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Gnupick

ha scritto una recensione su Hellblade: Senua's Sacrifice

Cover Hellblade: Senua's Sacrifice per PC

Sussurri lontani. Sussurri vicini. Che le dicono cosa fare. Che le dicono cosa non fare.
Voci costanti nella testa accompagnano l'intera avventura di Senua, guerriera pitta pronta a sfidare l'Inferno – quello vero – per strappare il suo amato dalla morte, con la determinazione di chi non ha niente da perdere.
Ma è spaventata, tremendamente spaventata. Lo percepiamo attraverso le sue parole, i suoi occhi, i terribili ricordi che appartengono a un passato che sperava di aver dimenticato.
Il suo è uno sguardo speciale, capace di interpretare il mondo in maniera diversa. Segni, visioni, echi: risorse che possono aiutarla a decifrare la sua lotta contro l'oscurità che la attanaglia, o che possono contribuire a condurla alla dannazione eterna.
Ma la vera battaglia risiede nella sua testa, e non può essere affrontata con una spada.

Gnupick

ha scritto una recensione su Oxenfree

Cover Oxenfree per PC

In principio era ‘Parla con...’. Ora, è il gioco, in base al contesto, a decidere quando attivare i dialoghi, in un flusso di conversazioni costante che scorre mentre il giocatore è impegnato a esplorare o a interagire. E bisogna anche reagire – in tempo – selezionando scelte che richiedono attenzione massima, in quanto generalmente di contorno ma che di tanto in tanto risultano cruciali. Una feature non sempre piacevole nel suo essere a volte eccessivamente incalzante, ma che di certo costituisce l’elemento più interessante della produzione.

Per il resto, le interazioni interpersonali rappresentano un altro elemento di rilievo, modificandosi in base alle scelte del giocatore, ma il gruppo appare spesso freddo, controllato, troppo a suo agio di fronte all’orrore. Per contro, la storyline sovrannaturale (che ancora una volta si rifugia nel criptico andante) può sembrare confusa e non così intrigante, lasciando insoddisfatti al termine dell’avventura. È possibile tentare di approfondirla e raccogliere qualche indizio in più collezionando una serie di elementi sparsi nella mappa: peccato però che in tali sezioni non intervengono le conversazioni a tener su il ritmo, rendendo il peregrinare in cerca di hotspot assai lungo e tedioso.
Di gran coerenza la scelta di far percepire come un déjà vu la run precedente, con piccole ripercussioni in seguito alle decisioni fatte nella prima partita, ma purtroppo l’influenza è minima. Resta comunque intrigante la questione dei loop e delle modifiche al background, elementi che vengono fuori al meglio con una comprensione maggiore delle loro meccaniche (un secondo giro è necessario).

Oxenfree è un’ottima idea applicata discretamente e una serie di elementi non altrettanto felici. Il risultato è un’interpretazione sperimentale ma ancora imperfetta dell’avventura narrativa. Ma auspicabilmente si troverà presto la quadra.

Gnupick

ha scritto una recensione su Batman: Arkham Knight

Cover Batman: Arkham Knight per PC

Corre, corre: è Batman. Nel capitolo finale della saga Rocksteady, però, corre meno ma guida tanto, spostandosi all’interno di una mappa più vasta del solito sull’iconica Batmobile (per l’occasione ridisegnata in una via di mezzo fra la versione burtoniana e quella nolaniana), chiamata a diversificare i vari incarichi. Missione compiuta, perlomeno in parte: laddove gli enigmi - generalmente piuttosto creativi - svolgono bene il loro compito, gli scontri fra carri e le corse appaiono a tratti ridondanti e nel complesso meno indovinati. Ad accompagnare le novità un gameplay che propone un riuscito pot-pourri di situazioni rassicuranti e già ampiamente rodate.

Sul fronte narrativo, Rocksteady si dimostra ancora una volta a suo agio nel gestire la mitologia del Cavaliere Oscuro, costruendo diversi momenti memorabili, chiudendo molte storyline e non risparmiando qualche morte illustre, peccando però in freddezza in qualche passaggio e perdendo l’occasione di spingere con qualche approfondimento in più.

Poco male: neanche una gestione un po’ seccante delle subquest riesce ad appannare il pure fun della serie, che si congeda dai giocatori con un finale che forse odora di déjà-vu, ma che chiude elegantemente il cerchio riguardo al percorso del protagonista.

Gnupick

ha scritto una recensione su INSIDE

Cover INSIDE per PC

Come il protagonista di Limbo, il ragazzino di Inside corre, corre tanto, senza sosta. Scappa, si nasconde, riprende fiato, e poi corre ancora. In un mondo sbiadito e in rovina, ma anche meraviglioso per quanto riguarda l’impatto visivo (con un ottimo uso della profondità), cerca riparo da un gruppo di uomini che vogliono annullargli la volontà, così come – si intuisce – è già accaduto con gran parte della popolazione.
Ma se gli occhi del bambino di Limbo, di cui si percepiva solo la silhouette, brillavano nell’oscurità, in Inside il corpo è ben distinguibile ma privo di vitalità, di tratti somatici, di occhi, come ad anticipare che subire il controllo altrui sia forse inevitabile.

Peccato che, dopo una partenza di anotherworldiana memoria, efficacissima, incalzante e narrativa, la corsa rallenti e il racconto si riposi anche quando avrebbe dovuto essere più presente. Ed è qui che l’avventura torna ad assomigliare di più al suo predecessore, spostandosi nettamente sul piano degli enigmi e proponendo un discreto level design che si concede qualche forzatura e incrina le pretese di verosimiglianza.
Il finale, in cui questa volta c’è più Cronenberg che Lynch (i cui echi non mancano, comunque), riprende le redini della storia mettendo al centro una creatura incredibile che rappresenta un lavoro accuratissimo di animazione dal risultato sbalorditivo.

Il senso dell’opera è ancora una volta ambiguo, con interpretazioni discordanti e troppe chiavi di lettura, nessuna delle quali più incisiva delle altre: l’astuto trucchetto, specialmente in campo indie, sembra continuare ad affascinare il pubblico, ma per quanto ancora?

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