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ghejoxx

ha scritto una recensione su Assassin's Creed Odyssey

Cover Assassin's Creed Odyssey per PS4

The Witcher 5: L'odissea nella noia e nel non-sense

Come già anticipato nella recensione di Origins, ho atteso questa quarantena per giocare questi titoli che per diverso tempo erano rimasti in attesa. Per quanto riguarda Odyssey, avendolo giocato praticamente dopo quasi due anni, purtroppo sapevo a cosa stavo andando in contro, anche se, devo ammettere, la mia immaginazione non era arrivata a tanto...
In parte, ammetto che il mio giudizio può derivare dal fatto che li ho giocati uno dietro l'altro, senza pause, ma non credo che possa poi aver influito più di tanto.

PRO:

STORIA.
Questa volta, Ubisoft non è riuscita a bissare quanto fatto con Origins. La storia pur essendo buona ed intrigante, non diventa mai eccellete. Fa il suo lavoro, intrattiene, incuriosisce, ma nulla di più. C'è comunque da dire che la narrativa è ad altissimi livelli e la caratterizzazione dei personaggi è veramente ottima, e questo risolleva comunque le sorti della componente storica di questa nuova avventura.

QUEST.
In Odyssey avremo quattro tipi di quest: Principali, secondarie legate alla storia principale, secondarie e contratti mercenari. Per quanto riguarda le Quest principali e secondarie Ubisoft ha mantenuto lo standard del precedente capitolo, riuscendo a renderle interessanti e stimolanti, attraverso le singole storyline delle quest, nonostante la "solita meccanica" le varie quest del gioco, rendendo ben vivo e ricco il mondo di Odyssey. Almeno questo per quanto riguarda quest principali, secondarie legate alla storia principale e parte delle secondarie.

GRAFICA.
Anche questa volta, Ubisoft ha fatto un ottimo lavoro: graficamente il gioco è stupendo, e onestamente non condivido del tutto le critiche mosse alla ripetitività delle ambientazioni. L'Egitto di Origis era un mondo diverso, multietnico, e offriva un maggiore varietà di ambientazioni (per quanto poi solo in parte, visto che parte della mappa alla fine era solo deserto, senza altro) in virtù dei vari stili architettonici basati sulle etnie che vivevano in Egitto in quel periodo. Discorso differente è ovviamente per Odyssey, dove per quanto le varie città della Grecia potessero sviluppare alcune differenze di stile nelle architetture, è innegabile che lo stile principale sia il medesimo.

SONORO.
Stupende le musiche, molto evocative, e nulla da dire sul doppiaggio.

BATTAGLIE CONQUISTA/ARENA
Considerando il periodo storico in cui ci si trova, questa tipologia di battaglie sono una trovata piuttosto interessante, che spezza un po' la monotonia del gioco e, stranamente, nonostante la loro ripetitività, non vengono mai a noia. E da un lato devo dire che le ho trovate veramente veramente interessanti e un buon modo, così come l'arena, per prendersi una pausa dalla routine del gioco.

BATTAGLIE NAVALI
Ubisoft ha ascoltatao le richieste incessanti dei fan, riproponendo nuovamente la meccanica delle battaglie navali. Su questo punto c'è ben poco da dire poiché avevano un'ottima base da cui partire, che è stata migliorata perfettamente (a differenza del combat system) rendendola una piacevole attività secondaria in game, anzi, forse la migliore di tutto il titolo.

CONTRO

E nuovamente mi ritrovo a parlare delle parti dolenti del gioco che, questa volta, saranno ancora più corpose della volta precedente

STORIA.
Come ho anticipato, questa volta la storia non mi ha particolarmente impressionato. Bellina, sì, ma stop. Fine a se stessa. A tratti, con il senno del poi, viene quasi da definirla piuttosto sterile. Ma vado a spiegarmi meglio.
La parte peggiore è che Odyssey è un prequel di Orgins e, attualmente, lo si può definire il capitolo 0 dell'intera saga e, in virtù di questo mi aspettavo molto di più. Ogni cosa che viene narrata in questo titolo, non ha la minima ripercussione sul futuro. In nessuno dei precedenti capitoli della saga di Assassin's Creed vi è la minima citazione, agli eventi di Odyssey e, a peggiorare la situazione, vi è il post end game (di cui eviterò di parlare per evitare rovinare il gioco a chi eventualmente ancora non l'ha giocato) che lascia ancora più attoniti e perplessi della storia in sé, e sollevando numerose domande a cui sembra impossibile trovare una risposta. Poi, sia chiaro, magari nella mette degli sviluppatori c'è un progetto ben delineato, e alla fine di questa trilogia in qualche modo tutto verrà chiarito (anche se la vedo difficile), ma onestamente, qui mi torvo a dire la mia su questo capitolo, e non sugli ipotetici piani di sviluppo della timeline della saga secondo chi ha partorito questa trilogia.

