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Gerryddio

ha scritto una recensione su Dead Space 3

Cover Dead Space 3 per PS3

Una saga collassata...

Il capostipite di questa saga era stato qualcosa di stupendo, aveva tutte le carte in regola per essere un ottimo horror e giocava molto sul sonoro a differenza di altre opere del genere, il secondo capitolo aveva portato tutto ciò che era buono del primo dando anche profondità al personaggio principale, mentre Dead Space 3...

La recensione è del terzo e ultimo capitolo, quindi bisogna parlare di lui purtoppo...

Dead Space 3 ci porta di nuovo a scontrarci con i marchi e i necromorfi, questa volta però ci si trova su un pianeta gelido e innevato, che si pensa sia il pianeta natale dei marchi, e che quindi distruggendolo, si arriverebbe a distruggere anche tutti i marchi.

La trama del gioco non è neanche male, le scene di intermezzo sono più spettacolari dei precedenti capitoli, e gli eventi che accadono sono diversi, peccato però che il gioco allunga il brodo con varie missioni alquanto pallose e ripetitive, addirittura ci sono eventi che non hanno senso per me, come il fatto di dover unire i pezzi dell'alieno per scoprire cosa è successo, il surreale sta nel fatto che è stato diviso in parti senza un motivo logico...

Graficamente si è fatto un piccolo passo avanti nel già ottimo lavoro svolto nei precedenti giochi, ora con effetti di luce più marcati e ombre più definite, ma con il problema delle espressioni facciali mai del tutto convincenti, le ambientazioni dei vari scenari al chiuso sono abbastanza ricche di dettagli, mentre nelle zone all'aperto, vuoi anche per il fatto che sono sempre innevate, non lasciano molto il segno.

I personaggi del gioco sono praticamente dei manichini, nessuno ti colpisce per carattere o altro, ti romangono impressi come un nemico ucciso dopo mezzo secondo dalla sua apparizione da Schwarzenegger o Stallone in un film d'azione degli anni 80, tutti anonimi, a partire anche dal protagonista, che era più caratterizzato nel primo Dead Space, e lì non parlava...

Per la durata, il gioco va per le 16/18 ore circa, ma più per la mole di missioni ripetitive e zone frustranti (di questo ne parlo più avanti) che per vera evoluzione di trama.

Questo terzo capitolo, per scelta di marketing, con il pensiero che vendesse di più, si è deciso di improntarlo sull'azione ignorante, ritrovandomi a sparare e usare medikit a più non posso, senza razionarli, questo perché già da inizio gioco trovavo una quantità di munizioni e medikit impressionante, dovendo spesso riporli in cassaforte perché mi riempivano l'inventario, che già di suo è bello spazioso, e più avanti ho capito il perché...
In ogni scontro con i necromorfi, questi avevano velocità surreali, praticamente tutti i nemici, anche quelli che sui vecchi capitoli erano di una lentezza esagerata, qui vengono riproposti in condizioni atletiche simili a quelle di Usain Bolt nel fiore dei suoi anni, e in mezzo secondo ti ritrovavo circondato da nemici che ti colpivano senza pietà, e, direte voi, la stasi potrebbe evitare questo, beh, si, ma la stasi non è infinita, mentre i nemici arrivano in numeri massicci, e, come ciliegina sulla torta, a differenza dei precedenti capitoli, qui inspiegabilmente i nemici anche se vengono colpiti, non reagiscono al colpo, continuando la loro corsa da velocisti verso di voi, rendendo ogni scontro frustrante, in quanto ti ritrovi a prendere colpi non per tua disattenzione, e per più di 15 ore di gioco, capite che diventa straziante arrivare ai titoli di coda... Senza contare poi che più avanti nel gioco decidono di inserire i nemici velocizzati (qui ci andrebbe un bel facepalm).
Nel gioco però sono presenti molte novità, la prima è che le armi non si trovano più da acquistare nei negozi, ma bisogna costruirsele da soli, con vari componenti sparsi per i vari scenari, oppure costruendoli con gli elementi primari a loro volta sparsi in tutto il gioco o rilasciati dai nemici, oltre a questo si presenta anche un robottino da rilasciare in determinate zone che raccoglie per te la materia prima, oltre a questo, ci sono i nemici umani per la prima volta nella saga, nemici che è giusto che ci siano per fini narrativi, ma sono di una stupidità immonda; praticamente hanno più intelligenza i necromorfi, visto che loro almeno ti attaccano se ti vengono incontro, gli umani no, o rimangono immobili senza copertura per prendere colpi su colpi, oppure vengono dritti verso di voi come kamikaze ma poi rimangono a pensare se per sparare bisogna caricare l'arma, rimanendo immobili ad un metro dal personaggio aspettando di essere bucherellati come uno scolapasta, e per finire c'era anche una componente coop online, dove, se si decideva di giocare in singolo, il personaggio scompariva, riapparendo solo con i video di intermezzo, facendo dubitare ancora della sanità mentale di Isaac.

