He Kasei ha scritto una recensione su NieR: Automata
Panzer IV
Se ci sta uno dei temi fondamentali che viene usato spesso nella narrativa è la scoperta dell'identità, del proprio io, o del significato della propria esistenza.
In Matrix, per dire, l'agente Smith chiama continuamente Neo "Signor Anderson" non per semplice rispetto, ma per ricordargli che Anderson rispetto a Neo è la sua identità di prima, la persona normale che vive una vita difficoltosa e piena di fallimenti.
Gli amici di Thomas Anderson lo chiamano Neo perché è la sua nuova identità, il suo nuovo essere reale che cerca di liberarsi da un sistema. Per Smith ovviamente è l'esatto opposto: vuole rimettere Neo nel sistema, rimetterlo nel suo essere di Thomas Anderson, l'uomo ignorante e in difficoltà nel suo mondo ordinario e inconsapevole.
Ecco, Nier: Automata ha questi temi qui, ma c'è anche dell'altro.
Yoko Taro ha espresso il perché 2B ha quel bellissimo look provocante, perché semplicemente gli piace la prugna; ma ognuno di noi è liberissimo di trovare la motivazione del perché un androide da combattimento giri così, no? A ciascuno le sue teorie, anche per queste giapposberlate.
Quello che ho notato è un elemento più palese che è persino palpabile (giù le mani!) dal videogiocatore, che è anche uno dei suoi temi: il ruolo dell'adattabilità.
Nier: Automata è un gioco che gli piace cambiare il suo disegno divenendo un Action, un manic shooter, JRPG fino ad arrivare al classico 2D adventure che si nota in svariati generi, dal classico Platform al metroidvania.
Tuttavia, questa adattabilità si nota persino nel design dei vari nemici, le biomacchine: ciò che potrebbe sembrare poco ovvio, in realtà, segue un unico progetto a dir poco interessante. Ogni pezzo che compone questi robot può essere adattato a un’altra variante robotica, più grande o più piccola, potenziandola o completandola.
La testa tonda delle biomacchine, il pezzo più palese, è usata più e più volte in tutte le altre sue varianti, ognuna concepita per ruoli e adattabilità differenti, così da renderle sempre più flessibili.
Basterebbe anche vedere quelle biomacchine a collegamento sferico che prese singolarmente sembrerebbero dei centopiedi volanti, ma possono fungere da arti per una biomacchina di classe Goliath, le unità più grandi e tra le più pericolose.
Persino tra i Goliath ci sono delle basi che possono essere usate come varianti, come lo scafo di un carro armato che viene letteralmente preso e smontato, ruotato sotto sopra per essere montato su un velivolo ancora più imponente.
Nel mio viaggio su Nier: Automata, mentre facevo una missione, notai vicino ad un cadavere un StG 44. Quel dettaglio mi fece venire questa illuminazione assurda: questo gioco è come un Panzer IV.
Sapete, il Panzer IV fu utilizzato come i pezzi della Lego: prendi una base per fare altre cose, giusto per creare un qualcosa per uno scopo ben specifico.
Da carro che fungeva da supporto per la fanteria, fino ad arrivare ad una cavolo di antiaerea e via scorrendo.
Ecco, le biomacchine sono come i Panzer IV.
Quindi mi viene da pensare che il tema più forte tra i "tanti temi filosofici" di Nier sia proprio il tema dell'adattabilità, sebbene sia scritta anche in uno dei file che si trovano in giro nel gioco, ma messa per iscritto poche volte.
Però è una cosa chiara e palese, ribadisco, senza però entrare nei dettagli.
Eppure anche ascoltando alcune tracce musicali, le varie basi che si sentono sono sempre le medesime ma cambiano il loro adattamento persino con chi si parla nell'accampamento, rendendo il tutto il più riconducibile a quella persona nello specifico.
Anche gli ambienti di gioco hanno subito lo stesso trattamento: ci sta una parata nella via principale, ma addentrandosi nelle strade più buie e piene di inattività, il tema si addolcisce, quasi come se volesse una riabilitazione da quella condanna silenziosa.
Sì, ragazzi, la colonna sonora di sto gioco vi porterà su Alpha Centauri.
Automata pone un game change per il giocatore con le potenzialità dei chip e le varie caratteristiche di alcuni personaggi, dando persino la potenzialità di creare dei set specifici per determinate situazioni, come quella di farmare o di superare delle sfide.
I chip sono proprio il grano per le nostre build a seconda del contesto, con possibilità di fonderli tra loro e renderli più potenti, ma con dei costi.
Una cosa che mi ha piacevolmente colpito di Automata è proprio la valuta in game - che consiste in ferraglia e/o pezzi di ricambio - è effettivamente utile per i nostri scopi. Il tutto sta, ovviamente, come il giocatore si approccia al gioco. Certo, potete finire il gioco senza manco potenziare un'arma, per dire. Inoltre, ci sono veramente tanti modi per romperlo a nostro piacimento.
Cosa non ho apprezzato, principalmente? Che giocandolo da PC e vedere i vari settaggi da basso, medio e alto, non cambia assolutamente nulla.
Alcune impostazioni messe nella difficoltà sono fatte alla cavolo perché non modificano minimamente le statistiche dei nemici, ma solo il proprio dmg output, e nelle sfide più ostiche rivedere i nemici già sconfitti in precedenza che ti one shottano non è proprio il massimo. Anzi, quella roba la odio, preferisco meccaniche più complesse o nemici più furbi.
Avete presente le arene dei DLC? L'ultima sfida nell'arena della costa rappresenta tutto ciò che odio nelle sfide più "complicate", dove l'unica cosa che ti mette in difficoltà sono le statistiche assurde dei nemici.
Sul piano narrativo ci possono essere tutti gli spunti immaginabili che si vogliono, ma la scrittura sembra sia stata messa nero su bianco con in mente il fan medio di Evangelion.
Temi profondi? Va bene. Ma la superficie è quella di un lago prosciugato dove per cercare qualcosa di veramente interessante devi usare qualche vanga.
Non è uno stile che realmente apprezzo, ma se a Yoko gli piace dare pillole potenti e qualche siringa, gli direi tranquillamente di non darmele. Culi vanno benissimo, anche se sono delle androidi piene di petrolio. Anche con quello ci si può adattare.
Detto ciò, il titolo mi è piaciuto e mi fossilizzerò anch'io con qualche merch su 2B e A2.
Voto assegnato da He Kasei
Media utenti: 8.7 · Recensioni della critica: 8.7







Luca Strife
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