QUEST
Come ho detto, se da un lato abbiamo buona parte delle quest piuttosot interessanti e stimolati, grazie ad un'ottima scrittura e narrazione delle loro storie, dall'altra parte, abbiamo tutta una serie di problematiche legate a parte delle queste secondarie e ai contratti.
1) Alcune delle queste secondarie, per quanto ben costruite, si rivelano essere dei copia incolla di altre quest, e molte volte si è pervasi da un perenne senso di dejavù, che lascia ben capire che, ad un certo punto, anche gli sviluppatori non sapevano più come riempire l'immensità del titolo;
2) Se in un primo momento, i contratti sembrano un trovata interessante, quasi geniale verrebbe da dire. Tutta una serie di missioni generate randomicamente che permettono di guadagnare XP, materiali ed equipaggiamento extra, che invogliano e facilitano l'esplorazione della mappa, permettono di ottenere trofei e di spezzare la "monotonia" del gioco con avventure sempre nuove e, in molti casi senza dedicarci molto tempo. Peccato che questa illusione si dissolva molto presto. I rooster di eventi è piuttosto scarno e ben presto ci si accorge che questi contratti si riciclano con estrema facilità, divenendo ben presto noiosi e monotoni, e ancora paggio, ci si rende conto che in molti casi si è costretti a farli per raggiungere determinati obbiettivi. Altra nota dolente di questi contratti e che molti sono a tempo e per completarli bisognerà girare a vuoto per molto tempo in attesa di trovare ciò che vi vine richiesto, finendo, in molte occasioni per fallire il contratto, visto che non esiste una sorta di compendio che illustra dove trovare determinate cose. (qualcuno ha detto squali?)

MAPPA.
Ok, avete presente quanto ho detto sulla mappa di Origins, ecco, moltiplicate per 10. Se la mappa di Origins era enorme, quella di Odyssey è immensa, e a renderla ancora più grande vi è anche tutto il mar Egeo. Solo a vederla ci si sente male, e passa quasi la voglia di esplorarla. Per ripulirla tutta vi ci vorranno circa 110 ore, circa 30 in più di quelle necessarie per ripulire la mappa di Origins (per cui bisogna ricordare che parte delle 80 ore di esplorazione necessarie a ripulire la mappa di Origins erano dovute alla dislocazione oscena dei punti di sincronizzazione).
Nonostante poi, a differenza di Origins, tra main quest e sub quest potremo toccare molti più luoghi presenti sulla mappa, buona parte starà comunque a voi scoprirla e, quanto meno, questa volta, completare le centinaia di punti d'interesse per il platino, non sarà necessario (anche se avrete a che fare con ben altra impresa).
In sostanza ci si ritrova nuovamente davanti a problemi presenti in Origins, per quanto l'esplorazione e le scalate possano risultare diverti e, in alcuni momenti offrire scorci e panorami mozzafiato, parte di quelle emozioni saranno sopraffatte dal senso di noia che ad un certo punto pervade il giocatore, alimentato dal fatto che, per quanto si esplori, quando si apre la mappa, sembra che non si è comunque fatto nulla. Ancor più, ad alimentare il senso di noia, è la monotonia di alcuni paesaggi: montagne e foreste, sembrano sempre uguali. Se per certi versi ho spezzato una lancia in favore di Ubisoft per le ambientazioni cittadine, per quelle rurali non c'è veramente molto che si possa salvare. Alcune sono piuttosto interessanti, è vero, ma altre sembrano un copia-incolla. L'unico lato positivo è che, almeno questa volta, i punti di sincronizzazione sono stati posizionati in modo più strategico e quindi ci si muove con un maggiore semplicità.