Il sonoro sembra aver fatto un passo indietro, ma un passo da watussi... Dove prima usavano enormemente il sonoro per tenerti sulle spine, qui l'unico sonoro fisso che si ascolta è la voce martellante dei compagni che ogni volta rovinano l'atmosfera con frasi idiote e senza senso, in cui una volta su dieci per essere generosi, trovi una frase utile ai fini della trama e del gioco, senza contare che i necromorfi non li senti finché non ti colpiscono oppure finché non spuntano all'improvviso, con il classico spavento da film horror giovanile

In sintesi, di questo Dead Space 3 c'è da salvare ben poco, rendendo non solo ridicola un'intera saga che poteva ancora offrire qualcosa, ma rendendo ridicolo anche il gioco in sé, perché risulta veramente indigesto da giocare per la marea di problematiche elencate in precedenza.
Potrei dire che il gioco potrebbe essere giocato solo dai fan della saga, ma essendo io uno di quei fan e avendo ripudiato il gioco, mi sa proprio che neanche a loro piacerà.

Gerryddio

ha scritto una recensione su The Order: 1886

Cover The Order: 1886 per PS4

Una saga purtroppo stroncata sul nascere

The order è stato uno dei primi giochi che mi sono sembrati interessanti per la ps4, in quanto c'era quel retro futuristico che mi ha sempre affascinato in ogni opera, videoludica e non, e quell'alone di mistero che si portava dietro, che non facevano altro che suscitare la mia curiosità, e tutte quelle critiche che gli sono state inferte, mi sembravano esagerate e dovevo per forza provarlo in prima persona per dire la mia; così è stato e con mio grande sollievo e tristezza, posso dire che il gioco meritava un'accoglienza più bella...

Il gioco ci trasporta in una Londra di fine '800 (1886 per la precisione, cifra presente nel titolo), dove siamo membri di una confraternita agli ordini della Regina, e ci si ritrova a combattere contro i Lycans, mentre la città è assediata da ribellioni e altri argomenti che non cito per non spoilerare troppo...
Il gioco butta molta carne al fuoco, ma, nella sua durata tutt'altro che lunga, lascia molti buchi di trama che quasi sicuramente sarebbero stati tappati con altri capitoli, purtroppo però la non certo calorosa accoglienza che ha avuto il primo capitolo, lascerà l'amaro in bocca ai fan (quei pochi oltre a me che hanno apprezzato il gioco...).

Graficamente il gioco è una gioia per gli occhi, con un dettaglio generale che non può che essere lodato; i volti e le espressioni facciali, l'abbigliamento dei personaggi, la rappresentazione di una Londra cupa e sporca, ogni cosa è resa in maniera impeccabile, con nessuna sbavatura degna di nota.

Il doppiaggio italiano può essere promosso a pieni voti, con un'interpretazione credibile dei doppiatori, anche dei personaggi non principali.
Le musiche di accompagnamento calzano bene con l'atmosfera del gioco, anche se in più di un'occasione ho notato un silenzio di fondo abbastanza pesante, che poteva essere facilmente riempito con qualche suono in base alla scena che si vive.

Le meccaniche di gioco sono abbastanza semplici, proponendo il gioco come un tps classico, con sistema di coperture e spari alla cieca, in varie occasioni spezzati da fasi stealth e QTE che rendono vario al punto giusto il gameplay; ma la cosa che mi è rimasta impressa sono le armi, uno dei tanti punti forti del gioco per me, che vanno da classiche pistole a fucili scientificamente modificati per sparare onde d'urto che possono catapultare i nemici a terra, o scariche elettriche che disintegrano letteralmente i nemici...
Il tutto rende divertente ogni sparatoria che si affronta, rendendo difficile la caduta nella momotonia (anche grazie al fatto che il gioco non va troppo per le lunghe, tirando la corda con tanti scontri fini a sé stessi).
Unica critica posso farla sui nemici, veramente pochi in termini di varietà.

