JaySteam ha scritto una recensione su Clair Obscur: Expedition 33
For those who come after
Il voto, ci tengo a precisarlo, è mio e personalissimo, ma se vogliamo attenerci alla fantomatica "oggettività" non scenderei comunque sotto il 9,5/10.
Expedition 33 è riuscito a dimostrare, come ha recitato Swen Vincke ai TGA 2024, che per fare un gioco serve passione, cuore, voglia di raccontare qualcosa o esprimere la propria idea. Expedition 33 non ha marchettate, non ha inclusioni forzate, non ha futili perbenismi; Expedition 33 ha una storia da raccontare, un mondo da scoprire, personaggi da conoscere per ciò che sono.
Inutile dire quanto questo gioco peschi a piene mani da vari titoli dei passati Final Fantasy, in particolare dall'VIII (di cui parte del team e Ben Starr sono dichiaratamente fan) e dal X per alcune meccaniche. Lo stile dei menù di battaglia cerca di richiamare quello dei Persona, così come le coreografie delle abilità. Stupenda l'idea di rendere interattivo anche il turno in difesa, con la possibilità di poter schivare o parare i colpi avversari, scatenando in questo secondo caso un potente contrattacco.
L'ho giocato alla difficoltà più elevata e sì, dopo la fine dell'atto I la curva di difficoltà cresce abbastanza esponenzialmente, un'ottimo grado di sfida che mi ha fatto provare le stesse emozioni di quando sconfiggi i boss nei souls dopo vari tentativi: grandi soddisfazioni.
La difficoltà tuttavia è come una campana di Gauss. Una volta al picco, si comincia il loop dei classici jrpg: farming fino al 99 e costruzione dei vai personaggi (che per la prima volta sono riuscito a fare da solo senza l'ausilio di guide). Tra armi potenziabili, Picto e Lumina (ovvero abilità e statistiche passive equipaggiabili tramite punti), il gioco è facilmente "rompibile". Per carità apprezzo tantissimo che si possa fare e ne ho goduto nel vedere oneshottati i boss segreti dell'end-game, ma dall'altro lato un po' mi è dispiaciuto. Fortunatamente c'è una funzione di NG+, quindi si potrà riprovare il tutto, se si ha voglia.
Lato tecnico il gioco gira su UE5, si notano piccole animazioni un po' legnose in alcuni filmati, ma i doppiatori rendono vere le emozioni dei personaggi, fino al punto che tali "difetti" diventano ancor meno che insignificanti. La colonna sonora è tra le più belle mai ascoltate, praticamente tutta udibile in-game raccogliendo dei dischi sparsi per il mondo di gioco. Enigmi ambientali molto semplici e intuibili.
Mi accingo a concludere parlando in linea generale della trama.
Il mondo di Clair Obscur mette il giocatore davanti a diversi temi, in primis quello della perdita, l'inevitabile e inesorabile Gommage che cancella piano a piano persone care e conoscenti. I legami di amicizia e famiglia che si instaurano tra i membri della spedizione. Il mistero di questo mondo, che spinge a voler scoprire sempre di più.
Spero davvero che il team di Sandfall possa continuare a esplorare questo setting, con un DLC o ancora meglio con un Sequel, il potenziale c'è, sperare nel futuro non costa nulla; come recitano gli esploratori: "C'è sempre domani"
Voto assegnato da JaySteam
Media utenti: 9.4


Reita.Roses
Ma che cazzo c'entrano le inclusioni forzate e i perbenismi col discorso di Swen Vincke? Lui parlava di fare videogiochi prima di tutto per passione piuttosto che basandosi su indagini di mercato.
JaySteam
C'è un punto prima della parte in cui si parla di inclusioni forzate, non c'è scritto che sia parte del discorso di Swen