PUNTI D'INTERESSE.
Altro "colpo di genio" di Ubisoft. Mappa più grande, moltissimi punti d'interesse in più. mi sembra logico, no?
NO! NO! NO! NO! DANNAZIONE, NO!
Pensando forse di aver generato troppa poca noia e frustrazione nei giocatori con il capitolo precedente, Ubisoft in Odyssey alza il tiro. I punti d'interesse sembrano non finire mai, e ad un certo punto, ogni qualvolta si approda su una nuova isola rimpiangi le zone morte di Origins e speri con tutto te stesso che si siano scordati di mettere dei punti d'interesse o che, ad un certo punto si fossero stufati anche loro di copia incollare quei dannati punti interrogativi nel tentativo di riempire l'immensità del titolo.
Ma entriamo più nel dettaglio. Considerando i punti dolenti dei punti d'interesse in Origins, speravo che Ubisoft avesse messo più impegno nella loro realizzazione in questo nuovo capitolo, anche in virtù del loro numero spropositato, ma sono rimasto profondamente deluso. Le tipologie di attività sono drasticamente calate, e in sostanza, ci troveremo a fare 4 cose:
- Penetrare negli accampamenti e rubare il teso, bruciare le scorte o, uccidere il capitano, o giusto per variare la formula troppo poco stantia: rubare il tesoro, uccidere il capitano e i suoi vice e bruciare le scorte;
- Uccidere un animale;
- Trovare gli enigmi (ed eventualmente, se ancora non siete stati sopraffatti dalla noia, risolverli);
- Depredare le tombe;
Come se non bastasse il numero tristemente ridotto, la oro ripartizione è qualcosa di veramente osceno: nel 92% dei casi dovrete penetrare in un accampamento (di cui la mappa è piena) e fare una delle attività sopracitate, nel 3% dovrete depredare le tombe, nel 3% trovare gli enigmi, nel 2% uccidere l'animale.
Ma entriamo più nel dettaglio.
- Accampamenti: se da un lato è vero che l'attività degli accampamenti non è solo fine a se stessa, in quanto si ripercuote anche sulle battaglie di conquista, il loro numero sulla mappa è veramente esagerato, e la monotonia fa presto a sopraffare il giocatore, con tutto ciò che ne consegue. Senza contare che tale attività, molto spesso la dovrete svolgere anche nei contratti da mercenario. La loro unica utilità, è fornire equipaggiamento, XP e volte fornisco oggetti utili per il level up della nave.
- Uccidere l'animale: non ha altra utilità se nonc he fornirvi materiale per il crafting, oltre a degli XP. Onestamente la torvavo poco ispirata in Orgins, e tale è rimasta la mia opinione in Odyssey. Una meccanica tipica degli RPG che poco ci azzecca con Assassin's Creed.
- Trovare gli enigmi: travere l'enigma non è complicato, tutt'altra storia è risolverlo. Sia chiaro, il concetto di caccia al tesoro può anche essere interessante e stimolante ma, oltre al fatto che gli enigmi sono tantissimi, le ricompense, almeno per quello che ho poyuto vedere, non sono poi chissà cosa: rune per potenziare l'equipaggiamento. Sì, avete capito bene RUNE PER POTENZIARE L'EQUIPAGGIAMENTO. Nulla, in Ubisoft sembra che non sia chiaro che GDR non è sinonimo di Fantasy. Tra l'altro di queste rune ce ne sono tantissime, e pochissime sono strettamente utili, ci troviamo quindi davanti all'ennesimo tentativo di riempire, in modo piuttosto sterile, l'immenso vuoto della mastodontica mappa. Sia chiaro questa cosa ha il vantaggio che aiuta l'esplorazione, ma siamo onesti, la noia e le misere ricompense uccidono ben presto qualsivoglia tentativo di procedere oltre in queste cacce al tesoro.
- Depredare le tombe: ltro punto tristemente dolente. In Origins le tombe avevano un doppio scopo, fornire un punto abilità extra, offrire dettagli aggiuntivi sulla lore del gioco e della saga, sopratutto per quanto riguarda gli eventi della prima civilizzazione e gli eventi fuori dall'animus. In Odyssey, e tombe non servono sostanzialmente a nulla. Lunghi corridoi bui, leggermente labirintici quel tanto da rendere alimentare ancor più il senso di noia che pervade il giocatore, al solo scopo di fornire un punto abilità extra, nulla di più. Ciao Ciao, lore. Sia chiaro, la meccanica non è malvagia, e in un altro contesto l'avrei molto apprezzata, ma a causa della forte irritazione che il titolo genera con la sua enormità e la sua ripetitività non la si riesce ad apprezzare particolarmente.
In sostanza, ci troviamo davanti ad una serie di attività che altro non sono che un mero espediente per allungare inutilmente un brodo già di per sé piuttosto insipido , dietro il vano compenso di XP, equipaggiamento, materiali e punti abilità extra. Una serie di elementi vergognosamente, ripetitivi e noiosi, fin quasi a generare nausea, e in grado di elevare il concetto di frustrazione a vette che sembravano inarrivabili.

