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Judgement Fil

ha scritto una recensione su Rage 2

Cover Rage 2 per PS4

Un bullo, un cinghiale e un samurai entrano in un bar

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In un certo senso, Rage 2 è come quei film le cui scene migliori vengono anticipate dai trailer, finendo così per rovinare il divertimento. Eppure non posso fare a meno di considerarlo un gioco onesto. Perché nonostante tutto, durante i mesi che hanno seguito l’annuncio, gli sviluppatori ci hanno detto esattamente che cosa avremmo trovato. Per chi se lo fosse perso, Rage 2 è un fps col gunplay tipico dei giochi id Software in quel contesto da open world sandbox folle tanto caro agli Avalanche Studios. In tutto ciò, l’elemento che destava più perplessità era proprio il coinvolgimento dello studio svedese, famoso per i suoi giochi tanto esagerati quanto imperfetti. Rage 2 non è da meno, chi si aspettava grandi cambiamenti o una gestione dell’open world innovativa e rivoluzionaria resterà sicuramente deluso.

La struttura delle attività presenti nel mondo di gioco è la stessa di quelle viste in Mad Max. Quindi, sparsi per le varie regioni troverete accampamenti pieni di criminali, convogli di veicoli, sentinelle dell’Autorità (che altro non sono torrette da abbattere) e quant’altro. Se avete giocato al titolo ispirato alle pellicole di Miller saprete bene a cosa mi riferisco e potreste esserne tutt’altro che entusiasti. Ad ogni modo, tutto quello che nel titolo sopracitato non funzionava, in Rage 2 funziona alla grande e quindi, pur proponendo una struttura ormai vecchia e stantia, potreste non farci caso. Dico potreste perché dipende da come deciderete di approcciarvi al gioco in questione, che no, non vuole essere un clone di Doom inserito in un open world e, nonostante gli elementi presi in prestito, ha un’anima tutta sua.

Oh, rabbia 2
Rage 2 non è esattamente il titolo che si acquista per godere di una storia intensa e ricca di colpi di scena; se avete intenzione di approcciarvi ad esso per questo motivo allora fareste bene a dedicarvi ad altro. Gli eventi si svolgono vent’anni dopo il finale del primo Rage: il generale Cross, leader dell’Autorità, è tornato con l’intenzione di portare a compimento il suo diabolico piano e decide di attaccare la pacifica città di Vineland. Il susseguirsi di eventi portano Walker (il protagonista) a diventare un ranger, il quale dovrà mettersi in contatto con Loosum Hagar, John Marshall e Antonin Kvasir (vecchie conoscenze per chi ha giocato il primo capitolo) affinché rimettano in moto il progetto Daga per fermare Cross una volta per tutte. La storia è tutta qua e si esaurisce nel giro di dieci missioni; il loro punto di forza è che si svolgono principalmente in luoghi al chiuso ed è qui che Rage 2 dà il meglio di sé. Certo, non tutte le missioni sono allo stesso livello, ma non ci si annoia mai ed è un peccato che la campagna sia così breve. A questo punto potreste pensare che non ne vale la pena e avreste pienamente ragione se si trattasse di un titolo prettamente narrativo. Il punto forte di Rage 2 è il gameplay e le occasioni per sparare a destra e a manca sono molteplici.

Frenesia allo stato puro
Tanto per cominciare, la cosa migliore da fare per godersi Rage 2 è quella di iniziare la propria partita a livello difficile o incubo per godere di un buon livello di sfida. Il gioco non pone alcun tipo di limite legato all’esplorazione e dunque conviene mettersi alla ricerca delle Arche contenenti le abilità nanotritiche e le armi, in questo modo potrete subito accedere al pieno potenziale che il gioco ha da offrire. Il combattimento ruota attorno all’utilizzo di armi (più o meno convenzionali) e abilità in modo tale da creare combo letali per i nemici di turno. Eseguendo delle eliminazioni in rapida successione andrete a riempire l’indicatore del Sovraccarico che vi consentirà di fare danni paurosi. Insomma, se vedete che il suddetto indicatore si carica in fretta vorrà dire che state giocando bene, altrimenti dovrete ripensare il vostro modo di giocare. I combattimenti sono quindi un rapido susseguirsi di scatti, salti e abilità devastanti in cui vengono premiati la creatività e la velocità con cui ci si sbarazza degli avversari.
Se tutto ciò vi sembra poco, sappiate che è possibile potenziare armi e abilità grazie a degli oggetti ottenibili dalle casse arcaiche o acquistabili dai mercanti. Ciascuna delle otto armi disponibili possiede uno skill tree costituito da cinque livelli, accessibili tramite l’esborso di un minerale chiamato feltrite. Quasi ogni livello di upgrade permette dunque di scegliere tra due potenziamenti differenti al costo di un certo numero di Mod Arma. Tale scelta non è però vincolante, infatti potrete passare da un potenziamento all’altro in qualsiasi momento, scegliendo l’effetto che ritenete più utile in base all’occorrenza. Anche le abilità nanotritiche sono suddivise in più livelli, ciascuno dei quali consente di ottenere bonus differenti, si va da riduzioni dei cooldown fino ad effetti aggiuntivi in grado di rendervi ancora più devastanti. Infine, una volta completate le prime missioni dei tre alleati sopracitati, otterrete l’accesso ai progetti, ulteriori upgrade in grado di semplificarvi la vita. Il potenziamento di Walker è dunque una parte fondamentale dell’esperienza necessaria per diventare il salvatore della Zona devastata.