I personaggi principali del gioco, pur avendo una caratterizzazione vocale di tutto rispetto, non mi sono rimasti impressi nella mente o nel cuore, passando abbastanza inosservati, sembrando più delle semplici pedine piuttosto che carismatici protagonisti di avventure.
Forse l'unico personaggio abbasastanza emblematico è stato Nikola Tesla, storico personaggio realmente esistito e non alla sua prima trasposizione digitale in un videogioco (lo ricordo in Dark Void, gioco sconosciuto perfino agli stessi sviluppatori) anche se la mia simpatia per lui va più per i suoi reali misteri piuttosto che per il personaggio vero e proprio.

Come detto, il gioco è molto breve, giocarlo alla massima difficoltà, cercando tutti i collezionabili, mi ha portato via meno di otto ore, e per un gioco che fa della trama il suo vero e unico punto forte, non avendo alcuna componente online o spunto di rigiocabilità, non è certo un pregio, infatti si poteva allungare un po' il brodo chiarendo almeno in parte dei buchi di trama, e lasciando il resto al suo seguito, che certamente era già in progetto, ma che molto probabilmente rimarrà chiuso in un cassetto...
Peccato però che non ha avuto la gloria che meritava, perché in fin dei conti il gioco mi è piaciuto e tanto, e la critica più grande che posso fare è che non vedrò la soluzione ai misteri non svelati degli eventi accaduti...

Gerryddio

ha scritto una recensione su Uncharted: Drake's Fortune

Cover Uncharted: Drake's Fortune per PS3

Una pietra miliare della ps3 e non solo...

Uncharted, titolo uscito ormai più di dieci anni fa sulla vecchia cara ps3 che ancora sfrutto tantissimo, uno dei giochi che mi lasciò il segno appena lo vidi, e che ancora adesso, rigiocato di recente anche per platinarlo, mi affascina.

La trama del gioco si sviluppa con il protagonista, l'ormai conosciutissimo Nathan Drake, che è alla ricerca del tesoro di El Dorado.
Effettivamente la trama non è stata la cosa che più mi ha colpito del gioco, non giudicandola comunque mediocre, anzi, ma quanto la spettacolarità degli eventi che accadono durante il gioco e la grafica eccezionale che ancora adesso a distanza di una generazione può dire la sua.
Il gioco non fa della longevità il suo punto forte, anche se comunque per portare a termine la campagna ci vogliono una dozzina di ore più o meno (giocandolo alla difficoltà più alta, sbloccata dopo il primo completamento del gioco avvenuto anni prima), ma tutto è reso in maniera brillante che l'intero gioco può essere considerato un lungo film, perché le scene di intermezzo, l'azione delle sparatorie, i momenti in cui Nathan deve scalare pareti sopra delle scogliere e non solo, ti fanno immedesimare nel personaggio e immergerti nel gioco.

La grafica, come ho detto sopra, è qualcosa che all'epoca poteva quasi far gridare al miracolo, e ancora adesso fa la sua sporca figura: giungle fittissime, rovine di città ormai abbandonate da secoli, scogliere da togliere il fiato e anche costruzioni della seconda gierra mondiale completamente coperte di ruggine, tutte rese alla perfezione, con dei dettagli mai visti prima su console. E posso dire qualcosa anche riguardo alla resa dell'acqua, che nel gioco dà un'impressione pazzesca, non a caso gli sviluppatori hanno puntato forte proprio su questo, essendoci molti capitoli in cui è presente e in cui il protagonista ne entra a contatto.

I personaggi non sono da lasciare in secondo piano, perché la loro realizzazione era il meglio che si potesse vedere all'epoca, con espressioni facciali curatissime, con movimenti realizzati in motion capure e con una recitazione vera e propria dei dialoghi, dialoghi che tra l'altro sono ottimi anche in lingua italiana, senza snaturare la scena che si vive, e con doppiatori più che bravi nel dare enfasi a quel che viene detto, anche se, con personaggi secondari, la cosa è un po' diversa, non abbassando comunque la qualità generale dei dialoghi e del sonoro, dove completa il tutto una colonna sonora tra le più belle e iconiche mai ascoltate nel mondo videoludico.

Il gioco si divide tra scene di sparatorie, scene in cui si devono risolvere degli enigmi e scene in cui ci si trova ad arrampicarsi con quasi sempre la paura di cadere nel vuoto.
Quando ci si trova ad impugnare un'arma, il gioco si presenta come un classico tps, con un sistema di coperture, talvolta distruttibili per rendere un po' più dinamica l'azione, e con la possibilità di scontarsi corpo a corpo con i nemici, e tutto questo funziona alla perfezione, non rendendo quasi mai frustrante una determinata zona e con un aumento graduale della resistenza, della forza e del numero dei nemici, rendendo il gioco piacevole e divertente.
Per quanto riguarda gli enigmi, è l'unica cosa che non ho apprezzato tantissimo, essendo pochi e tutti veramente semplici e poco ispirati, ma che comunque spezzano il ritmo di gioco.
Mentre per le scene in cui Nathan si trova ad arrampicarsi come una scimmia su ogni appiglio, gli sviluppatori hanno reso il tutto in modo da farti stringere il culo per la paura di cadere, con inquadrature sempre a farti notare che basta un errore per cadere e rimanerci secco, che permettono di immedesimarti ancora di più nel capolavoro che è Uncharted.