BATTAGLIE CONQUISTA
Non è tutto oro quello che luccica. SE è vero che qle battaglie conquista, per quanto le si facciano non vengano mai a noia, il concetto che sta alla loro base, è quello di dare l'idea di spostare gli equilibri della sorte del conflitto che imperversa per la Grecia e di dare al nostro protagonista un ruolo fondamentale in tutto questo. Peccato che resta solo un'idea. Gli eventi storici, reali e della trama, effettivamente non si possono cambiare e qualunque siano le vostre azioni, a nulla cambieranno ai fini della trama e, ovviamente della storia reale. ("grazie al ciufolo", direte voi per quest'ultima parte, ma proprio per questo, così come per la trama del gioco, mi chiedo, a cosa servono? divertenti, sì, ma a questo punto se ne poteva fare anche a meno)

IMPIANTO GDR.
Oh, ed eccoci all'ennesima meraviglia made in Ubisoft. Sia chiaro quanto detto per Origins, vale anche per Odyssey, le meccaniche GDR sono realizzate veramente bene e si sarebbero rivelate in parte stupende in un qualsiasi gioco di ruolo un autentico capolavoro ma, per l'appunto, "in una qualsiasi GDR" non in un Assassin's Creed.
Anche in questo caso Ubisoft ha voluto stra-fare, portante all'eccesso le meccaniche GDR.
- Abilità: Le abilità che andremo a sbloccare, sono quanto di più GDR possa esistere. A differenza di Origins dove avevamo alcune abilità attive e un gran numero di passive che davano l'idea di un evoluzione del personaggio, in Odyssey è l'esatto opposto; ci sono pochissime passive e quasi tutte abilità attive che danno un senso di "è bravo ma non si applica". oltre al fatto che molte di queste sembrano provenire da D&D.
-Scelte multiple: uno dei capi saldi dei GDR. Ovviamente vista la deriva presa dalal saga, qui non potevano mancare, peccato che, come molte altre cose, sono state fatte male. Molte delle scelte, di per sé non portano a molto. Alcune offrono ricompense diverse, altre fanno fallire delle missioni e, in generale, alcune di queste, sembrano seguire una logica tutta loro ed, in generale, non influiscono minimamente sul personaggio o sulla trama del gioco e sono solo un elemento diversivo che, c'è o non c'è non aggiungeva nulla. Esistono poi tutta una serie di scelte legate alla trama principale che vanno ad influire sul finale della storia in base e portano a una serie di finali differenti. Scelta carina ma che, di per sé, non aggiunge poi chissa cosa, onestamente, Tra le tante scelte che si potranno compiere nella trama principale, ed è il motivo principale per cui questa scelta di Ubisoft si torva tra i contro, ve ne è una che ha ben poso senso, in quanto, qualunque scelta venga effettuata, le sorti del futuro non cambieranno. E se già questa conseguenza solleva diversi dubbi, il post endgame, non va a migliorare la situazione.
Level Cap: Se in Origins si aveva la possibilità di rompere facilmente il gioco e, progredendo nel il level up, avere una minima sensazione di essere un'assassino, in Odyssey questa cosa è stata eliminata. Più salite di livello, più sale il livello del mondo di gioco, affrendo massimo un gap tra voi e il mondo di gioco di +5, rendendo quindi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, un approccio da assassino.
Equipaggiamento: nulla Ubisfot si è proprio lasciata prendere la mano e ha buttato nel calderone qualsivoglia elemnte proveniente dai GDR, dimenticandosi però, come ho già detto, della linea che demarca GDR da Fanatasy, e le armi magiche e la meccanica delle rune, sono veramente qualcosa di inguardabile.
-Scelta del personaggio: questa la metto per ultima in quanto è una mia personale idea. La scelta del personaggio, anche vista la trama, ci può stare, il vero problema si pone nella frase pronunciata da Layla al momento della scelta, che lascia supporre che, a seconda del personaggio scelto, si potrà vivere l'avventura da due punti di vista differente. Nulla di più falso. Sia chiaro, di per sé è una sciocchezza, ma mi ha comunque fatto storcere il naso, anche perché riducendo l'enorme mole di contenuti inutili, era un'idea che si poteva tranquillamente realizzare e avrebbe dato maggior spessore alla trama e al gioco.