In questo folle pianeta
Come avrete capito l’open world di Rage 2 è piuttosto classico, eppure, il risultato finale non è terribile come potrebbe sembrare. Il mondo creato da Avalanche è innanzitutto ricco di fascino, ogni zona è ben differenziata, così come le bande di criminali che vi abitano. I loro covi ad esempio vantano un level design niente male e a conti fatti rappresentano dei piccoli livelli dove è possibile sbizzarrirsi per qualche minuto. La critica principale che si può fare in questo caso è che gli sviluppatori ancora una volta hanno dato più peso del dovuto ai collezionabili (casse piene di dollari, feltrite, potenziamenti e datapad), la cui ricerca diventa presto un’attività sfiancante. Diciamo che passare cinque minuti ad eliminare criminali e altri dieci a cercare casse nascoste nei posti più subdoli, non è affatto divertente. È altresì vero che si può ottenere un potenziamento utile al ritrovamento di questi oggetti, ma questo aspetto forse andrebbe ridimensionato in favore di altri elementi.
Per fortuna i collezionabili non sono tutto e le diverse attività vantano grossi convogli, realizzati meglio che in Mad Max, tane di mutanti, taglie e attività collaterali come l’arena di Mutant Bash TV o le corse dei Derby, capaci di donare ulteriore varietà al tutto. Merita qualche parola anche il sistema di guida che purtroppo non si è rivelato il massimo. I veicoli in linea generale risultano pesanti e poco reattivi durante le sterzate. In particolare ne risentono tantissimo le moto che si dimostrano rigide e poco pratiche, vittime anche di una gestione della fisica non proprio esaltante. Sempre restando in tema, il gioco mette a disposizione sedici mezzi, molti dei quali per essere ottenuti devono essere trovati in giro e portati in una delle città. Il veicolo principale che avremo a disposizione è però il Phoenix, l’unico mezzo potenziabile in termini di armamenti, vitalità e altre funzioni come il sedile eiettabile, utile a lanciarsi in mezzo alla mischia. Una volta fatto il callo al sistema di guida, gironzolare per la Zona devastata alla ricerca di cose da far scoppiare diventa un piacere.
In un’intervista precedente al lancio del gioco, Tim Willits di id software ha affermato che l’obiettivo principale del titolo è di essere divertente. Rage 2 è un gioco pieno di difetti, con tantissime cose da migliorare: viene posta troppa enfasi sui collezionabili, ci sono solo due tipologie di boss abbastanza banali, il sistema di guida non è perfetto, avrebbe necessitato di meno attività copia-incolla e più quest secondarie avvincenti. Per non parlare della campagna, davvero troppo breve. Nonostante questo, se lo si prende con il piede giusto, saprà regalarvi quel tipo di divertimento genuino come pochi.

Comparto tecnico e direzione artistica
L’ultima fatica di Avalanche andrebbe giocata a 60 fotogrammi al secondo, ancora meglio se su pc. Purtroppo, giocarlo su console standard comporta un sacrilegio indicibile, ovvero i 30 fps, che è inutile girarci attorno, si sentono tantissimo. Perlomeno non ci sono cali e l’azione risulta sempre fluida, anche quando si verificano esplosioni a ripetizione, il tutto con una risoluzione di 1080p. Deludono invece le texture che spesso mostrano una risoluzione non proprio altissima e i modelli poligonali dei personaggi, che risultano un po’ poveri. Nel corso della mia partita ho avuto problemi anche con il menù, che oltre ad essere poco fluido, in alcune occasioni ha fatto crashare il gioco. Per quanto riguarda la componente artistica dell’opera non ci si può lamentare, le diverse zone del mondo sono tutte ben diversificate e lo stesso vale per le fazioni nemiche, difficilmente ve le scorderete. Menzione d’obbligo anche per la colonna sonora, di genere elettronica, che rende ogni sparatoria più adrenalinica che mai.

Commento finale
Rage 2 è un titolo ambiguo. È un gioco stracolmo di difetti, che non ricorderete assolutamente per la narrativa di qualità o per alcun tipo di innovazione. Eppure risulta incredibilmente divertente, quasi assuefacente. Se vi farete catturare dal suo fascino grezzo, vi regalerà tra le venti e le trenta ore di gioco (completando tutte le attività) a cui si aggiungeranno presto contenuti gratuiti come veicoli, eventi e perfino trucchi (si, ci sono pure quelli) che insieme alle due espansioni (a pagamento) previste, dovrebbero tenere in vita il gioco fino all’autunno. Allo stato attuale resta comunque un gioco godibilissimo per chiunque voglia un po’ di sano divertimento spensierato e se quanto detto non vi ha convinto, potete togliere mezzo punto alla valutazione riportata qui sotto.

8

Voto assegnato da Judgement Fil
Media utenti: 7.8 · Recensioni della critica: 7.7