Non a caso è diventato la prima vera killer application per ps3, Uncharted è una perla del mondo videoludico che non può non essere giocata almeno una volta da tutti gli appassionati di questo mondo.

Gerryddio

ha scritto una recensione su Darksiders II

Cover Darksiders II per PS3

Il primo darksiders si era lasciato giocare pur non essendo stato un capolavoro per i miei gusti, anzi, ma la notizia del sequel mi aveva suscitato un po' di interesse, anche se poi non ho seguito nulla del gioco, quindi quando l'ho giocato, era praticamente come un regalo di Natale, potevo trovare la sorpresa che non mi aspettavo, sia in senso positivo che negativo...

La trama del gioco è pressoché assente, in teoria il gioco si sviluppa in contemporanea con il suo predecessore, in questo caso dobbiamo scagionare il protagonista del primo titolo, Guerra, nostro fratello, ma già dalle prime missioni si perde d'occhio l'obiettivo principale e ci si ritrova a giocare e ad ammazzare nemici senza un vero e proprio motivo. E ci si ritrova alla fine del gioco con un finale a sorpresa, ma non un finale a sorpresa nel senso buono, ma proprio che ti ritrovi ai titoli di coda senza essertene neanche accorto e ti trovi completamente spiazzato.
I personaggi non aiutano di certo, essendo anche loro molto poco caratterizzati, compreso il protagonista che tra l'altro per essere ancora più anonimo indossa una maschera (che a me ha ricordato troppo la maschera che indossa il protagonista di Splatterhouse nel suo remake del 2010).

Parlando della qualità tecnica, si potrebbe dire che la grafica del gioco potrebbe sembrare bella da vedere ad un primo impatto, con gli scenari del gioco molto variegati e con diversi dungeon molto divertenti da attraversare e pieni di dettagli, ma se solo ci si avvicina si nota una qualità veramente di basso spessore, con una definizione di ogni cosa decisamente sotto la media anche di giochi creati con budget limitati e come se non bastasse ci si trova spesso con rallentamenti, con cali anche sotto i 15 fps, e non scherzo, in particolare con un paio di boss sembrava di vedere delle fotografie piuttosto che giocare, e oltre a questo, spesso ad un cambio di stanza c'era un caricamento che poteva durare una frazione di secondo, quindi non ci facevi tanto caso, ma in diverse occasioni il caricamento arrivava anche a dieci secondi, e la cosa rendeva veramente frustrante giocare.

Una delle cose positive del gioco erano le musiche, tutte molto piacevoli da ascoltare mentre si gioca, senza mai risultare noiose o fuori luogo, ma la stessa cosa non vale per il doppiaggio, con voci molto noiose e prive di spessore.

Le meccaniche e il gameplay sono forse i cambiamenti più grandi (e forse l'unici) rispetto al primo titolo, infatti, a differenza del predecessore che puntava su un set di armi fisso potenziabile man mano che si utilizzava, qui si ha la possibilità di equipaggiare armi e armature che vengono lasciate dai nemici uccisi oppure dai forzieri nascosti nella mappa, con vari bonus che vanno dal danno elementale aggiuntivo alla percentuale maggiore di infliggere un colpo critico, oppure un potenziamento alla forza o alla difesa, o anche un aumento di energia massima del personaggio e potrei elencarne ancora moltissimi, e in più il personaggio ha un albero delle abilità che vengono sbloccate man mano che si avanza di livello.
Tutte queste aggiunte che avvicinano il gioco ad un GDR le ho apprezzate molto, seppur nessuna sia veramente profonda come meccanica.

In conclusione Darksiders 2 si lascia giocare in modo piacevole, seppur non fa mai salire molto l'interesse del giocatore sul punto di vista della trama, con una durata che varia tra le venti e le trenta ore, forse qualcosina in più se si punta a scovare proprio tutto nel gioco e a finire tutte le missioni secondarie (questa è forse l'altra aggiunta degna di nota rispetto al primo Darksiders).
Di sicuro poteva essere fatto molto di più su tanti punti, ma non lo reputo assolutamente un gioco da buttare, ma neanche da giocare assolutamente.

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