COMBAT SYSTEM.
Per quanto riguarda il combat system, c'è ben poco da dire. E' la base del CS di Origins, resa anora più GDR. Anche qui abbiamo sostanzialmente 4 movimenti: attaco debole, attacco pesante, schivata e special. Le combo non sono nulla di brillante, e così come in Origins, solitamente, si parte con un attacco forte per rompere la guardia, per poi continuare con attacchi deboli e forti per uccidere il nemico. Una meccanica non particolarmente esaltante, resa ancor meno esaltante dal fatto che la quasi totalità delle abilità siano attive e non passive. La cosa peggiora quando si va a parlare della meccanica furtiva; l'impianto GDR, fortemente esacerbata in questo capitolo, va infatti a minare fortemente questa componente, molto più di quanto accadeva in Origins. il ridicolo gap tra personaggio e mondo di gioco ridicolizzano pratcamente l'assassinio, poiché se l'avversario è di un livello troppo alto, non importa come lo si cerchi di assassinare, il nemico non subirà alcun danno, ed è alquanto ridicolo vedere il notro protagonista infilare frecce, asce, spade, coltelli in punti come il collo o la testa dei nemici, e vedere la barra della vita di questi non essere minimamente intaccata. Tristezza profonda. E se è pur vero che questa meccanica, ha dato l'opportunità incontrare creature leggendarie molto bene realizzare e di avere alcun boss battle veramente epiche, queste non risollevano minimamente le sorti del combat system che, di fatto, resta un enorme contro del titolo. molto più di quanto accadeva con Origins.

CONCLUSIONI.
In conclusione, mi ritrovo a fare più o meno le stesse considerazioni fatte con Origins, se non per qulche piccola differenza. "Se non si fosse trattato di un Assassin's creed, tutto sommato il titolo sfornato da Ubisoft si sarebbe rivelato un ottimo titolo ma, per l'appunto, il gioco in questione riporta un titolo ben specifico che ben poco ha a che fare con il prodotto che ne è risultato". Se valutando bene il lavoro svolto con Origins mi era venuto da definire il precedente titolo - un "tema fuori traccia", "ben scritto" indubbiamente, ma "completamente avulso dal tema scelto"- Quesot Odyssey si è rivelato essere non solo un tema fuori traccia, ma anche scritto veramente male.
A differenza di Origins dove c'erano alcuni elementi che hanno mi hanno permesso di dargli quanto meno un voto sufficiente, In Odyssey non c'è assolutamente nulla che si salvi, ogni punto ha suo favore, ha enormi punti a suo sfavore che annullano e ribaltano, negativamente, il poco lavoro buono svolto da Ubisoft.
La mia avventura con Odyssey, si è rivelata una lunga ed estenuate, agonia dall'inizio alla fine. Un viaggio nel quale, più volte sono stato tentato di prendere il disco e frullarlo fuori dalla finestra. Un'odissea nella noia governata da un profonda frustrazione e da una smania incessante di giungere quanto prima alla fine di questa avvilente avventura targata Ubisoft. Un gioco che, principalmente fallisce in quello che poi è uno degli elementi fondamentali di un gioco: intrattenere, e un gioco che non riesce ad intrattenere, fallisce come gioco.

ghejoxx

ha scritto una recensione su Assassin's Creed Origins

Cover Assassin's Creed Origins per PS4

The Witcher 4: Origins. Il tema fuori traccia di Ubisoft

Quando vidi i primi video di Assassin's Creed Origins, onestamente non ne rimasi piuttosto entusiasta. Il gioco mi sembra tutto tranne che un Assassin's Creed e le "novità" inserite mi sembravano tutto tranne che interessanti o atte a migliorare una formula di gioco che aveva bsogno di essere svecchiata. Nonostante lo abbia preso al D1, come tutti gli AC, alla fine ho atteso questa quarantena per potermelo giocare e, pad alla mano le mie impressioni iniziali, sono state ampiamente confermate, seppur con qualche sorpresa.

PRO:

STORIA.
Ubisoft da questo punto di vista ha fatto un lavoro eccelso, e questo forse è il pregio più grande di questo Assassin's Creed, e il picco più alto toccato dalla saga. Origins ci narra l'origine della confraternita degli assassini attraverso un superbo racconto di vendetta. Una storia adulta fatta di sentimenti contrastati che molto spesso conducono a scelte dolorose e dalle conseguenze inaspettate, e che condurranno i protagonisti su una strada lunga e tortuosa, piena di insidie e sacrifici che porterà i nostri protagonisti a prendere decisioni che mai avrebbero immaginato. Ed è proprio su queste che la trama da il meglio di sé; nel raccontare la maturazione dei nostri protagonisti, e di come questo li abbia indotti, in modo del tutto naturale, e quasi inconscio, a creare la confraternita degli Assassini.

