma finchè potrò continuare, godrò di questi momenti al massimo delle mie capacità.

Xalcus

Consigliate l'anime "Blue Dragon"? Ho visto che ha due stagioni da 51 episodi ciascuno. Ma ha una conclusione definitiva oppure rimangono in sospeso parecchie cose? Grazie mille

FedeChief

FedeChief ha pubblicato un'immagine nell'album Immagini Random riguardante Super Smash Bros. Ultimate

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