Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti adesso per iniziare.

Ginger condivide alcuni suoi interventi solo con i suoi amici. Se vuoi conoscere Ginger, aggiungilo agli amici adesso.

Ginger

ha scritto una recensione su Dishonored 2

Cover Dishonored 2 per PS4

Nascosto come un segreto, silenzioso come un tramonto

Dishonored 2 è il seguito di un titolo che nel 2012 amai come pochi altri giochi finora. Lo amai perché, tutto sommato, riusciva a riprendere le meccaniche classiche del filone stealth a cui appartiene, svecchiandole ed inserendoci all'interno originali tocchi nel level design e nell'impostazione grafica, immergendo il giocatore in un'atmosfera cupa e desolante, quella della Dunwall invasa dai topi e corrotta dalla violenza cieca.

Dopo aver divorato il primo più volte e aver per questo nutrito aspettative altissime per il secondo, questo Dishonored 2 si è presentato come un sequel degno, che dal suo predecessore riprende la vastità dell'area di gioco, che si sviluppa non attraverso una mappa infinitamente vasta e povera di contenuti ma in un piccolo quadrato di terra, di appena due o tre edifici, esplorabili però da cima a fondo, e riprende anche alcuni personaggi iconici come L'Esterno, e i poteri che ne derivano, e lo stesso Corvo Attano, unico protagonista del primo capitolo e qui affiancato da Emily Kaldwin. Riprende, seppur in maniera diversa, la genialità del level design, con alcune fasi di grande spessore videoludico, tra le pareti mobili di Villa Meccania ai viaggi temporali di Villa Stilton. Questo significa coinvolgere il giocatore!

La trama richiama in parte quella del primo capitolo, con un complotto volto a destituire la legittima imperatrice di Dunwall, ma si sviluppa in maniera ben più interessante, con numerose cutscene di breve durata che tirano le somme di quanto accaduto finora ed introducono il giocatore alla missione successiva, molta più libertà di scelta nelle mani del giocatore, andando dunque a condizionare sensibilmente lo sviluppo degli eventi, un livello di sfida generalmente più alto accompagnato da una durata maggiore (passiamo dalle 10 ore scarse del primo capitolo a quasi 25 ore) e una rete di personaggi più fitta e complessa, ma con un finale tremendamente prevedibile e affrettato (parlo del finale Caos Basso per lo meno).

Tecnicamente il gioco può piacere o meno. Dishonored ha uno stile particolare graficamente, quasi cartoonesco, sebbene a volte sembri voler mirare al realismo più estremo, ma in fin dei conti le luci sono ben posizionate, i colori restituiscono la miseria e la freddezza della Dunwall successiva al colpo di Stato, in due run non mi sono mai trovato di fronte a glitch o bug importanti e per quanto concerne il sonoro si poteva fare certamente di meglio, ma non ci sono mancanze che limitano l'esperienza di gioco, di per sé ben ritmato e calibrato nei tempi.

Tra ville che si ribaltano, salti temporali, meccanosoldati e una fitta rete di segreti e misteri, in compagnia di vecchi volti della serie e interessanti new entry, la silenziosa lotta per riconquistare il trono si rivela all'altezza delle aspettative, ben calibrata nei tempi, geniale nel level design, migliorata seppur sempre discreta narrativamente e forte, come anche in quel lontano 2012, di un'enorme rigiocabilità.
Certamente tra i migliori titoli usciti su questa generazione, una perla, come lo fu il primo, ma migliorata e ampliata con grande maestria. Arkan Studios è, ad oggi, una delle case di sviluppo migliori che abbia mai visto negli ultimi anni!