QUEST.
Uno dei punti meno brillanti dei precedenti AC, erano proprio le missioni. Le principali, per quanto ben costruite, non erano particolarmente brillanti, e le secondarie soffrivano terribilmente di un senso di ripetitività. Sia chiaro, in Origins la formula non è cambiata: si va da un punto A ad un punto B e si uccide l'obbiettivo nel 99% dei casi. Le migliorie sono proprio nelle storie delle missioni principali e secondarie che, magnificamente scritte, non annoiano mai e danno sempre un senso di nuovo.

GRAFICA.
Graficamente il gioco è stupendo, e anche la realizzazione dell'antico Egitto è veramente superlativa.

SONORO.
Stupende le musiche, molto evocative, e nulla da dire sul doppiaggio.

CONTRO

E qui partono le note dolenti, perché se i PRO sembravano far gridare al capolavoro, i CONTRO ribaltano completamente il giudizio e la valutazione.

Mappa. La mappa è enorme, mal sfruttata e strutturata in modo ancora peggiore. L'impianto alla The Witcher è copia-incollato senza starci troppo a pensare, convinti che se abbia funzionato nel titolo di CD Projecket Red, avrebbe funzionato anche in Origins. Peccato che Ubisoft non sia per nulla avvezza al genere GDR Open World e si siano dimenticati di studiare bene The Witcher 3, o lo abbiano giocato in modo piuttosto frettoloso.
Come dicevo, la mappa è enorme e disponibile fin da subito (in The Witcher 3, al contrario si apriva mana mano che si procedeva con la storia), peccato però che la storia ne tocchi si e no 1/5, tutto il resto ve la dovrete esplorare per conto vostro, con ben poche motivazioni a farlo. Tra l'altro, in molte situazioni, avrete delle sgraditissime sirprese: in almeno due regioni della mappa, anche piuttosto grandi in verità, non c'è assolutamente nulla, se non che delle missioni evento, in altre ci sono 1 o 2 cose da fare. La cosa peggiore è che alcune attività secondarie non sempre appaiono sulla mappa, né sincronizzando i punti di osservazione, ma dovrete avvicinarvici girovagando per la regione, ergo vi ritroverete a perdere tempo a girovagare per delle porzioni della mappa, per scoprire, magari, che non c'è assolutamente nulla da fare o per raggiungere il singolo punto d'interesse presente; sia chiaro in alcuni frangenti, l'esplorazioni e le scalate sono anche piuttosto interessanti, e ci mostrano paesaggi molto evocativi ed emozionanti, ma considerando nel complesso la situazione dell'impianto del gioco, alla fine, quest'emozione viene facilmente oscurata dal un senso di noia che potrebbe aver già sopraffatto il giocatore. Questo, inoltre ci porta ad un'altro punto dolente: i punti di osservazione. Questi, come già detto, non sempre rivelano tutti i punti d'interesse presenti nella mappa, ma in molti casi sono posizionati veramente male, costringendovi a numerosi viaggi rapidi da un punto d'interesse ad un punto d'osservazione per continuare l'esplorazione, in molti casi resa ancor più frustrate dai terreni su cui dovremmo muoverci.

Punti d'interesse. Questa è forse la parte peggiore del gioco e quella che occupa la maggior parte dell'esperienza se si punta a completare il gioco al 100% e che, ben presto, genererà nel giocatore noia e frustrazione. L'impianto alla The Witcher ha, per forza di cose, donato ad Origins i punti d'interesse. Dissipando la nebbia che avvolge le regioni, sincronizzando i punti di osservazione ed esplorando le varie regioni, la mappa finirà per riempirsi si una miriade di punti d'interesse, rappresentati da dei punti interrogativi. Questa mole di contenuti, in minimissima parte sono legati a delle attività secondarie strettamente legate alla storia principale (circa l'1%), e li riconoscerete perché i punti interrogativi sono dorati, tutti gli altri sono un mero espediente per allungare le ore di gioco, fornire materiali per il craftig e tesori per acquistare materiali e upgrade, finendo però, ben presto, per annoiare incredibilmente il giocatore. Infatti, per quanto si sia cercato, almeno sulla carta, di offrire una certa varietà di attività secondarie, queste sono state inserite sulla mappa in modo veramente pessimo. Avremo circa attività secondarie: depredare il tesoro, uccidere il capitano, uccidere l'animale leggendario, trovare le tavolette antiche e i macchinari antichi nelle tombe, trovare i papiri delle cacce al tesoro (ed eventualmente decifrali per trovare i tesori), risolvere gli enigmi dei cerchi di pietra, trovare gli eremi, le lotte nelle arene, le gare all'ippodromo. Ora, se ad una prima occhiata, le attività sembrano molte, come già detto, sono distribuite veramente malissimo. Se escludiamo le cacce al tesoro, queste sono così suddivise: nell'85% dei casi ci troveremo davanti a "uccidi il capitano" o "depreda il tesoro" o, giusto per variare la formula, fin troppo stantia , "uccidi il capitano e depreda il tesoro"; un 6% uccidi l'animale leggendario, un 3% trova il papiro; un 3% suddiviso tra lotte nell'arena e gare al'ippodromo; un 1% i circoli di pietra; una 1% le tombe; 0,5% eremi; 0,5% uccidi gli elefanti da guerra. Davvero divertentissimo, se pensate che è così che verranno occupate circa 90 ore di gioco!!!!
Tra l'altro, alcuni punti d'interesse, i macchinari antichi all'interno delle tombe, non sono segnati sulla mappa, ma sono segreti. Solitamente l'accesso si torva vicino alla zona in cui avete trovato la tavoletta antica, solo che, come detto, non viene indicato sulla mappa e, è facile non farci caso, anche perché le tombe sono piuttosto buie ed è quindi piuttosto facile, presi dalla noia, non accorgersene.

IMPIANTO GDR. E' giusto fare una premessa, le meccaniche GDR sono fatte piuttosto bene nella loro classicità, si trovano tra i contro, per un semplice motivo: non appartengono ad Assassin's Creed. Questa saga è fortemente incentrata sulla storia, che da sempre si dipana tra quest principali e secondarie. E' un gioco story driven, c'è poco da fare ed inserire tutta una serie di meccaniche tipiche di GDR non fa altro che allungare incredibilmente il brodo, costringendo il giocatore a passare molto tempo a farmare materiali e oggetti per il craftig e punti esperienza per il level up, distogliendolo dalla storia principale e facendogli perdere il filo della trama. Sopratutto perché, più si va avanti, più XP e materiali servono per salire di livello e adeguare l'equipaggiamento, perché già, se escludiamo le armi, tutti gli altri pezzi dell'equipaggiamento, vanno craftati. Che gioia! Che divertimento!

COMBAT SYSTEM. Fin dai primi video mostrati, il combat system non mi aveva particolarmente impressionato. Non solo lo avevo trovato fortemente estraneo alla saga di Assassin's Cree che aveva da sempre rpesentato un CS piuttosto marziale, dinamico e coreografico, m mi è da subito parso piuttosto piatto e, pad alla mano, il tutto è stato ampiamente confermato. Se la sua estraneità può, con molta fantasia, essere imputata al fatto che la confraternita ancora non esista e non vi era alcun addestramento specifico
(nonostante sono fermamente convinto che la cosa abbia minimamente sfiorato chi ha lavorato al gioco) tutto il resto non ha particolari giustificazioni. Abbiamo sostanzialmente 4 movimenti: attaco debole, attacco pesante, schivata e special. Le combo non sono nulla di brillante, e solitamente, si parte con un attacco forte per rompere la guardia, per poi continuare con attacchi deboli e forti per uccidere il nemico. Una meccanica non particolarmente esaltante che, con il level up e la facilità con cui si rompe il gioco, diventa ancor mento esaltante, finendo per fa diventare piuttosto noiosi i combattimenti. Ora, se la cosa può essere, come già detto, con molta fantasia, accettata per il corpo a corpo, un altro discorso è la meccanica furtiva; l'impianto GDR è dato, infatti, va fortemente a minare questa componente. l'esistenza dei livelli dei personaggi, in molte occasioni ridicolizzano l'assassinio, poiché se l'avversario è di un livello troppo alto, non importa come lo si cerchi di assassina, il nemico non subirà alcun danno, ed è alquanto ridicolo vedere il notro protagonista infilare frecce, asce, spade, coltelli in punti come il collo o la testa dei nemici, e vedere la barra della vita di questi non essere minimamente intaccata. Tristezza profonda. Va comunque detto che, questa meccanica, ha dato l'opportunità di avere alcun boss battle piuttosto interessanti, ma queste non risollevano minimamente le sorti del combat system che, di fatto, resta un enorme contro del titolo.

STORIA.
Nonostante sia rimasto particolarmente affascinato dalla storia di Origins e dalla sua narrazione, non ho potuto fare a meno di notare alcuni difetti. Le uniche pecche che si possono trovare, sono sostanzialmente due: 1) alcune forzature di Trama; 2) alcuni punti fondamentali di ciò che riguarda la costituzione della confraternita e delle loro usanze e rituali, è legato a delle attività secondarie.
A queste, ne va aggiunta un'altra della quale, però, nono sono particolarmente sicuro, ma che non può non essere menzionata, cioè una certa discrepanza tra le figure che appaiono nel santuario di Monteriggioni e gli eventi narrati in questo capitolo.

CONCLUSIONI.
In conclusione, se non si fosse trattato di un Assassin's creed, tutto sommato il titolo sfornato da Ubisoft si sarebbe rivelato un ottimo titolo ma, per l'appunto, il gioco in questione riporta un titolo ben specifico che ben poco ha a che fare con il prodotto che ne è risultato. Sostanzialmente, questo Assassin's Creed Origins lo si può definire un "tema fuori traccia", "ben scritto" indubbiamente, ma "completamente avulso dal tema scelto".
Avrei dato un voto ancor più basso, onestamente, ma va detto che i pregi, sopratutto la storia molto bene scritta e narrata, ed il fatto che questa racconti il momento più importante della saga, cioè l'origine della confraternita, e un pizzico di fanatismo verso questa saga, hanno di fatto alzato il voto.

ghejoxx

ha scritto una recensione su Sonic Unleashed

Cover Sonic Unleashed per PS3

In realtà, su questo gioco c'è ben poco da dire. L'idea di Sega di rinnovare il brand, dandogli una sorta di nuova identità e cercando di portare una ventata di ari fresca nel brand fallisce miseramente. Talmente tanto miseramente da costringermi ad abbandonare il gioco per la noia dopo poco.
Sia chiaro, le sezioni classiche di Sonic sono realizzate in maniera magistrale e danno un divertimento impressionante; la vera nota dolente arriva nelle sezioni nuove, quelle di Sonic Mannaro. Qui il gioco dà il peggio di sé e fa trapelare tutta l'inesperienza del Sonic Team non solo con il platform, ma anche con l'escogitare un combat system che funzioni. Quando Sonic si trasforma, purtroppo, anche il gioco lo fa e, dal divertimento, si passa ad un tedio opprimente e senza fine, generato da una lentezza di gioco disarmante, sezioni platform poco ispirate, poco ispiranti e frustranti (non solo per via di errori di level design, ma anche perché mancano di appeal, e doverle ripetere quando si muore è una vera agonia) e un combat system quasi peggiore. Tutte cose con le quali, purtroppo, si dovrà avere a che fare per buona parte del gioco, se non per la maggior parte dell'avventura.

ghejoxx

ha scritto una recensione su Catherine

Cover Catherine per PS3

Fare una recensione di Ctahrine, senza fare spoiler è assolutamente impossibile. Mi limiterò quindi a dire che è uno dei giochi che meglio incarnano il concetto di "game designer geniale". Perché sì, per prendere un concetto semplice come un puzzle game (neanche troppo tanto approfondito) e renderlo un capolavoro assoluto, ci vuole una mente assolutamente geniale, e Katsura Hashino e Shoji Meguro lo sono assolutamente. Caherine è stato un rischio, un gioco enigmatico e all'apparenza frivolo, ma che nasconde una storia e un mondo di gioco assolutamente stupendi e affascinanti. Ed è proprio la storia a farla da padrona, un storia assolutamente intrigante e che valorizza incredibilmente le sezioni puzzle, riuscendo a dare una profondità e spessore anche a quel gameplay all'apparenza semplice.

Le uniche note negative sono due:

- Non essendoci un modo corretto di affrontare i livelli, in alcuni casi non si capisce bene cosa si deve fare e questo crea dei picchi di difficoltà che generano autentica frustrazione, effetto incrementato dalla grande quantità di tecniche che creano parecchia confusione.
- Il gioco presenta un gran numero di finali, ma non essendoci una vera e propria linea guida per capire come sbloccarli ad eccezione del buono/cattivo, tutti gli altri, per via del complesso sistema di scelte, potrebbero far richiedere davvero tanti tentativi per poter platinare il gioco.

Inoltre, ma questo è un puro gusto personale, per quanto mi riguarda avrei preferito che tutte le cutscene fossero state realizzate con animazione tradizionale.

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